Naturismo? Troppe regole!


Recentemente mi è capitato di leggere articoli che contenevano affermazioni che mi hanno lasciato decisamente allibito:

  • “non è naturista colui che pratica il nudismo da solo”
  • “non è naturista colui che sta nudo solo in casa”
  • “non sono naturisti coloro che praticano esclusivamente tra uomini”
  • “non è naturismo se non c’è la presenza di famiglie”
  • “non sono naturiste quelle strutture che escludono a priori la presenza dei bambini”
  • “nudisti e naturisti devono astenersi da qualsiasi minima espressione di affettuosità per non dare luogo a sospetti di attività a sfondo sessuale”
  • “chi sostiene la necessità per naturisti e nudisti di comportarsi, in relazione all’affettività, in modo similare a quello che avviene nella società tessile o è un giovane in preda agli attacchi ormonali o è un vecchio decrepito in cerca di prestazioni sessuali”
  • e altre amenità similari.

Naturismo e nudismo si propongono come attività liberatorie, come movimenti di libertà, come espressioni di un qualcosa di diverso dalla società tradizionale, dalla società tessile, da una società in cui le regole imperano, e poi andiamo a imporre tutte queste regole? Dove finisce la libertà? Non ci si rende conto che così facendo ci si macchia degli stessi identici errori che si rimproverano alla società tessile?

Queste affermazioni, e le regole che ne derivano, dimostrano l’incapacità di adeguarsi all’evoluzione dei tempi, evidenziano la volontà del controllo, la tendenza a dare credito solo a quanto piace e fa comodo, danno netta e chiara dimostrazione di quanto ci si faccia dominare dal senso unico.

Esistono delle definizioni enciclopediche, a queste dobbiamo rifarci: nudismo è stare nudi punto, naturismo è amare la natura punto, tutto il resto  serve solo a limitare ulteriormente la libertà delle persone, danneggiando i movimenti stessi del nudismo e del naturismo.

Smettiamola con queste regole, smettiamola con queste assurdità, impariamo a ragionare a doppio senso, impariamo ad evolvere. Non è vero, come ho letto negli stessi articoli, che queste regole sono irrevocabili e vanno rispettate solo perché nascono con i movimenti nudista e naturista. Intanto perché non esiste nulla di irrevocabile, perfino leggi e Costituzioni vengono periodicamente modificate, poi perché quelli erano anni in cui imperavano ideologie quali il razzismo, il maschilismo, l’omofobia, ideologie che oggi sono fortemente contrastate e talvolta anche illegali. Integrare e integrarsi questo è il mantra da seguire: allargando la definizione delle cose non se ne disconosce l’origine, ma a questa vi si aggiungono, in rispetto dell’evoluzione naturale delle cose e della natura, altri significati e altri utilizzi.

Analogamente mi ha lasciato allibito l’affermazione che la parola nudismo sarebbe caduta di moda, ma da dove nasce questa affermazione?  Chi se l’è inventata questa cosa? La parola nudismo non è uscita di moda, innanzitutto perché non è mai stata una moda, poi perché la parola nudismo non solo è ancora ben presente in qualsiasi dizionario ma anche perché la si trova usata moltissimo da tanti articolisti e blogger. La parola nudismo alcuni nudisti hanno smesso di usarla, sostituendola con quella di naturismo, solo per coprire le loro insulse e inutili paure, per mascherare la loro vergogna verso quello che facevano: solo chi ha vergogna di essere nudo non usa la parola nudismo.

Si deve altresì precisare che, come ho più volte ribadito  (“Nudismo e naturismo: sinonimo o contrari?”, “Nudismo e naturismo: la grammatica!”), la parola nudismo non è un’alternativa alla parola naturismo, bensì è un qualcosa di diverso: il nudismo si manifesta ove la nudità sia il fine e non un mezzo, mentre nel naturismo la nudità è solo un mezzo per addivenire ad un fine che, per inciso, con la nudità poco o nulla ha a che fare. Ecco che, per sua manifesta natura, il nudismo male si presta all’imposizione di regole limitatorie: quando stai nudo per il piacere di starci allora sei nudista e stai facendo nudismo, stop!

Il nudismo è aperto a tutti, giovani e meno giovani, uomini e donne, adulti e bambini, eterosessuali, omosessuali e bisessuali, senza distinzione di razza e di religione, senza attenzione al luogo di pratica o alla tipologia del gruppo in cui si pratica, tanti, pochi o singoli che si sia.

Ecco perché nel nudismo si può vedere la speranza di una futura evoluzione sociale, si può vedere il solo futuro per l’associazionismo naturista, ed ecco perché la parola nudismo va assolutamente rivalutata e usata, altro che andare in giro a dire che è una parola fuori moda.

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 3 novembre 2012, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo, Società con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Sono completamente d’accordo con Emanuele Cinelli. Io ritengo che l’esercizio del nudismo, fra l’altro, favorisca la sincerità ed elimini l’ipocrisia nei rapporti umani. Il rapporto diretto con la natura, che il nudismo procura, crea una forma di catarsi interiore naturale. Questa è una situazione che può avvertire, io credo, soltanto chi pratica il nudismo. Nel nudismo non vi è assolutamente nessuna forma o aspetto di malizia o di voyeurismo; esso si svolge con la stessa naturalezza vissuta dai tessili, dalle persone cioè che non esercitano il nudismo. Spero che questi concetti entrino a far parte sempre di più nel costume delle persone. Purtroppo, qui da noi, in Italia, esistono dei condizionamenti che limitano l’estensione del pensiero libero. Ciò non avviene nel resto del mondo, dove il nudismo è accettato come fatto naturale. Ed infatti, cosa c’è di più naturale di ciò che la Natura ha creato? E cosa c’è invece di più innaturale di ciò che ha creato e sta creando l’uomo? Io inviterei le persone a riflettere serenamente e senza vincoli mentali su quanto espresso in queste poche righe. Nella vita occorre essere sinceri del tutto, soprattutto con noi stessi. La mancanza di sincerità, soprattutto con noi stessi, diventa una gabbia nella quali ci imprigioniamo con le nostre stesse mani.

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    • Grazie Mario del tuo intervento, un solo appunto… si tende troppo spesso a considerare innaturali i prodotti dell’uomo, ricordo che l’uomo è un elemento della natura e come tale lo sono anche le cose che lui produce, non porterei pertanto il confronto sul contrasto naturale – non naturale ma piuttosto mi terrei sul piano del danno – non danno: il nudismo non danneggia nessuno, non inquina e rispetta l’ambiente; i vestiti possono nascondere armi e quindi permettere di danneggiare cose e persone, inquinano (su più livelli: diretto per essere smaltiti, indiretto per il lavaggio) e, pertanto, già di loro non rispettano l’ambiente, se poi vengono, come spesso accade, gettati furoi dai corretti canali di smaltimento rifuti ecco che mancano di rispetto anche per l’ambiente (si potrebbe obiettare che sono le persone a mancare di rispetto, ed è vero, ma ai fini dell’ambiente nulla cambia, se si è nudi questa possibilità viene ad essere inesistente).

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