Quarta Giornata dell’Orgoglio Nudista


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Manifestare il diritto alla nudità in ogni contesto, in ogni luogo, in ogni situazione; recuperare il rispetto per la nudità quale condizione basilare dell’essere umano; educare alla normalità del corpo nudo. Tre obiettivi e tre azioni fondamentali per la causa nudista, nel contempo aspetti sociali di ampio respiro la cui acquisizione è indiscutibilmente essenziale per ripristinare una società sana e corretta, una società dove l’essere prevalga sull’apparire, dove le esigenze degli uni non vengano surclassate dai condizionamenti degli altri, dove la logica prevalga sul fanatismo e la tifoseria siano essi sociali, religiosi e politici.

Vestiti può anche essere bello, nudi, però, è decisamente meglio. Sono obiettive sensazioni emotive, fisiche e psicologiche che, come tutte le sensazioni, si manifestano in modo del tutto soggettivo rendendole differenti da persona a persona. Impossibile definirle e farle comprendere attraverso le sole parole, difficile persino combinando alle parole delle immagini, è necessario che ognuno provi di per sé stesso. “Nudo è meglio” uno slogan che accompagna gli eventi del programma “Orgogliosamente Nudi”, un programma che nasce e si manifesta proprio in ragione degli obiettivi e delle azioni elencate in apertura, perseguendoli non attraverso la mera (e inutile) comunicazione grafico-verbale, ma scendendo sul campo della comunicazione sensoriale: a disposizione di tutti, nudisti e non nudisti, una nutrita serie di escursioni in montagna dove ogni partecipante è libero di scegliere se, quanto e, nell’ambito della parte nudista dei percorsi, quando spogliarsi.

IMG_6892La “Giornata dell’Orgoglio Nudista” è parte di questo programma (invero il programma nasce ad ampliamento della giornata) e si sviluppa secondo lo stesso identico protocollo esperienziale. Trattasi di un evento che non vuole contrapporsi alla tradizionale e istituzionale “Giornata Mondiale del Naturismo”, bensì ad essa affiancarsi per coprire quelli che, ad oggi, secondo lo staff di Mondo Nudo sono i suoi grossi deficit comunicativi: rivolgersi pressoché esclusivamente ai naturisti, ignorando il mondo esterno; attivare iniziative esclusivamente da spiaggia, ignorando tutte le altre mille forme possibili di nudismo; nascondere la nudità dietro un termine più neutro e così facendo diffondere la sensazione che i nudisti stessi si vergognino di essere nudi; esibire il naturismo come contenitore del nudismo quando la verità storica e logica è ben diversa e cioè che il naturismo usa il nudismo ma non è il nudismo, il nudismo è il contenitore, il naturismo solo uno dei suoi contenuti.

La Giornata, partita subito con un discreto successo, presumibilmente proprio grazie alla sua formulazione pratico esperienziale, ma lasciateci pensare che sia anche grazie all’uso di una terminologia più ampia, chiara ed esplicita, è oggi giunta alla sua quarta edizione, un’edizione che ci ha visti espatriare delle solite zone del bresciano per sconfinare nel vicino Trentino. Non è stato facile definire e organizzare tale sconfinamento, il lavoro di studio preliminare è stato ampio e lungo lasciandoci alla fine con alcuni dubbi che solo la perlustrazione preliminare in loco hanno potuto chiarire e portarci alla scelta definitiva dell’itinerario da proporre: il sentiero che da Sarche porta al Rifugio Don Zio e alla limitrofa vetta del Monte Casale, un sentiero usato, in discesa, quasi esclusivamente da chi sale al Casale per l’impegnativa ferrata “Che Guevara” sull’ampia e alta parete est.

Trattasi di percorso agevole ma piuttosto lungo (quattro ore) e in parte faticoso, l’abbiamo quindi proditoriamente addomesticato spostando il punto di partenza ad un parcheggio sulla statale del Caffaro 200 metri più in alto del paese e definendo come punto terminale dell’escursione la Dorsale Godesi, evidente sella sul lungo crinale che dalla vetta del Casale scende a ovest verso Ponte Arche.

Impazientemente abbiamo atteso questa giornata, riscaldando l’ambiente con due incontri preparatori: l’escursione a Malga Piombino per la selvaggia e poco praticata omonima valle (cinque i partecipanti: Emanuele, Angelo, Stefan, Antonio e Giovanni) effettuato per i due terzi in nudità; il periplo di Monte Isola (sette i partecipanti: Emanuele, Maria, Marco, Francesca, Luise, Angelo e Mara) dove la nudità non era ovviamente (e purtroppo) possibile.

IMG_6903A questa escursione partecipano otto persone: due, Emanuele e Angelo, da Brescia; due, Marco e Francesca, da Bolzano; una, Maria Grazia, da Feltre; Gian Arnaldo da Verona; Stefano da Vicenza; Filippo da Mestre. Qualche persona in meno rispetto alle precedenti edizioni, ma c’è da registrare ben cinque rinunce dell’ultimo momento, possiamo pertanto essere comunque soddisfatti del risultato. D’altra parte la qualità del risultato non è sempre e solo determinata dal numero dei partecipanti, conta anche, se non più, quello che gli stessi hanno ottenuto dalla loro partecipazione e, in questa quarta edizione della “Giornata dell’Orgoglio Nudista”, abbiamo ottenuto effetti mai avuti prima. Torniamo però all’escursione.

Si parte dal parcheggio appena fuori della seconda galleria dove una tabella segnaletica indica l’inizio della stradina sterrata che prima porta al Romitorio del Casale, antico eremo brillantemente restaurato dal quale la vista spazia sull’alta Valle del Sarca, e poi alla bellissima Casa della Forestale circondata da un ampio e verde prato.

Fin qui procediamo vestiti, anche se, vista la calura, limitatamente al minimo indispensabile. Poco oltre un tratto di sentiero nella magnifica faggeta permette di tagliare un lungo tornante della strada e arrivare a imboccare la deviazione per la Dorsale Godesi, dove possiamo finalmente liberarci dagli ultimi residui di corazzamento tessile. Ancora un breve tratto di strada sterrata (di servizio al taglio del bosco) e poi inizia il sentiero. La pendenza aumenta e le chiacchiere che fino ad ora avevano accompagnato il cammino si fanno decisamente più flebili, anche se non scompaiono del tutto. Cadenzando il passo su quello di chi più sta faticando di modo da restare tutti piacevolmente vicini, si risale nel bosco qui più fitto e che ai faggi mescola altre essenze, ivi comprese le conifere. All’improvviso, dopo un lungo traverso a mezza costa, ecco che si sbuca sulla sella della Dorsale Godesi, poco oltre la quale una tabella ben indica il punto raggiungo.

IMG_6894Ci si trova all’interno del fitto bosco e alcuni chiedono di provare a salire ancora un poco per trovare un punto da cui poter osservare il panorama. Ci alziamo così di circa cento cinquanta metri ma di prati non c’è ombra e si decide di rientrale alla Godesi dove si è intravisto un dosso che potrebbe risultare panoramico. Detto fatto ci si gira e s’inizia a scendere.

Sono in coda intento ad osservare la natura che mi circonda quando sento la voce di Francesca, subito seguita da altre voci, alcune conosciute altre no: “Buongiorno” e subito dopo “Ciao”. Due ragazze stanno salendo e, inevitabilmente, ci si parano davanti incrociandoci. Evento tanto temutamente evocato nelle relazioni dei pochi escursionisti nudisti, eppure ogni nostra esperienza ha dimostrato quello che sta succedendo anche in questo momento: niente! Le due ragazze scorrono a nostro fianco guardandoci in viso e salutandoci cordialmente uno ad uno, ovviamente contraccambiate da noi, la seconda ha anche una particolare luce negli occhi e un’espressione del viso che mi fa pensare si stia dicendo “beh, perché non farlo anch’io?”. Non passano due minuti che dall’alto arriva di corsa un ragazzo e si ripete la scena: saluti cordiali e nessunissima strana reazione. Escursionisti che incontrano altri escursionisti, stop! Questo è anche obiettivo di queste escursioni, dimostrare che non c’è ostilità a priori verso chi cammina nudo: la montagna e la fatica accomunano e annullano le barriere del condizionamento. In me si rinforza la convinzione che sia giunta l’ora di parlare solo di escursionismo senza aggiungerci aggettivi che ne specificano il carattere tessile o nudista (cosa che ho già in parte iniziato a fare).

IMG_6893Dopo aver osservato tre splendide Peonie, raggiungiamo il poggio panoramico dove la visione a picco sulla valle è veramente favolosa, si decide che è il luogo adatto per fermarsi a mangiare.

Stiamo fermi circa un’ora, il passaggio, sul discosto ma non nascosto sentiero, di altri quattro escursionisti non ci disturba se non per la fallace impressione di uno di noi che improvvisamente segnala “stanno arrivando due forestali”! In ragione della non chiara situazione legislativa, l’avviso ci induce a un parziale e temporaneo rivestimento: va bene manifestare i propri diritti, va bene essere coscienti del proprio essere nella ragione, ma perché rischiare di rovinare una splendida giornata?

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Verso le due si riparte per la discesa che, non essendoci alternative, effettuiamo sullo stesso identico percorso di salita. Rapidamente ritorniamo alla strada sterrata e qui da dietro ci raggiunge una coppia di ragazzi tedeschi di ritorno dalla ferrata: noi uomini ci siamo già rivestiti, le due nostre compagne, rimaste poco più indietro a chiacchierare, invece no e di nuovo … nessun problema, ma che lo dico a fare, ormai non fa più notizia, è da dare per scontato.

Ancora qualche decina di minuti e siamo al parcheggio. Le ultime chiacchiere, le impressioni sulla giornata, si saluta chi deve partire e gli altri si spostano poco più sotto dove un barettino mobile permette di dissetarsi e salutarsi convenientemente prima di darsi appuntamento alla prossima occasione che, nel caso specifico, per molti si tratta dell’imminente Raduno Nazionale de iNudisti, per tutti i prossimi fantastici, invitanti eventi di Mondo Nudo: vi aspettiamo sempre più numerosi, nudi o vestiti che vogliate essere, nudisti o tessili poco ci importa, anche perché siamo convinti che l’esempio sia la strada migliore e ben pochi potranno resistere alla visione di persone che camminano sanamente e orgogliosamente nude.

Due testimonianze importanti.

Riporto la testimonianza di due dei partecipanti a questa giornata: Stefano, un nudista navigato ma che vedeva con molto scetticismo le mie proposte di nudità nell’escursionismo; Filippo, un ragazzo non nudista fortemente preoccupato delle sue reazioni alla nudità pubblica.

Stefano

<<L’escursione in montagna mi è sempre piaciuta, l’essere in mezzo al verde, gli scarponi ai piedi, lo sforzo fisico, lo zaino sulle spalle, il sudore… Ma non avevo mai preso seriamente in considerazione la possibilità di farlo da nudo, anzi leggevo le uscite organizzate da Cinelli un po’ con scetticismo. Ma stavolta l’occasione era troppo ghiotta per un curioso di natura come lo sono io, un’uscita nella zona di Rovereto, dovevo provare! Partito con l’idea del piacere dell’escursione, non mi interessava farla da nudo, i miei propositi erano quelli di farla comunque da vestito anche se gli altri si fossero spogliati. Ed invece arrivati al punto X dove Cinelli ha dato la possibilità di spogliarci, mi è venuto spontaneo ed automatico togliermi i vestiti. E devo dire che camminare nudo nella natura, nonostante il caldo e lo zaino sulle spalle (avevo paura di sfregamenti elevati degli spallacci sulle spalle) è davvero una sensazione fantastica di comodità e naturalezza. Mi sentivo totalmente a mio agio e non mi sentivo assolutamente nudo mentre camminavo, nonostante fossi stato in un ambiente nuovo per me. Durante la nostra escursione abbiamo incrociato altre due escursioniste (vestite), praticamente me le sono ritrovate davanti, ci siamo salutati come si fa di solito ed il primo pensiero è stato: “Ma avete visto che siamo nudi?” quindi quasi nello stesso momento siamo stati sorpassati da un escursionista frettoloso di ritorno dalla ferrata, che ci ha salutati mentre se ne andava veloce. A riprova che in un ambiente come quello il nudo non scandalizza. In conclusione un’esperienza davvero positiva, merito anche degli altri miei compagni di escursione, davvero simpatici e divertenti. Quindi se vi capita, partecipate anche voi, datemi retta, anche se non siete escursionisti, basta poco un paio di scarpe da montagna ed uno zaino ed il divertimento è assicurato. Ora un piccolo pensiero al nostro nuovo compagno di escursione Filippo, totalmente a digiuno di nudismo, che nello zaino oltre che la merenda si portava le solite paure da neofita. Paure che sono svanite quando anche lui insieme a tutti si è spogliato, arrivando a capire al volo che quelle paure erano solamente nella sua testa e che nella realtà nudista non esistono. Un plauso ad un ragazzo che non ha messo annunci cercando amici che vadano al mare con lui o coppie che lo iniziassero al nudismo, ma ha fatto quello che dovrebbero fare tutti, cioè si è aggregato ad un evento già organizzato con persone “esperte” scoprendo così un nuovo mondo. Bravo Filippo, così si fa! Ora vorremmo vederti tutti al raduno insieme alla tua famiglia.>>

Filippo

<<Leggo sempre testimonianze del tipo “ho iniziato a fare naturismo per caso trovandomi in una spiaggia dove erano tutti nudi”. Io posso dire di essere uno dei pochi che il naturismo l’ha provato per la prima volta in montagna! E l’esperienza è stata assolutamente positiva! Confesso che appena incamminati il pensiero che a breve mi sarei dovuto spogliare mi spaventava, ma poi mi son detto “ormai sei qui, non ci si tira più indietro”. Al momento di metterci nudi ho fatto un bel respiro e via! Tutti i timori e le preoccupazioni portate dentro per tanto tempo si sono dissolti nell’arco di pochi minuti. Questo grazie agli amici e compagni di cammino presenti! Quindi un grande ringraziamento va a Emanuele e tutti gli altri! Ora basta parlare di me, torniamo alla gita. Il bosco che abbiamo risalito è stupendo, starci dentro nudi davvero ti fa sentire parte di esso. La salita, a tratti faticosa, è stata molto piacevole grazie allo spirito di gruppo instauratosi da subito. La vista dalla terrazza naturale sulla valle – dove abbiamo pranzato – è mozzafiato. Non avrei potuto sperare in un “prima volta” naturista più autentica e appagante. Ciao! >>

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 11 giugno 2014, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo, Raduni, feste, pranzi e cene con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Se potessi vivrei sempre nudo. in casa, quando esco a spasso nel quartiere, quando salgo in auto per fare una gita, quando mi fermo per un acquisto in un negozio, ecc.
    Peccato che non si puo’ fare, ma in croazia mi avvicino a questo tipo di esperienza in quanto girare nudi per boschi, spiagge e campagne e’ del tutto nomale e in citta’ e’ sufficiente un solo pareo che si puo’ togliere quando arrivi sul mare.

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  2. L’ha ribloggato su Essere Nudoe ha commentato:
    Eccellente relazione a proposito dell’escursione nudista di domenica 8 giugno, effettuata per celebrare la Quarta Giornata dell’Orgoglio Nudista.

    Mi preme mettere in evidenza, in particolare, la positiva esperienza del “contatto” con persone non-nudiste incontrate casualmente sul sentiero. Nessuna reazione scomposta di fronte alla nudità, ma solo un cordiale scambio di saluti. Normale, naturale, ovvio. A dimostrazione che il nudo di per sé non scandalizza e che la convivenza di escursionisti nudisti e non-nudisti è possibile senza problemi.

    E poi desidero formulare un invito a partecipare alle prossime escursioni nudiste promosse da Mondo Nudo: domenica prossima presso Gardone Val Trompia e a inizio luglio, con la settimana presso il Rifugio Prandini (Braone). L’escursione nudista unisce il piacere di camminare in montagna con quello di stare nudi in uno splendido ambiente naturale: perché non provare?!

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