Nudità di natura


Nudi ci percepiamo altrimenti,
vergini e puri come Natura ci ha fatti.
E siam sempre così, sotto le vesti, nell’intimo nostro.
Luminoso diamante, eroica libertà;
compatti, perfetti, del superfluo nudati.

L’essenziale di mira, il resto è orpello di peso.
Persin di parole siam parchi, sinceri che siamo.
Trafiggiamo immuni i giorni che abbiamo,
nuotiam come lontre nel tempo corrente.
Siam nella vita, e pur tutto ci scivola via.

Ci basta tenerci amici per mano e nuotare.
Ogni tanto ci tocca tornar sulla terra,
stretti in camicie, cinture, bottoni, zip e  corpetti.
Ma appena siam liberi, tutt’all’aria gettiamo.

Ci piace vederci tranquilli senza nulla qual siamo.
Nudi e di marmo: già fummo modelli per Fidia e Lisippo.
E lo siamo nell’oggi che stringiamo nei pugni,
determinati e gloriosi, allegri e giocosi.

Non l’abbiam con nessuno: ci diamo buon tempo.
Ci prendiamo per mano e nuotiamo nel presente che abbiamo.
Non ci cal di costumi e d’usanze, splendiamo di noi.
Che si veda la forza che abbiamo: nulla temiamo.
Non si fomentan batteri negl’inguini e pube
e men ancora celiamo malizie nell’anima e cerebro.

Pretti qual vino sincero, siam nudi, siam veri.
Schietti ci ha fatto Natura e lo sappiamo orgogliosi,
ci spogliamo volenti e non vinti a strip-poker.
Esaurita l’apnea, emergiamo a riempirci i polmoni,
siam quel che siamo, cooptati da un libero anelo.

Un’òra di vetta ci espande sul mondo,
ci sale dai corpi un orezzo silvestre,
odoriamo di pino, di musco e lentisco.
Siam vegeti linfe, siam foglie e radici;
non vedo sozzure per come siam fatti.
Anatema a chi ci induce a pensarle,
a chi n’indulge e – negando – ci guazza.

Mi piace – il mio sogno alle mani – calarmi i calzoni,
varcare l’ingresso d’un limpido mondo
dove non stiamo a guardarci siam belli, siam brutti.
Ci piace poter star come siamo alla luce del sole,
come santi e innocenti Natura ci ha fatti.
Pecca il peccato che pensa la carne vergogna e carcame.
Paraocchi che non voglion vedere il semplice e il vero.
Io… mi tuffo nel laghetto che fa una cascata che so.

Informazioni su Vittorio Volpi

Mi interesso di lingue e di libri. Mi piace scoprire le potenzialità espressive della voce nella lettura ad alta voce. Devo aver avuto un qualche antenato nelle Isole Ionie della Grecia, in Dordogna o in Mongolia, sicuramente anche in Germania. Autori preferiti: Omero, Nikos Kazantzakis, Erwin Strittmatter e “pochi” altri. La foto del mio profilo mi ritrae a colloquio con un altro escursionista sulle creste attorno a Crocedomini: "zona di contatto"

Pubblicato il 13 settembre 2012, in Poesia con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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