Montagna nuda


Ho iniziato ad andare in montagna all’età di 14 mesi, a tre anni mi è arrivato in regalo il mio primo paio di sci, da allora l’estate a camminare e l’inverno a sciare. All’età di otto anni, in campeggio con l’oratorio, poi tanta montagna con gli scout, le gare di sci, le gite con un gruppo escursionistico, il ruolo di capogita, infine il corso di roccia al CAI di Brescia mi avvia all’esperienza delle scalate e l’arrampicata, nel giro di pochi anni, viene a riempire interamente il mio tempo libero.

Nel 1980 divento Istruttore Sezionale di Alpinismo del Club Alpino Italiano, nel 1984 prendo il titolo di Istruttore Regionale Lombardo di Alpinismo del CAI, nel 1990 quello di Istruttore Nazionale di Alpinismo. Nel frattempo e in seguito, oltre che dirigere vari corsi in tutte le discipline alpinistiche, assumo la direzione di due scuole di alpinismo, collaboro con la Scuola Regionale di Alpinismo e per qualche anno anche con quella Nazionale. Poi, purtroppo, problemi alle ginocchia e comparsa di occasionali vertigini mi costringono ad interrompere l’attività.

Per recupera la funzionalità delle ginocchia riprendo a nuotare, ma il nuoto in piscina non mi si addice, mi stufa, per cui ritorno alla mia vecchia passione per la pesca apnea. Nel giro di una decina d’anni le ginocchia ornano a fare il loro pieno dovere e così, pian piano, riprendo a frequentare le montagne, sebbene solo a livello escursionistico. Nel frattempo, però, ho anche abbracciato uno stile di vita volto alla ricerca della massima naturalità, sia nel modo d’intendere la tecnologia, sia nell’uso delle cose, sia, infine, nelle azioni, e nel modo di vestire. Inevitabilmente questo stile di vita si trasporta anche nello sport e, in particolare, nell’escursionismo che, per le sue intrinseche specificità, ben si presta alla combinazione. Ed è così che faccio la conoscenza con la…

Montagna Nuda

Come già detto già a un anno andavo in montagna, inevitabile che in seguito essa dovesse diventare la mia seconda casa, una grande passione alla quale ho dedicato tantissimo del mio tempo libero. Sono arrivato ad un rapporto molto profondo con la montagna, come si evince da alcuni mie scritti ad essa dedicati, in particolare da “Alpinismo, vivere in”, un rapporto che mi permetteva di praticarla in solitaria, di girare su di un ghiacciaio senza essere legato, di scavalcare crepacci come fossero piccole crepe, di arrampicare tranquillo anche su difficoltà di spessore, di percepire i pericoli ancor prima di vederli; eppure cercavo sempre di più, evidentemente nella sensazione inconscia che nonostante tutto qualcosa ancora mancasse.

Ricerca senza fine la mia, ancora non lo intuivo, non comprendevo la fonte del disagio: è impossibile rendersi conto di un qualcosa senza sperimentarlo, analogamente è impossibile accorgersi dell’esistenza di certe barriere se non si prova a farne a meno. Mentalmente condizionato dalle convenzioni sociali e sensorialmente bloccato da un’abitudine che aveva notevolmente ridotto le mie capacità percettive, non potevo accorgermi di che cosa limitasse la mia percezione della natura, di che cosa rendesse insufficiente lo “stato di simbiosi” con la montagna di cui tanto parlavo nei mie articoli sull’alpinismo: il vestiario!

La montagna si presenta a noi senza barriere e lo stesso fa la natura, solo l’essere umano si è fatto scrupolo di avvolgersi in più o meno sottili barriere. In alcuni casi sono barriere necessarie, in altri solo utili, in molti, però, sinceramente illogiche. La montagna e la natura sono nude e solo da nudi si può correttamente comunicare con loro, le si può veramente percepire, si può realmente sentirsi parte di loro. Mostrarmi alla montagna nella mia nuda naturalità e offrirmi ad essa totalmente indifeso m’ha fatto finalmente scoprire la sua vera e più profonda anima e non posso più farne a meno.

Ovviamente non pretendo che mi si creda sulla parola, non voglio sponsorizzare nulla e nessuno, non voglio esibire o esibirmi, non intendo irretire o offendere, voglio solo invitare il lettore a provarci, a sperimentare la montagna nuda, a, anche solo per un una decina di minuti, porre se stesso nelle stesse condizioni in cui è la natura che lo circonda e assaporare la differenza sensoriale che ne deriva. Una sola avvertenza, anzi due: ponetevi in un angolo solitario o, meglio ancora, camminate lungo un sentiero abbandonato; sappiate che dopo averci provato è molto probabile che anche voi non potrete più fare a meno della montagna nuda.

Se poi vorrete approfondire il discorso… io sono sempre qui!

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 13 maggio 2012, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Ma non deve essere stato facilissimo scannerizzare la prima foto!

    Mi piace

  2. Gianni Bianchini

    Anch’io, se trovo le condizioni, mi spoglio quando faccio escursionismo sulle mie montagne, dietro Genova. Qualche volta ho avuto anche degli incontri imprevisti, ma finora nessuno ha presentato problemi.
    In aggiunta a quanto dici, che approvo e condivido interamente, vorrei proporre i miei blog che ho inserito su http://www.inudisti.it/it/blog/blog.aspx?IDblog=838 in cui dico come ho scoperto il naturismo, e perché ritengo positiva la nudità. Mi limito ad inserire il link, perché sono troppo lunghi da essere inseriti come commento.

    Mi piace

  3. Ciao,ho provato le stesse sensazioni su una spiaggetta immersa nella natura in riva al nostro Garda

    Mi piace

    • Certo, ci credo, ogni luogo, ogni ambiente può darci le sensazioni descritte nell’articolo, pur dovendosi prendere in considerazione diversi livelli di integrazione. Abito vicinissimo al lago di Garda, ci vado molto spesso, in estate arrivo a tre volte la settimana e ci resto immerso mediamente dalle tre alle cinque ore, lo conosco bene in quasi la sua intera estensione e penso di potermi permettere di affermare che l’alto indice di antropizzazione del Garda rende pressoché impossibile provare la stessa intensità emotiva, la stessa profondità di immersione, la stessa sensazione di libertà che la montagna, la vera montagna, quella dei sentieri poco o nulla frequentati, quella solitaria e selvaggia, può darci. Teniamo anche conto che sul lago, ammesso di trovare ancora un posto dove ci si possa mettere nudi in santa pace (ovvero senza il timore di essere importunati dai militi dell’ordine), ci stai fermo, resti all’interno di pochi metri quadrati, in montagna sei in movimenti, ti sposti per diversi chilometri, questo intensifica all’ennesima potenza le varie sensazioni in un’esplosività emotiva che solo la montagna (almeno in Italia, poi certo ci sono i deserti, le giungle, la navigazione in alto mare) può dare.

      Mi piace

  4. Ciao amico. E’apprezzabile il tuo modo di godere Dell natura. La nudita aiuta certo a vivere sensazioni particolari. Quello che mi chiedo e’come riesci a farlo senza che nessuno ti rompa le scatole…

    Mi piace

  1. Pingback: Perchè camminare vestiti? (Risposte alla Gazzetta) | Mondo Nudo

Lascia un tuo contributo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

nude races

Copyright Enterprise Media LLC 2010-2017

Fools Journal

Magazine di cultura: letteratura, fotografia, arte, moda, queer life, eventi, musica, cinema, attualità

Aurora Gray Writer

Writer, dreamer, voracious reader and electric soul.

Gabriele Prandini

Informatico e Amministratore

Clothing Optional Trips

We share where we bare. Enjoy your trip.

silvia.del.vesco

graphic designer, photographer and fashion stylist

mammachestorie

Ciao, mi chiamo Filippo, ho 6 mesi e faccio il blogger

Matteo Giardini

… un palcoscenico alla letteratura! ...

Cristina Merlo

Specialista in Relazioni di Aiuto: Counselor e Ipnotista

PRO LOCO VALLIO TERME

Promuoviamo il turismo a Vallio Terme eventi - sport - cultura - enogastronomia

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

The Naturist Page

Promoting social non-sexual Naturism & nudism

poesie e altro

l'archivio delle parole in fila - zattera trasparente

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: