Il Garda vuole perdere una grande opportunità di sviluppo? Pare proprio di si!


Baia delle Sirene

Baia delle Sirene

E’ notizia recentissima l’approvazione in Regione Veneto della legge regionale per il riconoscimento e la valorizzazione del turismo naturista. Ancora non è dato di poterla visionare nella sua forma finale per cui non ci è possibile parlare direttamente della legge, non possiamo però esimerci dal commentare le dichiarazioni che ne sono scaturite, a partire dalla presa di posizione di chi, in Regione, ha tentato di impedirne l’approvazione.

Facendo riferimento all’articolo de L’Arena pubblicato in data 31 gennaio 2014 “Spiagge per nudisti, un sì solo sulla carta”, andiamo a vedere e commentare una per una le dichiarazioni rilasciate.

Stefano Valgamberi, in Regione: “un’ulteriore banalizzazione del corpo umano, che contribuisce a degenerare gli usi e i costumi di una popolazione che sta vivendo da decenni un progressivo decadimento di valori”. Evidentemente non conosce  ciò di cui sta parlando: il nudismo, per sua natura, togliendo al corpo l’oggettivazione, rimettendo al primo posto degli scambi interpersonali la persona, scavalcando e annullando i vari stereotipi del pudore e del consumismo, eleva il corpo umano ridonandogli la sua dignità originale. Queste sono evidenze oggettive facilmente rilevabili: basta partecipare a un raduno di nudisti! Ce ne sono giusto diversi già programmati: il 14 e 15 giugno prossimi lo strepitoso Raduno Nazionale de iNudisti che lo scorso anno ha visto, sui due giorni, la presenza di più di 400 persone (vedi i video relativi); oppure i tanti eventi del programma “Orgogliosamente Nudi 2014” organizzato da “Mondo Nudo”.

Davide Bendinelli, consigliere regionale gardesano, facendo riferimento alla spiaggia nudista del Brancolino nel territorio di Torri del Benaco: “recentemente è un po’ degenerata come tipo di frequentazioni”. Non ho mai frequentato la zona a cui si fa riferimento per cui non posso esprimere pareri specifici, l’esperienza di tante altre zone, però, mi permette di affermare che se degenerazione c’è stata di certo non è per colpa dei nudisti, la cui filosofia non ammette esibizionismi di nessun genere. Nei luoghi dove Consigli Comunali e Forze dell’Ordine, invece di rispondere “ve la siete cercata” o, peggio, fermare e multare gli stessi nudisti che segnalano eventuali casi di esibizionismo, supportano adeguatamente dette segnalazioni non si rilevano degenerazioni di alcun genere o vengono facilmente contenute: con un poco di collaborazione reciproca (e i nudisti sono prontissimi a darla) svanirebbero.

Giorgio Passionelli, sindaco di Torri, in riferimento sempre alla spiaggia di cui sopra: “Abbiamo fatto diverse ordinanze contro l’uso di quella spiaggia da parte di nudisti e sono state emesse sanzioni.”. Ordinanze di fatto illogiche (vietando il nudismo non si risolve il problema dei guardoni e degli esibizionisti che sono un prodotto dei tabù creati dalla società tessile, il nudismo caso mai risolve il problema) e incostituzionali (art 3 della Costituzione Italiana: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana). “Personalmente non sono per nulla d’accordo”. Libero di esserlo ma un Sindaco non può e non deve veicolare il proprio atteggiamento amministrativo sulla base delle sue personali convinzioni, suo preciso dovere è quello di amministrare la cosa pubblica in funzione della Costituzione Italiana e della legge, facendo in modo che tutti possano attuare i propri diritti costituzionali e naturali, salvo che questo non danneggi materialmente gli altri. Il nudismo, lungi dal danneggiare qualcuno (provocare fastidio a chi è condizionato dai tabù sociali non è un danneggiamento materiale), apporta solo vantaggi sociali e personali, tra i quali la Body Acceptance di cui oggi tanto si parla; il nudismo, se applicato in modo metodico e generalizzato, eliminerebbe dal tessuto sociale ogni forma di violenza sessuale, ogni problema di anoressia e bulimia., molte delle problematiche dei rapporti sociali e interpersonali.

Rinaldo Sartori, sindaco di Brenzone: «Con i problemi che abbiamo, dobbiamo risolvere anche quelli dei naturisti?”. Certo che sì, primo perché i naturisti sono cittadini Italiani, Veneti e Gardesani come tutti gli altri, secondo perché rispetto ad altri problemi quello del nudismo non è un vero problema (lo è solo per chi lo vuole vedere come tale), terzo perchè bastano pochi minuti per risolverlo (il tempo per dirsi “ok sul nostro territorio ognuno è libero di mettersi nudo”), infine perché caso mai il nudismo, come poco sopra illustrato, i problemi li risolve agli altri. “Io sono mentalmente aperto” il solito colpo al cerchio e alla botte? Se uno è mentalmente aperto lo è e stop, non fa ulteriori considerazioni che dicono l’esatto opposto. “Ma vedo delle difficoltà. Il nostro turismo è costituito principalmente da famiglie, le cui esigenze sono difficilmente conciliabili con quelle dei nudisti». Ecco di nuovo il non conoscere quello di cui si vuole parlare, atteggiamento che per un Sindaco è assolutamente inconcepibile: non ci sono statistiche precise, ma si può affermare che almeno il 25% dei nudisti italiani è costituito da famiglie, famiglie che si vedono costrette ad andare all’estero per avere la certezza di non essere infastidite dalle forze dell’ordine; senza considerare le ancor più numerose famiglie francesi, spagnole, tedesche, olandesi che potrebbero venire in Italia ma non lo fanno. Se poi consideriamo che il turismo del Garda è oggi quasi esclusivamente composto da tedeschi e olandesi, paesi dove la nudità è una normalità sociale, ecco che ci si rende conto di come sia invece non solo possibile ma anche doveroso supportare la pratica del nudismo sul Lago di Garda.

Ivan De Beni, primo cittadino di Bardolino: “è una decisione che va ponderata, per mettere d’accordo esigenze diverse” Ottimo ma .. aspetta, e ti pareva! “A Bardolino le spiagge si trovano a ridosso delle strutture ricettive, mentre servirebbero aree riservate per evitare il disturbo reciproco». E perché mai? Tutte le spiagge nudiste italiane e straniere vengono regolarmente percorse, per non dire invase, dai non nudisti, chiara dimostrazione che a chi non è nudista non provoca nessun fastidio la presenza di nudisti (per inciso questo è stato dimostrato anche da vari sondaggi fatti fuori dai contesti nudisti).

Antonio Pasotti, sindaco di Garda: “Non sono contrario” Eeee vaiiii, eh no! “ma bisognerebbe chiudere un tratto di spiaggia e destinarlo ai naturisti. E nel mio comune non si può. La trovo una proposta difficilmente realizzabile». Conosco abbastanza bene la zona visto che ci vado ogni tanto a pescare e c’è un lungo tratto della spiaggia che dalla cittadina si stende verso Punta San Vigilio dove ben poche sono le persone che stazionano, per giunta in tale tratto di spiaggia da almeno trent’anni esiste già una porzione usata dai nudisti, infine: non servono spiagge dedicate, la stragrande maggioranza degli italiani è favorevole alla condividere gli spazi con i nudisti, di più, una buona fetta di questa maggioranza ha dichiarato che diventerebbe nudista qualora fosse sicura di non aver problemi giuridici. Purtroppo (facciamo riferimento alla bozza delle legge regionale, ma viste le parole dei Sindaci è chiaro che la versione finale in questo non è cambiata), ignorando la realtà dei fatti, pensando solo al turismo e non all’aspetto ben più rilevante e importante del “nudismo come scelta di vita”, escludendo la forte espansione dell’escursionismo nudista e, dulcis in fundo, contrastando la legge italiana che, materialmente, non vieta il nudismo (è solo convenzione sociale che il nudo sia offesa al pubblico pudore, convenzione ormai superata e annullata dalle tantissime sentenze a favore dei nudisti), si è fatto il gravissimo errore di vincolare legislativamente la possibilità di stare nudi all’individuazione di aree isolate e delimitate, ora anche un consiglio comunale lungimirante, un consiglio che volesse adottare la più corretta e funzionale formulazione “Clothing Optional” (vestiti facoltativi) si verrebbe a trovare in forte difficoltà, sic!

Una parte dello spiaggione di Garda

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Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 3 febbraio 2014, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo, News di nudismo con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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