Archivio mensile:luglio 2012

I bambini, il senso di vergogna e gli abusi


Come genitori ci tenete a dare il meglio di voi stessi? Ci tenete a dare ai vostri figli la migliore educazione possibile? Credo proprio di si e allora non potete non leggere questo illuminante documento, documento che già ho più volte citato e linkato, ma per la sua importanza e a favore della massima informazione possibile, anche in considerazione di frasi che ancora capita di leggere o sentire, secondo le quali il nudismo sarebbe diseducativo e traumatico per i bambini, ritengo opportuno rimetterlo in evidenza, pubblicandolo, stavolta, per intero. E’ lunghetto, ma la lettura è sicuramente utile e vale proprio la pena di spenderci un poco di tempo, specie per chi nudista non è.


I BAMBINI, IL SENSO DI VERGOGNA E GLI ABUSI

Di Paul M. Bowman
Annotazioni di Nate Dekan
Traduzione di Marco Freddi
Revisione luglio 2012 Emanuele Cinelli


NOTA DEL TRADUTTORE

I dati statistici contenuti nel presente articolo fanno riferimento alla realtà tipica degli Stati Uniti d’America; ho preferito lasciare i dati originali, non avendo avuto la possibilità di accedere a dati statistici italiani o europei, anche perché in casi come questo i parametri e le tecniche di rilevazione dei dati si differenziano (a volte anche di molto) tra l’Europa e gli USA. Questo non inficia comunque in nessun modo le teorie espresse dall’autore dell’articolo.

Il traduttore, pur approvando quanto espresso nell’articolo, non concorda totalmente con alcune affermazioni in esso contenute.

N.B.: Come da espressa richiesta degli autori, questo articolo può essere copiato e distribuito liberamente ma non deve in alcun modo essere modificato o abbreviato.

Per la versione originale dell’articolo in lingua inglese, clicca qui.


La società raccoglie ciò che semina attraverso il modo in cui educa i suoi figli… Attraverso questa catena di eventi, violenza e abusi si tramandano da una generazione all’altra così come passano da una società a quella successiva. E’ nostra ferma convinzione che sia necessario in primo luogo fare in modo che l’abuso ai minori non si verifichi, in quanto quando queste alterazioni mentali  si sviluppano, può non esserci modo di tornare indietro.

— Martin H. Teicher, “Scars That Won’t Heal: The neurobiology of child abuse” (Ferite che non cicatrizzano: La neurobiologia dell’abuso ai minori) Scientific American, marzo 2002 

L’abuso sessuale sui minori è un problema drammatico. Si stima che il 27% delle femmine e il 16% dei maschi negli Stati Uniti subiscono abusi sessuali.[i] Penso che questo dipenda dal fatto che l’abuso rimane nascosto (a causa della vergogna) e questi dati siano più bassi rispetto ai valori reali. “L’abuso sessuale distrugge la vita di chi lo subisce, “Chi ha subito abusi sessuali rischia maggiormente problemi mentali e di funzionalità sociale risultanti da sentimenti di impotenza, colpa, vergogna, stigmatizzazione e  mancanza di autostima.” [2]

Ovviamente trovare una soluzione all’abuso sui minori è e dev’essere una priorità assoluta. Sfortunatamente credo che l’atteggiamento verso il corpo e il sesso della nostra attuale cultura contribuisca a incrementare il problema, non a ridurlo. A causa dell’atteggiamento mostrato nei confronti del corpo e della sessualità dai parenti o da altri adulti, i bambini sono spesso troppo timorosi, così usaulamente stanno in silenzio. Essendo questo il motivo per il quale da bambino io non ne parlai con nessuno, spero di indicare con questo articolo una via per ridurre gli abusi sessuali ai minori e aumentare l’autostima dei bambini. Molti ritengono che più i bambini provano vergogna, più vulnerabili saranno riguardo gli abusi sessuali, inoltre, meno sono propensi a parlare di tali abusi, più gravi saranno i danni che tali abusi provocheranno. Essendo io stato un bambino abusato ed essendo cresciuto in una famiglia molto propensa a instillare il senso di vergogna, sono uno di questi.

Insegnare la vergogna ai bambini

I bambini per natura non provano vergogna per il loro corpo, essa viene loro inculcata. Come? Vedere che certe parti del corpo sono sempre coperte instilla la vergogna nei bambini. Quando i bambini si liberano dei vestiti (specialmente in casa) e vengono puniti per questo o viene detto loro che ciò è sbagliato, è male o addirittura che è indecente stare nudi, viene loro instillato il senso di vergogna. Quando il pene è chiamato “pisellino” e la vagina “là sotto”, viene instillato loro il senso di vergogna. Quando certi argomenti sono vissuti con imbarazzo dai genitori, i bambini imparano la vergogna. Anche il giocare con bambole che non hanno i genitali, o leggere libri che dicono quanto meraviglioso il corpo umano sia, ma che non mostrano mai rappresentazioni degli organi genitali instillano la vergogna nei bambini. Questi sono solo alcuni dei numerosi modi in cui si insegna ai bambini a vergognarsi del proprio corpo.

Sfortunatamente, gli effetti di questo vero e proprio condizionamento si manifestano molto presto. Molti bambini già a soli cinque o sei anni provano una vergogna tale nei confronti del proprio corpo da rifiutarsi addirittura di cambiarsi apertamente negli spogliatoi, preferendo farlo nascosti da asciugamani o addirittura chiudendosi nelle toilettes. Lo psicologo clinico Marilyn J. Sorensen, Ph.D. sostiene che: “contrariamente alla colpa, che è la sensazione di aver fatto qualcosa di sbagliato, la vergogna è la sensazione di esserequalcosa di sbagliato. Quando un individuo sperimenta la vergogna, sente che “c’è qualcosa di sbagliato in me.” [3] Quando ai bambini viene detto che alcune parti del loro corpo sono indecenti e devono sempre essere coperte, essi svilupperanno la sensazione che c’è qualcosa di indegno in tali parti corporee.

Come si legge in “Sex and Morality” (sesso e morale): “Il primo tabù che si impara, sotto forma di messaggio morale associato alla sessualità riguarda la nudità, il mostrare i genitali, seguito immediatamente dalla masturbazione. Queste norme e atteggiamenti riguardo il sesso sembrano procurare problemi a molte persone in età adulta. Sessuologi, psicologi e terapisti spesso hanno a che fare con pazienti i cui problemi nascono dalla vergogna e dal disagio che questi provano verso il proprio corpo e riguardo il modo in cui gli altri vedono i loro organi sessuali.”; “Non possiamo far altro che affermare che questi ripetuti messaggi riguardo il fatto che il corpo debba sempre essere coperto, anche in presenza di genitori e fratelli, contribuisce a creare un’immagine negativa del proprio corpo e, conseguentemente, ad abbassare l’autostima.” [4]

Se tutto va bene è possibile proteggere I bambini dai peggiori comportamenti umani, ma cercare di proteggerli da qualcosa di così fondamentale per tutti gli uomini quale è il proprio corpo porta solo problemi.  La curiosità nei confronti del corpo umano è istintiva e naturale. Se si fa sì che il bambino provi vergogna per il proprio corpo e per quello altrui, continuerà a provare interesse nei confronti del corpo ma sarà portato a pensare che in quell’interesse vi è qualcosa di sbagliato. Quando al bambino è negata la possibilità di soddisfare apertamente questa curiosità attraverso la guida e le conoscenze dei genitori, è certo che lo farà di nascosto.

I risultati dell’umiliazione

Soddisfare questa naturale curiosità di nascosto include comportamenti quali il “giocare al dottore”, i quali in seguito portano all’interesse per la pornografia. Molti bambini (specie attraverso Internet) hanno facile accesso alla pornografia, senza contare che il 70% delle riviste porno finiscono nelle mani dei bambini. La Cristiana Riformata Susie Krabacher, già modella di Playboy lamenta il fatto che gli adolescenti spesso sperimentano la prima visione dell’intero corpo femminile attraverso le riviste porno. “Come possono le ragazze che essi conoscono competere con tutto ciò? Non possono; nessuno può. Nemmeno le donne che appaiono in quelle riviste possono competere con sé stesse quando non in posa e con trucco ed illuminazione perfette. I ragazzi che guardano queste pubblicazioni non solo sviluppano l’idea che le donne servono solo a soddisfarli, ma le loro aspettative riguardo a come le ragazze devono apparire saranno distorte.  In un mondo perfetto i giovani dovrebbero apprendere il sesso dai genitori e sperimentarlo per la prima volta con le proprie spose.” (sic! N.d.T.) [5]

Ma questo purtroppo non è un mondo perfetto e molti bambini dai genitori e dalla società in generale apprendono la vergogna e ad avere atteggiamenti insalubri nei riguardi del corpo umano e del sesso. Molti bambini vedono la loro naturale curiosità pervertita in primo luogo dal senso di vergogna e successivamente dalla pornografia. Come indicato da Susie Krabacher, il problema della pornografia non è ciò che essa mostra, ma il modo in cui ciò viene mostrato. Essendo la pornografia la via più accessibile per vedere il corpo umano nudo nella nostra società, essa rinforza la convinzione che la nudità è legata solo al sesso. Ritengo questa associazione distruttiva, in quanto l’attrazione sessuale non dovrebbe essere legata solo al corpo. Quando la nudità all’infuori della sfera sessuale è un tabù, l’attrazione sessuale si focalizza maggiormente sul corpo, mortificando altri importantissimi aspetti di un’unione.

Nella nostra società, attraverso la TV, il cinema e i videogiochi, violenza e omicidi in molte case sono molto più comuni della semplice nudità. Questo è assurdo! Vogliamo veramente che omicidi e violenza siano visti e per ciò stesso considerati più accettabili che la semplice visione del corpo umano nudo? Che tipo di messaggio mandiamo ai nostri figli vergognandoci e facendo della nudità occasionale un tabù mentre immagini di violenza estrema sono così comuni. Nel libro “Shame: The Exposed Self” (Vergogna: il sé esposto) il noto psicologo infantile Michael Lewis collega la violenza della nostra società con una spirale di vergogna e rabbia ormai fuori controllo. [6] Vivendo in una società più tollerante riguardo l’escalation della rappresentazione della violenza e molto meno verso la rappresentazione di certe parti corporee non sembra appropriato trovare un collegamento tra violenza e vergogna?

Un’alternativa positiva

C’è un’alternativa? É possibile eliminare la vergogna verso il corpo nei bambini, proteggerli dagli abusi, abbassare il loro interesse per la pornografia, aumentare la loro autostima, e dare loro una visione positiva e salutare nei confronti del loro corpo e del sesso? Nonostante non sia largamente accettato negli USA (e nel mondo occidentale N.d.T.), molte società e famiglie all’interno delle quali la nudità non sessuale è più comune hanno provato che ciò è possibile. “Dove i genitori hanno un dialogo coi figli e valorizzano le doti di questi ultimi, i giovani hanno più possibilità di sviluppare degli atteggiamenti positivi e salutari nei confronti di sé stessi.Questo è vero anche quando si parla di sesso.La ricerca ha dimostrato che una comunicazione positiva tra genitori e figli aiuta questi ultimi nello stabilire valori individuali e prendere orientamenti più sani.” [7]

Un attimo, ma la nudità non è dannosa per I bambini? Non è questo ciò che affermano gli esperti? Sfortunatamente si, alcuni “esperti”, tra i quali anche il famoso dott. Spock si sono pronunciati contro la nudità in famiglia senza peraltro l’appoggio di alcuna evidenza empirica a favore delle loro affermazioni, seguendo una disfunzionale e datata teoria freudiana. Molti prendono le loro parole per oro colato, essendo questi considerati esperti in materia. Dove invece è stata fatta della ricerca, questa ha contraddetto i loro spaventosi ammonimenti.

Uno sguardo alle culture e alle famiglie che non riducono la nudità a sola pratica sessuale dimostra che gli ammonimenti di questi cosiddetti “esperti” sono pericolosamente sbagliati. Le culture in cui la nudità è accettata presentano una tale mancanza di nevrosi di tipo sessuale che viene da chiedersi quale sviluppo avrebbero avuto le teorie di Freud se questi fosse vissuto in una cultura differente. Molte culture primitive in cui la nudità è praticata abitualmente mostrano di non conoscere concetti come lo stupro o gli abusi sui minori. Forse dovremmo imparare qualcosa da questi “primitivi”! Ridurre la nudità a mero elemento sessuale ha di norma come risultato l’aumento di immoralità, fissazione e abuso, non il contrario!

Credenze religiose

Altri ammonimenti derivano da false convinzioni religiose. Sfortunatamente molte delle credenze religiose più forti sono in aperto contrasto con le Scritture e con Dio stesso inteso come Amore. Quello che segue ne è un buon esempio Le Scritture dicono: “Dio vide tuto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono.” (Genesi 1:31), “Io ti ringrazio di avermi fatto in modo sì perfetto: meravigliose sono le tue opere, l’anima mia ben lo sa.” (Salmo 139:14), “Poiché tutto ciò che Dio ha creato è buono e niente è da rigettare, quando lo si prende con azioni di grazie” (1a lettera a  Timoteo 4:4) e vi sono molti altri passi che parlano della bontà della creazione divina; ad esempio “Guai a quanti chiamano bene il male e male il bene” (Isaiah 5:20), “Guai a chi contende con chi l’ha fatto” (Isaiah 45:9) e “Tutto è puro per i puri, ma niente è puro per coloro che sono contaminati e senza fede, perché hanno contamminato la loro mente e la coscienza.” (Lettera a Tito 1:15). Gesù ha chiaramente detto che i pensieri impuri, come l’immoralità sessuale provengono da dentro il cuore dell’uomo, non da fuori di esso (vedi Marco Capitolo 7). Nonostante ciò, molti Cristiani sono indotti a pensare che la nudità sia sempre peccato, anche se le scritture dicono il contrario. Purtroppo queste credenze sono molto radicate e difficili da debellare, anche se sbagliate, dannose e contrarie alle Scritture.

E’ una questione di contesto

Un martello può essere utilizzato per danneggiare o distruggere ma di norma viene utilizzato in modo più positivo per creare o costruire. Per la nudità e il sesso vale lo stesso discorso; tutto dipende dal contesto (come questi vengono usati) cioè possono essere positivi e costruttivi o insani e distruttivi. In alcune culture la nudità è comunemente riferita a nuoto, prendere il sole, rilassarsi, fare sport e con le attività quotidiane che le persone la associano con tutte queste attività, oltre che al sesso (questo vale anche per molte famiglie all’interno della nostra cultura). La nudità in questo contesto sembra essere molto più sana considerando anche che queste culture presentano minori percentuali di problemi sessuali (inclusi abuso sessuale, stupro e gravidanze precoci). [8]

Mi piacerebbe poter dire che I bambini portati a vivere in modo confortevole la nudità e la sessualità non subiscono mai abusi, ma da tutto ciò che ho letto, visto o sentito, posso affermare che, se e quando un abuso si verifica nei confronti di questi, l’abuso viene scoperto velocemente (spesso immediatamente) e il danno è minimo, in confronto con I bambini ai quali è instillato il senso di vergogna. Posso affermare con maggiore certezza che in quei bambini sottoposti al senso di vergogna il danno dovuto all’abuso sessuale è enormemente amplificato proprio dalla vergogna stessa.

Una visione positiva

Una ricerca dell’Università dello Iowa Settentrionale ha riscontrato che nei bambini nudisti l’immagine del proprio corpo è significativamente più positiva rispetto ai bambini non nudisti e che la “classificazione della nudità” di una famiglia era uno dei fattori più significativi associati alla positività di quell’immagine del proprio corpo. Inoltre, i bambini nudisti dimostrano un’accettazione totale del proprio corpo significativamente più alta senza provare vergogna per certe parti. [9]

Un’immagine positiva del proprio corpo è estremamente importante nel rendere i bambini più resistenti agli abusi, oltre a migliorare la loro percezione di sé. Ad un incontro nell’ambito del programma scolastico “Body Safety” (sicurezza del corpo), un agente di polizia con trenta anni di servizio ha affermato che i molestatori di bambini hanno scoperto [un aiuto] nelle affermazioni dei genitori che convincono i propri figli che i propri corpi nonché il sesso sono argomenti di cui vergognarsi e dei quali non si deve parlare. I bambini sono talmente convinti di ciò da provare un tale imbarazzo nel confessare di essere stati abusati così che moltissimi molestatori non devono forzarli a mantenere il segreto. Il detective enfatizzava il fatto che l’estremo disagio verso il proprio corpo che molte persone hanno e insegnano ai propri figli è il maggior fattore di perpetuazione delle molestie e della loro non conoscibilità. [10] Vorrei aggiungere che questa vergogna rende anche i bambini più vulnerabili agli abusi perchè essi hanno un interesse nel corpo che non è stato soddisfatto in modo sano e positivo.

Ciò che segue mostra che un maggior agio nei confronti della nudità può avere dei benefici anche nei confronti di coloro che hanno già subito un abuso. “Questo studio esamina gli effetti di una presentazione riguardo  la natura olistica dell’immagine corporea e dell’autostima così com’è concepita da coloro i quali praticano il nudismo sociale, riguardo il concetto di sé delle donne abusate. Un gruppo di 126 soggetti ha completato un questionario per stabilire la loro immagine corporea, l’autostima e principalmente il loro concetto di sé. E’ stata inoltre somministrata loro una serie di domande appositamente sviluppata per identificare le donne che avevano una storia coniugale di abusi. Il campione era diviso in quattro gruppi, due dei quali designati come gruppi di controllo divisi tra donne abusate e non abusate. Gli altri due erano i gruppi sperimentali, anch’essi divisi in donne abusate e non. Nei gruppi sperimentali si è verificato un aumento significativo dell’autostima e dell’immagine e del concetto di sé. Questo dimostra che l’educazione all’accettazione di sé può essere un trattamento efficace per aumentare l’autostima e il concetto di sé, Si stanno proprio ora discutendo le implicazioni e le ulteriori possibilità di ricerca in questo campo,” [11]

Nel loro libro “The Naked Child, Growing Up Without Shame,” (Il bambino nudo; crescere senza vergogna) – risultato di uno studio quinquennale sulla nudità sociale e sui suoi effetti sui bambini –  Dennis Craig Smith e lo psicologo Dr. William Sparks, giungono alla seguente conclusione:

“Questo libro e lo studio quinquennale che getta uno sguardo sulle famiglie che hanno superato il timore di esporsi tra loro sia fisicamente che intellettualmente. Abbiamo posto domande sulle quali la società contemporanea si interroga ed abbiamo ottenuto risposte da coloro che in proprio hanno trovato delle risposte riguardo alle dicotomie della nostra società. Gli autori hanno intervistato molti nudisti (bambini e adulti di ambo I sessi) allo scopo di scoprire il segreto che permette loro di vivere confortevolmente le situazioni che normalmente preoccupano molti di noi. Ciò che abbiamo scoperto è che il vedere il corpo umano svestito, lungi dall’essere distruttivo per la psiche, sembra invece essere sia benigno che totalmente innocuo e comunque di apportare positivi benefici agli individui coinvolti.

Ciò che ci auguriamo è di trovare altre ricerche che avvalorino ulteriormente questa scoperta che, in ultima analisi, contraddice totalmente tutto ciò che gli “esperti”, disinteressandosi totalmente dei fatti, continuano ad affermare” [12]

Cosa state comunicando?

Una comunicazione aperta è fondamentale per proteggere i bambini dagli abusi. Qui di seguito vi è una lista parziale di ciò che si trova sul sito degli Avvocati per l’infanzia (the Advocates for Youth) [13] riguardo a ciò che le famiglie devono fare per crescere figli con una sana vita sessuale.

  • Far sì che i propri figli abbiano una buona disposizione riguardo il loro intero corpo. Gli educatori dovrebbero nominare con accuratezza tutte le parti corporee e precisare che il corpo e le sue funzioni sono naturali e salutari.
  • Confortare spesso i figli in modo da far loro comprendere il concetto di amore e affetto e del modo di condividerlo.
  • Seguire le necessità dei bambini così da sviluppare in loro il concetto di fiducia.
  • Aiutare i figli nel comprendere la differenza tra comportamento pubblico e comportamento privato e che certi comportamenti quali mettersi le dita nel naso o toccarsi i genitali sono comportamenti privati.
  • Insegnare loro le differenze anatomiche tra maschi e femmine, puntualizzando che, nonostante tali differenze, maschi e femmine restano ugualmente speciali.
  • Insegnare ai bambini che possono sempre dire no ai toccamenti indesiderati, da chiunque questi provengano e che essi hanno diritto ad essere rispettati quando dicono di no.
  • Descrivere loro I processi corporei quali ad esempio la gravidanza e la nascita, utilizzando termini adatti alla loro età.
  • Evitare di instillare loro la vergogna e di colpevolizzare certe pari corporee e le loro funzioni.
  • Incoraggiare i figli a rivolgersi a loro o ad altri adulti di fiducia per avere informazioni riguardo il sesso.
    (© 2001, Advocates for Youth)

Vivere la nudità in modo confortevole è un aspetto fondamentale per la protezione del bambino, in quanto quello che questo concetto trasmette è la visone positiva secondo cui ogni parte del corpo è buona, decente e accettabile. Al contrario, la vergogna porta a vedere la nudità e, di conseguenza il corpo umano come qualcosa di cattivo, indecente e del quale è vietato parlare. Provare vergogna per il proprio corpo può condurre anche all’insorgere di ossessioni, portando i bambini ad avere un interesse morboso verso certe parti corporee e a cercare in segreto informazioni atte a placare le loro curiosità; questo è tipico della natura umana.

Credo che una delle migliori cose che potrebbe accadere per proteggere donne e bambini dagli abusi sessuali sarebbe di avere progammi di educazione fisica, nuoto, coeducazione e nudo dall’età prescolare all’università. Questo permetterebbe agli individui di soddisfare il loro inetresse verso la nudità in un contsto non sessuale, controllato e sano. Ma non è probabile che possa accadere in tempi brevi.

Nel suo libro “Real Solutions for Abuse Proofing Your Child” (Valide soluzioni per garantire la protezione dagli abusi ai vostri figli) la psicologa infantile cristiana Dottoressa Grace Ketterman parla della grande soddisfazione che i genitori provano quanto i loro figli scoprono le proprie orecchie, piedi, mani ecc. “ma quando questi scoprono i propri genitali? “Ho visto dei genitori picchiare i propri figli (o figlie) sulle mani per aver esplorato quell’area del loro corpo. Questo dice al bambino ‘quella parte di te è cattiva, non toccarla! Dimenticati di avere delle parti sessuali.’ Questo comportamento può portare il bambino ad esplorare il proprio pene o il proprio clitoride in segreto e insistentemente, oppure a reprimere in modo innaturale la propria vita sessuale. Questi bambini possono essere più vulnerabili verso l’esplorazione di quelle parti corporee rispetto ad altri bambini. Quasi sempre, inoltre, questi bambini hanno il timore di fare domande o di parlare di questioni sessuali con genitori che li reprimono.” [14] Questi bambini, inoltre, saranno molto più vulnerabili agli abusi sessuali E in caso di abuso eviteranno di parlarne ai genitori.

Segretezza o apertura, Cosa è Meglio?

L’esplorazione corporea in segreto, dovuta al comportamento repressivo dei genitori è molto comune durante l’infanzia. Queste attività segrete possono lasciare nel bambino un profondo senso di vergogna, dandogli l’impressione di essere sporco, colpevole e di conseguenza associando la nudità (propria e altrui) con queste sensazioni. Ciò che segue, nel suo peraltro eccezionale libro, è l’unico punto sul quale non concordo con la Dottoressa Ketterman. Quando una madre si recò da lei preoccupata per aver trovato sua figlia e il figlio di un vicino che giocavano nudi, pur rallegrandosi con quella madre per non aver sgridato i bambini, le disse che avrebbe dovuto parlare loro, spiegando loro che, pur comprendendo che i bambini hanno la tendenza ad essere curiosi, quella curiosità a volte può mettere nei guai, che “alcune cose, incluse le parti del corpo che di solito sono coperte, devono rimanere una faccenda privata, così se qualcuno ti chiede di vedere quelle parti del corpo, rispondi no e non mostrargliele. [15] Molti altri psicologi discutono sul fatto che il messaggio implicito nel rifiuto della nudità tra le pareti  domestiche porti all’assunto che il corpo umano sia qualcosa di inaccettabile o vergognoso, un modo di pensare che può portare a disfunzioni nell’età adulta. [16]

Nonostante il messaggio contenuto nel libro della Dottoressa Ketterman dica di non colpevolizzare i bambini e non demonizzare il loro corpo, qui ella si contraddice nel consigliare a quella madre di dire ai suoi figli che la semplice curiosità riguardo il proprio corpo possa metterli nei guai! Meglio sarebbe stato dire a quella madre di cogliere l’opportunità di dire a quei bambini quanto splendidi fossero i loro corpi, Inoltre avrebbe potuto far notare a quella madre che sarebbe stato meglio incoraggiarli a giocare nudi in un luogo dove ella poteva controllarli piuttosto che lo “scoprire” i due bambini giocare nudi; questo avrebbe rafforzato nei bambini il concetto di accettabilità e bontà dei loro corpi e avrebbe potuto prevenire l’eventualità che quei giochi divenissero “segreti” con il rischio di portarli a sperimentare toccamenti inappropriati.

Molti bambini ai quali è apertamente permesso di giocare nudi dimostrano di avere una bassa (se non addirittura nessuna) propensione a farlo in segreto e di norma passano pochissimo tempo toccandosi vicendevolmente i genitali. Bisogna ricordare che l’interesse infantile verso il corpo umano non è regolato da ormoni sessuali e che di norma essi trovano altre cose molto più interessanti da fare. Ciò nonostante, quando la nudità è praticata in segreto, la loro attenzione tende a focalizzarsi proprio sui genitali semplicemente perché quelle parti dei loro corpi sono sempre nascoste e, di conseguenza è su quelle parti che desiderano avere informazioni.

Dicendo a quella madre che sgridando i bambini o inducendoli a vergognarsi avrebbe instillato in loro un inutile senso di colpa, cosa con la quale concordo con la Dottoressa Kettermann, ma se quella madre avesse seguito il consiglio datole, a mio avviso sarebbe proprio accaduto ciò. Concordo assolutamente con la Dottoressa Ketterman che se qualcuno (ad eccezione di un medico) “chiedesse” a un bambino di vedere o toccare i suoi genitali, il bambino dovrebbe rifiutare e parlarne coi genitori. La mia opinione è che se la nudità è aperta (non segreta), se qualcuno chiedesse di vederlo o toccarlo di nascosto farebbe scattare tutta una serie di allarmi interni nel bambino. Se quel qualcuno volesse tenere segreta questa cosa, che il bambino vive invece apertamente, egli (o ella) percepirebbe in questa situazione qualcosa di decisamente sbagliato del quale mamma e papà dovrebbero essere informati. Quando al contrario questa apertura manca, i bambini stessi tendono ad essere molto più curiosi essi stessi, e perciò più vulnerabili rispetto a chi cerca di abusare di loro; questo tipo di “interesse” può mettere in pericolo il bambino, non la curiosità soddisfatta apertamente in modo naturale e controllato!!!

I bambini assorbono i sentimenti dei genitori

Un rapporto confortevole con la nudità e il sesso è di vitale importanza se i genitori vogliono ridurre i danni causati dagli abusi sessuali (in caso questi si verifichino) e se essi vogliono che i propri figli li informino in caso abbiano subito un abuso. Come giustamente afferma la Dottoressa Kettermann, chi sbatte la porta della comunicazione coi propri figli riguardo il sesso, necessità di un cambiamento di atteggiamento. Rispondere con orrore, vergogna e imbarazzo riguardo la curiosità che il bambino manifesta nei confronti del corpo, lo metterà solamente a disagio nel parlare con voi di questo argomento. Se il bambino non riesce ad avere “confidenza”con l’argomento quando è ancora giovane, potrebbe avere problemi della sfera sessuale quando sarà adulto. [17]

I  bambini delle tribù “primitive”, contornati dalla nudità in tutte le forme, non soffrono effetti nocivi. Lo stesso vale per i bambini cresciuti in altre società più aperte della nostra riguardo la nudità. La presunzione che l’esposizione alla nudità porti a problemi per i bambini nasce dai preconcetti tipici della nostra cultura.

K. Bacher: 205 Argomentazioni e osservazioni a supporto del naturismo, N Magazine, Oshkosh, WI, Vol 16.1

Paul Ableman scrive:”Sarebbe interessante speculare su quale modello mentale umano avrebbe costruito Sigmund Freud se, invece di basarsi sulla civiltà europea “vestita”, si fosse basato, per esempio, su uno studio sulla popolazione Nuer del Sudan, dove la nudità è praticata costantemente. La maggior parte dei processi che Freud definisce formativi per la mente adulta andrebbero perduti. Secondo Freud, nella normalità delle cose, i bambini non devono vedersi vicendevolmente nudi, e, in caso ciò accadesse, i risultati sarebbero traumatici. Ciò non si verifica nelle culture “nude”, cosicché molte province dell’ “impero mentale” freudiano vanno semplicemente perdute. Scomparirebbe (o quanto meno si attenuerebbe di molto) il complesso di Edipo, mancherebbero l’invidia del pene o il complesso di castrazione e probabilmente anche lo sviluppo sessuale procederebbe senza sbalzi, in modo più armonioso. Stiamo finalmente e rapidamente emergendo dall’era della Parola freudiana e ci stiamo rendendo conto di quanto egli, nelle sue teorizzazioni fosse vittima delle idee e dei preconcetti imperanti. [18]

In “Deceived by Shame Desired by God” (Ingannati dalla vergogna, desiderati da Dio) la terapista cristiana Cynthia Spell Humbert afferma:” L’abuso sessuale porta con se una moltitudine di sensazioni contrastanti. Molti pazienti hanno affermato, con sgomento, di aver provato piacere fisico. Provare contemporaneamente terrore e piacere può condurre ad uno stato confusionale che spesso porta la vittima a vergognarsi e ad auto-accusarsi per la violenza subita. Dio ha creato i nostri corpi perché apprezzassimo l’eccitazione sessuale, la quale eccitazione è del tutto naturale, l’abuso [però] porta le vittime a pensare che, tramite quella stessa eccitazione, il proprio corpo le abbia tradite.” [19]

Apertura

Essendo cresciuto in un ambiente basato sulla vergogna, ritengo assolutamente fondamentale che i genitori creino un’atmosfera aperta e rilassata riguardo al sesso e al corpo, cosicché i propri figli, in caso di abuso, abbiano la capacità di parlarne con loro; trovarsi a proprio agio con la nudità rappresenta un elemento essenziale a che ciò avvenga. Questo, in ultima analisi sembra trasparire dalle esperienze di coloro i quali sono cresciuti all’interno di famiglie in cui la nudità è accettata e vissuta in modo aperto e confortevole. Molti giochi acquatici o con il fango si prestano ad essere fatti in nudità totale, la quale è peraltro più appropriata in quanto la pelle nuda asciuga più velocemente ed è più confortevole di quegli indumenti (come i costumi da bagno) che invece tendono a stringere e a rimanere freddi e bagnati. La pelle è inoltre più facile da pulire da impronte di fango, o dalle macchie lasciate da biscotti e torte rispetto ai vestiti.

I bambini inoltre hanno bisogno di avere un’immagine che non sia collegata esclusivamente con il sesso, cosa che invece accade sempre con le rappresentazioni che i media danno di essa. Essi hanno bisogno di vedere che la nudità può essere appropriata anche per altre cose, quali ad esempio tutto ciò che come il nuoto ha a che fare con l’acqua. Pur essendo appropriato dare un esempio di confort nei riguardi della nudità, il bambino (e chiunque) non dovrà in alcun modo essere forzato a star nudo, in quanto questa sarebbe percepita come un’invasione della sua privacy; i club naturisti applicano regole che prevedono l’obbligo della nudità per attività come, ad esempio, il nuoto e questo va bene (anche quando si è a casa) in quanto nessuno è obbligato a prender parte a tali attività. Una volta che i bambini (ma vale anche per gli adulti) saranno abituati ad una situazione di nudità confortevole, ci metteranno poco ad abituarsi e ad apprezzare il fatto di essere essi stessi nudi. Bisogna sempre ricordare che il contesto è quello che conta; perché la nudità abbia dei benefici sui bambini (specie all’interno della nostra cultura) essa dovrà essere non sessuale, confortevole e soprattutto non forzata.

Credo che la vergogna in associazione alla mancanza di comunicazione causi più paure, sensi di colpa, dolore e cicatrici degli abusi stessi. La mia speranza è che si possa lavorare per ridurre o prevenire gli effetti dannosi dell’abuso sessuale ai minori facendo in modo di separare e rendere più confortevoli il sesso e la nudità all’interno della famiglia e insegnando ai nostri figli che il corpo umano, creato da Dio è per ciò stesso puro, decente e accettabile. Queste sono la strada più appropriata e il momento migliore per agire. È da ciò che piantiamo nella nostra vita che nasce quello che raccoglieremo in futuro. Quali atteggiamenti riguardo il corpo e la sessualità vogliamo che abbiano i nostri figli nella loro vita?

Cambiare il modo di pensare

La mente agisce seguendo i suoi pensieri dominanti. Se una persona ritiene la nudità impura, indecente, oscena o vergognosa e legata esclusivamente al sesso, reagirà ad essa sol con sentimenti di quel tipo. Se si insegna invece a pensare in altri termini a guardare e pensare alla nudità (ad esempio considerandola appropriata per il nuoto, il relax, lo sport ecc.) la risposta sarà positiva, salutare e senza vergogna. Rendere la nudità un tabù e legarla a filo doppio con il sesso, la vergogna e la pornografia crea molti danni sia agli individui che alla società stessa! Ciò contribuisce a ridurre il senso di autostima di molti individui e far sì che essi provino vergogna per alcune parti di sé e le trattino come cose indecenti. Solo le azioni e pensieri immorali, su come il corpo sia abusato e demonizzato dovrebbero essere viste con vergogna, non il corpo in sé e per sé!

Chi scrive nutre la speranza che un giorno questa società vedrà finalmente il pericolo insito nella vergogna per il corpo e la rigetti definitivamente. In una siffatta società, la nudità casuale sarà cosa comune in TV, in palestra e in piscina, nei centri benessere, agli avvenimenti sportivi, nelle lezioni scolastiche di educazione fisica e nelle case (senza necessità di “steccati” per difendere la privacy). Quel giorno però è ancora lontano. Il primo passo perché ciò si avveri può essere fatto proprio nelle nostre case, cominciando a considerare la nudità come una cosa normale, quotidiana, salutare, da accettare e praticare con le nostre famiglie. Ciò tuttavia non è sufficiente per modificare i preconcetti nudità = sesso e nudità = vergogna così fortemente radicati nella nostra cultura. Per combattere efficacemente questi luoghi comuni, bambini (e adulti) spesso hanno bisogno di un esempio e un campo d’azione più larghi che non la semplice nudità casalinga. In quelle famiglie che praticano la nudità casalinga, ma in cui questa è tenuta segreta e la regola è rimanere vestiti fin quando gli ospiti non se ne vanno, fa sì che i bambini siano portati a pensare che ci sia effettivamente qualcosa di sbagliato nello stare nudi, dato che ciò viene nascosto agli altri. Molti bambini cresciuti in ambienti siffatti mostrano di sviluppare velocemente anch’essi la stessa vergogna per il loro corpo che provano i loro amici.

Oltre la famiglia

Nelle situazioni in cui la nudità non sessuale e senza vergogna è comune al di fuori della famiglia, i bambini godono della possibilità di vedere sia il copro che la nudità come qualcosa di positivo, normale e accettabile. Questo li vaccina maggiormente riguardo ai messaggi basati sulla vergogna che giungono loro dalla società e permette loro di sviluppare atteggiamenti più salutari nei confronti del corpo. Dire ai propri figli ad esempio che si crede che l’intero corpo umano è buono ma che ciò deve essere mantenuto all’interno della famiglia perché molti non approverebbero o non capirebbero può essere d’aiuto, ma non molto. Potreste rimanere sorpresi di quanti, sentendovi parlare del vostro atteggiamento nei riguardi della nudità, hanno la vostra stessa idea ma non hanno il coraggio di parlarne essi stessi. I bambini che crescono all’interno di famiglie che hanno comportamenti aperti nei confronti della nudità, pur rispettando il fatto che altri possono non essere a proprio agio con essa, sembrano essere gli ultimi a soffrire di sensi di vergogna. Mantenere un atteggiamento di apertura verso gli altri riguardo il vostro atteggiamento nei confronti della nudità dimostra ai vostri figli che voi veramente credete in ciò che dite e insegnate loro e i vostri figli lo recepiscono. Come per ogni cosa, se voi nascondete le vostre opinioni, essi tenderanno a fare altrimenti.

Rispettare il fatto che altri non siano a proprio agio con la nudità, significa fare in modo che questi ultimi siano informati che voi invece siete a vostro agio con essa prima che questi vengano a casa vostra. Se questi ultimi si sentono offesi dalla nudità, possono decidere di non venire a farvi visita, oppure voi potete decidere di rimanere vestiti, voi e I vostri famigliari, per tutto il tempo che tali ospiti sono a casa vostra (per rispetto verso le loro idee); l’importante è che I vostri figli sappiano che quell’ospite è a conoscenza del fatto che voi ritenete la nudità qualcosa di positivo e che rimanete vestiti per rispetto verso le sue idee (o quelle dei suoi genitori) e non perché volete tenere segrete le vostre. Nel caso l’ospite abbia meno di 18 anni è importante informare i genitori prima che questi venga a farvi visita. Molti genitori accettano l’idea che altre famiglie abbiano differenti stili di vita e quando il comportamento reciproco è improntato al rispetto e all’apertura, molti genitori non hanno problemi a lasciare che i loro figli frequentino famiglie in cui si pratica la nudità.

Ciò è ribadito da ciò che ci scrive un genitore:

Abbiamo ospitato dozzine di bambini che venivano da noi per nuotare o giocare nudi in giardino o sulla spiaggia naturista coi nostri figli senza alcun problema e questo perché:

  1. Abbiamo “studiato” la nudità e il naturismo e i suoi benefici e siamo in grado di rispondere in modo logico e appropriato a qualunque domanda abbiano gli altri genitori.
  2. Siamo in grado di dimostrare a tutti coloro che hanno dubbi di tipo religioso che il nostro comportamento non contrasta assolutamente con le Scritture.
  3. abbiamo un approccio totalmente aperto riguardo il nostro stare nudi. Non facciamo mistero del nostro stile di vita, cosa che invece potrebbe generare fraintendimenti.
  4. Siamo assolutamente “pedanti” nell’impedire a qualsiasi cosa sia erotica o sessualizzata di “intrufolarsi” nella pratica del naturismo.
  5. Assicuriamo sempre gli altri genitori che, quando i loro figli sono con noi, possono “piombare” inaspettati e vedere loro stessi cosa essi stanno facendo.
  6. La nostra convinzione nella validità della pratica della nudità per i bambini è così forte da convincere i loro genitori che tale pratica sia non solo innocua, bensì benefica per i loro figli (un nostro vicino ci ha addirittura chiesto se i suoi figli – un po’ più grandi dei nostri – potevano unirsi ai nostri per prendere il sole nudi così da sperimentare la nudità anche se riteneva fossero un po’ troppo grandi per fare realmente amicizia coi nostri figli).
  7. Parliamo sempre personalmente coi genitori per rispondere a tutte le domande che questi possono avere.

Nel corso degli anni dozzine di bambini hanno partecipato con noi ad attività naturiste e non si sono mai verificati problemi o incomprensioni (è capitato che fossimo accusati da bambini i cui genitori non avevano dato il permesso di unirsi a noi, ma i bambini che praticavano il naturismo con noi dissero con tale fermezza che nulla di negativo era mai capitato loro che, ovviamente, quei bambini non hanno mai avuto nulla per avvalorare le loro accuse).

In poche parole: SIATE ACCORTI, SICURI DI VOI E TOTALMENTE APERTI.

– Paul M. Bowman

Clicca qui per accedere al sito di Paul sulla necessità degli studi sociali, psicologici e scientifici riguardanti la nudità. (NdR. il sito di Paul pare non più raggiungibile).


NOTA DEL CURATORE (Nate Dekan)

In un punto Paul afferma: “Noi non facciamo mistero del nostro stile di vita. Se dei genitori venissero a conoscenza del fatto che i loro figli sono esposti alla nudità senza che ne fossero informati, potrebbero sorgere problemi molto seri, in quanto la nudità non fa parte dello stile di vita di molte famiglie ed è vista da molti solo nell’associazione nudità =  sesso, il che è comprensibile. La cosa più saggia e rispettosa da fare è parlare ai genitori per avere il loro permesso prima che i loro figli frequentino casa nostra. Abbiamo la speranza che questo articolo possa servire per rispondere alle molte domande che molti genitori si pongono; questa è la ragione per cui è stato scritto. Esso può essere uno strumento per sviluppare una maggiore apertura mentale e, quando condiviso con altri genitori, per aiutare a spiegare le ragioni e le idee sulle quali si basano le famiglie che praticano la nudità. Ci sono diversi altri articoli sul sito RejectShame.com che possono aiutare, specialmente
per una prospettiva Cristiana.

Linee guida

Se in famiglia praticate la nudità è fondamentale far sapere agli altri genitori che avete delle forti convinzioni morali che portano all’applicazione di linee guida sull’argomento. Di seguito riportiamo alcuni esempi che pensiamo possano essere utili.

  1. Chiunque abbia meno di 18 anni voglia frequentare casa vostra deve averne prima espressa autorizzazione dei genitori, con i quali è opportuno parlare per chiarire che la nudità è un fatto abituale in casa vostra e i motivi di ciò.
  2. Siamo nati con il miglior costume da bagno possibile: la nostra pelle. Nessun altro tipo di costume o indumento è necessario in piscina o nella sauna. La nudità è completamente facoltativa in ogni altro ambiente ma, dato che molte persone non hanno un buon rapporto con la nudità, essa non è permessa dove può essere vista dalla strada o da altre case.
  3. La partecipazione alle attività è del tutto privata. Se un bambino vuole invitare altri a partecipare e, se non ci sono obiezioni da parte dei loro genitori, nessun problema. Per rispetto della privacy, ai bambini sarà richiesto di non parlare ad altri di coloro che hanno visto nudi in casa vostra. E’ una decisione che spetta ad ognuno decidere se e quando parlare ad altri della propria nudità.
  4. Nonostante i bambini provenienti da una stessa famiglia la prima volta vengano accompagnati dai genitori, ci sarà ogni volta solo un nuovo arrivato, in quanto chi pratica la nudità sociale per la prima volta si troverà a suo agio più velocemente se attorniato da persone che già considerano la nudità lo stato migliore per nuotare, giocare, lavorare o rilassarsi.
  5. Niente sesso. Non vi saranno ostentazioni, non si porrà attenzione e non saranno fatte allusioni e richiami al sesso o a funzioni di parti del corpo.

Per una versione stampabile della lettera/scheda di autorizzazione da sottoporre e far firmare sia ai genitori che ai bambini cliccate qui. Potete anche copiarla e personalizzarla per adattarla alla vostra situazione.

Lontano da casa

Anche le spiagge e i centri naturisti per famiglie sono ottimi luoghi per familiarizzare con la nudità e con il concetto che essa può essere normale buona e salutare. Molti centri sono troppo lontani dal luogo di residenza di molte famiglie per essere parte integrante della vita di tutti i giorni, tuttavia possono essere ottimi per un week-end o per delle vacanze.

Se non ci sono dei centri nella vostra area, un’opzione può essere cercarne uno quando siete già in viaggio. Negli USA molti club sono affiliati AANR (American Association for Nude Recreation) quindi visitare il loro sito aanr.com può essere molto utile per trovare il più vicino a voi. [per quanto riguarda l’Europa e l‘Italia, pur essendo accettata la tessera AANR in quanto associazione affiliata FNI (Federazione Naturista Internazionale), esistono associazioni locali come le associazioni federate alla FE.NA.IT. (Federazione Naturista Italiana, a sua volta federata FNI). N.d.T.] Associarsi alla AANR [o alle associazioni europee, N.d.T.] direttamente o presso i club affiliati permetterà a voi e alla vostra famiglia di accedere a molti centri negli USA, in Canada e in Europa.

Mi piacerebbe poter dire che ci sono luoghi in cui i bambini sono totalmente al sicuro dagli abusi sessuali; sfortunatamente non posso. I bambini hanno subito  abusi in chiesa, a scuola, nei campi gioco, negli scout nei luoghi dove si praticano sport e perfino in centri naturisti; l’abuso può essere perpetrato ovunque, anche se sfortunatamente il luogo dove si verificano più spesso è la casa. La differenza sostanziale comunque sembra essere sempre la stessa: i bambini abituati alla nudità, in caso di abusi esternano la cosa con qualcuno e tendono ad essere meno danneggiati da quell’esperienza, al contrario dei loro coetanei cresciuti in un ambiente improntato alla vergogna e alla negazione della nudità. Molti genitori si sono dimostrati entusiasti dei benefici che i centri naturisti hanno portato ai loro figli. Di seguito qualche esempio tratto dal libro “The Naked Child, Growing Up Without Shame” (Il bambino nudo: crescere senza vergogna) [20]

“La mia bambina di due anni è l’unica nel nostro isolato a non provare vergogna e a non essere curiosa riguardo il corpo altrui; ha invece un atteggiamento molto salutare nei confronti del suo corpo e di quello degli altri” (una madre dalla Florida);

“Abbiamo trovato nostro figlio che guardava delle pubblicazioni pornografiche. Abbiamo espresso i nostri timori ad un consulente famigliare, il quale ci ha detto: “Ne state facendo di una mosca un elefante. Ogni adolescente è interessato al sesso, è normale e il fatto che stia cercando delle informazioni al riguardo sta a significare che voi, come genitori, non gli avete dato abbastanza informazioni. Se voi faste stati naturisti questo tipo di pruriti non si sarebbe verificato.” In quel momento fummo stupiti da un tale discorso, ma pensammo che se una persona esperta ci raccomandava tale attività forse sarebbe valsa la pena provare. Non avremmo mai immaginato quanto forte sarebbe stata la sensazione di naturalezza provata: l’imbarazzo iniziale sparì dopo soli cinque minuti e risolse completamente i problemi di nostro figlio. Il sesso è divenuto una parte importante della sua vita, ma NON la più importante.” (genitori dalla California);

“Prima che ci unissimo ad un centro naturista, nostra figlia giudicava gli altri solo dalla popolarità e dall’aspetto fisico. Ora ha imparato a giudicare gli altri per la loro personalità e per altre qualità umane. Avrebbe potuto impararlo sicuramente anche attraverso i rapporti sociali di tutti i giorni, ma frequentare il centro l’ha aiutata a sviluppare più in fretta questa “educazione” riguardo gli altri.” (altri genitori dalla California);

“Il naturismo, come nessun’altro stile di vita offre un ambiente libero da curiosità morbose nel quale i bambini possono crescere e maturare con atteggiamenti salutari riguardo il corpo umano, le sue differenze e le sue funzioni.” (un padre e pastore del Texas).

Da un punto di vista idealistico, i centri naturisti non dovrebbero essere “necessari” per promuovere una salutare accettazione del corpo, ma fintantoché la società non comincerà a vedere la nudità quotidiana e casuale come qualcosa di accettabile essi saranno necessari. La maggior parte dei bambini abbraccia la nudità istantaneamente e con piacere. Anche durante la prima visita ad un centro naturista, spesso i bambini si spogliano immediatamente, prima ancora dei genitori!

Rimuovere le barriere

A casa, in spiaggia o in un centro naturista, la nudità sociale aiuta le persone a sentirsi più a proprio agio e ad accettare il proprio corpo a prescindere dall’età. Molti naturisti trovano molto liberatorio stare nudi tra altre persone; hanno cioè la sensazione di ridurne la pressione e lo stress. Questo può essere dovuto al fatto che queste persone hanno bisogno di interagire con gli altri senza le barriere sociali che i vestiti inevitabilmente sviluppano? La nudità infatti rimuove tali barriere e permette di vedere gli altri come realmente appaiono. Essa rimuove le maschere, le apparenze e le immagini di noi che creiamo con i vestiti, lasciando solo la nostra vera immagine (ciò che Dio ha creato).

La nudità sociale ci permette di relazionarci con le persone nella loro interezza, non con l’immagine che i vestiti danno di loro (quando nudi, che siamo ricchi, poveri, medici, poliziotti, impiegati, operai ecc. siamo tutti uguali). La nudità è anche più confortevole per tutta una serie di attività. Dopo aver provato a nuotare o aver preso un bagno in una vasca termale senza costume da bagno non vorrete più indossarne uno! Ma la cosa più importante è che la nudità sociale libera la gente dalla vergogna per il proprio corpo. Essa permette di sviluppare una più salutare accettazione del corpo umano nella sua interezza.

Non ha importanza quante volte tu leggerai questo o altri articoli sull’argomento; come per qualsiasi cosa, non comincerai a sentirti a tuo agio con la tua nudità e a sperimentarne i benefici finche non ne farai l’esperienza. Ciò ovviamente vale anche per i tuoi figli! Le azioni contano più delle parole, pensaci! Dire a te stesso e ai tuoi figli che ogni parte del corpo è pura, salutare e accettabile senza però cambiare le tue azioni per dimostrare tale assunto, continuando ad esempio a chiudere la porta del bagno per lavarti o quella della camera per cambiarti d’abito oppure continuando ad indossare disfunzionali capi d’abbigliamento per praticare attività come ad esempio il nuoto, impedirà a te e ai tuoi figli di sperimentare la nudità in un contesto positivo, salutare e non sessuale. L’unico contesto in cui la nudità rimarrà relegata sarà quello sessuale. É la connessione tra nudità, sesso, vergogna e pornografia il messaggio che vuoi trasmettere ai tuoi figli? Non vuoi che la loro idea della nudità sia più positiva? Non sarebbe meglio per la tua famiglia sperimentare l’esperienza della nudità sociale non sessuale e senza vergogna così da aiutare a contrastare l’assunto assurdo nudità = sesso e nudità = vergogna che la società ci propina? Fai sì che il concetto di nudità tuo e della tua famiglia migliori e si trasformi da insalubre negativo e ristretto (nudità appropriata solo per sesso vergogna e pornografia) e diventi sano positivo e aperto (nudità adatta per nuotare o prendere il sole in spiaggia o in piscina, rilassarsi, giocare, praticare sport, far ginnastica, dormire, per i lavori domestici o il giardinaggio, il campeggio, camminare, andare in bici ecc. ecc).

La teoria va bene ma non c’è nulla più importante della pratica. Se hai basato il tuo insegnamento sul senso di vergogna questo è il momento di ammettere di essere umano e fallibile. Parla con i tuoi figli e di loro che, dopo lunghe ricerche hai scoperto che il senso di vergogna può essere molto dannoso e che, pur non forzandoli in alcun modo li incoraggerai a disfarsi del senso di vergogna e ad essere a loro agio con la propria nudità. Per dare loro l’esempio comincia tu stesso a metterti a tuo agio con la nudità. Per far ciò potresti cercare un centro naturista nella tua zona e portarci la tua famiglia. Se più famiglie cominceranno a comportarsi in questo modo, sono sicuro che le generazioni future soffriranno meno di sensi di colpa nei confronti del proprio corpo e gli abusi sessuali diminuiranno sensibilmente.

Nate Dekan
Fondatore di  Reject-Shame.com

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NOTA DELL’AUTORE

Io non sono né un sociologo né uno psicologo, ma una persona cresciuta in un ambiente famigliare basato totalmente sulla vergogna e abusato dai vicini. Chi si oppone alla nudità perché crede che questa sia dannosa per i bambini, ha perfettamente ragione nel voler proteggere i bambini, ma deve proteggerli non dalla nudità bensì dalla vergogna e dai sensi di colpa che questa si porta dietro; la realtà ha dimostrato che è quest’ultima a danneggiare i bambini (e gli adulti). Lungi dall’essere dannosa, io ritengo che la nudità sia fondamentale per proteggere i bambini dagli abusi. Purtroppo però questo è un argomento controverso sul quale la ricerca si è puntata solo in minima parte.

Ogni possibile soluzione per proteggere i bambini dagli abusi sessuali deve essere ricercata e praticata, anche se ciò significa mettere in discussione le idee dominanti sulla nudità per cercare di scoprire i reali effetti che essa, in un contesto non sessuale effettivamente ha sui bambini. Alcuni studi sono già stati fatti ma c’è ancora molto lavoro da fare; studi più organici sull’argomento sono drammaticamente necessari. Chiedo a chiunque, nel campo scientifico, abbia a cuore la protezione dell’infanzia di farsi carico di questa ricerca.

Paul M. Bowman sta attivamente lavorando per far si che i professionisti della ricerca e chiunque sia interessato a portare avanti lo studio in merito possano sviluppare e mantenere I contatti.

E’ possibile contattare Paul via mail all’indirizzo bowman@primus.ca o tramite posta all’indirizzo:

Paul M. Bowman P. O. Box 1978 Ferndale, WA 98248 (USA)

Clicca qui per maggiori informazioni o per contattare Paul attraverso il suo sito. (NdR. il sito di Paul pare non più raggiungibile).


NOTE AL TESTO

[1] Fonte: The National Resource Center on Child Sexual Abuse, “Fact Sheet on Child Sexual Abuse,” Huntsville: NRCCSA, 1994
[2] Fonte: Advocates for Youth
[3] Fonte: Shame: The Quintessential Emotion: Holly VanScoy, Ph.D., Psych Central Feb 2001
[4] Fonte: Sex and Morality: Dr. Ruth Westheimer and Dr. Louis Lieberman, Harcourt Brace Jovanovich Publishers, Orlando, FL, 1988
[5] Fonte: Life After Playboy: Bob Liparulo, Christian Reader. September/October 2002, Vol. 40, No. 5, Page 52
[6] Fonte: Shame: The Exposed Self: Michael Lewis, The Free Press – Simon and Schuster, 1995
[7] Fonte: Advocates for Youth
[8] Fonte Advocates for Youth
[9] Fonte: Factors Associated With More Positive Body Self-Concepts in Preschool Children: Marilyn D. Story, Journal of Social Psychology – June 1979
[10] Fonte: Fig Leaf Forum, Winnipeg MB, CANADA.
[11] Fonte: Dissertation Abstracts International: Section B: The Sciences & Engineering Vol 59(9-B), Mar 1999, 5104. Standard No: ISSN: 0419-4217 Abstract from a dissertation on treatment for body image and self-esteem with abused women, by Richard Eugene Pearl Sr. at Tennessee State University
[12] Fonte: The Naked Child, Growing Up Without Shame: Dennis Craig Smith with Dr. William Sparks, Elysium Growth Press, Los Angeles, CA – 1986
[13] Fonte: Advocates for Youth
[14] Fonte: Real Solutions for Abuse Proofing Your Child: Dr. Grace Ketterman, Vine Books, Ann Arbor, MI – 2001
[15] Fonte: Real Solutions for Abuse Proofing Your Child: Dr. Grace Ketterman, Vine Books, Ann Arbor, MI – 2001
[16] Fonte: Richard A. Gardner: Exposing Children to Parental Nudity, Medical Aspects of Human Sexuality, June 1975
[17] Fonte: Real Solutions for Abuse Proofing Your Child: Dr. Grace Ketterman, Vine Books, Ann Arbor, MI – 2001
[18] Fonte: The Anatomy of Nakedness: Paul Ableman, Elysium Growth Press, Los Angeles, CA – 1982
[19] Fonte: Deceived by Shame Desired by God: Cynthia Spell Humbert, Navpress, Colorado Springs, CO, 2001
[20] Fonte: The Naked Child, Growing Up Without Shame: Dennis Craig Smith with Dr. William Sparks, Elysium Growth Press, Los Angeles, CA – 1986


Copyright © 2002 Reject-Shame.com

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Copyright sulla traduzione © Marco Freddi (2003 – rev. 2005)

Poesie di gioventù: Notte stellata


Scende la notte,
il buio tutto avvolge,
nel mentre milla piccoli lumicini
nel ciel s’accendono,
sono le stelle
che come piccoli diamanti
circondan la luna
regina del cielo.
Inutile contarle,
sono troppe.

Le ammiro
e l’animo ribollir mi sento.
Mi vien da pensare
al rapporto uomo-natura,
rapporto funesto,
segno di morte.

Mi chiedo cosa abbiam fatto
per meritare questo dono,
questo dono meraviglioso
che è la natura.
Perfino mi volto,
mi volto vergognoso,
non oso guardare il cielo.

Mi vergogno del nostro mondo civile,
civile solo per dire,
incivile per fatto.
Noi la natura abbiamo distrutto,
noi l’inquinamento abbiamo portato,
e con esso la morte,
la devastazione.
Le piante muoiono,
muoiono sotto il peso
dei fumi nell’aria dispersi;
gli animali muoiono,
muoiono perché nutrirsi non possono;
le acque muoiono,
muoiono diventando grandi serbatoi
di chimici prodotti.

Tutto muore,
solo noi viviamo,
ma non vivremo a lungo,
se non rimediamo
pure noi moriremo.
Perché vogliamo distruggere la vita?
Perché non vogliamo amare e rispettare la natura?
Perché nessuno pensa a quello che fa?
Perché, perché?

Emanuele Cinelli – 31 gennaio 1974

Una fetta d’anguria


La scorsa notte mi sono svegliato verso le 2: avevo voglia di anguria.
Drago, il mio cane, era fuori disteso sull’erba che si godeva il bel fresco. Detto, fatto: ho preso un piatto e una fetta d’anguria e in tenuta libera mi sono seduto al tavolino che ho  nel giardino e ho cominciato a mangiarla di gusto.
Neanche l’avessi chiamata, sento un’auto che arriva: è il vicino che, chiusa la gelateria, torna a casa. Continuo imperturbato a mangiar la mia anguria: non penso mi abbia visto; e se anche fosse, non penso di averlo “turbato”; e se anche fosse, non penso di averlo turbato a tal punto da presentare denuncia contro di me. Non gli sono così antipatico 🙂

1) I Giudici della Cassazione, sulla base di una loro opinione, o forse solo di una loro sommaria impressione (non credo sulla base di un sondaggio commissionato appositamente – non hanno i fondi, certamente), ergendosi a interpreti del “senso comune”, ad arbitri della “decenza”, hanno emanato una direttiva che ha la sua autorevolezza: è solo un parere, che non ha valore di legge, ma fa giurisprudenza, e può venir sempre utile a chi non ha voglia di scomodarsi, di approfondire, di veder bene come stanno le cose, il costume.

2) Ripercorrendo le riflessioni che facevo fra me negli ultimi giorni e comparando la sicurezza di questa notte alla “strizza” subito dopo l’annuncio, mi son chiesto se per caso i giudici non avessero abusato del loro potere, nel metodo innanzitutto, facendo valere – quasi imponendo – il loro punto di vista servendosi della minaccia dell’ammenda.

Che all’alba del 2012 ci sia ancora qualcuno che ha bisogno del ringhio dei mastini per imporre le proprie ragioni (per primo dunque le sospetta per deboli);
che la Legge si serva della delazione per esser rispettata («Caro cittadino, se ti senti turbato, dillo alla mamma!» – ma quando cresciamo?) e in tal modo ci trasforma tutti in sceriffi: a qualcuno può anche piacere, a me no;
che il rispetto delle leggi sia ancora imposto col timore della pena, con l’esemplarità della condanna e faccia ancor leva sulla nostra infantile facilità ad ingrandirci le paure,

allora penso che siamo ancora infantili e un poco anche ignavi.

Una vocina mi suggerisce una citazione biblica: «Principio della saggezza è il timore del Signore» (Salmo 110, 10 – molto simile (!) al comandamento in vigore nelle caserme: «Pensa alla stecca, rispetta il nonnino»). Fra le molte interpretazioni, preferisco la mia, sebbene non autorizzata: «Cammina pensando al bastone di Dio, che vai bene». È dal Codice di Giustiniano che funziona così.

La grazia del corpo nudo


Ebbene, sì: la carne è proclive al peccato!

Uscendo stamattina col cane (ore 6:10 – dov’eran le turbe cui recherei turbamento?), col sole che alle spalle proiettava la mia prima ombra sull’erba, vòltomi a salutarlo, constato d’un tratto nell’animo il gran torto che gli faccio vestito. Un cartiglio è nel frattempo comparso sullo schermo della mente, ed è quello che qui ho messo per titolo.

La luce dorata del sole all’intorno, la brezza che spirava dal lago, il gran verde dei lunghi filari, delle pendici dei monti, della terra che vive erano mille miglia lontane dalla famosa sentenza. E anch’io… tanto da non sentirmela addosso efficace. E non avevo più nemmeno la “rete” dell’avviso inviato al comandante dei vigili. A sbalzo sul rischio, per essere all’altezza di me, di quel che mi sentivo ruggir/suggerir dentro. Con l’orgoglio smisurato e pur ponderato di essere e sentirmi perfetto e sublime, così come Natura m’ha fatto.

Sentendomi fuori da canoni estetici artefatti ed effimeri, mi son messo libero.

Grazia vuol dir consonanza, armonia, accordo, un fluire continuo d’un dialogo che precede la parola, l’intelligenza, la ragione, ma che mi fa sentire rotondo, nella forma semplice e perfetta del mio corpo di carne. Forse esagero, mistifico, trascendo. Il senso di pienezza, così tranquilla, ovvia e pacata, la ragione, la fantasia, la creatività letteraria non erano in grado di suggerirmela. Eppure, di questa consapevolezza si vive; questo appiombo che abbiamo nella pancia che ci consente di oscillare e poi sempre ci riporta in piedi è la forza del nostro equilibrio, della nostra perfetta misura.

Nudità è disincrostarsi dalla ruggine, dal calcare che ci è concresciuto con gli anni, discioglier l’artrite che ci deforma aspetto e intelletto.

Non ce l’ho con nessuno: semplicemente io faccio così, io sono così.

Nudo dentro


Dall’inizio di marzo, ogni mattina (tempo permettendo) uscivo al levar del sole per un giretto col cane nella campagna vicino casa. Di solito un grande vigneto (abito a Cremignane, una frazione di Iseo, nella zona del Franciacorta). Per mettermi “in regola”, dopo averne discusso col comandante dei Vigili, ho inviato una “Informativa” in cui mettevo al corrente le Autorità di Pubblica Sicurezza delle mie uscite nudo-naturiste, indicando luoghi e tempi.

Nessun problema fino all’ultima sentenza della Corte di Cassazione. Continuo comunque con le mie uscite, nello stesso luogo e negli stessi orari: vedere l’alba ogni giorno, e dire Buongiorno al sole è un rito molto privato che mi mette a mio agio, di buonumore per la giornata che inizia. Per non essere scioccamente imprudente, mi tolgo solo la camicia. Questa mattina mi si è intrufolato un pensiero: sono nudo dentro. Il pensiero mi ha dato una bella scossa, risarcendomi un po’ dei malumori e della rabbia degli ultimi giorni, dopo la sentenza. So per certo che nulla va perso, anzi mi faccio ancor più convinto che i vestiti sono superflui; la freschezza, la limpidità, la schiettezza e naturalezza del mio modo di pensare – che mi viene dalla liberazione fisica e ideale dai vestiti, dalla ovvietà dell’essere nudi – trasparirà dalle mie parole, dal mio stato d’animo, sarà contagioso.

Una piccola rivincita sugli “ermellini”. Non sono granché portato alla lotta dura senza paura, alla militanza che non fa che inasprire gli animi e farmi dei nemici. Mi basta – e in questo c’è anche il rispetto per chi non la pensa come me, che non voglio “convertire” – esser come sono, fare quel poco che la prudenza suggerisce, non “rompere”, ma nello stesso tempo affermare il mio diritto a vivere come più mi piace – se non danneggio nessuno -… ad affermare semplicemente me stesso, per quello che sono, senza maschere, divise, ricatti imposti dalla società, dall’accettabilità, dal “viver comune”. Che poi, società è per me parola troppo generica, che serve a nascondere chi vuole tenerci al guinzaglio, seppur con un semplice pezzo di stoffa.

I giochi del potere


Per ottenere e mantenere il controllo è necessario creare dei vincoli a chi si vuole controllare, imporgli dei divieti, delle regole e più questi sono assurdi e incomprensibili e meglio è poiché passerà il suo tempo a chiedersi dei perché perdendo d’occhio il fatto che ormai ci sono.

Nel tempo tutti ci si conformeranno e molti arriveranno addirittura a prenderne le difese, a supportare le decisioni del potere anche se le stesse di fatto gli tolgono diritti fondamentali. Questo è il potere occulto e rappresenta il massimo livello di efficienza del potere: non hai più bisogno di giustificarti, di spiegare, di difenderti, devi solo deliberare e a tutto il resto ci penseranno, in loro totale autonomia, i sudditi succubi.

Ma c’è chi è riuscito ad andare oltre il potere occulto e ha ottenuto l’autopotere, ossia quel potere che si forma da solo, quel potere che nasce dalla spontanea rinuncia dei controllati ai propri diritti, dal loro convincimento che alcuni divieti siano assolutamente necessari, che alcune cose non si possano fare.

Ecco che, in Italia, le cose vanno come vanno proprio perché in molti sono talmente succubi del sistema (o dallo stesso resi ciechi attraverso il fanatismo politico e la tifoseria partitica) che non solo sono disposti a rinunciare ai loro diritti costituzionali, ma addirittura si ergono a paladini difensori del sistema o, peggio, anticipano il sistema autolimitandosi o autoalimentando la sempre più netta decadenza della democrazia a favore di un’oligarchia imperante. Ormai molti non hanno più coscienza del significato di democrazia, e confondono la libertà di voto con la libertà di vita, senza rendersi conto che di fatto il loro voto non conta più nulla: politica, legislazione e giustizia sono solo un bluff, un gioco malefico in cui gli uni fanno finta di criticare o inquisire gli altri, ma di fatto sono tutti d’accordo per mantenere le cose così come stanno.

E’ tutto solo un… malefico gioco di potere!

L’ipocrisia!


Proprio non mi riesce di comprendere, giustificare e accettare l’ipocrisia di una società che da anni parla di educazione sessuale ma non l’ha mai attuata; di una società nella quale non è più tabu parlare di sesso anche dettagliatamente ma guai parlare di nudo; di una società per la quale è lecito usare il corpo anche nudo per pubblicizzare qualcosa ma guai a esporlo in modo sano e pulito; di una società per la quale l’esposizione dei genitali e ammissibile per statue, quadri, foto artistiche (ma chi stabilisce quale sia la foto artistica e quale no?), ma non dal vivo (come se ci fosse una particolare differenza, come se la visione del finto non possa dare adito alla stessa identica conoscenza della visione dal vero); di una società dove tutto è lecito quando serve agli organi di potere, ma diventa illecito se serve alla manifestazione dei diritti del popolo e delle persone; di una società in cui contano solo i numeri e la mercificazione; di una società che usa i bambini per difendere ataviche paure e poi si dimentica di loro quando si deve parlare del loro futuro e della loro più sana crescita.

A migliaia girano immagini e foto nelle quali è perfettamente percepibile e comprensibile l’azione sessuale in atto, le si trovano perfino sulle riviste comuni , a volte anche sui quotidiani, vengono utilizzate nei fil, nei telefilm, nelle pubblicità; le vedono tutti, bambini compresi ma guai a mettersi nudi su una spiaggia, financo deserta, guai a cambiarsi senza fruire degli spogliatoi o degli accappatoi, guai a mostrare quegli ultimi pochi centimetri di pelle che di fatto tutti conoscono, molti cercano in ogni modo di mettere in evidenza, la società stessa ne esalta la funzionalità sessuale.

La cosa però che ancor più mi colpisce è che tutto ciò viene più che altro incredibilmente e strenuamente difeso dagli organi che dovrebbero al contrario difendere i diritti delle persone: legislatore e giudici! Il popolo e le sue abitudini sono in continua evoluzione e gli organi d’amministrazione sociale dovrebbero a questi uniformarsi, invece no, imperturbabilmente continuano a seguire l’opinione dei pochi che ottusamente rimangono ancorati a tabù di vecchissimo stampo e che la società stessa ha, seppur non formalmente ma coi fatti, dichiarato atavici abbandonandoli.

Assurdo che nel 2012 si debba ancora essere qui a parlare di nudisti e di tessili, di spiagge nudiste e spiagge tessili, di luoghi nudisti e di luoghi tessili: dovrebbero esserci solo persone, spiagge, luoghi, nella libertà di mettersi nudi o vestiti a proprio piacimento e discrezione, nella libertà di usufruirne nudi o vestiti a proprio sentimento e desiderio. Assurdo che nel 2012, dopo che diversi giudici, preso atto del chiaro e inequivocabile cambiamento del comune senso del pudore, sentenziano giustamente a favore del nudismo, la cassazione debba invece sentenziare contro. Assurdo che nel 2012 le forze dell’ordine, nonostante tutti i problemi seri esistenti, vengano impegnate in una caccia al nudista.
Assurdo, ma i giochi del potere sono tali che ogni comportamento anticonformista è assolutamente da isolare e bloccare: l’anticonformismo è di sua natura un qualcosa che destabilizza il potere, quindi il potere non può ammetterlo.

Assurdo, ma purtroppo viviamo nella società dell’assurdo e chi non vuole ad essa conformarsi è destinato a soccombere!

Siamo anche su Tumblr


Ora Mondo Nudo è anche su Tumblr

http://emanuele-cinelli.tumblr.com/

Cresce lo staff di Mondo Nudo


Mondo Nudo oggi si pregia di ricevere tra le file del suo staff il suo primo collaboratore, Vittorio Volpi, lettore affezionato e partecipativo, presto diventato amico sincero e ora autore. Sono sicuro che sarà una preziosa collaborazione.

Benvenuto tra noi e… buon lavoro!

I turbamenti di Madre Natura


Mi offendete, figli miei,
con le vostre vergogne,
coi veli d’improvviso rossore per come v’ho fatto.
Vi ho fatti nudi e puliti, persin profumati!
Che verme vi baca la testa a pensar disonore e coprirvi.

Ho impiegato mill’anni per farvi belli e perfetti,
io non so contare le foglie degli alberi, le gocce di pioggia:
mi basta che siano tutte diverse, … di semplice acqua.
Mi dicono che siete miliardi anche voi.
Tutto sommato non vi ho fatto dei Frankenstein.

Mutate ogni giorno le fasce come sotto ci fosse cancrena fetente.
Quella stretta vi ha fatto ammalare, vi ha infettato anche la mente.
Aria e sole tutto risana. Siam tanti fratelli, ci diamo una mano:
sole, aria, luna, acqua, mare, vento; rocce, piante, animali.

Solo tu mi fai tribolare, son preoccupata per te.
Ti sei messo in testa che sei il padrone, e io la tua schiava.
È un gioco? Dici che hai capito tutto e puoi fare di meglio?
Hai perso il senso della misura, il senso della natura.

Dici di conoscere gli arcani della vita, i misteri della generazione.
Bella scoperta! Io vi ho fatto fecondi:
Non capisco perché fate tutto in segreto, come fosse un illecito.
Siete dei gran pasticcioni, anche in camice bianco, da gran dottoroni.

Vedo tanti che nudi si prendono il sole, che sciorinano all’aria la mente,
che si chinano a baciare una foglia come fosse una figlia,
che crescon ragazzi robusti e spartani, contenti di vivere insieme.

Che avete in testa bacucchi ermellini, gottosi e malinconici, tristi gufi
malestri.
Vi rode forse l’ìnvida rogna senile di non aver più turbamenti?

Vittorio Volpi – 20 luglio 2012

Il nudismo italiano è morto!


Purtroppo la Cassazione si è rimangiata il suo precedente parere (sentenza 3557 del 2000, dove per stare nudi era sufficiente una “spiaggia solitamente frequentata da nudisti”) e in una recente sentenza ( 28990 2012) ha aggravato lo stato di fatto, ora la spiaggia dev’essere specificatamente riservata al nudismo (quante sono in Italia? si contano sulle dita di una mano, forse due) e anche in quel caso, se non si tratta di zona recintata, attenzione a non avere attorno una predominanza di tessili: si è infatti perversamente sentenziato che se una persona è nuda dove tutti sono vestiti è anomalo e non può non essere cosciente del suo errore di fatto (che è come dire che se tutti stanno bevendo birra io non posso bere acqua, se tutti vanno a piedi io non posso usare la bicicletta). Peccato che non valga, come logica vorrebbe, anche il discorso contrario: persona vestita dove tutti sono nudi.

In Italia il nudismo pubblico si può dichiarare morto, ora si che diventa plausibile una legge specifica. Sic!

Mondo Nudo continuerà nella sua opera d’informazione sul mondo del nudismo, nella speranza che le cose possano riprendere il loro naturale cammino in avanti che le sentenze di diversi giudici ordinari stavano convalidando.

http://www.litis.it/2012/07/18/la-spiaggia-frequentata-da-nudisti-non-salva-dalla-multa-cassazione-penale-sentenza-289902012/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-spiaggia-frequentata-da-nudisti-non-salva-dalla-multa-cassazione-penale-sentenza-289902012

Poesie di gioventù: O mia tenda


Piccola tenda,
piccola dimora,
tante volte il tuo riparo mi hai offerto,
tante volte le notti sotto il tuo telo ho passato.

Piccola ma grande,
piccola sei ma utile mi sei stata,
senza di te mi sarei raffreddato,
senza di te le notti alle stelle avrei passato.

Sotto le intemperie,
sotto le stelle,
tu sempre mi hai protetto.

Chiuso nel tuo interno dormivo,
dormivo beato e ben riparato.

So che, come in passato,
anche in futuro mi servirai,
per questo ti ringrazio,
per questo di te son contento.

Grazie o mia tenda,
grazie o mia piccola compagna,
compagna di tante avventure,
avventure felici e serene.

Grazie.

Emanuele Cinelli – 31 gennaio 1974

Figli e nudismo


Ogni tanto qualcuno, anche nell’ambito nudista stesso, se ne salta fuori con l’affermazione “non è giusto imporre ai figli il nudismo, decideranno loro al compimento dei diciotto anni!”

Parlando del rapporto tra genitori e figli, parlando di educazione degli stessi, sarebbe innanzitutto da fare una lunga e profonda considerazione sull’improprio utilizzo del termine “imporre”, ma non è questo che, in questa sede, mi preme trattare, qui voglio solo soffermarmi su una piccola considerazione.

Dando per buono l’uso del temine “imporre” mi chiedo: “ma perché mai, allora, nessuno si fa la premura di fare analoga affermazione in merito al battesimo, alla comunione, alla cresima, all’assegnazione di un nome, all’obbligo scolastico, all’imposizione della fede religiosa dei genitori, alle vaccinazioni, all’ora del rientro a casa quando i figli escono con gli amici o le amiche, alla droga, al sesso e via dicendo?” Sono pure queste tutte imposizioni fatte dai genitori ai figli, eppure queste vanno benissimo, di più sono doverose e inappuntabili.

Si torna sempre allo stesso punto: se un principio è valido, lo è sempre e non solo quando fa comodo!

Qualcuno ha obiettato che non si può mettere sullo stesso piano il nudismo con gli aspetti educativi e religiosi sopra menzionati. Come no? Altroché che si può fare! Il nudismo, come confermato da uno studio americano (leggilo), è un forte, anzi fortissimo strumento per la corretta educazione dei figli: l’educazione a vivere serenamente con il proprio corpo; l’educazione a rispettare il corpo degli altri; l’educazione a non vedere il corpo degli altri, in particolare delle donne, come solo oggetto di attrazione e gioco sessuale; l’educazione sessuale stessa; alla fine l’educazione ad una sessualità piena e corretta, vissuta nel rispetto di se stessi e degli altri.

Il nudismo, quindi, in quanto strada allo sviluppo di una società meno ossessionata dagli stereotipi sociali e sessuali, di una società per questo libera dalle perversioni sessuali e relative patologie, ecco il nudismo in quanto strumento di miglioramento sociale, non solo è paragonabile agli altri aspetti educativi, non solo ne è anche a un livello superiore, ma dev’essere un passo assolutamente presente nell’ambito del rapporto tra genitori e figli, a diciotto anni, caso mai, decideranno se smettere di praticare il nudismo, ma è certo che, se non costretti da una società perversa, non smetteranno: stare nudi è troppo bello, sano, pulito, rilassante.

Le ricette del “Cuoco Nudo”: persico alla Marietta


Ricetta che ho rubato a mia moglie , che la usa per i petti di pollo, ho solo cambiato la frutta dato che in questo momento il mango non è reperibile.

Ingredienti (per due persone)

Persico alla Marietta1 persico reale da 300/400 grammi o due da 200; 5 prugne piccole dolci, meglio se selvatiche; 1 pesca noce a pasta gialla e matura; 1 bicchiere di vino chiaretto fermo; due manciate di bacche di rosa canina essiccate; 1 bustina di zenzero in polvere (o dello zenzero fresco da macinare); sale; pepe nero; olio extravergine di oliva.

Preparazione

Mettete in ammollo in acqua fredda le bacche di rosa canina. Lavate, pulite e asciugate il pesce, poi sfilettatelo e ripulitelo con cura dalle lische. Lavate e asciugate le prugne e la pesca; spelatele, liberatele dal nocciolo e tagliatele a pezzettini non troppo piccoli.

In un largo tegame versate un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, mettete al fuoco moderato e quando l’olio è caldo, ma non troppo, aggiungete le bacche di rosa canina. Abbassate la fiamma, lasciate soffriggere per un paio di minuti, poi aggiungete i pezzi di frutta, il vino e abbondante zenzero macinato, lasciate andare a fuoco molto basso affinché la frutta si sciolga e si formi un sugo denso e compatto.

Nel frattempo in un altro tegame versate due cucchiai d’olio extravergine d’oliva e mettete a scaldare su fiamma moderata. Quando l’olio si è scaldato abbassate la fiamma e adagiatevi i filetti di pesce. Fate rosolare per bene finche la parte superiore diventa bianca e quella inferiore prende colore, a questo punto con una paletta girate delicatamente i filetti per farli colorare anche sull’altro lato.

Quando i filetti sono ben rosolati, spostateli nel tegame del sugo di frutta e lasciateveli insaporire per tre o quattro minuti a fiamma molto bassa, girandoli una volta.

Impiattate su piatti caldi e servite subitissimo, accompagnando con un’insalatina fresca condita con arance e ananas.

Servite con lo stesso vino chiaretto usato per la cottura della salsa.

“Mondo Nudo” cresce, cresce :))


Ecco il livello di copertura raggiunto da “Mondo Nudo” in un anno e mezzo di vita: non male direi e ringrazio tutti coloro che mi seguono…

GRAZIEEEEE

Copertura del blog

Le ricette del “Cuoco Nudo”: persico agli aromi


Persico agli aromiIngredienti (per due persone)

2 persici reali da 250 grammi cadauno, mezzo limone, 10 foglie d’alloro (ma il numero dipende dalla dimensione delle foglie), abbondante rosmarino, 5 foglie di salvia, pepe nero in grani, pepe verde in grani, olio d’oliva extravergine, sale.

Preparazione

Pulite, senza squamare, e lavate i persici, asciugateli, mettetegli in pancia una foglia di alloro e cospargeteli di sale, pepe verde e nero grattugiati al momento. Spremete il succo del limone, lavate e asciugate accuratamente le foglie d’alloro, la salvia e i rametti di rosmarino, separate dallo stelo (che buttate via) le foglie del rosmarino.

Foderate una larga teglia con carta da forno, sopra a questa ponete un foglio di allumino da cucina, ponete sul fondo tre foglie di alloro e adagiatevi sopra i persici, ponete le restanti foglie di alloro sopra i pesci, bagnante con il succo di limone e cospargete con le foglie di rosmarino e di salvia. Ricoprite il tutto con un foglio di alluminio da cucina e mettete in forno a 200°C, possibilmente sul programma che attiva sia la piastra superiore che quella inferiore e la ventilazione. Lasciate cuocere per un 30 minuti, spegnete la ventilazione e fate cuocere altri dieci minuti.

Pulite il pesce e impiattatelo contornandolo con cornetti lessati; accompagnate con vino bianco o birra di medio corpo.

Le ricette del “Cuoco Nudo”: persico fritto arricchito


Ingredienti (per due persone)

2 persici reali da 250 grammi cadauno, 1 limone, 20 capperi, 20 olive verdi denocciolate, 200 grammi di pancetta arrotolata, olio d’oliva extravergine, 6 foglie d’insalata Romana, sale e pepe.

Preparazione

Pulite e lavate i persici, poi sfilettateli, togliete anche la pelle e, con una pinzettina da ciglia, rimuovete con cura tutte le lische rimaste nel filetto. Recuperate anche i residui di polpa rimasti nella testa, sulla lisca e sulla pelle e metteteli da parte insieme ai filetti.

Tagliate a fettine sottili le olive e unitevi i capperi mettendo il tutto in un piattino. Fate a dadoni la pancetta.

In un largo tegame antiaderente versate due cucchiai d’olio extravergine d’oliva, unitevi la pancetta e mettete a rosolare a fuoco medio. Quando il grasso della pancetta inizia a farsi trasparente, abbassate la fiamma al minimo, attendete qualche secondo e poi adagiatevi sopra i filetti di pesce e unite i residui della polpa. Scuotendo ogni tanto la pentola per non far attaccare il pesce al fondo, lasciate friggere finchè i filetti di pesce diventano bianchi anche di sopra, a questo punto girateli molto delicatamente, unite le olive tagliate e i capperi, salate, pepate e, sempre agitando ogni tanto il tegame, lasciate insaporire per un paio di minuti. Spruzzate poco succo di limone sopra ai filetti e tenete in caldo.

Preparate due piatti rivestendoli con tre foglie di insalata Romana a formare una base verde uniforme e lievemente concava. In questa specie di ciotola vegetale adagiate due filetti di pesce per piatto, decorate con i residui di polpa e bagnate con il fondo di cottura.

Servite subito accompagnando con vino rosato ben fermo.

Nudismo: serve proprio una legge?


Ignudo mi son offerto

E’ cronaca pressoché quotidiana di questi ultimi mesi quella di nuovi interventi di repressione nei confronti del nudismo e con tali fatti si risvegliano le considerazioni sulla legislazione italiana ritenuta carente, se non addirittura ostile, in relazione alla pratica del nudismo. Riprendono, così, anche le richieste di una legge ad hoc, una legge che non solo consenta tale pratica, ma la tuteli. Questa legge è proprio necessaria?

Il Codice Penale all’articolo 726 recita “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da euro 10 a euro 206”, un’articolazione apparentemente incerta ma che in realtà è formalmente perfetta: permette all’articolo di rimanere al passo dei tempi senza la necessità di doverlo continuamente riscrivere, cosa che, visti i continui corsi e ricorsi storici anche dei costumi, sarebbe senz’ombra di dubbio compito assai arduo.

La chiave dove sta? Nella definizione di pubblica decenza! Da nessuna parte della legge è data definizione di tale termine, ma devonsi fare ricorso all’Italiano corrente, cosa che i giudici ben sanno fare e, infatti, tutte le sentenze degli ultimi cinque anni (invero sono anche di più) in cui si vedano coinvolti dei nudisti accusati di “offesa al comune pudore”, emesse da qualsiasi livello giuridico (Giudice di Pace, Giudice ordinario), sono arrivate allo stesso identico esito: assoluzione piena per non aver commesso il fatto. In un caso, recente, il Giudice, pur in assenza di una parte civile, ha perfino ritenuto di dover di sua iniziativa procedere nei confronti dell’accusatrice e condannarla a rifondere ingenti somme all’accusata. Ultimamente, poi, le denunce manco più arrivano in sede giudiziale, vengono stralciate ancora prima e in uno di questi casi è stato definito che lo stare nudi non è un atto ma una condizione e come tale non rientra nemmeno nella fattispecie dell’articolo 726 del Codice Penale.

Allora la legge non serve? Esatto una legge ad hoc non serve. Visto però che, nonostante le sentenze di cui sopra, consci che un ricorso in Cassazione potrebbe risultare a loro favorevole, Sindaci, Consigli Comunali, Vigili Urbani, Forestali e via dicendo continuano a sperperare denaro pubblico effettuando fermi e denunce, sarebbe comunque opportuno un chiarimento ufficiale, sarebbe opportuno che chi di dovere si attivasse per far si che venga posta la parola fine a queste inutili e discriminanti azioni vessatorie. Se proprio, proprio, si volesse fare qualcosa di più, si potrebbe apportare una piccolissima modifica all’articolo 726 del Codice Penale, aggiungendovi la nota “il nudo di per se stesso non è mai atto contrario alla pubblica decenza”.

Se comunque, ignorando che in Italia si legifera troppo e male come diversi esperti in affari di governo hanno ben evidenziato, si voglia perseguire ad ogni costo la strada legislativa, si veda di sviluppare proposte chiare, proposte che non risultino deleterie e limitanti (come risultano tutte le proposte sviluppate negli ultimi anni), proposte che non contengano i presupposti al suicidio del nudismo libero e popolare italiano (come presenti in tutte quelle sviluppate negli ultimi anni), proposte semplici e non eccessivamente articolate (l’eccessiva articolazione, sebbene in Italia vada molto di moda, alla fine è anche un boomerang).

Doveroso dare un esempio di formulazione ideale, eccolo.


Preso atto

– dell’opinione espressa dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 3557 del 2000
– dell’esito e delle motivazioni di tutte le sentenze emesse negli ultimi 5 anni

Considerato

– che quelli a cui proprio non riesce di vedere persone nude sono un piccolissima parte degli italiani

Visto

– che quelli che praticano con una certa costanza il nudismo sono una fetta non irrilevante degli italiani

Stabilito

– che la restante parte del popolo italiano accetta che si pratichi il nudismo, ammettendo la presenza di persone nude ovunque,
– che la grande maggioranza di costoro si è dichiarata motivata a praticare il nudismo se lo stesso non rischiasse più di essere un fattore discriminante e deleterio ai fini della propria vita sociale e lavorativa
– che almeno la metà di questi ha praticato il nudismo almeno una volta nella sua vita

Si decreta che

  • la nudità di per se stessa non è una violazione all’articolo 726 del Codice Penale
  • sul territorio italiano pubblico, semipubblico  (terrazzi, giardini, eccetera) e, ovviamente, privato vige la facoltatività del vestiario, per cui ognuno è libero di stare vestito, semivestito o nudo a propria discrezione
  • nelle eventuali aree che le Associazioni Nudiste e Naturiste vogliano allestire  la nudità potrà dichiararsi obbligatoria, nel caso tali aree andranno indicata con cartelli segnaletici ben evidenti ad ogni accesso alle stesse
  • vengano se necessario allestite un certo numero di aree tessili ove la nudità sia vietata; tali aree andranno recintate o quantomeno indicate con cartelli segnaletici ben evidenti ad ogni accesso alle stesse
  • le strutture turistiche (campeggi, villaggi, alberghi, saune, centri benessere, ristoranti, bar, negozi vari) che vogliano creare aree riservate al nudismo lo possono fare senza richiedere particolari autorizzazioni e senza attuare particolari azioni (barriere visive, eccetera)
  • Comuni, Province e altre istituzioni pubbliche non hanno facoltà di derogare alla presente legge, non possono cioè emettere Ordinanze di divieto alla pratica del nudismo

Un’ultima cosa… questa eventuale proposta di legge si deve chiamare “legge sul nudismo” e non “legge sul naturismo” dato che:

  • tralascio tutta la trattazione sulla correttezza formale del termine naturismo per riferirsi sostanzialmente al solo stare nudi in spiaggia o altrove, che si può eventualmente leggere nel mio articolo “Nudismo e naturismo: sinonimi o contrari?”
  • naturismo dalla sua definizione data dalla Federazione Internazionale Naturista è soprattutto ” un modo di vivere in armonia con la natura” e solo in via dipendente e secondaria viene aggiunto “caratterizzato dalla pratica della nudità in comune allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente”
  • nessuno si è mai sognato d’impedire alcunché in ragione del vivere in armonia con la natura, anzi è oggi tendenza comunque e sempre più diffusa
  • nessuno si è mai sognato d’impedire alcunché in ragione del favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente
  • quello che alcuni criticano e molte istituzioni comunali osteggiano è la pratica della nudità
  • indi la nudità è il nodo disquisitorio
  • per cui la nudità e quindi il nudismo devono essere il fulcro della legge e dalla stessa devono essere messi in netta evidenza

Ci risiamo: altra perversa ordinanza contro il nudismo!


E ci si mette anche il Comune di San Felice (BS): mi hanno or ora segnalato l’apposizione (ma non ho idea di quando sia stata fatta, non passo molto da quella zona e pare essere l’unico avviso presente su tutto il tratto costiero di San Felice: alla Baia del Vento non ho visto nulla di simile) presso il porto di Portese di un avviso di ordinanza (che non trovo sul sito del comune, potrebbe anche non essere recentissima) che vieta il nudismo su tutto il territorio di San Felice. Signoriiiiii, lo vogliamo capire che il nudismo è un diritto naturale, vietarlo è contravvenire all’art. 3 della Costituzione Italiana.

Ovviamente parlano di presunte lamentele e salta subito evidente che, al solito, pochi personaggi mentalmente preistorici riescono ad avere la meglio solo perchè si fanno sentire a fronte dell’assurdo e costante silenzio dei nudisti. Ci sono decisamente più nudisti che antinudisti, se ascoltano la voce di questi ultimi quattro gatti, perchè non dovrebbero ascoltare le ben più numerose lamentele dei nudisti?

Vista l’alta presenza di tedeschi, il nudismo per il Garda non solo non sarebbe assolutamente una scelta problematica, ma sarebbe sicuramente una importantissima risorsa turistica, quindi economica, perchè rinunciarci solo per dare ascolto e soddisfazione a quattro pervertiti: la perversione e la malizia non sono nella nudità, bensì negli occhi e nella mente di chi la giudica perversa e maliziosa.

Poesie di gioventù: Allegra compagnia


Allegra compagnia
amici sportivi.

Noi tutti della montagna amanti siamo,
della montagna inviolata,
della montagna solitaria.

Sia d’estate,
sia d’inverno,
le sue pendici affrontiamo.

Sciando o arrampicando,
sotto il sole o nella bufera,
noi sempre ridiamo,
allegra compagnia noi siamo.

Emanuele Cinelli – 20 gennaio 1974

Quanto poco ci vuole!


Piccolo gioco d’immaginazione….

  1. Prendi una foto di una persona vestita e guardala per una decina di secondi.
  2. Ora chiudi gli occhi e immagina la stessa persona completamente nuda.
    Ci sei riuscito? Credo proprio di si! Il vestiario non può impedirti di immaginare il nudo che ci sta sotto, di fatto siamo tutti uguali, visto uno/una visti tutti/tutte; i vestiti non servono alla morale, servono solo a farsi apparire moralmente a posto, non ad esserlo.
  3. Prendi una foto di una persona nuda e guardala per una decina di secondi.
  4. Ora chiudi gli occhi e prova a vestire con la mente la persona in essa raffigurata.
    Ci sei riuscito? Credo proprio di si! Poco ci vuole per non farsi infastidire dal nudo, basta guardare oltre.

Il nudo di per sé stesso non può arrecare nessun danno, caso mai può solo apportare tanti, ma proprio tanti benefici, vale proprio la pena fare quel piccolissimo sforzo talvolta necessario a superare il disagio inziale, un disagio che non è per niente naturale, non nasce con noi ma si forma in seguito in ragione dei condizionamenti che ci vengono indotti. Si nasce nudisti e poi ci obbligano a diventare tessili, riprendersi il piacere della nudità è un dovere morale, oltre che un diritto naturale e… i diritti naturali sono inalienabili, cioè qualsiasi obbligo alla rinuncia non ha valore legale, e irrinunciabili, cioè qualsiasi accordo di rinuncia non ha valore legale.

Art. 3 della Costituzione Italiana

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Le ricette del “Cuoco Nudo”: spaghetti inpersicati


Spaghetti inpersicatiIngredienti (per due persone)

200g di spaghetti, 150gr di polpa di pesce persico reale, 1 scatoletta di pomodori pelati, 1 limone, 10 capperi, 2 spicchi d’aglio, olio d’oliva extravergine, sale, pepe e peperoncino.

Preparazione

Mondate e tagliate a piccoli pezzi l’aglio. Sminuzzate grossolanamente i capperi. Spremete mezzo limone e grattugiatene un poco di buccia. Togliete i pelati dalla scatoletta e tagliateli a pezzettoni, tenete da parte la loro acqua. Tagliate a piccoli pezzi la polpa del persico.

Versate in un largo tegame due bicchieri d’olio extravergine d’oliva e mettetelo a scaldare su fiamma dolce. Quando è caldo versateci i pezzetti d’aglio e lasciateli imbiondire, aggiungete la polpa del pesce. Quando la polpa si è imbiancata, versate i capperi e fate insaporire per un minuto, mescolando per far si che tutta la polpa venga a contatto coi i capperi. Versate un poco di succo di limone (la quantità esatta dipende dell’acidità del limone: più è saporito, meno mettetene, deve solo dare il profumo e non risultare troppo aggressivo), mescolate, aggiungete i pelati e la loro acqua. Abbassate la fiamma, regolate di sale, pepe e peperoncino, quest’ultimo abbondante. Lasciate cuocere molto dolcemente per cinque minuti, poi spegnete, versate la buccia grattugiata del limone e lasciate riposare in attesa della cottura degli spaghetti.

A parte fate cuocere gli spaghetti tenendoli molto al dente, scolateli e versateli nel tegame del sughetto al persico, che avrete rimesso al fuoco un minuto prima del termine cottura degli spaghetti, bagnando un poco dell’acqua di cottura della pasta. Mescolate, fate insaporire e portate la pasta a fine cottura.

Impiattate decorando con una foglia di menta e qualche striscietta di buccia di limone.

Servite ben caldo accompagnando con birra chiara non troppo corposa e ben fredda.

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