Raduno 2009 de iNudisti


Una piccola goccia scende lentamente, segue un percorso ben definito: prima scorrendo lungo il fianco del naso, poi scavalcando lo zigomo e, infine, infilandosi nella piega della guancia per giungere al bordo della bocca e finire scendendo sul mento, dove si sofferma indecisa tra il restare incollata al viso o il precipitare velocissima verso terra.
Lentamente la goccia inizia a pendere sempre più dal mento, si sforza di restarci attaccata, ma l’attrazione verso il basso è superiore a tutte le sue forze, non riesce a resistere, deve forzatamente staccarsi senonché in quel mentre, arriva una dolcissima carezza che ne ferma l’inesorabile allungarsi verso il suolo.
Pioggia? Sudore? No, è, o meglio, era una piccola lacrima che sommessamente ma ineluttabilmente è sgorgata dal lembo del mio occhio quando tristemente mi devo allontanare da questo luogo in cui ho passato due giornate meravigliose. Già, purtroppo tutto deve finire e così come il sole ogni giorno sparisce oltre l’orizzonte anche questo Raduno è ormai ricordo del passato. Un ricordo intenso, quasi doloroso, visto il lungo periodo di preparazione e attesa, ma un ricordo cosparso di mille sensazioni piacevoli, di tante nuove stupende conoscenze, di nick che hanno assunto dei volti, della soddisfazione di veder arrivare tanti amici e la rappresentanza di una buona parte delle Associazioni Naturiste Italiane.
Venerdì la partenza e un viaggio senza problemi, in serata io e mia moglie siamo al villaggio che ci ospita, impressionante, mai stato in un villaggio così grande: solo le piscine sono grandi quanto un normale campeggio, poi sotto la pineta le piazzole per tende e caravan, la sterminata fila di casette mobili, al centro la zona dei servizi con la Reception principale, il supermercato, il bar-gelateria, due ristoranti, i giochi per i bambini.
Effettuate le operazioni di registrazione, ci portiamo nell’area tende per scegliere la piazzola e montare il nostro tendone. Qui l’incontro, dopo tanti messaggi via Internet, con Daniele, l’anima della spiaggia Nido dell’Aquila e preziosissimo appoggio locale per l’organizzazione del raduno. Resto un attimo spiazzato, m’aspettavo una persona stile giacca e cravatta, invece mi trovo innanzi un simpaticissimo ed esuberante giovane dai capelli lunghi e ricci.
Poco dopo sopraggiungono anche Alessandro (il mitico Capitan1cino), Paola e Valerio (e Shyra, bellissimo pastore tedesco), che piazzano il loro possente camper nella piazzola accanto alla nostra. Alle ultime luci del giorno in circa quindici minuti monto, con il non indifferente aiuto di Alessandro e sotto la criticissima supervisione di mia moglie Maria, la tenda: nonostante il buio e pur essendo solo la terza volta che effettuo questa operazione, il risultato è pressoché perfetto, se penso alla scorsa estate quando ci misi un’ora e mezza per fare l’improba operazione, per giunta con risultati alquanto deludenti!
E’ ormai ora di cena, contatto Max, la nostra gloriosa Araba Fenice, per fissare l’incontro al ristorante, dove ci troviamo tutti quanti. Insieme a Max si presenta Nicola che si dimostrerà anch’egli persona squisitissima.
Il dopocena si prolunga fin quasi alla mezzanotte e ci vede seduti nella piazzetta del campeggio a chiacchierare di … è già, di cosa potrebbero chiacchierare queste persone? Di nudismo, ovviamente. A noi si è unito Daniele, poi in via telefonica ci contattano Ondina dell’UNI Lazio e Dinky simpaticissima segretaria dell’ANITA, da registrare anche l’apprezzata visita di Marco, il Direttore del villaggio.
Viene l’ora di andarsene a nanna, appuntamento alla mattina per andare in spiaggia.
Sabato mattina mi sveglio alquanto presto, mancano ancora più di due ore all’appuntamento con Daniele, quindi mi dedico con calma ai preparativi, la testa però non so dove l’ho lasciata e continuo a fare dentro e fuori dalla tenda, rompendo le scatole a mia moglie e Alessandro che stanno ancora dormendo: prima vado ai servizi e mi dimentico il necessario per la barba, poi mi accorgo che nel borsone mi mancano delle attrezzature necessarie, quindi dimentico le lenti a contatto, poi è la volta del cibo e così via. Sarà l’emozione per questo importante incontro, il peso della responsabilità organizzativa, l’età che avanza, fatto sta che finisce con un severo rimbrotto di mia moglie. Fortuna che è l’ora per me di partire, ma prima d’andarmene ne devo combinare ancora una: ho parcheggiato la macchina stretta tra una siepe, un albero, le corde della tenda e il tavolino, indi per uscire devo fare diverse manovre, andando anche a sbattere contro il tavolino. Beh, mentre Maria mi osserva con sguardo truce dall’ingresso della tenda, finalmente ne esco e sparisco.
In due minuti di macchina sono al parcheggio del Podere Tuscania e quasi subito arriva anche Daniele e un suo amico di cui non ricordo il nome. Scarichiamo tutte le attrezzature e ci incamminiamo verso la spiaggia. Inizialmente si attraversa un piccolo prato, poi ci si addentra in una folta e fresca pineta, svolta a destra e dopo una brevissima e appena accennata salitella si perviene, passando accanto alle baracche dei servizi igienici e del bar, alla spiaggia. Che bella, lunghissima e piuttosto larga, formata da finissima ghia, tra la quale si mescolano residui di Posidonia e piccoli ma fastidiosi pezzetti di legno.
Ancora non siamo alla spiaggia nudista, si devono percorrere un centinaio di metri per arrivare ad un alberello sul cui tronco ben visibile si vede dipinta una fascia gialla: è l’inizio della zona nudista, zona che si estende per 400 metri ovvero dalla fine della spiaggia del Podere Tuscania all’inizio di quella del Park Albatros, il villaggio che ci ospita.
Il mare davanti è di un azzurro intenso e quasi uniforme, nonostante alcune folate di vento c’è calma piatta. Mentre Daniele e il suo amico piazzano i cartelli di confine che segnalano la spiaggia nudista e montano un gazebo comprato (da Daniele) proprio per dare da supporto al nostro Raduno, io indosso la muta e mi porto al largo per visionare la zona di rocce sulla quale domattina accompagnerò coloro che vorranno fare un’ora di snorkeling, ovviamente nudista.
C’è un poco di corrente che rende faticoso il nuoto, ma nel giro di una decina di minuti individuo fra la sabbia l’esatta posizione della fascia rocciosa, “Morzate” come la chiamano qui, e ne inizio la perlustrazione. Non è proprio un acquario e l’acqua non è limpidissima ma comunque individuo e osservo diversi pesci, anche se non di mole: saraghi, occhiate, piccole castagnole dal ventre blu elettrico, gli immancabili labridi dal forti colori, un piccolo branco di triglie, una mormora che al mio arrivo si insabbia velocissima sparendo letteralmente alla vista. Oltre ai pesci incontro alcune anemoni, qualche spugna a tubo rossa, due grossi spirografi, moltissime piccole meduse quasi invisibili e due meduse bianche con riga blu attorno al mantello.
Dopo un’ora e mezza rientro alla spiaggia, mi spoglio e partecipo agli ultimi lavori di allestimento della spiaggia ai fini del raduno: montiamo la bandiera de iNudisti, definiamo dove poter montare il campo da pallavolo, facciamo due chiacchiere.
Passano le ore e ancora dal villaggio non arriva nessuno, tutti dormiglioni qui. Decido di riportare il mio borsone con le attrezzature sub alla macchina. Al mio ritorno trovo Maria, Alessandro, Paola e Valerio che sono venuti a piedi dal villaggio, sono poi dieci minuti di cammino. Più tardi arrivano anche i dormiglioni del gruppo: Max e Nicola.
Il sole comincia a farsi pesante e sulla spiaggia non esiste modo di trovare un filo d’ombra. Purtroppo una folata di vento ha quasi distrutto il gazebo e siamo stati costretti ha ripiegarlo e riporlo nella sua borsa. Unico refrigerio c’è dato dal passeggiare o nuotare nelle fresche acque del mare che si distende innanzi a noi.
Arrivati nella notte al villaggio, Marcolino e famiglia e la coppia d_albano2 arrivano in spiaggia attorno a mezzogiorno. Insieme a loro iniziano i diversi altri arrivi e le presentazioni con i nuovi amici o i saluti con gli amici già conosciuti si fanno sempre più frequenti, in ordine d’arrivo: Acquaticus e consorte, Damiano e famiglia (che, arrivando dalla Svizzera, rendono internazionale il raduno), Raffaele e Ginella, Biotto e Claudia con altri 3 amici di PCNat, Massimo, Giuseppe, Justus e Giuliana, Firenzenow.
Il primo pomeriggio passa veloce tra le chiacchiere e le presentazioni, interrotto per me da un salto al villaggio per concordare e organizzare la cena comunitaria presso il ristorante dello stesso (e per prendere un attimo di respiro dall’incessante pressione del sole). Superato l’intoppo di un disguido con la segreteria del villaggio, alla quale non risultava che noi avessimo prenotato la cena di gruppo, rientro alla spiaggia verso le 16. Ancora qualche chiacchiera e presto le persone iniziano a rientrare per prepararsi alla cena. Io, Maria e Alessandro ci fermiamo ancora un poco per ammirare il tramonto e goderci la frescura del sopraggiungere della sera. La rossa palla del sole scende velocemente disegnando una lunga e ben delineata striscia di luce sulla superficie del mare e mi immagino un’ipotetica nuotata in questa per andare ad incontrare la nostra lucente stella. Una barca si delinea all’orizzonte e la osservo passare davanti al sole e poi svanire nella direzione opposta. E’ il crepuscolo ed è ora anche per noi di rientrare alla tenda. Una bella doccia ed eccoci pronti per la cena. Raduno nella piazzetta e poi … gambe sotto il tavolo!
Per la cena sono arrivati altri quattro del famosissimo gruppo PCNat: Maurizio, Marina, Riccardo e Pietro.
Qualcosa non mi torna nei numeri, nonostante il ristorante abbia apparecchiato per 36 contro i 30 che avevo segnalato, di posti liberi ce ne sono solo due o tre e sono in attesa dell’arrivo di una rappresentanza importante dell’UNI Lazio, capitanata da un’esplosiva Ondina, che, purtroppo e con mio notevole disappunto, sono costretti a sedersi ad un tavolo separato, seppur vicino: mi scuso con loro.
La cena, allietata da alcune buone bottiglie di vinello e da una braciola di manzo veramente squisita, si svolge in allegria e spensieratezza, fra discorsi di vario genere compresi, senza nessun timore d’essere sentiti dagli altri commensali, quelli nudisti.
Il dopocena ci vede in piazzetta a sorseggiare qualche bicchiere di corroborante superalcolico, le chiacchiere ci tengono alzati fino alla mezzanotte. A questo punto il programma prevedeva un bagno e/o un brindisi ma ambedue le cose saltano, la prima per evidenti motivi di salute, la seconda per stanchezza e assenza delle necessarie bottiglie. Ci si saluta dandosi appuntamento per la mattina, e qui mi prendo nuovamente del matto quando ho l’ardire di proporre il ritrovo alle 8 per chi vuole venire a fare snorkeling; sposto alle 9, ma non c’è verso; riprovo alle 10 e ancora un diniego quasi generale, alla fine programmo per le 11 e qualche spiraglio di attenzione riesco a smuoverlo.
Dopo una bella e ristoratrice dormita, arriva la mattina della domenica. Alle 7 sono in piedi, non mi riesce di dormire oltre. Nel campeggio ancora non gira nessuno e aspetto seduto fuori dalla tenda. Verso le 8 si alza anche mia moglie e facciamo una prima veloce pulizia nell’intenzione di smontare la tenda; ma ci ripensiamo e decidiamo di spostare la cosa al pomeriggio al fine di gustarci la spiaggia quando il sole ancora non morde troppo sulla pelle.
Facciamo colazione al bar del villaggio, poi passiamo dal supermercato a prendere qualcosa da mangiare per mezzogiorno e, a piedi, ci portiamo in spiaggia. Quando arriviamo sono circa le 9 e mezza, diverse persone sono già arrivate ma nessuno del nostro gruppo … tutti dormiglioni quelli de iNudisti!
Recupero il palo per la bandiera e la rimetto a sventolare felice nel vento, vado al bar a “rubare” un tavolo e due sedie per la postazione tecnica, piazzo la boa segna sub in acqua per identificare il punto di ritrovo di coloro che vogliono fare snorkeling, aiuto a montare il campo da pallavolo, poi aspetto ansiosamente gli amici snorkelisti. Daniele che mi vede andare continuamente avanti e indietro mi invita a mettermi tranquillo, suggerimento che non mi riesce di seguire: ho voglia di scendere in acqua, c’è già una persona che aspetta per uscire, ma gli altri ancora non si vedono. Verso le 11 arrivano in spiaggia quasi tutti e visto che più nessuno vuole fare snorkeling, me ne vado in acqua solo soletto per ripetere il giro già fatto la mattina prima, ma stavolta in “natura”, ovvero nudo.
La visibilità è minore rispetto a ieri e una fastidiosa onda lunga si fa sentire anche ai quattro, cinque metri di profondità a cui si trovano i sassi delle “morzate”. C’è meno pesce, comunque me ne resto in acqua quasi un’ora a scattare alcune fotografie, finché i primi brividi mi inducono al rientro. Approdo a riva e Biotto mi chiede se si poteva uscire a fare la nuotata, che fare? Mi rituffo e si riparte, tanto la nuotata per tornare a riva mi ha riscaldato a sufficienza e non ho più brividi.
Nel riportarci verso gli scogli quasi sbatto contro una grossa medusa, peccato aver lasciato la macchina foto a riva, prima ne avevo fotografata una piccolina, questa si sarebbe proprio meritata una bella foto. Ci facciamo il giro degli scogli, faccio vedere all’amico gli spirografi e qualche pesciolino poi si ritorna a riva.
Mentre ero in acqua sono sopraggiunti tanti altri amici, tra i quali Marcob noto referente per la spiaggia nudista del Diaterna.
Si pranza al sacco sulla spiaggia e mia moglie si va a sedere proprio sopra una vespa che, di ripicca, pensa bene di pungerla proprio su di una chiappa. Ho lasciato la pomata nello zaino in tenda, quindi dopo aver finito di pranzare Maria se ne torna al villaggio per cercare di lenire il dolore della puntura. Io mi fermo ancora in spiaggia e scambio piacevolmente, assieme a Max, alcune opinioni sul nudismo, sul sito de iNudisti, sui problemi del nudismo e sulla questione Manerba del Garda con un paio di amici.
Nel pieno del pomeriggio ci vengono a trovare due giovani Carabinieri, si proprio Carabinieri, e Daniele si prodiga nelle presentazioni. Si chiacchiera del Raduno e loro ci chiedono se siamo contenti del posto, se è andato tutto bene, se abbiamo avuto dei problemi. Salutandoci si mettono a nostra completa disposizione per qualsiasi fastidio possa sorgere, soprattutto in relazione ad eventuali malintenzionati. Fosse così dappertutto: il Comune che non solo da il beneplacito ad una manifestazione nudista, ma la sponsorizza con Delibera Comunale; i Carabinieri che vengono a trovarci e si mettono al nostro servizio … Daniele ha fatto veramente un grande lavoro!
Giungono così rapidamente, troppo rapidamente le quindici e trenta, per me è l’ora di tornare al villaggio per fare i bagagli. Mi dispiace enormemente lasciare il Nido dell’Aquila, lasciare tutti questi simpaticissimi amici, tornare a calzare le vesti, ma non ho alternative, domattina devo andare a lavorare presto e devo scaricare la macchina, stracolma di materiale, stasera stessa: non posso arrivare a casa troppo tardi!
Saluto tutti gli amici che identifico come volti conosciuti, ne ho sicuramente dimenticati diversi coi quali mi scuso e li saluto da queste righe, saluto Daniele che molto mi ha aiutato nell’organizzazione del Raduno (senza di lui tutto sarebbe stato molto, molto più difficile) e mi incammino tristemente verso il villaggio.
Il viaggio di ritorno, purtroppo allungato da trenta e più chilometri di coda tra Aulla e Berceto, avviene nel ripensamento alle tre stupende giornate appena passate, agli amici conosciuti, a quelli ritrovati, al bilancio del Raduno, un bilancio decisamente positivo, specie considerando che solo una quindicina di giorni addietro ancora le indicazioni di partecipazione erano pressoché nulle. Sulla spiaggia del Nido dell’Aquila hanno sventolato le bandiere de iNudisti (ben tre), della spiaggia, dell’ANITA/Diaterna e del gruppo PCNat, e sotto tali vessilli si sono felicemente ritrovate una cinquantina di persone provenienti da quasi tutta l’Italia (una famiglia perfino dalla Svizzera) e appartenenti a diverse Associazioni o non associate, alcune iscritte al sito de iNudisti, altre no, il Raduno non voleva avere e non ha avuto confini, barriere, era ed è stato aperto a tutti coloro che volevano parteciparvi,, in quell’ideale d’interesse comune che dovrebbe essere la base assoluta e imprescindibile d’ogni iniziativa in ambito nudista e naturista.

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 29 gennaio 2011, in VivAlpe 2016 con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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