Tiepida alba d’un giorno di luglio


L’aria mi avvolge, nudo, di fresco, il sole m’indora di luce la pelle.
Calpesto trifogli con fiori color di vinaccia, morbidi sotto le piante.
È l’alba da poco: son vivo con mille altri vivi: assorbo tutto che vedo.
Non penso, non mi vengono altri pensieri, saziato di luce e di verde.
Leprotti fuggono a scatti al mio arrivo, astuti e timidoni, vispi, festosi.
Non c’è anima viva, né io mi sento d’aver anima d’uomo, un di più,
ma sol di vivente, com’è viva la brezza, la luce sulla pelle che sente.

Il vivo del verde mi attraversa, come fossi una nube di gas o vapore.
Si coloran di verde-trifoglio l’ossa e le carni, a stento allo sguardo parventi,
sbiadiscon del lor rosso le cellule, le ossa da bianche si fan trasparenti.
La nitidezza smagliante dei pampini, l’abbaglio dei profili di contro del sole
– riuscirei a contare i fili nell’erba – mi occupano tutti i pensieri.
Ad ogni passo ogni atomo è nuovo; e lo stesso lo vedo anche in me.
Son vario come i mille nomi di erbe, di fiori, d’arbusti che fan ciglio alle Polle.
Svettano i pioppi, i tigli, gli olmi; ascolto il vago stormir delle fronde,
lo stesso soffiare mi trapassa nel petto, odo frammenti di racconti lontani.

Ritorno alla mia consistenza, in mano tengo le mie carabattole, il cane lo vedo.
Son solo a metà del mio giro, dalle piante mi risale ai polpacci il massaggio dei passi.
L’intorno è reale, più di quanto lo veda: a vicenda – diresti – saggiamo chi siamo.
Sfondo ogni istante un soffio di brezza, nuova luce mi scivola sulla pelle, veloce,
come l’onda che liscia accarezza, avvolge, sfugge passando un suo sasso.
Un tepore mi riverbera fuori dal corpo: tiepida alba d’un giorno di luglio.
Son solo, ma mille altri viventi m’attorniano, ognuno in quiete si vive.
Gli ultimi passi prima della bianca carrareccia, vi passan sovente bici e trattori,
ma non di primo mattino, quando ancora vediamo con gli occhi del sogno.

Informazioni su Vittorio Volpi

Mi interesso di lingue e di libri. Mi piace scoprire le potenzialità espressive della voce nella lettura ad alta voce. Devo aver avuto un qualche antenato nelle Isole Ionie della Grecia, in Dordogna o in Mongolia, sicuramente anche in Germania. Autori preferiti: Omero, Nikos Kazantzakis, Erwin Strittmatter e “pochi” altri. La foto del mio profilo mi ritrae a colloquio con un altro escursionista sulle creste attorno a Crocedomini: "zona di contatto"

Pubblicato il 16 luglio 2014, in Motivazioni del nudismo, Poesia con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Bella questa poesia! Dà voce alle sensazioni che provo anch’io durante le mie occasionali passeggiate nudiste nel bosco in queste tiepide albe di luglio!

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