Il ragazzo con la rana


Il ragazzo con la rana di Charles Tay

Immagine da: http://stregoneriapagana.blogspot.it/2009/06/charles-ray-il-ragazzo-con-la-rana-e-la.html

La notizia recente dell’eventuale spostamento del Ragazzo con la rana di Charles Ray dalla Punta della Dogana a Venezia per far posto a un lampione d’epoca (articolo del Gazzettinofoto 1   – foto 2 ) mi dà il destro per parlare delle differenze fra il nudo artistico e il nudo quotidiano.

Il ragazzo è rappresentato realisticamente quasi fosse un calco (la statua è alta 247 cm.), in modo molto simile al realismo della scultura ellenistica (come lo Spinario, il Ragazzo sul delfino, il Fantino artemisio…). La statua è stata realizzata in acciaio inossidabile stampato e dipinta di bianco come fosse marmo di Carrara. Non riesco però a capire come mai l’artista abbia cancellato i capezzoli! Stomaco e addome sono prominenti in modo quasi deforme.

La statua era stata ideata per l’Eisemhower Memorial di Washington ma fu rifiutata perché “sessualizza l’infanzia e è oscena” (cfr. anche la relazione, 153 pagine, di Justin Shubow ), è a Venezia dal 2009 (presentata alla 53ª biannale). Una copia della statua è pure al Brentwood’s Getty Center.

Charles Ray (Biografia, Sito) aveva creato un certo scalpore nel 1992 con l’installazione Oh! Charley, Charley, Charley…  e nel 1993 con Family Romance in cui si vedono padre e madre alti quanto i figli.

Il significato della statua si dipana man mano la si osserva spostando l’attenzione dal corpo del ragazzo alla rana che questi tiene in mano per una zampa. Qualcuno ci vede significati sessuali (“The frog is phallic — an adult penis in the hand of the boy”; “la sua nudità appare una pruriginosità che l’artista avrebbe potuto risparmiarsi”.

Per parte mia la statua si impone per altri motivi e mi ha sucitato una domanda precisa: qual è la differenza fra la nudità di una statua e quella di una persona reale?

L’opera artistica è impunibile, impunibile l’artista. Benissimo. Che cosa li scagiona? Una statua nuda non è un individuo, anche se ne ha le fattezze fotografiche (in questo caso il figlio dodicenne di un amico di Ray). Rappresenta un universale: tutti i ragazzi (o le donne, o gli uomini), è un’astrazione, una generalizzazione, un triangolo di Euclide. Se al posto della statua ci fosse un ragazzo in carne e ossa (anch’esso impunibile), la reazione del pubblico (e delle forze dell’ordine) sarebbe completamente diversa: invece di ammirarlo nella sua innocenza, come si può ammirare una gemma in fiore, una bella donna, un uomo ben fatto, si correrebbe a rivestirlo con una coperta, a denunciare gli organizzatori di una performance così vergognosa, ecc. ecc.

Come sempre l’arte, tenendo un piede nel reale e uno nell’immaginario collettivo aiuta a farci riflettere sulle contraddizioni della nostra società in modo non banale, non effimero. Ci pone domande serie, cui possono seguire cambiamenti di opinione e di comportamento.

Boy with frog, detail

Particolare della statua «Il ragazzo con la rana»

Immagine da: http://home.fotocommunity.de/wkoelln/index.php?id=7229&d=25328502

A mio parere la nostra esperienza di vita ci dà una marcia in più per comprendere il nudo artistico, abituati come siamo a vedere il nudo svincolato dai suoi effetti “pruriginosi”. Comprendiamo bene le allusioni sessuali, i riferimenti erotici, ma in primo luogo apprezziamo l’immediatezza, la naturalezza, la banalità del corpo nudo, spogliato, prima che dei vestiti, degli investimenti libidici che ne contaminano la primigenia innocenza, senza le fantasmagorie che funzionano da surrogato o da lenitivo a pulsioni non esaudibili e non eludibili. A commento e conferma, prendo a prestito le parole di Muriel Barbery: «Car l’Art c’est l’émotion sans désir» («Infatti l’Arte è l’emozione senza desiderio», L’eleganza del riccio p. 198 trad. it.).

Se posso aggiungere una mia interpretazione personale: la rana, in quanto rettile anfibio e a sangue freddo, rappresenta l’equilibrio fra l’uomo e la bestia; la vittoria, fin dal suo primo insorgere, sull’“incontinenza, la malizia, la matta bestialità” (Dante, Inferno, XI), il rito di passaggio conseguito con le proprie virtù individuali e sociali. Il ragazzo non mena vanto di questa sua vittoria: ha gli occhi chiusi, come si trattasse non di un suo merito, di cui andar fiero, ma di un’evoluzione naturale e necessaria. All’opposto rispetto al dipinto di Caravaggio Ragazzo morso da una lucertola. Mi pare inoltre di cogliere dallo sguardo dietro le palpebre un certo orgoglio e un’identificazione fra il ragazzo e la rana. Proprio le rane richiamano i primi esperimenti, le prime esperienze, le prime scoperte di biologia. Al posto della rana ci potrebbe essere una biscia, un serpente con tutto il retroterra allusivo, simbolico e morale: ma nella rana prevale il riferimento al suo essere anfibio, e qui può significare l’immaturità sessuale, l’orientamento sessuale non ancora definito o anche l’accettazione di questo stato indefinito, finché non sarà proprio la biologia a decidere.

E aggiungo: non è stato anche per noi un rito di passaggio il metterci nudi per la prima volta? Il chiudere gli occhi maliziosi e troppo “curiosi”? Non è stato proprio questo passaggio che ci ha aiutato a tenere per una zampetta la nostra rana, i nostri rospi?
E visto che la statua rappresenta un ragazzo, aggiungerei: “non è mai troppo presto”, evitando così rossori a non finire, imbarazzanti “figuracce”, inutili soggezioni e sensi di colpa (come i morsi della lucertola di Caravaggio) in un’età che già di per sé è una polveriera.

Informazioni su Vittorio Volpi

Mi interesso di lingue e di libri. Mi piace scoprire le potenzialità espressive della voce nella lettura ad alta voce. Devo aver avuto un qualche antenato nelle Isole Ionie della Grecia, in Dordogna o in Mongolia, sicuramente anche in Germania. Autori preferiti: Omero, Nikos Kazantzakis, Erwin Strittmatter e “pochi” altri. La foto del mio profilo mi ritrae a colloquio con un altro escursionista sulle creste attorno a Crocedomini: "zona di contatto"

Pubblicato il 4 febbraio 2013 su Arti varie e artisti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. C’è un’importante considerazione da fare: l’oscenità, la volgarità, l’imbarazzo esistono nella mente di chi guarda!

    Oscenità, volgarità, imbarazzo e via dicendo non sono caratteristiche oggettive e materiali del corpo nudo, bensì invenzioni del genere umano, per la precisione di alcune istituzioni sociali (politiche e relihgiose) con il preciso fine di creare paure e limitazioni, le quali servono a creare il controllo, quindi il potere!

    Mi piace

  2. Molto interessante la critica di Vittorio alla scultura, che non conoscevo.
    A me viene in mente anche la considerazione che la rana è un animale che presenta un notevole dismorfismo tra la fase larvale e la successiva età adulta.
    La stessa inesorabile metamorfosi a cui si suppone andrà incontro il (grande) ragazzo, che osserva con distacco il “piccolo adulto” che tiene in mano.

    Mi piace

    • Grazie Guglielmo,
      È proprio dell’opera d’arte lasciar adito a una varietà di commenti. È un concentrato di significati, l’aspetto estetico ci attira e ci tiene legati, perché ogni volta ci trasmette nuovi messaggi e contenuti, stimola al nostra risposta emotiva, si instaura una relazione quasi di tipo affettivo e continua nel tempo a stupirci.

      Mi piace

Lascia un tuo contributo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

MOUNTAIN SOUND

LA' DOVE VIVONO GLI ANIMALI

nude races

Copyright Enterprise Media LLC 2010-2017

Fools Journal

Magazine di cultura: letteratura, fotografia, arte, moda, queer life, eventi, musica, cinema, attualità

Aurora Gray Writer

Writer, dreamer, voracious reader and electric soul.

Gabriele Prandini

Informatico e Amministratore

Clothing Optional Trips

We share where we bare. Enjoy your trip.

silvia.del.vesco

graphic designer, photographer and fashion stylist

mammachestorie

Ciao, mi chiamo Filippo, ho 6 mesi e faccio il blogger

GUIDAXG

La guida agli eventi per giovani menti

Matteo Giardini

… un palcoscenico alla letteratura! ...

Cristina Merlo

Counselor e Ipnotista

PRO LOCO VALLIO TERME

Promuoviamo il turismo a Vallio Terme eventi - sport - cultura - enogastronomia

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

The Naturist Page

Promoting social non-sexual Naturism & nudism

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: