Valle di Braone (Orgogliosamente Nudi 2013): il fotoracconto


Per un evento speciale dai risultati altrettanto speciali oltre alla dettagliata relazione scritta non poteva mancare un bellissimo fotoracconto: guardalo!

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Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 21 luglio 2013, in Fotografia, Racconti con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 11 commenti.

  1. bellissimo! paesaggi incantevoli vissuti in estrema libertà! bravi!

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  2. Ho speso male il mio tempo libero per costruire il rifugio Prandini . Voi non siete naturisti siete esibizionisti. Nemmeno una parola del luogo ,del rifugio,delle bellezze della natura:La signora è sicuramente un pò più seria.Comunque grazie . Aug14

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    • Evidentemente si è letto male l’articolo o io non sono stato sufficientemente bravo da trasmettere la mia e la nostra emozione, visto che si parla e si raffigura proprio della bellezza del luogo e del rifugio. Magari non viene fatto con particolare patos e ricchezza di dettagli, ma si tratta di un resoconto mirato (ovvero finalizzato a descrivere le attività svolte nell’ambito di un certo programma che viene a proporre in Italia quanto in alcuni paesi esteri si è già maggiormente sviluppato) e, come tutti i resoconti, può ad alcuni risultare accademico. Per altro alcuni eventi avevano preso il sopravvento e attorno a quelli alla fine si è costruito il tutto, aggiungiamoci che in quel periodo gli impegni erano tanti e non avevo il tempo per indorarlo e curarlo sotto l’aspetto della poesia, lasciando alle foto questo compito e poi che avevo intenzione di scrivere a parte la relazione sul luogo e sull’itinerario, rimasta purtroppo solo un progetto al quale darò seguito la prossima tarda estate. Se si leggono gli altri resoconti e le storie che in alcuni casi ne sono scaturite si può facilmente intuire quale sia la mia e la nostra intenzione e come sappia e sappiamo apprezzare della bellezza dei luoghi e della natura: proprio per questo in montagna, quando possibile, ci andiamo nudi, così come nudi sono tutti gli altri animali, così come nuda è la natura intera.

      Prima di sparare sentenze sarebbe meglio approfondire la conoscenza su quello di cui si vuole parlare. Qui lo si può fare benissimo ma visto che torneremo in quello splendido luogo e sui quei magnifici monti, perché non approfittarne per conoscerci direttamente? Avremo così modo di dimostrare che l’esibizionismo non è per nulla parte del nostro animo e del nostro pensiero: se fossimo esibizionisti di certo andremmo in altri luoghi, di certo non cercheremmo la solitudine delle lande alpine. Infine io mi espongo (non solo qui) con nome e cognome in chiaro, se fossi un esibizionista di certo non lo farei.

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    • Dimenticavo… grazie per il suo commento, spero possa e voglia leggere le mie risposte. Grazie e, speriamo, arrivederci!

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  3. Sign. Emanuele , aug sta come Augusto e 14 sta come anno , se avrà occasione potrà leggere documentazione di come quel rifugio è nato , di chi ha contribuito con lavori manuali e chi con finanza e perchè “Prandini” (alpino giovane andato avanti in giovane età). Il punto non è questo , in quel rifugio spesso e volenieri pernottano giovani Scout del “Campo Tres” di Valpaghera lascio a lei il possibile commento loro e anche dei loro genitori. Io personalmente non ho nulla contro di voi , però sappiate che siete anche una minoranza .Chiudo parestesi . Dove avete trovato la neve si chiama “Zöck dè la bala” strana coincedenza , tradotto , ” gioco della palla ” . Se al rifugio Gheza (da vostra foto) andavate veso nord avreste veduto il ” Laghetto di Mare” la conca del Listino e di Monoccola , guerra 1915-18 già prima linea . Salendo verso est trovate una mulattiera sempre della guerra che vi portava fin sulla cima delle “Terre fredde” 2645 m da qui l’orizzonte è tuo , (giornata fortunata) alla tua sinistra : Lago di Garda , cima Frerone , Presolana , Pizzo Camino , Concarena , Platò Rosà , Cervino , Bernina , Adamello , m. Fumo , Re di Castello , Listino , lago della Vacca , Blumone , Bruffione , valle di Cadino , questa per me è natura . Per non parlare della flora e fauna , naturalmente anche in altri luoghi . La festa del rifugio è la prima domenica di agosto . I posti letto sono anche ( un poco stretti ) 30 persone . Siete i benvenuti (con qualche foglia di fico) . Arrivederci

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    • Grazie per la risposta e per i suggerimenti, anche se, invero, la zona la conosco abbastanza bene come può vedere non essendo la prima volta che ci organizzo escursioni (se ha letto il primo degli articoli che le ho linkato avrà notato che sono Istruttore Nazionale di Alpinismo, ho scritto articoli sull’Adamello zona che ho girato in lungo e in largo, spesso uscendo dai tracciati noti per andare a cercare chicche: ad esempio l’arrampicata sulle cascate ghiacciate della Conca del Listino; il giro sci-alpinistico e estivo val di Braone – Cima Terre Fredde – Listino – Val Paghera; le vie di roccia aperte sul Blumone e in Val Salarno). Come può vedere dal programma 2014 (una settimana li in valle) le zone che mi ha indicato sono proprio quelle programmate per le varie escursioni. Non si preoccupi per gli scout, intanto perché se arrivano ci trovano vestiti, poi perché sono stato scout anch’io (anche caporeparto) e conosco bene la loro realtà. Sappiamo già che nella settimana prenotata avremo la loro visita almeno per una notte e sarà mia precisa premura garantire e vigilare che tutto vada nel migliore dei modi … magari convertiamo anche loro al nudismo eheheheh.
      Certo siamo una minoranza, come tante altre, gli alpini ad esempio, o gli scout, o i motociclisti, i ciclisti, coloro che giocano a tennis, e via dicendo, minoranze che giustamente vedono rispettati il loro agire e il loro spazio. La società cambia e oggi il nudo non è più così pruriginoso e fastidioso come lo era una volta, certo sussistono ancora condizionamenti, resistenze, problematiche che abbiamo ben presente, che comprendiamo e rispettiamo, allo stesso tempo è opportuno che, per mutualità, lo stesso venga fatto nei nostri confronti. Non vogliamo imporre la nostra presenza, accettiamo di dover procedere per gradi fidando che la società sia in grado di attuare un progressivo apprendimento che porti ad una migliore e più semplice convivenza: ci sono ormai diverse evidenze pratiche e scientifiche sulla validità educativa del nudo, sulla sua formulazione terapeutica nei confronti dei problemi indotti dai tabù del corpo (bulimia e anoressia ad esempio), sui miglioramenti salutistici dallo stesso indotti (partendo da una semplice migliore termoregolazione per arrivare pian paino a una migliore autodifesa dagli agenti patogeni), sulla valenza ecologica e, per finire, anche su dei vantaggi economici.
      Grazie ancora per la sua cortese risposta e per la gentilezza, fiducia e disponibilità, gentilezza, fiducia e disponibilità che ho piacevolmente trovato anche in chi gestisce il rifugio e nel Sindaco di Braone, come evidenziato nell’articolo. Posso assicurarle che sono ben riposte, come già intuito dalle persone di cui sopra.
      Saluti

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    • Che ne dice della relazione di quest’anno? E sto preparando, come indicato a calce della relazione, anche diverse schede specifiche degli itinerari, nonché articoli per riviste di montagna (e anche altre) e perfino un bel libricino (in formato elettronico) dedicato.
      Grazie!
      https://emanuelecinelli.wordpress.com/2014/07/13/orgogliosamente-nudi-2014-relazione-del-soggiorno-al-rifugio-prandini/

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  4. A Proposito di sci d’alpinismo lo faccio dal 1978 quando si portavano ancora gli scarponi di cuoio e le pelli di foca lacciate , ho fatto il primo corso col cai di Darfo/Lovere con Spadaccini ? Allora ( mi sembra ) era una tecnica di vita , una conoscenza reale delle difficoltà e conoscenza della montagna con le sue bellezze e dei suoi pericoli . Mi sembra che ora sia solo una corsa a chi arriva prima , ci si affida più al pronto intervento del 118 , Arva , GSM , si è dimenticata la truna , la candela nello zaino perchè? . La pelle di foca di scorta , un cordino etc. tanto poi arriva qualc’uno a trarmi d’impaccio . L’ho notato ad un corso in Bazena quest’anno che per fare cassetta (anche su neve così pericolosa , hanno abbandonato si il Frerone) ma avrebbero dovuto consigliare che la rinuncia ad una gita non è poi così drastica . Sono andato fuori traccia , non la disturbo più . Nel 1983 sono stato il primo presidente del rifugio e la cima delle Terre fredde in invernale e estiva (mi consideravano un temerario o pazzo) la fatta in solitaria già allora per ben 16 volte in un anno . Saluti

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    • Concordo, mi sono formato anch’io alla scuola dell’alpinismo (e della vita) con il minimo di tecnologia e, pur sopportandolo, ho sempre sostenuto che l’uomo è e deve restare l’artefice del suo gesto e della sua sicurezza. Bene la tecnologia, ma come compendio non come sostituto delle abilità umane. Ho arrampicato anche in solitaria lo facevo rigorosamente slegato, in una sola occasione, tanto per provare la tecnica, ho fatto una salita solitaria con la corda e solo parzialmente. Sui ghiacciai giravo tranquillamente slegato arrivando a percepire la presenza dei crepacci anche senza vederli. Quando, anche per alcuni problemini fisici, questa mia simbiosi con la montagna s’è rotta ho smesso di fare alpinismo e ho ricominciato con la subacquea. Ora da un paio d’anni ho ripreso a frequentare la montagna, solo a livello escursionistico, però, riscoprendo il piacere di vivere intensamente la natura (arrampicando si era, non per mio volere ovviamente, sempre troppo di corsa per arrivare a farlo pienamente), percorrendola al suo stesso ritmo, assaporandola senza fretta, cercandone le realtà più originali e meno antropizzate. Il mio nuovo motto è: vivere in natura, per la natura, con la natura, di natura.

      P.S.
      Purtroppo il 3 agosto ho già un impegno, altrimenti sarei venuto sicuramente alla festa del rifugio. Se l’impegno dovesse per qualche motivo saltare ci si vede.

      Saluti.

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    • Non mi ha disturbato affatto, anzi è stato un piacere dialogare con lei. Grazie 🙂

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