C’è nudismo e nudismo, facciamo chiarezza! (Parte 2)


… Segue dalla Parte 1

Il nudismo trasgressivo

Come abbiamo visto, le alterazioni alla sfera socio-sessuale nulla hanno a che fare con il nudismo e non ne sono la conseguenza ne diretta ne indiretta, caso mai il nudismo può essere un valido e importante aiuto alla loro cura e, se diventasse pratica comune e ampiamente diffusa, alla loro scomparsa.

Passiamo ora a parlare di quelle situazioni per le quali la parola nudismo, pur essendo utilizzata con correttezza semantica e formale, non lo è dal punto di vista culturale e storico; sono, infatti, situazioni assai distanti da quello che è il significato del termine nudismo.

Di recente coniazione e in rapida diffusione i termini “nudismo trasgressivo” e “nudismo esibizionista” contribuiscono a distinguere situazioni sostanzialmente differenti, situazioni che si basano su una “filosofia” alquanto diversa e si devono pertanto tenere ben distinte: il nudismo con finalità sessuali (nudismo trasgressivo) e il nudismo praticato al solo scopo di esibire se stessi e godere di tale esibizione (nudismo esibizionista).

Prima di analizzare i due termini è opportuno evidenziare che la parola nudismo senza nessun’altra aggiunta non deve intendersi in senso generale e generico ma deve intendersi riferita solo ed esclusivamente al nudismo fine a se stesso, al nudismo praticato al solo scopo di liberarsi dall’ottenebrazione delle vesti, di permettere al corpo di respirare liberamente e di vivere alla massima intensità la natura e le percezioni che la stessa ci trasmette.

Se ci si vuole riferire allo stare nudi per mostrare il proprio corpo ad altri con il preciso e unico, o comunque predominante, scopo di stabilire il contatto visivo necessario alla valutazione e alla scelta delle persone con cui potersi poi unire per finalità sessuali,  beh allora alla parola nudismo è opportuno associare un aggettivazione che ne vada a specificare e delimitare il significato. L’ideale sarebbe quello di non usare nemmeno la parola nudismo, ma di fatto le persone stanno nude, indi praticano nudismo e risulta alquanto difficile trovare un termine differente (sarebbe come voler trovare un termine specifico per tutte quelle persone che da tessili frequentano locali e spiagge con il preciso scopo di “cuccare”, alias trovare qualcuno con cui fare sesso). Per altro chi non voglia alterare i fatti per malizia o interesse credo possa benissimo comprendere la differenza che ci passa tra una parola da sola e una parola aggettivata.

A questo punto, però, dobbiamo anche fare un’ulteriore distinzione, ovvero distinguere tra coloro che poi il sesso lo vanno a praticare in privato o in luoghi pubblici particolarmente isolati (la classica e tessilissima camporella) e coloro che invece lo praticano in pubblico, ovvero direttamente sulla spiaggia o nei suoi immediati dintorni, ma in ogni caso senza preoccuparsi della presenza di persone estranee e non consenzienti, anzi, queste possono anche essere la ciliegina sulla torta (combinando trasgressione, edonismo ed esibizionismo) .

I nudisti trasgressivi che praticano sesso in privato alla fine fanno esattamente quello che tantissimi giovani e meno giovani fanno sulle spiagge tessili, nelle discoteche, nei bar, nelle piazze, eccetera. E’ comunque bene comprendere che raramente risultano molesti e non più di quanto lo possano essere i tessili  quando vanno a “caccia” di compagnia sessuale,  basta un “no, grazie” per allontanarli, e alla fine come costoro facciano sesso e con chi lo facciano sono affari assolutamente loro, sui quali nulla si può dire ed eccepire.

Di quelli che praticano sesso in pubblico ne ho già abbondantemente parlato nella parte 1 e non è necessario aggiungere altro.

In conclusione, il nudismo trasgressivo ha in comune con il nudismo solo l’atteggiamento dello stare nudi, ma si distingue nettamente per metodi e finalità, talvolta anche per luoghi; gli unici a non distinguere correttamente le due cose sono i fomentatori, i falsi perbenisti e i giornalisti a caccia di scoop: costoro citano nei loro discorsi ed esibiscono in televisione o sulle riviste scene di nudismo trasgressivo se non addirittura di sesso comune, quale gli incontri nel club privè, che proprio nulla hanno a che fare con il nudismo e con i luoghi del nudismo, al solo scopo di denigrare artificiosamente il nudismo, spesso anche alterando volutamente la realtà o, comunque, riportandone solo quelle parti di comodo e ignorando tutte le altre, tutte quelle che smonterebbero i loro “castelli di sabbia”.

Il nudismo esibizionista

Se coloro che praticano il nudismo come approccio al sesso fatto pubblicamente sono una delle principali fonti di critiche verso il nudismo da parte del mondo tessile, coloro che lo praticano al solo fine di esibire se stessi  sono una delle principali motivazioni di discussione nell’ambito stesso del movimento nudista.

Se, infatti, i primi sono facilmente individuabili, questi ultimi, invece, spesso passano inosservati a chi non conosce le abitudini e gli atteggiamenti del nudista. Alcuni tessili, comunque, tendono ad accomunare le due cose arrivando a considerare tutti i nudisti degli esibizionisti: comprendere come ci si possa mettere nudi per il solo piacere di starci, senza motivazioni di esibizione o di carattere sessuale, è forse la cosa più difficile per chi nudista non è e vive il proprio corpo con atteggiamento edonistico, come molti, senza essere nudisti, fanno.

Allora, come riconoscere e distinguere un nudista esibizionista? Quali sono le principali forme di nudismo esibizionista?

La più semplice e diffusa è rappresentata da coloro che stanno per ore e ore in piedi, fermi e immobili, nel bel mezzo della spiaggia o, più tipicamente, sulla battigia, ove possono fingersi interessati e impegnati al bagnarsi i piedi, le gambe o parte del corpo (raramente se non mai li si vede in acqua a nuotare).

Poi troviamo coloro che passeggiano avanti e indietro per la spiaggia, senza sosta e, anche qui, per ore e ore. Sembrano anime senza pace ne riposo condannate al continuo errare. Risultano meno evidenti di chi sta fermo, ma possono essere ancor più fastidiosi dal punto di vista della pace e del relax, specie su spiagge strette ove nel loro errare sono costretti a passare vicinissimi alle persone ferme, inondandole di sabbia o di acqua.

Infine ci sono quelli che, standosene tranquilli al loro posto stesi sull’asciugamano o passeggiando con apparente noncuranza, si toccano con atteggiamento voluttuoso e sensuale cercando di suscitare negli spettatori, vittime di tale esibizione, chi reazioni di stupore, chi di eccitazione, chi ambedue le cose. Qui, però, siamo in una situazione di confine con il nudismo trasgressivo già esaminato.

I nudisti esibizionisti finiscono inevitabilmente con il richiamare l’attenzione dei tessili, specie nelle zone di confine tra spiaggia tessile e spiaggia nudista o dove innanzi la spiaggia ci sia un intenso traffico nautico, ma è proprio corretto associare questa forma di esibizionismo leggero alla presenza più o meno importante di nudisti e alla creazione di luoghi in cui praticare il nudismo?

Iniziamo da una considerazione molto, molto banale: l’esibizione di se stessi e del proprio corpo è uno degli aspetti più radicati nella società moderna, la società dell’apparire. Tutto, dall’abbigliamento ai profumi, dagli accessori agli atteggiamenti, viene studiato e indossato al preciso proposito di richiamare, più o meno coscientemente, l’attenzione su di se. Ecco che tale “esibizionismo” tessile inevitabilmente si riporta pari pari nella pratica del nudismo in chi è alle prime esperienze o in chi proprio non riesce a liberarsi dal concetto edonistico di se stesso e del proprio corpo.

Forte però è la resistenza e l’opposizione all’esibizionismo da parte della maggioranza dei nudisti, ossia di coloro che hanno abbandonato totalmente il concetto oggettivistico del corpo e praticano il nudismo proprio come forma di considerazione soggettiva del “se” e del “gli altri”: non più oggetti da esibire, da guardare e da usare, ma piuttosto essenze e presenze che completano l’armonia del vivere in natura.

Considerazioni, queste ultime, che portano ad altre osservazioni di tipo consequenziale:

1)      anche il nudismo esibizionista è eredità del pensiero e dei modi della società tessile;

2)      è pertanto assolutamente scorretto incolpare il nudismo per l’esistenza e la diffusione dell’esibizionismo, in qualsiasi forma lo si voglia vedere;

3)      la pratica del nudismo, in particolare di quello comunitario, tende nel tempo a far sparire gli eventuali atteggiamenti esibizionistici.

Continua nella Parte 3…


Fonti e consigli bibliografici

• “Il Corpo Nudo – Sociologia della nudità” Monia D’Ambrosio – Ed. Sylvia

• “I bambini, il senso di vergogna e gli abusi” Paul M. Bowman – Traduzione Marco Freddi

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 22 gennaio 2012, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo, Società, Storia con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

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