L’asinello


Bella fiducia pensar che noi sempre si voglia peccare,
predicar che basta esser nudi per scivolar dalla china,
aver cattive intenzioni e far seguir per forza le azioni.

Mi presumo innocente, fino a prova contraria,
incorrotto il mio corpo animale, fatto di carne,
irreprensibile, vago sol di quel ch’è per natura.
Non m’infetta giallume morale, peccati elencati.
Non so com’è fatta l’orrenda Cariddi, da poterla evitare.
Son pianta di pesco, son pino slanciato, magnolia fiorita.
Non mi vedo diverso da un’ara, un ghepardo, un’antilope.
Non mi sento sulla pelle pustolente vergogna di tabe.
Ritorno un infante, nudo bimbin dopo cipria e bagnetto,
disteso di pancia per la foto ricordo, tutto innocente,
nel limbo beato ancor prima del fare e pensare.

Perché m’induci malvagi pensieri, mi pensi già nato col baco?
Integrale m’abbronza il raggio del sole, non fa dei distinguo,
non mi chiede chi sono, se sono pulito, se son vestito decente:
ab ovo gli è tanto che non fa differenze;
gli basta ch’io sia, che viva di verde e di luce, sano e splendente.

Son mela matura, buccia lucente, non ho del serpente.
Perché mi dici carcame, m’imponi il tuo tristo velame?
Non mi piace il tuo regno, troppo in alto fra i nuvoli,
troppo stretta la porta, non passa il mio carico d’ossa.
Non mi piaccion città con le mura, la tua testa turrita:
ti secludi dal resto del mondo animato, ti presumi perfezion del creato.

Guarda bene il tuo pane, l’oro del grano, capirai chi ti nutre.
Come fai a vederti, a conoscer chi sei, se t’ascondi a te stesso?
Dici che sta la vera radice del mal che ci macchia nascendo?
Mettiti al sole, dissecca stagnanti e putrescenti pensieri.
La ferita da sé si rimargina, si estingue la colpa caso mai fosse stata.

Povero corpo che asin da soma si porta dolente ogni peso:
un po’ di rispetto e un grazie che ci ha portato fin adesso sul dosso,
e basta legnate per colpe  inventate, a torto assegnate.

Informazioni su Vittorio Volpi

Mi interesso di lingue e di libri. Mi piace scoprire le potenzialità espressive della voce nella lettura ad alta voce. Devo aver avuto un qualche antenato nelle Isole Ionie della Grecia, in Dordogna o in Mongolia, sicuramente anche in Germania. Autori preferiti: Omero, Nikos Kazantzakis, Erwin Strittmatter e “pochi” altri. La foto del mio profilo mi ritrae a colloquio con un altro escursionista sulle creste attorno a Crocedomini: "zona di contatto"

Pubblicato il 22 agosto 2012, in Atteggiamenti sociali, Poesia, Società con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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