I numeri contano realmente?


Pitagora riteneva che il Numero fosse l’elemento primordiale dell’Universo: “Tutte le cose che ci è dato conoscere posseggono un numero” (cfr. “Storia della filosofia greca – I presocratici” di Luciano De Crescenzo, Arnoldo Mondadori Editore). A lungo s’è optato sui numeri per vincere battaglie e guerre. In economia e in politica da sempre si cercano i grandi numeri. La democrazia è fondata sul potere della maggioranza. Eppure…

Eppure:

  • non tutto può essere spiegato coi numeri e molti furono i filosofi che criticarono la posizione pitagorica;
  • in guerra da sempre i piccoli drappelli di ribelli o di incursori hanno spesso tenuto in scacco i grandi eserciti;
  • nel marketing si usa il centesimo per far pensare ad un costo inferiore (19,99 è solo un centesimo in meno di 20, eppure non è 20);
  • in politica pochi cani sciolti spesso decidono le sorti di una proposta, di una legislatura, di una campagna elettorale;
  • le costituzioni democratiche stabiliscono che anche il singolo vada ascoltato e protetto.

È quindi vero che i numeri contano ma anche no, c’è un altro fatto che lo dimostra.

Nell’ambiente del nudismo molti sono coloro che manifestano dissenso verso chi tenta azioni reali per la diffusione e la difesa di questo stile di vita. La motivazione della contrarietà è che “tanto non ci ascoltano, siamo tropo pochi”.

Orbene, se si analizzano attentamente i fatti e si guarda alla realtà odierna, è facile notare che assai pochi non accettano l’esistenza del nudismo, sono anche meno dei nudisti stessi, eppure costoro vengono ascoltati, perché?

Perché, a differenza dei nudisti, si fanno sentire e prima di farlo non si chiedono “sarò solo?” o “sarò l’unico?” bensì si muovono, agiscono come singoli individui: telefonano alle forze dell’ordine, scrivono ai Sindaci e ai quotidiani, minacciano di disdire le prenotazioni presso le strutture ricettive, intervengono nei siti e sui social network manifestando, spesso con toni accesi e osceni (significativi di quello che essi sono), il loro acceso disappunto, la loro intolleranza.

Beh, che dire, se noi nudisti non impareremo ad agire in prima persona, senza preoccuparci del “quanti siamo”, del “sarò l’unico?”, del “ci vogliono i numeri”, beh, ecco, noi non cresceremo mai e chi ci osteggia l’avrà sempre vinta, non perché noi siamo pochi, ma perché …

noi siamo assenti

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei tre blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport, in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con la natura, seguendo i suoi insegnamenti ho imparato a lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 28 dicembre 2013, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. verissimo quello che scrivi lo penso da anni Emanuele. .è come in politica gli italiani si lamentano…. ma poi lasciano fare….comunque puoi contare su di me io non ho paura, se bisogna esporsi , da adesso in avanti, io ci sarò

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