Pecoraggine


I nudisti, per il fatto stesso di aver oltrepassato la linea del comune senso del pudore, hanno combattuto dentro di sé una battaglia contro gli stereotipi correnti, si son fatti di conseguenza più sensibili alle minacce dei condizionamenti sociali, liberandosi una volta per tutte da certa pecoraggine fin troppo supina, passivamente acquiescente nei confronti di usi e costumi.

Non si può generalizzare, non tutti i nudisti hanno seguito lo stesso percorso, ma guardandoci in faccia, per come ci conosciamo, possiamo dire di avere una nostra salda e consolidata personalità: molto critica, ma anche molto certa del fatto suo, con un grammo o forse due di innato ribellismo.

E come ci dà fastidio sentirci addosso i vestiti, per quanto sanno di imposizione e costume, così non sopportiamo le cappe ideologiche e, chi più chi meno, da tempo ce le siamo gettate alle spalle.

Siamo orgogliosi di esser nudisti perché abbiam sotto gli occhi il mucchio di ciarpame che ci siam tolti di dosso, perché dopo questa pulizia abbiamo eretto una barriera contro le pressioni che ci vengon da fuori, contro una mentalità corrente che abbiam smascherato come subdola e ipocrita, che permette (e forse vuole) pornografia e prostituzione e tuona allo scandalo, all’indecenza quando in tutta serenità e allegria una comitiva di nudisti passeggia nei boschi e sosta su un poggio per un tranquillo ed innocuo pic-nic. Che scaglia anatemi apocalittici se vede pubblicate sui nostri blog (su questo blog) fotografie di bimbi innocentemente “spudorati”, quando col pretesto dell’arte ha commissionato una Cappella Sistina (che si serve del nudo per asseverare, eroicizzare, assolutizzare, nobilitare, assiomatizzare il messaggio del proprio trionfo – cavalcando un “Rinascimento” dell’antico addomesticando a sé con una crociata che abbraccia “enciclopedicamente” lettere, scienza ed arti l’incivile, l’immorale, il carnale paganesimo), putti e persino angioletti col pisellino per aria, Gesù Bambino senza pannolini e incirconciso (sarebbe veramente “troppo” nudo – e forse nemmeno più tanto cattolico).

È probabile che noi si sia rimasti nella nostra innocenza primordiale, edenica, ingenuamente “ben-pensanti” e in buona fede e non vediamo l’abisso di obbrobrio che ci aspetta sul nostro cammino… Semplicemente non abbiam la mala fede anche sol di pensarlo e volentieri lasciamo il pensar male a chi abitualmente nei fatti lo fa.

Saremmo noi la minaccia all’ordine sociale, la mina vagante del sovvertimento dei sensi, delle coscienze, del “buon costume”? I fumini isterici portano acqua al mulino del potere, del controllo sociale, del “consenso”… e della rielezione. E che fa un nostro rappresentante, impancato a Montecitorio o in un Consiglio comunale, se non assecondare, blandire la maggioranza, oppiandola di promesse e proclami, di speranze e réclame? Per i quattro voti dei nudisti, nessuno mette a rischio la propria poltrona. E così, elezione dopo elezione, la nostra società si massifica, diventando ad ogni tornata un tantino più becera, malcontenta, un tantino più “gnucca”.

Giungendo al paradosso di constatare che i nudisti sono in generale meno volgari della maggioranza delle persone (nel linguaggio e nel comportamento), non si fanno sedurre da sirene a seno scoperto per acquistare una macchina o bere una birra. Non vogliamo male a nessuno: altrettanto nessuno ne voglia a noi. Abbiamo imparato ad esser liberi e rispettosi; altrettanto lo siano altri con noi: è questione di senso civico, dell’attenzione alle persone e non alle maschere.

Nell’ambito della libertà che la legge consente reclamiamo il diritto al costume di vita che ci pare più consono, senza divise di perbenismo, cappe oscurantiste, soffici velli di passiva impigrente pecoraggine.

Informazioni su Vittorio Volpi

Mi interesso di lingue e di libri. Mi piace scoprire le potenzialità espressive della voce nella lettura ad alta voce. Devo aver avuto un qualche antenato nelle Isole Ionie della Grecia, in Dordogna o in Mongolia, sicuramente anche in Germania. Autori preferiti: Omero, Nikos Kazantzakis, Erwin Strittmatter e “pochi” altri. La foto del mio profilo mi ritrae a colloquio con un altro escursionista sulle creste attorno a Crocedomini: "zona di contatto"

Pubblicato il 26 dicembre 2013, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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