Facebook e il nudismo


IMG_1692In “Nudismo e… Facebook!” affermavo: “Cosa fa un nudista su Facebook? Semplice, quello che fanno tutti gli altri… C’è, però, una differenza tra un nudista e gli altri, quasi tutti gli altri: il nudista non può liberamente pubblicare ciò che più lo rappresenta.” Per la natura stessa di quell’articolo restavano in sospeso le risposte alle due implicite domande:

  • cosa rappresenta al meglio un nudista?
  • perché non può liberamente pubblicarlo su Facebook?

Promettevo di ritornare sull’argomento nel breve termine ed infatti eccomi qua.

Cosa rappresenta al meglio un nudista? Semplice: testi, foto e disegni di nudismo.

Più complicato rispondere alla seconda domanda: perché un nudista non può pubblicare liberamente su Facebook tutto quanto lo rappresenta al meglio? Qui bisogna necessariamente distinguere tra tre diverse situazioni, ovvero i tre ambienti in cui è strutturato e suddiviso Facebook: il profilo personale, i gruppi e le pagine. Infatti, a livello di controllo e moderazione dei contenuti, i tre ambienti sono stranamente organizzati e gestiti in modo decisamente diverso: nei profili personali è possibile dichiarare con estrema precisione chi può vedere il materiale pubblicato; nei gruppi è possibile dichiarare tre livelli di visibilità del gruppo; nelle pagine si può solo impostare un limite d’età per la visualizzazione. Essendo la trattazione già di per se stessa necessariamente lunga, cerchiamo di semplificarla facendo qualche precisazione introduttiva:

  1. ovviamente si parla di materiale che riguarda espressamente ed esplicitamente il nudismo, altre tipologia di materiale possono risultare critiche, ovvero soggette a cancellazione da parte della moderazione di Facebook, ma sono materiali che non riguardano i nudisti e il nudismo;
  2. i post fatti di solo testo, ma anche i testi che accompagnano le immagini, li possiamo escludere dal discorso visto che sono al corrente di un solo caso in cui un testo sia stato cancellato dalla moderazione di Facebook: un mio post in cui commentavo un articolo USA che parlava di giovani e nudismo, abbinamento che ha indotto qualcuno, evidentemente condizionato dall’onda terroristica che istituzioni e benpensanti hanno creato in relazione alla pedofilia (parlerò presto anche di questo argomento: c’è troppa mistificazione in giro), ha segnalare il post ottenendone la rimozione;
  3. come materiale critico faremo quindi riferimento alle sole immagini (disegni e foto) di nudismo;
  4. anche i profili personali li escludiamo: in linea di massima qui si possono avere problemi solo se le immagini vengono caricate con visibilità “Pubblica”, limitandone la visione solo agli amici o a gruppi di costoro non sorgono problemi, quantomeno se si presta attenzione nel concedere le amicizie;
  5. il discorso sarà quindi focalizzato attorno ai gruppi e alla pagine, soprattutto alle pagine, essendo quelle con minori possibilità di controllo sulla visualizzazione del materiale;
  6. per semplicità parlerò nel seguito solo di pagina, in buona parte le cose valgono anche per i gruppi;
  7. infine bisogna sapere che se i moderatori di Facebook cancellano un post da un gruppo o da una pagina l’azione non rimane circoscritta a se stessa ma l’amministratore (o gli amministratori) di quel gruppo o di quella pagina subiranno il blocco del loro profilo, potranno ancora accedere a Facebook, ma non potranno postare più nulla finché non scade il blocco (il tempo di blocco cresce ad ogni intervento), si può arrivare perfino alla rimozione forzata del gruppo o della pagina e alla chiusura forzata del profilo personale di chi li amministra.

Fatte le debite premesse possiamo procedere oltre.

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Molti sono stati i nudisti a cui sono state cancellate le loro foto e bloccati i loro profili. I più, intimoriti dalla forza sociale ed economica del social network, hanno (purtroppo) subito in silenzio. Pochi, troppo pochi, hanno al contrario reagito con post e articoli di protesta e qualcuno tra questi, reso speranzoso dal successo (invero parziale) delle lamentele di altri gruppi vessati dall’ingiusta e, come vedremo più avanti, discriminatoria moderazione dei post (nudi artistici e le mamme che allattano), ha anche provato a contestare il provvedimento… inutilmente.

Come al solito se i nudisti tacciono coloro che, pur ignorando l’essenza delle cose e non volendosi correttamente informare, si manifestano con contrarietà al nudismo invece parlano e parlano molto, anzi gridano e non si lesinano dall’usare termini volgari e talvolta perfino diffamatori, tra l’altro senza che nessuno provveda a moderarli sebbene le regole di Facebook, come vedremo, prevedano che non si possano scrivere offese e ingiurie. Così succede che in apparenza la maggioranza sia contro il nudismo e le immagini di nudismo, mentre le esperienze pratiche (sondaggi, confronti, incontri, eccetera fatti sia attraverso Internet ma anche e soprattutto attraverso i ben più espressivi e attendibili canali del mondo fisico) dicono che l’apparenza inganna e la verità è tutt’altra, ma nel silenzio degli uni contro il grande vociare degli altri alla fine sono questi ultimi ad averla vinta.

Coloro che, commentando i post di lamentela dei nudisti (o degli altri che hanno subito le stesse azioni di moderazione per immagini di nudo), sostengono e difendono la posizione di Facebook, lo fanno con osservazioni quantomeno opinabili se non del tutto strampalate, osservazioni che si ricollegano alle altrettanto opinabili scuse (regolamento ma anche risposte dirette a chi protestava per gli interventi) che Facebook stesso accampa quali motivazioni del proprio modo di agire. Esaminiamone le principali, quelle che ricorrono più spesso, le altre sono piccole variazioni di queste.

“Siete solo esibizionisti!”

Il nudismo è totalizzanteNon è assolutamente vero! Se qualcuno nel nudo ci vede esibizionismo dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza: o non ci ha mai ragionato sopra limitandosi a subire passivamente il condizionamento sociale impostogli fin dalla nascita, o l’esibizionista, anche se magari solo a livello inconscio, è proprio lui. Per effetto di mille millenari condizionamenti sociali, le persone tendono a vedere se stessi negli altri oppure ad attribuire alle azioni altrui quelle che sarebbero le loro motivazioni per adottare tali comportamenti; alcuni esempi: io penso che sia stupido arrampicarsi su una roccia, se uno si arrampica su una roccia è stupido; io penso che si entra in un negozio solo per comprare, se uno entra in un negozio vuole comprare; io penso che ci si metta nudi solo per fare sesso, indi se uno si mette nudo è perché vuole fare sesso; io penso che mettersi nudo davanti ad altre persone abbia senso solo per esibire la propria virilità sessuale, indi se uno si mette nudo è un esibizionista.

Non dico altro avendo già più volte trattato questa questione: “Ebbene si, sono un esibizionista!”, “Nudisti tutti maniaci”, “Nudismo e società”, “C’è nudismo e nudismo, facciamo chiarezza (parte 2)”.

“A che pro pubblicare le foto?”

Beh, perché non lo chiedete a tutti gli altri? Perché non lo chiedete a voi stessi? Tantissimi, per non dire tutti, caricano le foto di se stessi e/o delle loro passioni, di ciò che li rappresenta o che è a loro vicino, vuoi come sport, che come stile di vita, perché non dovremmo farlo anche noi nudisti?

“Che bisogno c’è di mostrarsi nudi?”

Che bisogno hanno i motociclisti di mostrarsi nelle loro tute o sulle loro moto? Che bisogno hanno gli escursionisti di mostrarsi nei loro abiti montani? Che bisogno hanno le persone in vacanza al mare di mostrarsi nei loro più o meno ridotti costumi da bagno?

Non è che ci vogliamo mostrarci nudi, semplicemente noi viviamo nudi e, pertanto, se pubblichiamo qualcosa che ci riguarda evidentemente questo qualcosa non può che ritrarci nudi. Perché dovremmo comportarci diversamente dagli altri?

“Potreste almeno censurare i genitali.”

A me, come a molti altri, non piacciono i piercing e i tatuaggi, a qualcuno danno perfino molto fastidio eppure nessuno s’immagina di chiedere la censura per le immagini di persone col piercing o i tatuaggi.

Io, come molti altri, non condivido la visione di chi vuole eclissare l’uomo dalla natura, ritenerlo un elemento indistinto ed estraneo alla stessa, eppure mai mi sognerei di chiedere la censura del loro materiale e materialmente mai nessun altro l’ha fatto.

Ai vegetariani e vegani possono infastidire le immagini di cibi carnivori eppure non esiste una regola che ne impedisca la pubblicazione.

cascataTutto vive di pubblicità, perché dovrebbe essere diverso per noi? Far conoscere il nostro stile di vita ci permette di crescere e ottenere la considerazione e lo spazio che ci sono dovuti. Pubblicare le nostre foto autocensurandoci sarebbe solo un’ipocrisia. Se noi stessi mascherassimo la nostra nudità come potremmo affermare che non esistono parti del corpo meno degne delle altre di stare all’aria e al sole? Come potremmo comunicare che la nudità è sana e naturale? Come potremmo far capire che alla nudità ci si abitua velocemente?

“Facebook è privato e può darsi le regole che vuole.”

Si vero, Facebook è privato, ma può un social network ritenersi come la casa di una persona? No, il social network non è assimilabile a un forum, a un blog, a un sito aziendale, all’abitazione di una persona, a un ufficio aziendale, o ancora a una chiesa o a un oratorio, un social network va piuttosto visto come un gigantesco terminal aeroportuale. Certo delle regole sono pur sempre necessarie, ma queste regole devono fare il conto con la marea dell’utenza, la sua profonda diversità e varietà, gli interessi e le abitudini di tutti, i diritti e i doveri di tutti. Tutti, non alcuni! Tutti, indiscriminatamente tutti.

Quando un privato decide di mettere in piedi una grande struttura internazionale di servizi pubblici, sta di fatto creando un ambiente più pubblico che privato, specie se parliamo di un qualcosa che si trova su Internet e ancor più se parliamo di un servizio che permette agli utenti di crearsi dei propri spazi personali. Avete mai visto una compagnia telefonica chiudervi il conto perché al telefono parlate di argomenti che a loro risultano inaccettabili? Avete mai visto un provider che vi vincola nei siti che visitate perché la vostra navigazione oggi viene tracciata e chi ne legge i tracciati può vedere cose che lo infastidiscono? Avete mai visto un fornitore di spazi Web che vi cancella materiali dal vostro sito (e quel vostro, usato perfino nei contratti, è molto significativo) perché non corrispondono ai suoi gradimenti? Non è forse un social network alla fine niente altro che un fornitore di servizi assimilabili a quelli di una compagnia telefonica o di un Internet Provider o di un Web Provider? Non sono forse le compagnie telefoniche, gli Internet Provider e i Web Provider delle aziende private? Perché il loro comportamento è diverso? Perché queste aziende private considerano vostri e non loro gli spazi che vi noleggiano?

“Facebook deve tener conto delle diverse culture.”

Certo quando offri un servizio internazionale vieni a scontrati con le visioni differenti dei vari popoli, di più, dei vari gruppi culturali esistenti nel mondo. Ma non puoi impostare regole basandoti sulla visione di alcuni di questi gruppi, devi adeguarti e integrarti alle esigenze di tutti. Chi si arroga il diritto di decidere quale sia il gruppo culturale predominante (non ce ne sono, o per meglio dire ce ne sono più di uno e con visioni nettamente discordanti)? Si possono creare discriminazioni (nella maggior parte dei paesi del mondo discriminare corrispondere a commettere un reato) tra un gruppo culturale e un altro?

Perché, visto che gli indiani ritengono sacra la mucca, non vengono allora rimosse anche le immagini di bistecche? Perché, visto che sono offensive per i mussulmani, non vengono allora rimosse anche le immagini delle braciole di maiale? Perché, visto che gli atei potrebbero restarne offesi, non vengono cancellate le immagini religiose? Perché non vengono rimosse anche tutte quelle altre tipologie di immagini che possono risultare offensive per una certa cultura, per una certa ideologia, per una data religione? Perché, fra tutte, solo quelle di nudo e nudismo vengono regolamentate cancellate? Non è questa una chiara discriminazione (discriminare = permettere a qualcuno una certa azione che invece viene negata ad altri)?

“Le persone hanno il diritto di non vedere ciò che le turba o le infastidisce.”

citta_confusaVerissimo, ma non lo si può fare limitando le libertà dei tanti a favore delle idiosincrasie dei pochi, questo non solo non ha senso ma è profondamente ingiusto: regola vorrebbe che la società evolva costantemente ed evolvere vuol dire, fra altre cose, progredire verso uno stato sociale che necessità di sempre meno regole, alias chi amministra la società deve stimolare l’educazione sociale indi permettere a chi già riesce a comportarsi in modo più semplice e naturale di educare coloro che ancora non sono capaci di farlo.

Sull’aspetto tecnico, poi, Facebook ha messo a disposizione delle persone gli strumenti per evitare di vedere quello che dà loro fastidio: invece di rompere le scatole agli altri (si certo per gli immaturi è divertente farlo e spesso viene fatto proprio per precisa volontà di farlo), imparino o vengano educati a usare correttamente tali strumenti…

  1. Non ti piace quello che pubblica una persona? Puoi escludere i suoi post dalla tua bacheca o puoi rimuoverlo dalla lista dei tuoi amici.
  2. Ti ci arriva per vie traverse? Puoi pur sempre fare le stesse esclusioni.
  3. Non ti piace quello che pubblica una pagina? Fai a meno di leggerla. Il nome delle pagine è significativo, se le scorri e le leggi è perché accetti a priori quello che vi viene pubblicato.
  4. Ti appaiono in bacheca post non graditi pubblicati dalle pagine? Se ti appaiono è perché hai sottoscritto quelle pagine, perché l’hai fatto se non condividi i loro contenuti? Puoi in ogni caso pur sempre rimuovere la sottoscrizione.
  5. Ti appaiono attraverso le condivisioni di tuoi amici? Si torna ai primi due punti e di certo non te la puoi prendere con le pagine in questione.
  6. Ti appaiono attraverso i suggerimenti di Facebook? Succede solo se hai sottoscritto o ripetutamente visitato pagine analoghe, non prendertela con la pagina in questione ma con te stesso e usa l’apposita funzione di Facebook per evitare che ti appaiano nuovamente.
  7. Ti appaiono attraverso le sponsorizzazioni di Facebook? Succede solo per le pagine che pagano la pubblicità di Facebook, non prendertela con loro ma con Facebook, oppure usa le funzionalità per bloccare la loro visualizzazione sulla tua bacheca (non ancora disponibili per tutti, ma lo saranno a breve).

“Quando ti iscrivi a Facebook ne accetti le regole!”

Anche questo è vero, ma … Intanto le regole devono essere giuste ed equilibrate (e quelle di Facebook, come vedremo, non lo sono), poi vanno applicate indiscriminatamente (e, come già visto, Facebook le applica con molta discriminazione), infine le regole non sono fatte per essere immutabili: le esigenze di un qualsiasi sistema crescono con il crescere della sua utenza e, sotto lo stimolo dell’utenza stessa, devono necessariamente essere in continua ridefinizione.

Condizioni d’uso delle Pagine Facebook

I contenuti pubblicati su una Pagina sono pubblici e visualizzabili da tutti coloro che possono vedere la Pagina.

Vero, la pagina è pubblica ma … Falso, il materiale delle pagine viene automaticamente caricato in bacheca di un utente solo dopo che le stesse sono state sottoscritte da quell’utente, per cui se la pagina è pubblica non lo è il materiale che vi viene pubblicato.

Ma lo si può reperire attraverso un a ricerca? Vero, ma se il motore di ricerca di Facebook non è capace di sviluppare una ricerca mirata e conforme alla chiave utilizzata non è certo colpa degli amministratori di una pagina. Mi risulta che su un qualsiasi motore di ricerca si trovi pornografia a palla anche facendo ricerche che con la pornografia nulla hanno a che vedere (provate, per esempio, a cercare “falegnamerie”) eppure nessun motore di ricerca pretende di cancellare tale materiale dalla rete, caso mai migliorano gli algoritmi dei propri filtri. E comunque trovarla non vuol dire che chiunque ne veda i suoi contenuti, per vederla intanto bisogna caricarla cliccando sopra la voce riportata nei risultati della ricerca che non sono anonimi, poi, una volta aperta (e a quel punto si può ben vedere il nome e la descrizione della pagina ancor prima di scorrerla, se non piacciono la si chiude) bisogna scorrerla e leggerla, infine, come già detto, per far sì che i suoi post appaiano sulla tua bacheca la devi sottoscrivere. Difficile parlare di atto casuale e involontario. Se qualcuno, dopo aver fatto tutto questo, si mette a fare delle segnalazioni (segnalare post a suo parere fuori dalle regole) evidentemente è perché sta operando in malafede e Facebook dovrebbe sanzionare lui invece dei contenuti delle pagine e i loro amministratori.

Ometto nella discesa dla passo (Foto E. Cinelli)

Standard della comunità di Facebook

Facebook offre alle persone di tutto il mondo la possibilità di pubblicare contenuti personali, vedere il mondo attraverso gli occhi di altre persone.

Eccetto che attraverso gli occhi dei nudisti. Forse che i nudisti non sono persone? Forse che non hanno il diritto di far vedere alle altre persone il loro mondo?

Per rispettare le esigenze e gli interessi di utenti di tutto il mondo,

Evidentemente si confonde “tutto” con “una parte”: le differenze di visione non possono essere addotte a giustificazione per le limitazioni operative, sta a chi non vuole vedere alcune cose evitare di andarle a vedere e fare in modo che non gli risultino visibili.

Facebook tutela le forme di espressione che rispettano gli standard della comunità illustrati in questa pagina.

Abbiamo già ampiamente dimostrato che tali standard sono errati e discriminatori, Facebook dovrebbe rivederli al più presto. Così come ha già in parte fatto per altre situazioni, perché non farlo anche per i nudisti?

Violenza e minacce

Non è consentito minacciare in modo verosimile altri utenti.

Argomento estraneo al contesto ma l’analisi dimostra come Facebook si comporti in modi differenziati e discriminanti: leggo quotidianamente espressioni minacciose più o meno forti contro i nudisti e il nudismo (ma non solo), espressioni che non vengono rimosse dalla moderazione di Facebook e che non danno luogo a provvedimenti disciplinari nei confronti di chi le formula.

Contenuti che incitano all’odio

Facebook non consente i contenuti che incitano all’odio, ma attua una distinzione tra contenuti seri e meno seri.

Premesso che questa regola non appare molto ben applicata visto che di tali contenuti se ne trovano a migliaia, perché la stessa distinzione non può essere fatta tra il nudo serio (nudismo) e il nudo meno serio (scherzi volgari, prese in giro, pornografia, eccetera)?

Se da un lato incoraggiamo gli utenti a mettere in discussione idee, eventi e linee di condotta, non consentiamo la discriminazione di persone in base a razza, etnia, nazionalità, religione, sesso, orientamento sessuale, disabilità o malattia.

E non è forse una discriminazione anche quella di impedire la libera espressione del nudismo, che di fatto è una scelta di vita e come tale assimilabile a una religione e a una cultura?

Contenuti grafici

Facebook è da molto tempo uno spazio di cui le persone si avvalgono per condividere le loro esperienze e sensibilizzare gli altri sui problemi che ritengono importanti.

Noi riteniamo molto importante il tema del nudismo, e non lo è solo per noi, lo è per la società intera visto che il nudismo è di certo la cura più efficiente per diversi problemi sociali: anoressia, bulimia, accettazione di se e del proprio corpo, devianze sessuali, pedofilia, educazione sessuale e tanto altro.

Talvolta questi problemi ed esperienze implicano contenuti visivi di pubblico interesse, come violazioni dei diritti umani e atti di terrorismo. In molti casi, le persone condividono questo tipo di contenuti per condannarli. Tuttavia, le immagini condivise per ragioni sadiche o per celebrare la violenza non trovano spazio sul nostro sito.

Perché la stessa distinzione non può essere fatta tra nudismo e pornografia?

Quando le persone condividono dei contenuti, ci aspettiamo che lo facciano in maniera responsabile.

E noi ci aspettiamo che Facebook si comporti a sua volta in maniera responsabile, ma, come dimostrato, non è così!

Ciò comporta scegliere con attenzione il pubblico a cui sono destinati i contenuti.

E si mettano a disposizione delle pagine e dei gruppi tutti gli strumenti atti a farlo, strumenti che già esistono visto che sono a disposizione nei profili personali.

Per i video con immagini forti, le persone devono informare il pubblico della natura degli stessi in modo da consentire loro di decidere consapevolmente se guardare il video.

Perché la stessa cosa non può essere fatta per il nudo?

Nudo e pornografia

Facebook applica una politica molto severa in materia di condivisione di contenuti pornografici e con riferimenti espliciti al sesso, specialmente nel caso in cui siano coinvolti dei minorenni.

Non mi risulta che lo faccia o, quantomeno, che lo faccia in modo efficiente: basta una semplice ricerca per rendersi conto di quanto materiale pornografico giri su Facebook (non riporto i link per non fare ipocritamente della pubblicità a tali pagine). Analogamente sussiste molto materiale che, pur non essendo pornografico, contiene più o meno espliciti riferimenti sessuali e risulta decisamente irrispettoso per la figura femminile, oltre che essere deleterio ai fini di una corretta educazione sociale dei giovani, ma anche dei meno giovani. La politica di limitazione di Facebook si basa solo ed esclusivamente sul nudo, venendosi così a creare dei veri e propri paradossi visto che per non farsi censurare una foto di un atto sessuale esplicito basta che non siano visibili il glande e la vulva, così, ad esempio, la foto di un pompino o di un cunnilingus risulta pubblicabile.

Ecco un palese esempio di come Facebook contravvenga alle sue stesse dichiarazioni: a sinistra una foto, non mia, che viene considerata lecita (ovviamente ne ho scelta una tra le più contenute e ho verificato a distanza di tempo che non fosse stata rimossa; mi scuso con l’autore se non pubblico i suoi crediti ma intanto non c’erano nemmeno nella pagina da cui ho preso la foto e poi non voglio fare pubblicità a tale pagina); a destra una, mia, che è stata considerata illecita, con la conseguenza della sua cancellazione e di quindici giorni di blocco ai post per il mio account.

facebook_nudismo

Foto pubblicabile su Facebook ………………………………………….. Foto non pubblicabile ?????

Imponiamo anche delle limitazioni alla pubblicazione di immagini di nudità.

Perché? Per altro “delle limitazioni” non starebbe a significare “il nudo è vietato”, ma solo che “non è sempre pubblicabile”.

È nostra intenzione rispettare il diritto delle persone di condividere contenuti importanti per loro,

Per un nudista le foto di nudismo sono contenuti assai importanti.

siano essi fotografie di una scultura come il David di Michelangelo o foto di famiglia di una madre che allatta al seno il figlio.

Le bugie hanno le gambe corte: proprio poco prima di ferragosto è stata chiusa una pagina dedicata ai quadri di nudismo! Questa regola esiste da tanto tempo eppure molti sono stati i casi di cancellazione di foto artistiche e di allattamento al seno, indipendentemente dalle motivazioni anche socialmente molto importanti (vedi le presentazioni di rilevanti mostre d’arte e la campagna di informazione USA sull’allattamento al seno). Diamo comunque per accertato che ora tali fotografie si possano pubblicare senza problemi, allora si spieghi quale sia la differenza tra una statua nuda e una persona nuda? Che forse i genitali di una statua sono diversi da quelli di una persona? Che forse i genitali di una persona possono uscire dalla foto e violentare chi li guarda? Che forse chi guarda una foto di nudo può entrare nella stessa e compiere atto di violenza sessuale? Beh certo, potrebbe masturbarsi, ma quale danno materiale ciò provoca a chi è raffigurato nella foto? E la differenza tra una mammella che allatta e una che prende il sole? La differenza tra un capezzolo maschile (liberamente pubblicabile) e uno femminile (non pubblicabile)?

Facbook vuole un perfetto controllo della questione? Benissimo è nel suo diritto: faccia come hanno fatto tanti altri social network (l’utente deve contrassegnare il materiale di nudo) o, meglio ancora, implementi nelle pagine gli strumenti già disponibili nei profili personali e che permettono di limitare la visione del materiale pubblicato. Semplice, efficiente, sicuro, democratico!

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 18 agosto 2014, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Very in-depth and well thought out. Sharing it on our website, etc!

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  1. Pingback: Social network e nudo l’apoteosi dell’obsolescenza | Mondo Nudo

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