C’è nudismo e nudismo, facciamo chiarezza! (Parte 1)


La lingua italiana è una delle lingue più ricche di vocaboli, però non è sempre possibile chiamare le cose con termini specifici e non è infrequente che un’unica parola venga utilizzata per fare riferimento a situazioni anche fortemente diverse. E’ proprio il caso del nudismo, e allora andiamo a fare chiarezza, tenendo conto che è discorso assai complesso, che tra un estremo e l’altro ci stanno infinite variazioni, che non è possibile esaminare tutti i casi specifici ma ci si dovrà necessariamente limitare a trattare solo alcune situazioni. C’è anche da dire che trattasi di discorso assai lungo e volendolo esaminare con una certa precisione e un discreto livello di approfondimento è necessario suddividerlo in più capitoli, il primo, introduttivo, che individua ed elenca i principali utilizzi della parola nudismo, gli altri, di approfondimento, che entreranno nel merito di ogni singolo e specifico utilizzo. Data la lunghezza dell’articolo è altresì necessario pubblicarlo suddividendolo in tre parti, tra le quali è facile navigare mediante gli opportuni connettori (“Continua nella Parte …” / “… Segue dalla Parte”) in coda e in testa alle parti stesse.

Principali utilizzi della parola “nudismo”

Quali sono le situazioni di base per le quali, oggi, si utilizzano le parole nudismo e nudista? Inutile perdersi in iperboli discorsive, eccone direttamente l’elenco:
1) Naturismo
2) Nudismo
3) Nudismo trasgressivo
4) Nudismo esibizionista
Aggiungiamoci poi alcune situazioni che, pur essendo preesistenti al movimento nudista e figlie dei tabù introdotti dalla società tessile, vengono spesso confusi con il nudismo o allo stesso attribuite; situazioni, che andrò ad analizzare sotto l’unica voce di “alterazioni alla sfera sociale-sessuale”:
5) Esibizionismo
6) Edonismo sessuale
7) Autoerotismo pubblico
8) Violenza sessuale
Per l’analisi di dettaglio partiamo proprio da quest’ultimo gruppo di situazioni, che, di fatto, più si allontanano dalla visione nudista: nudo non è sinonimo di sesso.

Le alterazioni alla sfera socio-sessuale

Come detto queste situazioni non hanno in realtà nulla a che vedere con l’ideale del nudismo, ma ad esso sono spesso accomunate dalla società tessile e dai media per un’errata interpretazione delle cose, nonché, per maliziosi e tendenziosi giochi di convenienza e scoop giornalistico.
Esibizionismo, edonismo sessuale, autoerotismo pubblico, violenza sessuale sono tutti atteggiamenti che preesistevano alla nascita del pensiero nudista, non si possono pertanto in nessun modo attribuire al nudismo. Purtroppo i soggetti che praticano tali attività, con l’unica eccezione della violenza sessuale, hanno trovato sulle spiagge nudiste il modo di mascherarsi ed esercitare le loro alterazioni con un’apparente maggiore tranquillità e sicurezza. Se, però, approfondiamo di più l’argomento e le diverse situazioni, possiamo capire perché alla fine la realtà è ben diversa da quello che sembra e che taluni affermano.
Ovviamente non prendo in considerazione nessuna attività che venga praticata in luogo privato e nella riservatezza, che di fatto non possono considerarsi alterazioni della sfera socio-sessuale e non formano atti di violenza su nessuno.

Pur nella contestualizzazione comune che vede gli esibizionisti operare in luoghi pubblici, l’esibizionismo si applica secondo due correnti di pensiero: coloro che si esibiscono innanzi ad altri consenzienti e coloro che si esibiscono innanzi a persone ignare e non consenzienti. Il primo caso possiamo accomunarlo a quello dell’edonismo sessuale e potrebbe al limite sfociare nel nudismo esibizionista; il secondo caso è invece quello più tipico e riportato da sempre in centinaia se non migliaia di barzellette e aneddoti. Coloro che praticano quest’ultima forma di esibizionismo godono, ovviamente, delle reazioni di stupore, d’indignazione, di paura che possono indurre nelle loro vittime; ma… che stupore, indignazione, paura possono indurre in chi pratica il nudismo ed è abituato a vedere le persone nude? Ecco che costoro di certo non andranno a praticare su di una spiaggia nudista, pertanto non si può affermare che le strutture nudiste siano un ricettacolo di pericolosi esibizionisti, questi sono piuttosto attratti dai luoghi più o meno scuri frequentati da tessili: cinema, discoteche, ritrovi per fidanzati (camporella) e via dicendo.

L’edonismo sessuale, ovvero l’elevazione del godimento sessuale a unica finalità delle propria vita e, nel caso specifico, alla pratica delle attività sessuali in pubblico, può certamente trovare motivo di collocarsi sulle spiagge nudiste e nelle altre situazioni di nudismo, nessuno lo vuole negare. Resta però il fatto che tali atteggiamenti, in quanto preesistenti al nudismo, non sono una sua conseguenza, ma in esso trovano solo un modo per celarsi: in un ambiente in cui tutti sono nudi diventa più facile mostrarsi e valutare la “merce” da altri offerta. D’altra parte, però, la nudità viene a togliere aspetti edonistici importanti, quali la stimolazione dell’appetito sessuale notoriamente meglio provocato da opportuno abbigliamento che dalla nudità; questo rappresenta un freno importante a tale pratica, che alla fine risulta essere molto di nicchia e facilmente contrastabile da mirati controlli delle forze dell’ordine, si aggiunga, poi, che i nudisti osteggiano apertamente le attività sessuali pubbliche nei loro pochi e limitati siti. Per questo, in particolare all’estero, si formano zone ben distinte, anche se talvolta limitrofe tra loro: una frequentata da soli nudisti, l’altra frequentata da soli ricercatori di sesso. E’ vero che non è facile distinguere le due zone, ma di questo non si può farne colpa ai nudisti, che, nel limite delle loro possibilità (spesso manca l’appoggio delle forze dell’ordine o, addirittura, queste si mostrano più attive nell’allontanare i nudisti che gli edonisti e gli esibizionisti), cercano di allontanare le persone sospette o che manifestano apertamente atteggiamento edonistico.

L’autoerotismo pubblico è in tutto e per tutto assimilabile al discorso fatto per l’edonismo sessuale, l’unica differenza è che tali soggetti sono spesso più sollecitati ed eccitati da chi non li accetta piuttosto che da chi li accetta e quindi solo in parte si auto esiliano nelle eventuali zone riservate all’edonismo sessuale. Che dire … innanzitutto si deve rilevare che questi personaggi da tempo immemore sono profondamente insediati nel tessuto sociale, la loro presenza non è certamente imputabile alla presenza di persone nude che per eccitarli basta un comunissimo costume, ma anche una minigonna o un vestito attillato; poi annotiamo che sono praticamente presenti ovunque, che, pur essendo fatto assai noto, nessuno ha mai dato colpa alle coppiette che si appartano in camporella di ingenerare il loro assembramento, magari su una spiaggia nudista si sentono autorizzati a palesarsi, ma i nudisti di certo non aggradano la loro presenza sebbene, per il già citato poco mancato appoggio delle forze dell’ordine, siano talvolta costretti a tollerarla per evitare di mettere in pericolo la propria incolumità. Ma se proprio, proprio vogliamo comunque insistere nell’affermare che una spiaggia nudista rappresenti un’attrattiva importante per gli autoerotonami, beh, allora dobbiamo anche sostenere che le spiagge nudiste sono un importante compendio sociale dato che fanno sparire tali personaggi dalle spiagge tessili.

Il discorso della violenza sessuale, infine, non è proprio da prendersi in considerazione: non esistono notizie di violenze sessuali perpetrate in ambienti a frequentazione nudista. Senza nessuna pretesa di scientificità, si potrebbe sospettare che la visione del nudo possa inibire il violentatore. Certo è che la violenza sessuale, come tutte le altre alterazioni socio-sessuali, è assolutamente sconosciuta nelle comunità nudiste e lo era nelle popolazioni allo stato primitivo che, per l’appunto, vivendo nella nudità, non davano al nudo una valenza imprescindibilmente sessuale.

Continua nella Parte 2…


Fonti e consigli bibliografici

• “Il Corpo Nudo – Sociologia della nudità” Monia D’Ambrosio – Ed. Sylvia

• “I bambini, il senso di vergogna e gli abusi” Paul M. Bowman – Traduzione Marco Freddi

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 22 gennaio 2012, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo, Società, Storia con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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