Archivio mensile:giugno 2013

Forte di Cima Ora da Bagolino (BS)


ora1

A picco sul lago d’Idro (Foto Emanuele Cinelli)

Escursione che riserva vertiginose visioni sul Lago d’Idro. I tratti particolarmente ripidi sono alternati da lunghi tratti pianeggianti o addirittura in discesa, per cui non risulta particolarmente faticosa, richiede, però, equilibrio e abitudine all’esposizione per la presenza di lunghi traversi su scoscesi prati e anche qualche passaggio molto esposto.

Al solare e panoramico crinale percorso in salita, si frappone la selvaggia e scura forra di Valle Lunga e Valle del Rio Levras, percorsa in discesa.

L’intero anello si percorre in 4 ore e mezza di cammino, di cui tre in salita.

Dislivello 890m – Segnavia n. 404

L’itinerario risulta percorribile in nudità da quando si abbandona la strada della Valle del Rio Levras, a quando vi si rientra dopo la discesa di Valle Lunga, fatta eccezione per la frequentatissima zona del Baremone, ivi compreso il Forte di Cima Ora. In pratica i tre quarti del percorso si prestano all’escursionismo nudista, facendo però, specie nei mesi da maggio a luglio, attenzione alle zecche: la nudità vi permette di vederle subito e rimuoverle prima che vi mordano e inzino a succhiarvi il sangue (cosa fondamentale per evitare complicazioni che, sebbene succeda rarissimamente, possono anche essere gravi: Morbo di Lyme e Borelliosi o TBE), dovete però controllarvi ogni tanto.

L’itinerario

ora2

Ponte Romanterra (Foto Emanuele Cinelli)

Si parte dal Ponte Romanterra (645m) in quel di Bagolino (BS) seguendo per circa mezzo chilometro la strada asfaltata che sale nell’ampia valle della Berga (segnavia 402). Sulla sinistra un bivio, ben segnalato con paline in legno, indica dove abbandonare la strada asfaltata e immettersi in altra stradina in lieve discesa e presto sterrata (segnavia 404), che si segue a lungo senza preoccuparsi per l’assenza di segnaletica sentieristica: la si ritroverà sul muro di una casa proprio a bordo strada e poi più avanti quando ci si immette nella Valle del Rio Levras.

Dopo aver lungamente camminato in un ombroso bosco di latifoglie, si esce sui prati di una ben tenuta e fiorita casa fienile (850m). Rientrati nel bosco, in breve si perviene a un bivio parcamente segnalato con palina in legno addossata a un grosso masso (30 minuti dalla macchina). Qui si prende il sentiero a sinistra della strada (segnavia 405) che, con alcuni tornanti si alza sul versante destro orografico della valle, per poi tagliarlo lungamente a mezza costa in direzione sud e portarci, in altra mezz’ora di cammino, alle Pozze (970m), poco più a sud e in alto della croce di Monte Suello. Splendida e ampia la visione che si apre sul Lago d’Idro e le montagne che lo separano dal lago di Garda.

ora3

Le Pozze (Foto Emanuele Cinelli)

Seguendo le evidenti indicazioni per Monte Breda e Forte di Cima Ora (segnavia 432-404), ci si incammina a destra per la lunga cresta spartiacque tra Val Sabbia e Valle del Caffaro. Qui i tratti di salita si fanno decisamente più ripidi.

ora4

L’esposto sentiero di cresta (Foto Emanuele Cinelli)

Seguendo le segnalazioni ci si sposta a tratti sul prativo ed esposto versante est, altri sul boscoso e tranquillo versante occidentale, alternando così le visioni su Bagolino e la Valle del Caffaro, con quelle sul Lago d’Idro e i monti che lo sovrastano. Si supera il Dosso Tondo (1211m), si percorre la lunga Piana dei Bandì e poi, lungo la vecchia mulattiera della Guerra 15-18 (visibili ancora alcuni sbocchi dei tunnel e delle postazioni), ci si approssima al Monte Breda (1503m), la cui sommità aggiriamo sul lato orientale passandoci pochi metri sotto.

Dopo una ripida discesa, passando a destra del Roccolo di Breda o dei  Giös, ignorando la variante che, sulla destra, scende direttamente nella Valle del Rio Levras, si traversa a sinistra giungendo in breve ad una strada sterrata che, dopo un tornante che riporta al Roccolo di Breda, con facile cammino in piano seguiamo per lungo tratto finché una freccia ci indica di spostarci a sinistra, sul versante opposto della cresta, dove un sentierino, che presto si tramuta in larga mulattiera, porta ad un caratteristico intaglio a portale. Da qui scala metallica ben evidente, porta direttamente sui pendii sommitali e al Forte di Cima Ora (1535m). Proseguendo lungo la mulattiera, invece, dopo un brevissimo tratto con cordina metallica, si aggira detta cima e, lasciando a sinistra un sentiero in discesa, si sale per un prato fino ad uscire sulla strada sterrata che dal Baremone porta al forte (2 ore da Le Posse, per un tempo totale di 3 ore dal parcheggio). Per chi non ci fosse mai stato vale veramente la pena risalire i dieci minuti di strada che portano al forte: oltre alle interessanti evidenze storiche potremo godere di un esteso panorama a trecentosessanta gradi.

ora5

Rifugio Rosa al Baremone (Foto Emanuele Cinelli)

Per detta strada, aggirando ad ovest Cima dell’Ora, in 15 minuti si scende al Passo di Marè (1418m), dove passa la strada asfaltata Anfo-Maniva, nei pressi del Rifugio Rosa al Baremone (1430m). Senza toccare l’asfalto, subito prendiamo alla nostra destra una verde valletta dove la segnaletica (404b) all’inizio è ben visibile, poi molto meno, ma non si può sbagliare: basta seguire fedelmente la linea della valletta fino a sbucare in una conca prativa dove si ritrova una palina segnaletica (10 minuti dalla strada del Baremone).

Seguendo una mulattiera sul versante est della Corna Pagana, si percorre il versante sinistro orografico di Valle Lunga, ignorando un primo bivio sulla destra. Al successivo bivio, contraddistinto da una bacheca in legno, si scende ripidamente nel bosco costellato da diversi piccoli torrioni calcarei che si ergono qua e là come se volessero fare la guardia. La segnaletica non sempre è immediatamente visibile, ma quello che resta di varie gradinature in legno aiuta a non perdere il filo del tracciato, per altro non ci sono molte alternative: la valle è stretta e unica. Giunti sul fondo della valle, si segue per un poco il greto del torrente, si supera in discesa, appoggiandosi alla roccia che l’affianca, una poco rassicurante scala in legno (attenzione che il secondo gradino è ballerino), dopo la quale il sentiero si alza in destra orografica traversando lungamente i ripidi pendii della valle.

ora6

Parte bassa Valle del Rio Levras (Foto Emanuele Cinelli)

All’incrocio con la variante che scende direttamente dal Roccolo di Breda, si riprende a scendere per portarsi nuovamente sul fondo della valle. Qui il sentiero si immette su una comoda stradina sterrata e, passata un’area di sosta attrezzata, in breve si perviene ai bellissimi prati Levras, dove una gelida fontana permette di rinfrescarsi per bene (45 minuti).

Seguendo la strada, che ora si fa carrozzabile, si attraversa il torrente e, in altri pochi minuti di cammino, si arriva al punto in cui la si era abbandonata in salita, per poi rientrare al Ponte di Romanterra e alle autovetture.

Guarda l’album fotografico completo

ora7

Bagolino (Foto Emanuele Cinelli)

Come si arriva al Ponte di Romanterra

Dal casello autostradale di Brescia Est, seguendo le indicazioni per Brescia, superare una grossa rotonda e uscire a destra in direzione Brescia, Verona, Lago di Garda, immettendosi così sulla tangenziale est di Brescia.

Per detta tangenziale proseguire seguendo le indicazioni per Salò (SS45bis) e, passati gli svincoli di Mazzano, Virle, Nuvolera, Prevalle (subito dopo una prima breve galleria) e Gavardo, si giunge, dopo altre tre gallerie, all’altezza dell’abitato di Villanuova sul Clisi. Qui, seguendo le indicazioni per Val Sabbia, Lago d’Idro, Trento, Madonna di Campiglio, subito dopo una quarta galleria, uscire a destra e immettersi sulla superstrada della Val Sabbia (SS237) che si segue fino al suo termine.

Si passano Nozza, Vestone e Lavenone, arrivando a Idro. Si procede costeggiando, con varie curve, il Lago d’Idro, si passa l’abitato di Anfo e, dopo circa cinque chilometri, si perviene ad un’ampia rotonda, qui evidenti segnalazioni indicano a sinistra la strada per Bagolino. La prendiamo risalendo con ampio panorama sul lago appena costeggiato.

Dopo una ripida e tortuosa discesa, attraversato il ponte sul Caffaro, quando la strada riprende a salire, sulla sinistra, seguendo le indicazioni per il Maniva, si prende la strada che aggira il paese di Bagolino. Dopo un paio di chilometri si vede sulla sinistra una stretta stradina in ripida discesa, la si imbocca e in breve si perviene al Ponte di Romanterra.

Si può parcheggiare subito prima del ponte tenendosi ben accostati al lato sinistro, scendendo, della strada, ma ci stanno solo quatto o cinque auto; all’occorrenza si dovrebbe poter parcheggiare nel piazzale della pesa che si trova subito dopo l’imbocco di quest’ultima stradina, oppure si deve andare ancora più avanti e poi fare la spola con una o due vetture.

Raduno Nazionale de iNudisti 2013: i grandi numeri!


Il 22 e 23 giugno si è svolto il settimo Raduno Nazionale de iNudisti, eccovi la relazione ufficiale…


Oasi di Zello, 22-23 giugno, Raduno Nazionale iNudisti (Foto di Emanuele Cinelli)

20 … 30 … 16 … 130 … 250 … 350 …. 9 … 6 … 4 … 2… 20.000 … Ma stai dando i numeri?

Si, sto proprio dando i numeri, i numeri di un grande raduno, i numeri del Raduno Nazionale 2013 de iNudisti!

Oasi di Zello, 22 e 23 giugno: tante le attività previste e sviluppate nel corso del raduno, per ognuna una sua piccola storia.

Si parte, in via ufficiosa, il venerdì pomeriggio con i primi arrivi e le operazioni di allestimento dei supporti logistici: cucina, mensa, segreteria e… no, il tendone della mostra NudArte non si fa in tempo a montarlo, l’Oasi deve chiudere. Lasciate in sospeso le operazioni di allestimento, i radunanti si ritrovano poco dopo in uno dei tanti agriturismo della zona, la Cà del Becco, per una prima cena conviviale.

Il Tendone (Foto di Luca – ellemme)

Sabato mattina, come prima cosa viene eretto lui, rosso e bianco, possente e poderoso, grande, lucente è il TAN, tendone apertone nudistone. Si tratta di un tendone comprato dagli utenti de iNudisti per donarlo all’associazione Tenda Aperta di Nove (Vicenza), associazione di volontariato sociale con la quale ormai da tre anni è nata una bellissima e preziosa collaborazione. Viene qui montato per il suo primo impiego ufficiale e nei giorni a seguire sarà protagonista in due altre occasioni: l’assegnazione del pollicione (simbolo che identifica gli utenti fisicamente noti alla gestione del sito e/o particolarmente presenti alle sue attività materiali) al tendone stesso; l’apposizione, su di una parete del tendone, del banner de iNudisti e delle firme di tutti gli utenti che hanno contribuito al suo acquisto. Proprio mentre stiamo per andare in “stampa” ci giungono i sentiti ringraziamenti di don Stefano per questa nostra importante e utilissima donazione, che noi provvediamo a girare pubblicamente a tutti i nostri utenti.

NudArte (Foto di Giovanni – artur)

Coordinata e gestita da tre amici nostri utenti, NudArte è la nostra mostra  d’arte nudista, con foto, quadri e disegni di vari utenti del sito de iNudisti.  Nata lo scorso anno, quest’anno cresce e si espande grazie anche alla  disponibilità del già citato tendone. Viene montata al sabato mattina e rimane  allestita fino alla fine del raduno. Molte le opere esposte e molto l’interesse  suscitato.

L’estrazione dei massaggi nudisti è passata, causa la confusione che sempre  si crea nei primi momenti di raduno, un poco inosservata, è stato comunque una  importante aggiunta al valore complessivo del raduno.

Anche la corsa campestre vede aumentare il numero dei partecipanti. Partiti  domenica mattina alle dieci e mezza, i concorrenti si lanciano con grande  spirito sportivo sulla ripida rampa inziale, segue un lungo traverso in lieve  discesa, poi un ripidissimo tuffo nel bosco e con una serie di saliscendi si  ritorna al punto di partenza. I più allenati fanno quattro giri per un totale di  quatto chilometri e ottocento metri; i meno allenati si fermano dopo il secondo  giro, per la classifica del percorso corto.

Gli atleti affrontano la ripida salita d’avvio della campestre (Foto di Luca – ellemme)

Una menzione specifica merita anche la presenza di un fotografo Reuters che,  volendo effettuare un servizio sul naturismo e sul nudismo, ha visto in questo  raduno la migliore occasione per ottenere tutte le informazioni e le immagini  necessarie. Materialmente non l’abbiamo indotto a liberarsi dalle vesti, ma  virtualmente si: ottime, infatti, le sue impressioni sul raduno; chiara e pulita  la sua comprensione dello stile di vita nudista; splendide, infine, le sue foto  che ben documentano la naturale spontaneità del nudismo, la sua totale  indipendenza dalle questioni di sesso e la bellezza del corpo nudo. Potete  vederne la parte già pubblicate su diverse riviste cartacee e on-line, italiane  ed estere: Il resto del Carlino, El Tiempo, Jornal de  Noticias, Vlad-Dolohov, Globo.com, Quotidiano.net, Ridus, Il Sole 24 Ore.

Le torte in gara (Foto di Giovanni – artur)

Agguerrita e partecipata la gara di torte. Arduo il compito dei cinque  giurati che, dopo averle osservate e assaggiate, dovevano decidere le tre  migliori e assegnare loro l’ordine di merito.

Coinvolgente, emozionante, positivamente rilevante il momento di riflessione,  quando un nutrito gruppo di persone, ai radunanti si sono uniti anche alcuni  altri ospiti dell’Oasi, si è momentaneamente isolato dal resto della festa per  confrontarsi su alcuni temi. Partendo da spunti religiosi, ma portando il  discorso sugli aspetti umani generali, si è parlato di semplicità collegata al  nudismo, semplicità come qualità umana di relazione con se stessi e con gli  altri, semplicità come motore del nudismo, un nudismo che non è solo il piacere  di starsene nudi, ma anche espressione interiore, anche il non aver paura di  dire la verità sul nudismo, anche uno strumento attivo di propositiva critica  verso la società dell’apparire.

Magistralmente guidata dall’amico musicista, riuscitissima la grande festa  nudista del sabato sera: molte le presenze sul prato per l’occasione  trasformatosi in pista da ballo; apprezzatissima la cantante a cui, non  facendosi intimorire dalla grande professionalità e bravura di questa, si è  affiancato un solo temerario cantante.

Si accende il fuoco (Foto di Luca – ellemme)

Che dire poi dei tre pasti preparati con cura da volontari e più o meno  improvvisati cuochi e serviti con maestria e velocità da altri volontari:  nemmeno un catering professionista sarebbe riuscito a smaltire in così poco  tempo le cento e più persone in coda ad ognuno dei pasti.

Domenica pomeriggio il raduno si chiude con la rituale foto di gruppo e il  sentito discorso di commiato da parte dell’amministrazione del sito de iNudisti,  amministrazione che ci tiene a rinnovare i propri ringraziamenti ai tantissimi  presenti, ricordando con menzione particolare coloro che hanno contribuito in  proprio alla dotazione di cibi e bevande e, con ancora maggiore enfasi, tutti  quelli che, rinunciando a una parte più o meno grande della festa, si sono messi  a disposizione per aiutare nei lavori logistici, dal montaggio allo smontaggio  delle attrezzature, passando per il comitato d’accoglienza, il lavaggio delle  pentole, la cucina, la distribuzione di pasti, la musica e via dicendo.

Discorso di commiato (Foto di Giovanni – artur)

Gli sponsor (Foto di Emanuele Cinelli)

Ringraziamento speciale dobbiamo rivolgere a Fonte Alpina Maniva per la fornitura dell’acqua minerale necessaria a  coprire gran parte del fabbisogno; invero l’avrebbero coperto anche per intero,  se non avessimo noi fatto i conti facendo riferimento a un minor numero di  presenze: avevamo preventivato un aumento delle adesioni rispetto allo scorso  anno, ma proprio non ce l’aspettavamo così massiccio. Grazie!

Altresì dobbiamo formulare un ringraziamento particolare all’Associazione  Tenda Aperta per averci gentilmente messo a disposizione tutto il materiale  logistico necessario e il furgone con cui trasportarlo. Grazieeee!

Sventolano le bandiere del nudismo italiano (Foto di Luca – ellemme)

20 … 30 … 16 … 130 … 250 … 350 …. 9 … 6 … 4 … 2… 20.000

Si sente spesso affermare che i numeri fanno la differenza, che per ottenere  le cose servono i numeri, che i numeri sono importanti, ebbene, ecco i numeri, i  numeri del nudismo italiano, i numeri che sei persone ben motivate e affiatate  possono mettere in campo e, ciliegina sula torta, facendo tutto senza mai  vedersi di persona, tutto on-line, via web.

Firme sul TAN (Foto di Giovanni – artur)

Questo settimo Raduno Nazionale de iNudisti ha mosso numeri importanti,  numeri che in pochi riescono a smuovere, numeri che non si possono più ignorare,  numeri che dovrebbero far ben pensare operatori turistici e istituzioni sul  valore del nudismo italiano, sulla sua non indifferente valenza economica.

Venti i partecipanti alla cena preraduno. Una trentina i partecipanti alla corsa campestre. Sedici le torte in competizione nella gara di cucina Circa centotrenta le presenze singole direttamente imputabili al raduno. Quasi duecentocinquanta i ticket d’ingresso all’Oasi relativi ai soli radunanti. Più di trecentocinquanta i pasti distribuiti nelle due giornate del raduno. Nove le regioni italiane sicuramente coperte dai radunanti, alle quali si deve  aggiungere una presenza dalla Svizzera. Almeno sei le associazioni naturiste rappresentate (quasi tutte quelle esistenti  in Italia), quattro delle quali giunte all’Oasi con le loro bandiere e di due  c’era anche il relativo Presidente. Ventimila l’indotto economico minimo, in euro, messo in gioco dall’evento, senza  contare tutte le spese individuali di viaggio andate a vantaggio delle  autostrade italiane.

20 … 30 … 16 … 130 … 250 … 350 …. 9 … 6 … 4 … 2… 20.000 … i numeri di un  grande raduno, i numeri del Raduno Nazionale 2013 de iNudisti!

Grazie, grazie, grazie e … alla prossima!

Foto di gruppo (Foto di Giovanni – artur)

Betty (Foto di Giovanni – artur)

Classifica della gara di torte

  1. Ivan
  2. Betty
  3. Piero

Classifica della corsa campestre

Percorso corto (2,4km)

  1. Tatino
  2. Capita1cino
  3. Monica

Classifica femminile (p. corto)

  1. Monica
  2. Jamba

Percorso lungo (4,8km)

  1. Astrale
  2. Md66
  3. Cordom

 

Guarda anche …

L’album fotografico al gran completo

Il film del raduno

3a Giornata dell’Orgoglio Nudista: relazione


3go12 giugno 2013, dopo diversi mesi di preparazione e attesa finalmente il giorno è arrivato. In dieci ci troviamo al punto di raccolta predefinito, nei pressi del ponte Destrone in quel di Bagolino, provincia di Brescia. Le preiscrizioni avevano invero raggiunto quota venticinque, ma, come già successo lo scorso anno, le infauste previsioni meteorologiche hanno fatto desistere molti. Tra noi diversi nuovi amici, provenienti dai diverse provincie dell’alta Italia con punti apicali Torino, Genova, Vicenza e Bolzano.

Fatte le dovute presentazioni, rapidamente il gruppo prende affiatamento e, senza altri indugi, si mette in marcia verso la meta programmata: la Malga di Fondo Vaia. Il cammino inizia seguendo l’asfaltata strada per il Passo del Maniva, ma subito la si abbandona per seguire una ripidissima strada, sempre asfaltata, che risale sulle pendici meridionali del Monte Bagoligolo.

Impegnato in coinvolgenti dialoghi sulle tematiche nudiste, in particolare sulle questioni giuridiche, non mi accorgo, anche per il deperimento totale della tabella segnaletica, del bivio per la Valle di Vaia e, pur avendo già intuito qualcosa, mi accorgo dell’errore solo dopo una ventina di minuti: orami siamo saliti troppo, non ha senso ridiscendere, consultando la cartina topografica ottengo conferma sulla possibilità di continuare lungo la strada erroneamente intrapresa, anche se ciò comporta la modifica della meta.

Seguendo ancora per una decina di minuti la strada asfaltata si perviene al bivio con il sentiero e, finalmente, ci possiamo liberare delle vesti, invero non tutti e non completamente: la giornata seppur non così brutta come previsto dai meteorologici è comunque freddina. Passata la cascina Capre, dove, per l’appunto, un gregge di capre ci corre festosamente incontro, il sentiero si inoltra in un fitto bosco di latifoglie, risalendo con alcune svolte e lunghi traversi, fino a sbucare sullo spoglio crinale sud del Monte Bagoligolo, nei pressi della cascina Vallagosta.

3go2Trovato un punto dove il vento non fa sentire le sue fredde folate, ci accomodiamo per il fugace pasto. In breve, passato il calore provocato dalla camminata, ci ritroviamo tutti completamente vestiti: non è molto conforme alla specificità della giornata, ma meglio vestiti che infreddoliti e… ammalati!

Si riprende il cammino per tornare a valle lungo lo stesso percorso di salita, seguendo, però, anche la parte bassa del sentiero, in modo da evitare la lunga strada asfaltata e poter restare più a lungo negli abiti a noi congeniali: nessuno.

3go3La segnaletica è vecchia e in parte svanita, questo complica un poco il reperimento della giusta via e porta alla disgiunzione di due di noi che, fermatisi un attimo, non notando uno dei segni e non vedendoci più, seguono la direzione sbagliata e ritornano sulla strada asfaltata. Quando si riesce a mettersi in contatto coi cellulari, loro si sono già troppo allontanati per ritornare indietro e si decide di riunirsi al punto di partenza.

Noi e loro riprendiamo così il cammino di rientro, per loro lungo la strada asfaltata percorsa in salita, per noi scendendo un ripido e oscuro valloncello in fondo al quale in mezzacosta si esce dal bosco pervenendo ad un gruppo di cascine, dove, pur soffrendo per il sole ora uscito e per il conseguente innalzamento della temperatura, ci rivestiamo.

Ancora una mezz’ora di cammino e arriviamo alle macchine dove i due fuggitivi ci stanno aspettando. Ci si cambia e poi via a bersi qualcosa in compagnia, prima di salutarsi e darsi appuntamento, almeno per quelli che potranno esserci, al prossimo evento del programma “Orgogliosamente Nudi”: l’escursione di due giorni in Val di Braone.

Natur Ohne Filter by Dipende – Giornale del Garda


montagna_nuda2Emanuele Cinelli und das Erzählen eines rein an der Natur teilnehmenden Lebens. Jenseits der Vorstellung des Körpers, der – gekleidet – oft zu maliziösen Überlegungen verleitet. Wanderungen und Veranstaltungen auch zusammen mit Nicht-FKK-lern. Wunsch und Vorschlag: FKK-Gebiete am Gardasee

Die Natur bei Ausflügen und Wanderungen (von Juni bis Oktober: Vaia Tal, Braone Tal, Dorizzo Tal, Bos See, Runde von Tigaldine) unverschleiert und frei von jeglichem Zwang erleben: FKK macht es möglich. Über Initiativen und Projekte, wie z.B. die Idee, einige FKK-Gebiete am Gardasee einzurichten, soll dieser Lebensstil angeworben werden, damit immer mehr Menschen daran teilhaben und sich daran erfreuen können. „Wenn ein Mensch angezogen ist, kommt seine Persönlichkeit nicht zum Vorschein! Schade!“ So drückt Emanuele Cinelli, Blogger und Schriftsteller, seine Gesinnung aus. Nacktheit als wahre Schönheit; Nacktheit als Freiheit von Hemmungen, Zwängen, mangelndem Selbstbewusstsein und Angst; ein Leben ohne Kleider um sich selbst und die Außenwelt besser wahrzunehmen. Gemeinsame Ausflüge sollen FKK-ler und Nicht-FFK-ler nahe bringen und füreinander öffnen. Außerdem, so Cinelli, sei ein solcher Vorschlag auch für den Tourismus am Gardasee von Bedeutung, nicht zuletzt weil „in Deutschland und in den Niederlanden, den Ländern, aus denen die Mehrheit der sich am Gardasee aufhaltenden Touristen herkommt, FKK üblich ist und weitaus praktiziert wird“. Cinellis Gedanken liefern interessante Denkanstöße: „Am Strand passiert es zu meinem Bedauern häufig, dass die Menschen sich nicht so sehr an der Natur erfreuen, sondern eher den Körper der anderen Menschen anglotzen und dabei nicht selten auch plumpe und gar boshafte Bemerkungen äußern. In der FKK-Welt hingegen, passiert es durchwegs, dass man den Körper der anderen Menschen gar nicht anschaut oder bemerkt – man erinnert sich nicht mehr an ihn. Wenn man nackt ist, zählt nicht der Körper, sondern dessen Inhalt, die Persönlichkeit des Menschen!“ und genau die Möglichkeit dies zu erfahren und zu leben will Cinelli den Nicht-FKK-lern bieten: „Wir sind überzeugt, dass Nacktheit nicht tadelnswert oder schändlich ist und wir sind stolz, diese soziale Einengung überwunden und die volle Würde unseres Körpers wieder gewonnen zu haben. Dieses Bewusstsein möchten wir weitergeben und gemeinsam mit anderen leben. All unsere Initiativen und Veranstaltungen sind auch für die Nicht-FKK-ler offen, und wir hoffen auf deren rege Teilnahme, alle sind bei uns herzlich willkommen.

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