Oltre la punta del naso


Chi mi segue da tempo potrà rivedere in questo articolo, come in altri che verranno, cose che già ho trattato in passato e dirsi “sempre le stesse cose!”. Vero, ma i lettori del blog aumentano e non trovo giusto obbligarli a rileggersi tutti gli articoli presenti nello stesso, anche in considerazione del loro numero ormai non propriamente esiguo. Poi c’è da prendere in considerazione un aspetto importantissimo: ad oggi le osservazioni e i fatti contro il nudismo sono sempre quelli e finché quelli saranno, finché ci saranno delle persone che ancora non riescono a comprendere le ragioni e le valenze positive del nudismo, io riterrò opportuno parlarne, non per obiettare loro, ma per aiutarli a capire. Perché aiutarli, direte voi? Beh, perché… vi racconto una storiella che ho letto, se non ricordo male su Facebook.

–          Un missionario si reca in uno sperduto villaggio africano, qui raduna tutti i bambini e li mette in cerchio; al centro del cerchio pone un vaso con dentro tante caramelle, al suo via i bambini dovranno correre verso il vaso e il primo che arriva potrà prendersi tutte le caramelle. I bambini si guardano tra loro e al via del missionario si prendono per mano e tutti insieme s’incamminano verso il vaso, arrivandoci contemporaneamente. Il missionario, non comprendendo il gesto, chiede a uno dei ragazzi perché si siano comportati così, non avrebbe lui preferito potersi mangiare tutte le caramelle invece di una sola? “No” rispose prontamente il bambino “come avrei potuto io essere felice quando tutti intorno a me sarebbero stati infelici?” –

Ecco questo spiega perché mi dia tanto da fare per aiutare chi, da solo, non riesce a capire i sensi e le valenze del nudismo. Ma veniamo all’articolo in questione.

Atteggiamento tipico di alcune persone è quello di limitare la propria osservazione, e di conseguenza il proprio modo di pensare, a quanto già assume connotazioni corrispondenti al proprio agire e al proprio pensare. Costoro non si pongono mai domande su quello che pensano e fanno, costoro non si mettono mai nella condizione di dubitare di se stessi, non si pongono mai nello stato di ascolto, se non per ascoltare se stessi.

Acrofobia, aerofobia, aracnofobia, cinofobia, claustrofobia, hafefobia, macrofobia, nictofobia, erotofobia e tante altre sono fobie che la medicina ufficiale ha catalogato (“Il Dizionario delle fobie”) e per le quali sono stati definiti appositi protocolli terapeutici. Tutte paure che la società riconosce e si adopera affinché chi ne è vittima possa curarsi.

La paura del nudo (nudofobia o gymnofobia), invece, non solo viene elevata a status sociale di norma, ma addirittura porta diverse, sebbene non tutte (che qualche mente lungimirante e libera ancora si trova), istituzioni politiche, in particolare comunali, ad imporre divieti insulsi e, per giunta, contradditori con quanto più volte sentenziato dalla giurisprudenza contemporanea (fatta salva la Cassazione, alla quale un bel corso di aggiornamento e modernizzazione certo non farebbe male).

Non parliamo di molti media, che pur sfruttando costantemente il nudo per attirare lettori, che pur ospitando quotidianamente immagini pubblicitarie basate sul corpo nudo, quando si tratta di sano nudismo sono immediatamente pronti a scendere in campo con crociate di moralismo falso e ipocrita.

Che dire delle strutture balneari, estetico-terapeutiche, sportive, dove si accetta di buon grado l’esibizione del corpo esaltato da costumi che molto poco lasciano alla fantasia e servono solo a mettere in bella evidenza e richiamare l’occhio su certe parti, ma guai a scoprire quei pochi rimanenti centimetri di pelle, guai alla nudità innocente che rimuove dal corpo ogni suo effetto provocatorio, guai alla nudità che sola può promuovere la vera “mens sana in corpore sano”.

Dopo (o assieme) il nazismo, il razzismo, il maschilismo, l’intolleranza politica, il rifiuto del diverso, l’homofobia, torna prepotentemente alla ribalta la gymnofobia!

Sempre si parla del nudismo come se fosse indissolubilmente legato alle perversioni sessuali; sempre si tirano in ballo i bambini e le famiglie considerandoli incompatibili con il nudismo; spesso si esordisce con un’affermazione di non negatività verso il nudismo, ma poi si finisce con il contraddirsi apertamente imponendo il divieto al nudismo o manifestando opposizione allo stesso.

Mai che, prima di emettere tali ordinanze o di scrivere tali articoli, gli estensori si siano preoccupati di approfondire il tema provando in prima persona a presenziare a degli incontri nudisti, ponendosi dall’altra parte per comprenderne le motivazioni, contattando coloro che praticano per sentirne le ragioni, entrando in contatto con le associazioni nudiste per conoscerne le formulazione e l’attività.

Eppure i grandi amministratori del passato, i politici eccellenti, i migliori giornalisti hanno ben espresso non solo l’utilità ma anche l’assoluta necessità, per chi ricopre tali ruoli, della conoscenza diretta, dell’esperienza in prima persona. Purtroppo ottusità, meschinità e presunzione sono oggi qualità sociali predominanti, qualità dalle quali neppure amministratori, politici e giornalisti sono avulsi.

Eppure quei pochi giornalisti che, fedeli alla loro missione, hanno preso contatto diretto con il mondo del nudismo, ne hanno ammesso le qualità e la salubrità: la sessualità è presente come lo è nel mondo tessile; le perversioni sessuali, al contrario, seppur non assenti, sono assai meno presenti che nel mondo tessile (d’altra parte esse sono un derivato dei tabù tessili e il nudismo, in tempi più o meno brevi, tende a sanarle); molte sono le famiglie, ivi compresi i loro figli di ogni età, che praticano il nudismo; i bambini, salvo non siano già stati all’uopo condizionati dai genitori, non badano assolutamente alla nudità degli altri e gradiscono assai stare nudi; non esistono controindicazioni alla pratica del nudismo, ma al contrario esso risulta vantaggioso sia a livello fisico che psichico.

E’ ben vero che spesso attorno i luoghi frequentati da nudisti si aggirano personaggi più o meno ambigui, ma, come detto, trattasi di tessili la cui psiche è stata deviata dalle turbe dei mille divieti, dei mille peccati, dei mille tabù della società tessile. Persone la cui esistenza non può essere attribuita al nudismo, vengono solo da questo richiamate, ma in assenza di nudismo continuano a esistere e a praticare le loro alterazioni, persone che, quindi, nulla hanno a che fare con il nudismo e che i divieti al nudismo si limitano a riportare nell’anonimato, ma non possono debellare, mentre proprio il nudismo può aiutare a sanare e far scomparire definitivamente.

E’ altrettanto vero che spesso gli adolescenti manifestano una certa avversione al mostrarsi nudi, ma anche questo è sicuramente da ricondursi al condizionamento tessile: alle piccole grandi paure che vengono nascoste attraverso l’uso dell’abito, alla cattiva coscienza del se che lo stare vestiti determina, alle paranoie corporee inevitabilmente apportate dal non vedersi nudi se non in pochi e intimi momenti di solitudine. Il fatto che anche alcuni adolescenti nati e cresciuti nell’ambito di famiglie nudisti subiscano la stessa avversione alla nudità non può attribuirsi al nudismo, ma piuttosto al dover comunque convivere con la società tessile.

Pure vero è che in certe situazioni la nudità può risultare scomoda o addirittura improponibile, vedi ad esempio quando la temperatura ambiente scende sotto una certa soglia (comunque variabile da persona a persona e condizionata dall’abitudine allo stare vestiti, per altro le zone più sensibili e critiche in relazione al freddo sono quelle della parte alta del corpo, stomaco e nuca in primis, e gli estremi delle articolazioni, mani e piedi), ma trattasi di poche situazioni limite, in ogni altra condizione la nudità è sempre comoda e proponibile, molto più che lo stare vestiti. Il presunto pericolo dell’esposizione al sole è, per l’appunto, solo presunto, in realtà i genitali sono ben protetti per loro stessa natura e poi non è che pochi centimetri di tessuto possano cambiare le cose. La pericolosità della sabbia è altrettanto presunta: intanto la tocchiamo pur sempre con le mani e con queste poi tocchiamo il nostro corpo, poi la stessa si infila sempre e comunque anche sotto il costume più attillato, solo che in quel caso ci resta ben più a lungo di quanto avvenga sul corpo nudo. La paura per il contatto con animali o sostanze urticanti non può certo essere maggiore da nudi che in costume, i genitali, per giunta, sono collocati in posizione ben riarata ed è ben difficile che, ad esempio, una medusa possa toccare proprio li e solo li. E così dicasi per tanti altri esempi di opposizione salutistica al nudismo.

Ci saranno mai un poco di ragionevolezza e di rispetto? Le persone potranno mai, specie quando ricoprono ruoli di rilevanza sociale o politica, preoccuparsi di conoscere le cose prima di (s)parlarci sopra? Si arriverà mai a comprendere che non si possono imporre agli altri le proprie limitazioni morali, le proprie turbe, i propri condizionamenti sociali?

Impariamo a guardare oltre la punta del nostro naso, potremmo scoprire che le cose non sono così come noi crediamo!

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 17 novembre 2012, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo, Società con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Hello! We’ve been following Mondo Nudo for quite some time now but have a problem understanding the translation. Neither Google nor Bing do a good job, and each they translate it differently and badly.

    Your articles look thoughtful and interesting but become terribly confusing when translated. For instance, did you intend in this article to say that nudists are over-sexed and that a lot of sexual deviates are among us? We didn’t thinks so!
    .
    We understand that there is nothing you can do about this other than hire a translator to do it for you, and that’s not reasonable. We have the same situation with our website which has visitors from around the world and we always wonder what they’re reading!
    .
    This is a shame since it appears that you write very well and thoughtfully; we just wish we could understand you!
    .
    Incidentally, were you aware that WordPress has ads on your page and that they say you put them there to make money to pay for your website? That’s odd since WordPress is free unless you buy the version without ads! The only reason for ads is to make some free money! Luckily they’re not intrusive.
    .
    Keep up the good work and we’ll keep trying to figure out what you’re saying!
    .
    Tradotto da Bing: Ciao! Avete seguito il Mondo Nudo per un po’ di tempo ma abbiamo un problema di comprensione della traduzione. Né Google né Bing fare un buon lavoro, e ogni loro tradurlo in modo diverso e male.

    I tuoi articoli sguardo riflessivo e interessante ma diventano terribilmente confuse quando tradotto. Per esempio, si intende in questo articolo per dire che i nudisti sono over-sexed e che un sacco di devia sessuale sono fra noi? Noi non la pensa così!
    .
    Abbiamo capito che non c’è niente che puoi fare su questo altro che assumere un traduttore a farlo per voi, e che non è ragionevole. Abbiamo la stessa situazione con il nostro sito Web che ha visitatori provenienti da tutto il mondo e ci chiediamo sempre quello stai leggendo!
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    Questo è un peccato, poiché sembra che si scrive molto bene e pensieroso; vogliamo solo che noi potremmo capire voi!
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    Incidentalmente, erano consapevoli che WordPress ha annunci sulla tua pagina e che ti dicono li metti lì per fare i soldi per pagare per il tuo sito Web? Che è strano dato che WordPress è gratuito a meno che non si acquista la versione senza pubblicità! L’unica ragione per gli annunci è quello di fare soldi gratis! Per fortuna non sei invadente.
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    Mantenere il buon lavoro e ci potrai mantenere cercando di capire quello che stai dicendo!

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    • I have problem with English and it is very difficult for me to answer to your questions. Based on bing translation:
      – I don’t have and I dont see any ads on my blog, it is very strange!
      – “nudists are over-sexed and that a lot of sexual deviates are among us” … no I haven’t write this… textile is, not nudist. Nudism is solution (care) for sexual deviance.

      Bing and Google translator work very bad also for translate English to Italian.

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  2. Most WordPress users don’t know about these ads. The bad thing is that WordPress blames YOU for putting them there! They only appear for the first few visits. These pictures are from this page:
    .
    Maggior parte degli utenti di WordPress non so su questi annunci. La cosa brutta è che WordPress si incolpa per metterli lì! Appaiono solo per il primo paio di visite. Queste immagini sono da questa pagina:


    .

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