La grazia del corpo nudo


Ebbene, sì: la carne è proclive al peccato!

Uscendo stamattina col cane (ore 6:10 – dov’eran le turbe cui recherei turbamento?), col sole che alle spalle proiettava la mia prima ombra sull’erba, vòltomi a salutarlo, constato d’un tratto nell’animo il gran torto che gli faccio vestito. Un cartiglio è nel frattempo comparso sullo schermo della mente, ed è quello che qui ho messo per titolo.

La luce dorata del sole all’intorno, la brezza che spirava dal lago, il gran verde dei lunghi filari, delle pendici dei monti, della terra che vive erano mille miglia lontane dalla famosa sentenza. E anch’io… tanto da non sentirmela addosso efficace. E non avevo più nemmeno la “rete” dell’avviso inviato al comandante dei vigili. A sbalzo sul rischio, per essere all’altezza di me, di quel che mi sentivo ruggir/suggerir dentro. Con l’orgoglio smisurato e pur ponderato di essere e sentirmi perfetto e sublime, così come Natura m’ha fatto.

Sentendomi fuori da canoni estetici artefatti ed effimeri, mi son messo libero.

Grazia vuol dir consonanza, armonia, accordo, un fluire continuo d’un dialogo che precede la parola, l’intelligenza, la ragione, ma che mi fa sentire rotondo, nella forma semplice e perfetta del mio corpo di carne. Forse esagero, mistifico, trascendo. Il senso di pienezza, così tranquilla, ovvia e pacata, la ragione, la fantasia, la creatività letteraria non erano in grado di suggerirmela. Eppure, di questa consapevolezza si vive; questo appiombo che abbiamo nella pancia che ci consente di oscillare e poi sempre ci riporta in piedi è la forza del nostro equilibrio, della nostra perfetta misura.

Nudità è disincrostarsi dalla ruggine, dal calcare che ci è concresciuto con gli anni, discioglier l’artrite che ci deforma aspetto e intelletto.

Non ce l’ho con nessuno: semplicemente io faccio così, io sono così.

Informazioni su Vittorio Volpi

Mi interesso di lingue e di libri. Mi piace scoprire le potenzialità espressive della voce nella lettura ad alta voce. Devo aver avuto un qualche antenato nelle Isole Ionie della Grecia, in Dordogna o in Mongolia, sicuramente anche in Germania. Autori preferiti: Omero, Nikos Kazantzakis, Erwin Strittmatter e “pochi” altri. La foto del mio profilo mi ritrae a colloquio con un altro escursionista sulle creste attorno a Crocedomini: "zona di contatto"

Pubblicato il 25 luglio 2012, in Atteggiamenti sociali con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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