I Mulini a vento


Belli i mulini a vento, ricordano la campagna, i tulipani, gli zoccoli di legno, ma non voglio certo parlarvi di quei mulini a vento, bensì di quello che essi sono venuti nel tempo a rappresentare in senso metaforico, del loro significato simbolico nel Don Chisciotte: la battaglia con il nulla, gli obiettivi sbagliati, i falsi problemi. Certo i mulini a vento si possono fermare, ma non si ferma il vento, che è il vero obiettivo, il vero avversario.

Quando si preferisce mettersi le fette di salame sugli occhi invece che attuare un processo strategico reale e vincente, il riconoscimento dei veri problemi e di tutte le loro cause, si finisce con l’applicare soluzioni anche giuste ma sugli obiettivi sbagliati (le false cause del problema), oppure si applicano soluzioni sbagliate agli obiettivi giusti (le vere cause del problema), così si perde tempo e il problema reale non viene risolto: se mi fratturo una gamba e la curo con l’antidolorifico è certo che la guarigione potrà anche esserci ma sarà molto più lunga, senza contare la possibilità che insorgano complicanze di vario genere. Individuare il vero problema e TUTTE le sue cause è il punto fondamentale per chiunque voglia risolvere un problema: se non conosco la natura esatta del mio problema e tutte le sorgenti che lo generano, non potrò mai risolverlo.

Scendendo nel merito del nudismo (e del naturismo che di fatto usa il nudismo come mezzo per perseguire i propri obiettivi ed è quindi assoggettato alle medesimi problematiche; non starò a ripetere sempre i due termini “nudismo” e “naturismo”, userò sempre e solo il primo, intendendo con esso ambedue le comunità) è da tempo in atto una disputa contro i più o meno presunti libertini, ritenuti come IL problema del nudismo. Invero un’attenta analisi della situazione ci può far capire che quello del libertinaggio sessuale non è IL problema, ne è una parte, una piccola aggravante, una delle cause, ma non IL problema, che è invece la difficoltà a diffondere e far accettare l’ideale nudista. Identificato il vero problema, mediante un brainstorming si possono facilmente individuare ed elencare tutte le sue cause, indi conoscendole è possibile assegnare ad ognuna una valutazione in impatto sul problema, composta da più parametri tra i quali la diffusione e la criticità. Non sto a tediarvi riportando tutte le fasi del processo, taglio corto e riporto, in ordine decrescente d’impatto, tutte le cause del problema che riguarda il nudismo, con alcune considerazioni su ognuna di esse. Anticipo che alcune non saranno per qualcuno o per tutti piacevoli, ma un Problem Solving efficace deve tenere conto di tutto, non solo di ciò che non da fastidio a se o agli altri.

1) La rinuncia dei nudisti al marketing, alla pubblicità, al proselitismo.
Qualsiasi cosa venga proposta c’è sempre un certo numero di scettici che sollevano problemi formali o morali, alla fine le possibili iniziative non vengono attuate; qualsiasi attività venga organizzata vede l’adesione di poche persone perdendo efficacia e impatto; come mezzo di diffusione della pratica viene quasi esclusivamente utilizzato il passaparola, mezzo di comunicazione anche efficace, ma non sempre conveniente e mai prioritario dato che sfrutta uno sviluppo piramidale, quindi necessità di un nutrito numero di bisbigliatori, e poi è anche molto lento.

2) Il vittimismo nudista.
Si colpevolizza la società tessile o comunque gli altri piuttosto che guardare al proprio interno. Si lamenta la mancata considerazione piuttosto che far valere la propria presenza. Si parla male degli altri piuttosto che parlare delle proprie valenze positive. Il messaggio che passa è quello di un ambiente di frignoni, capaci solo di lamentarsi.

3) Il moralismo dei nudisti.
A differenza di quanto avviene nella società tessile, in quella nudista sono molti coloro che amano indagare sulle abitudini sessuali delle persone prima di accettarle nei loro ranghi e richiedono l’esilio coatto delle persone solo perché “si macchiano” della “grave colpa” d’essere iscritti ad un sito per scambisti o esibizionisti, poco conta che in società questo non appaia proprio per niente . Conseguenza: un messaggio che invita alla preoccupazione, alla diffidenza, a starsene lontani dall’ambiente nudista.

4) L’ottusità sessuale dei nudisti.
Nella società odierna, specie tra i giovani, certe effusioni anche un poco spinte sono abitudini consolidate e ritenute del tutto normali, quindi attuabili anche in pubblico; se si vanno a porre delle restrizioni in riferimento a tali atteggiamenti evidentemente un tessile si trova invogliato a restare tessile.

5) Più in generale, le limitazioni comportamentali presenti negli ambienti nudisti.
Sulle spiagge tessili nessuno si sognerebbe mai di prendersela con chi gira facendo fotografie o riprese video, perché deve succedere su quelle nudiste? Per qualche millimetro di pelle nuda in più? Non possiamo chiedere “ma che problema c’è a togliere quei pochi millimetri di stoffa” se poi in realtà siamo noi stessi a ben evidenziare un problema; non possiamo dire che non fa differenza avere i genitali coperti o meno se poi creiamo delle regole che si basano proprio su tale differenza; non possiamo supportare l’idea che il nudo sia naturale e puro se poi noi stessi per primi ci preoccupiamo di cosa gli altri possano farci con il nostro nudo. Tutte questo provoca dei messaggi negativi che inducono il mondo tessile non solo a non avvicinarsi alla pratica del nudismo, ma anche a contrastarla.

6) Il fondamentalismo nudista.
Non sei naturista se non mangi vegetariano; non sei naturista se vai a caccia o a pesca; non sei nudista se lo fai solo in casa; non sei nudista se hai il segno bianco sulle chiappe; e via dicendo. Le persone vogliono, giustamente, essere libere di autodefinirsi o di non definirsi, di comportarsi secondo loro opinione, di praticare le cose nel modo a loro più confacente e comodo.

7) L’attaccamento dei nudisti alle teorie Freudiane come scusa dei propri problemi.
La società è stata abituata da secoli di precetto, durante i quali il nudo era volgare o proibito in quanto peccato. Oggi nella società tessile non si fanno, almeno a livello conscio, particolari equazioni o perequazioni, tipo nudo uguale sesso: il nudo è nudo e stop, il nudo non è bene e stop. Fossilizzarsi sulla campagna, pur giusta, “il nudismo non ha niente a che vedere con l’attività sessuale” comporta la totale assenza di altri messaggi più consoni alla realtà sociale, ad esempio “il nudismo non è peccato” o “il nudo è bello e sano”, arrivando così a comunicare solo con una piccola fetta della società tessile.

8.) La vergogna dei nudisti.
Quanti sono i nudisti e i naturisti che parlano liberamente ad amici, conoscenti, parenti? Quanti sono quelli che se capita lo dicono a colleghi e collaboratori? Quanti sono quelli che frequentano le spiagge vicinissime al luogo di residenza? Quanti sono quelli che si espongono pubblicamente? Come può una persona abbracciare uno stile di vita che gli viene, da chi già lo pratica, presentato come problematico e vergognoso?

9) La limitata presenza di donne negli ambienti nudisti.
Vedere sempre e quasi solo uomini ingenera errate e deleterie opinioni, quale quella che i nudisti sono tutti omossessuali (sappiamo bene che per la società italiana questo è ancora un problema, vedi punto seguente), che l’ambiente nudista non è adatto ai bambini e, quindi, alle famiglie, e via dicendo.

10) La diffusa presenza di omosessuali nelle spiagge nudiste.
Una presenza certamente legittima, che ha delle sue ben precise ragioni e contro la quale di certo non c’è da opporre resistenza, ma va comunque preso in considerazione che, per quanto la liberazione sessuale e i gay prade abbiano cambiato in parte la situazione, ancora la maggioranza delle persone non li accetta nel vero senso della parola, li tollera ma non li accetta già da vestiti, figuriamoci se sono nudi.

11) L’esibizione pubblica di affettuosità da parte di persone nude, soprattutto se omosessuali.
Ovviamente anche questa è attività più che legittima, la differenzio da quanto già visto nel punto 4 perché in quello si parla di limitazioni imposte dai nudisti a se stessi, qui invece parlo di opinioni che vengono espresse dai tessili che entrano in contatto con l’ambiente nudista. Parlo, chiaramente, di abbracci, baci, carezze magari un poco audaci ma comunque nel limite di quello che fanno, ovunque, le coppie tessili e che, quindi, non dovrebbero dare adito a reazioni particolari, ma… stesso discorso visto poco sopra (punto 10).

12) Il libertinaggio sessuale (per comodità raggruppo qui anche l’autoerotismo e altro, anche se nulla hanno a che fare con il libertinaggio).
Si questa è l’ultima delle cause del nostro problema. Seppur sia vero che qualcuno tenda ad abbinare al nudismo le attività di libertinaggio sessuale, seppur sia vero che un certo numero di praticanti dello scambismo e dell’esibizionismo frequentino (generalmente in modo del tutto regolare) le comunità nudiste, seppur sia vero che nell’ambito degli ambienti nudisti ci possano essere intrusioni di persone dedite all’autoerotismo, seppure sia vero che attorno alle spiagge nudiste si possano assiepare i guardoni, la stragrande maggioranza dei tessili conosce la differenza tra nudismo e libertinaggio, comprende che un libertino può comunque essere una persona rispettosa e corretta, capisce che certi personaggi non nascono dal nudismo ma sono figli di una società bigotta e sessualmente restrittiva. Così parlando di nudismo è rarissimo che si venga apostrofati con termini poco edificanti, quelle poche volte che succede (per quanto mi riguarda solo una e poi era per scherzo) è, per il tessile, l’ultimissima spiaggia di resistenza al doversi dichiarare in errore.

Ecco, individuate tutte le cause e ordinate le stesse in ragione del loro impatto decrescente, ora possiamo pensare alle soluzioni, le quali, ovviamente, devono seguire lo stesso ordine logico delle cause, cioè bisogna innanzitutto avviare al soluzione della prima causa, poi della seconda e così via; avviare, perché di fatto è in genere possibile se non addirittura consigliabile portare avanti contemporaneamente più soluzioni se non proprio tutte.

Ma quello delle soluzioni è altro discorso che qui non interessa sviluppare, qui si vuole solo evidenziare come una certa battaglia in atto sia in realtà strategicamente perdente se non si vanno ad abbinargli altre azioni, che devono precedere nel tempo tale battaglia e che sono rivolte verso se stessi (l’ambiente del nudismo) piuttosto che verso gli altri (l’ambiente esterno al nudismo).

Le soluzioni!

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 2 luglio 2011, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo, Società con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

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