Sentirsi nudi


Forzando mille resistenze possiamo anche riuscire a metterci nudi. Il corpo ci ringrazia e poco a poco cessano i tremori e l’affanno, il rossore e la rigidità che sentivamo sul collo. Il corpo si rilassa e ci benefica di un sano, naturale, appagante benessere. La presenza di altri come noi all’intorno ci rassicura, riusciamo a sorridere, a parlare senza troppi colpi di tosse. Via via ci sentiamo più sicuri e più forti. Sparite le paure, svanite come fumo nell’aria, ci sentiamo più puliti, sinceri e più veri.

La pelle più chiara dov’era il costume è tutta un geloso fervore, ossigenata dalla brezza e dal sole. Il sesso poi fa le sue capriole, tutto da solo, fa suoi monologhi, stranito e ubriaco al respirare un po’ d’aria buona, di vedere un po’ il mondo e l’altra gente. Fa suoi pensieri e li tiene per sé: è un placido miura che rumina sotto una quercia sulla sierra assolata. Non sta chiuso in stalla, un anello alle nari, slegato e portato al “servizio” quando vuole il padrone.

Il corpo si sente discioglier per l’orgoglio di sé. Luce, aria, tepore entran dai pori: si risveglia e rinfranca una forza sopita che non sapevamo d’avere; i muscoli riprendono tono e vigore; lo sguardo è stupito, inghiotte appagato, e più non nota le immagini che prima lo adescavano tanto, lo invischiavano, sempre insaziato come fossero droga.

Ah! Un soffio e anche queste catene si riducono in polvere: ora il nudo non fa più quell’effetto, non richiama null’altro. Lo vedi usato con malizia scoperta. Una fresca folata spazza dalla mente un odore di chiuso e stantio. Aperte queste finestre, respirata questa brezza fragrante di resine e piogge, di funghi e di fiori, che noia guardare bisticci in tivù, chattare su internet per passare un po’ il tempo.

Vado al balcone, le mani incrociate dietro la nuca, e finalmente respiro: son bagni di aria, bagni di sole (bagni anche di sguardi – che ora non mi mettono a nudo: di nulla ho vergogna. Non del sentirmi quel nuovo che sono). Mi sento leggero, giocherellone, più libero e anche pulito. Da oggi io sono diverso e non torno più indietro.

Informazioni su Vittorio Volpi

Mi interesso di lingue e di libri. Mi piace scoprire le potenzialità espressive della voce nella lettura ad alta voce. Devo aver avuto un qualche antenato nelle Isole Ionie della Grecia, in Dordogna o in Mongolia, sicuramente anche in Germania. Autori preferiti: Omero, Nikos Kazantzakis, Erwin Strittmatter e “pochi” altri. La foto del mio profilo mi ritrae a colloquio con un altro escursionista sulle creste attorno a Crocedomini: "zona di contatto"

Pubblicato il 19 settembre 2012, in Atteggiamenti sociali con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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