Forte di Cima Ora da Bagolino (BS)


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A picco sul lago d’Idro (Foto Emanuele Cinelli)

Escursione che riserva vertiginose visioni sul Lago d’Idro. I tratti particolarmente ripidi sono alternati da lunghi tratti pianeggianti o addirittura in discesa, per cui non risulta particolarmente faticosa, richiede, però, equilibrio e abitudine all’esposizione per la presenza di lunghi traversi su scoscesi prati e anche qualche passaggio molto esposto.

Al solare e panoramico crinale percorso in salita, si frappone la selvaggia e scura forra di Valle Lunga e Valle del Rio Levras, percorsa in discesa.

L’intero anello si percorre in 4 ore e mezza di cammino, di cui tre in salita.

Dislivello 890m – Segnavia n. 404

L’itinerario risulta percorribile in nudità da quando si abbandona la strada della Valle del Rio Levras, a quando vi si rientra dopo la discesa di Valle Lunga, fatta eccezione per la frequentatissima zona del Baremone, ivi compreso il Forte di Cima Ora. In pratica i tre quarti del percorso si prestano all’escursionismo nudista, facendo però, specie nei mesi da maggio a luglio, attenzione alle zecche: la nudità vi permette di vederle subito e rimuoverle prima che vi mordano e inzino a succhiarvi il sangue (cosa fondamentale per evitare complicazioni che, sebbene succeda rarissimamente, possono anche essere gravi: Morbo di Lyme e Borelliosi o TBE), dovete però controllarvi ogni tanto.

L’itinerario

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Ponte Romanterra (Foto Emanuele Cinelli)

Si parte dal Ponte Romanterra (645m) in quel di Bagolino (BS) seguendo per circa mezzo chilometro la strada asfaltata che sale nell’ampia valle della Berga (segnavia 402). Sulla sinistra un bivio, ben segnalato con paline in legno, indica dove abbandonare la strada asfaltata e immettersi in altra stradina in lieve discesa e presto sterrata (segnavia 404), che si segue a lungo senza preoccuparsi per l’assenza di segnaletica sentieristica: la si ritroverà sul muro di una casa proprio a bordo strada e poi più avanti quando ci si immette nella Valle del Rio Levras.

Dopo aver lungamente camminato in un ombroso bosco di latifoglie, si esce sui prati di una ben tenuta e fiorita casa fienile (850m). Rientrati nel bosco, in breve si perviene a un bivio parcamente segnalato con palina in legno addossata a un grosso masso (30 minuti dalla macchina). Qui si prende il sentiero a sinistra della strada (segnavia 405) che, con alcuni tornanti si alza sul versante destro orografico della valle, per poi tagliarlo lungamente a mezza costa in direzione sud e portarci, in altra mezz’ora di cammino, alle Pozze (970m), poco più a sud e in alto della croce di Monte Suello. Splendida e ampia la visione che si apre sul Lago d’Idro e le montagne che lo separano dal lago di Garda.

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Le Pozze (Foto Emanuele Cinelli)

Seguendo le evidenti indicazioni per Monte Breda e Forte di Cima Ora (segnavia 432-404), ci si incammina a destra per la lunga cresta spartiacque tra Val Sabbia e Valle del Caffaro. Qui i tratti di salita si fanno decisamente più ripidi.

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L’esposto sentiero di cresta (Foto Emanuele Cinelli)

Seguendo le segnalazioni ci si sposta a tratti sul prativo ed esposto versante est, altri sul boscoso e tranquillo versante occidentale, alternando così le visioni su Bagolino e la Valle del Caffaro, con quelle sul Lago d’Idro e i monti che lo sovrastano. Si supera il Dosso Tondo (1211m), si percorre la lunga Piana dei Bandì e poi, lungo la vecchia mulattiera della Guerra 15-18 (visibili ancora alcuni sbocchi dei tunnel e delle postazioni), ci si approssima al Monte Breda (1503m), la cui sommità aggiriamo sul lato orientale passandoci pochi metri sotto.

Dopo una ripida discesa, passando a destra del Roccolo di Breda o dei  Giös, ignorando la variante che, sulla destra, scende direttamente nella Valle del Rio Levras, si traversa a sinistra giungendo in breve ad una strada sterrata che, dopo un tornante che riporta al Roccolo di Breda, con facile cammino in piano seguiamo per lungo tratto finché una freccia ci indica di spostarci a sinistra, sul versante opposto della cresta, dove un sentierino, che presto si tramuta in larga mulattiera, porta ad un caratteristico intaglio a portale. Da qui scala metallica ben evidente, porta direttamente sui pendii sommitali e al Forte di Cima Ora (1535m). Proseguendo lungo la mulattiera, invece, dopo un brevissimo tratto con cordina metallica, si aggira detta cima e, lasciando a sinistra un sentiero in discesa, si sale per un prato fino ad uscire sulla strada sterrata che dal Baremone porta al forte (2 ore da Le Posse, per un tempo totale di 3 ore dal parcheggio). Per chi non ci fosse mai stato vale veramente la pena risalire i dieci minuti di strada che portano al forte: oltre alle interessanti evidenze storiche potremo godere di un esteso panorama a trecentosessanta gradi.

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Rifugio Rosa al Baremone (Foto Emanuele Cinelli)

Per detta strada, aggirando ad ovest Cima dell’Ora, in 15 minuti si scende al Passo di Marè (1418m), dove passa la strada asfaltata Anfo-Maniva, nei pressi del Rifugio Rosa al Baremone (1430m). Senza toccare l’asfalto, subito prendiamo alla nostra destra una verde valletta dove la segnaletica (404b) all’inizio è ben visibile, poi molto meno, ma non si può sbagliare: basta seguire fedelmente la linea della valletta fino a sbucare in una conca prativa dove si ritrova una palina segnaletica (10 minuti dalla strada del Baremone).

Seguendo una mulattiera sul versante est della Corna Pagana, si percorre il versante sinistro orografico di Valle Lunga, ignorando un primo bivio sulla destra. Al successivo bivio, contraddistinto da una bacheca in legno, si scende ripidamente nel bosco costellato da diversi piccoli torrioni calcarei che si ergono qua e là come se volessero fare la guardia. La segnaletica non sempre è immediatamente visibile, ma quello che resta di varie gradinature in legno aiuta a non perdere il filo del tracciato, per altro non ci sono molte alternative: la valle è stretta e unica. Giunti sul fondo della valle, si segue per un poco il greto del torrente, si supera in discesa, appoggiandosi alla roccia che l’affianca, una poco rassicurante scala in legno (attenzione che il secondo gradino è ballerino), dopo la quale il sentiero si alza in destra orografica traversando lungamente i ripidi pendii della valle.

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Parte bassa Valle del Rio Levras (Foto Emanuele Cinelli)

All’incrocio con la variante che scende direttamente dal Roccolo di Breda, si riprende a scendere per portarsi nuovamente sul fondo della valle. Qui il sentiero si immette su una comoda stradina sterrata e, passata un’area di sosta attrezzata, in breve si perviene ai bellissimi prati Levras, dove una gelida fontana permette di rinfrescarsi per bene (45 minuti).

Seguendo la strada, che ora si fa carrozzabile, si attraversa il torrente e, in altri pochi minuti di cammino, si arriva al punto in cui la si era abbandonata in salita, per poi rientrare al Ponte di Romanterra e alle autovetture.

Guarda l’album fotografico completo

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Bagolino (Foto Emanuele Cinelli)

Come si arriva al Ponte di Romanterra

Dal casello autostradale di Brescia Est, seguendo le indicazioni per Brescia, superare una grossa rotonda e uscire a destra in direzione Brescia, Verona, Lago di Garda, immettendosi così sulla tangenziale est di Brescia.

Per detta tangenziale proseguire seguendo le indicazioni per Salò (SS45bis) e, passati gli svincoli di Mazzano, Virle, Nuvolera, Prevalle (subito dopo una prima breve galleria) e Gavardo, si giunge, dopo altre tre gallerie, all’altezza dell’abitato di Villanuova sul Clisi. Qui, seguendo le indicazioni per Val Sabbia, Lago d’Idro, Trento, Madonna di Campiglio, subito dopo una quarta galleria, uscire a destra e immettersi sulla superstrada della Val Sabbia (SS237) che si segue fino al suo termine.

Si passano Nozza, Vestone e Lavenone, arrivando a Idro. Si procede costeggiando, con varie curve, il Lago d’Idro, si passa l’abitato di Anfo e, dopo circa cinque chilometri, si perviene ad un’ampia rotonda, qui evidenti segnalazioni indicano a sinistra la strada per Bagolino. La prendiamo risalendo con ampio panorama sul lago appena costeggiato.

Dopo una ripida e tortuosa discesa, attraversato il ponte sul Caffaro, quando la strada riprende a salire, sulla sinistra, seguendo le indicazioni per il Maniva, si prende la strada che aggira il paese di Bagolino. Dopo un paio di chilometri si vede sulla sinistra una stretta stradina in ripida discesa, la si imbocca e in breve si perviene al Ponte di Romanterra.

Si può parcheggiare subito prima del ponte tenendosi ben accostati al lato sinistro, scendendo, della strada, ma ci stanno solo quatto o cinque auto; all’occorrenza si dovrebbe poter parcheggiare nel piazzale della pesa che si trova subito dopo l’imbocco di quest’ultima stradina, oppure si deve andare ancora più avanti e poi fare la spola con una o due vetture.

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 30 giugno 2013, in Itinerari escursionistici con tag , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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