“Mondo Protetto”


In questi giorni la faccenda dell’orsa Daniza (aggressione di un cercatore di funghi che impunemente s’era avvicinato troppo ai cuccioli dell’orsa) ha rimesso bene in evidenza quanto l’uomo sia emotivamente debole.

Da alcuni lustri l’uomo sta cercando di creare attorno a se un mondo ideale, un mondo dove l’uomo abbia il dominio totale sulla natura, dove abbia la certezza di non perire o subire danni per colpa della natura (salvo poi tollerare o addirittura proteggere uomini che ammazzano o danneggiano altri uomini), un mondo dove anche le sue azioni più stupide non possano arrecargli danno materiale, un modo sigillato, un… “mondo protetto”.

Purtroppo il “mondo protetto” non può esistere, non si può creare così come si crea, ad esempio, un ambiente protetto per i bambini (asili e scuola) o per chi vuole imparare a nuotare (bacino delimitato, alias piscina) o per chi inizia a sciare (campetti scuola). Il mondo è troppo vasto e complesso per metterlo sotto campana e renderlo totalmente sicuro per l’uomo.

Ma poi, ammesso e non concesso di poterlo fare, sarebbe proprio giusto farlo? Non è forse proprio questo desiderio di “mondo protetto” a rendere il mondo ancora meno sicuro di quello che potrebbe essere se reimparassimo a vivere nella natura, con la natura, secondo natura e di natura? Se reimparassimo ad accettare i rischi, tutti i rischi, i vi compresi quelli di subire danni o morte, che il vivere in natura comporta?

Nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado vengono totalmente deresponsabilizzati genitori e scolari travasando tutte le responsabilità sui docenti (l’ente ovviamente si è premunito al fine di poter scaricare la patata bollente sui suoi collaboratori). Ma come possono crescere e formarsi degli adulti responsabili se si crescono e formano ragazzi totalmente deresponsabilizzati?

Vengono promulgate leggi che obbligano ad attivare assicurazioni per ogni cosa e la principale conseguenza è che molti ormai ragionano in funzione del “tanto c’ha l’assicurazione” e nulla importa se l’evento è stato provocato dalla loro incuria o improvvidenza. Esempio: un ragazzo uscendo dalla scuola corre a tutta giù dalle scale esterne mentre sta piovendo, ovviamente scivola e si rompe una gamba, i genitori chiedono i danni alla scuola. Ma come si può avere un mondo intelligente e savio se si favorisce l’incuria e l’improvvidenza? Come si può avere un mondo ragionevole se si favorisce la “maligna furbizia”?

“Dodici alpinisti morti in tre mesi: strage in montagna!” “Un alpinista muore in montagna durante un’escursione invernale: il sindaco vieta le escursioni.” “Fermato dalla gendarmeria un padre e il figlio undicenne mentre camminavano su un ghiacciaio.” “Lieve incidente, senza conseguenze, ai due figli (di 8 e 10 anni) di un alpinista sulla via del Monte Bianco” e sul web fioccano li insulti: incosciente, cretino, delinquente. Rinasce il vecchio e si sperava ormai sorpassato concetto della “montagna assassina”. Ma nessuno si chiede quanti sono nello stesso periodo i morti sulle strade o per incidenti sul lavoro o per altre motivazioni? Nessuno più pensa che un alpinista sia cosciente dei rischi che corre e li abbia accettati? Nessuno compie un esame di coscienza e vede quante volte ha messo a repentaglio più o meno coscientemente la salute dei propri figli? Vedo tutti i giorni automobilisti con a bordo i figli che non rispettano il limite di velocità o sorpassano dove non dovrebbero o tagliano le curve cieche; a va beh, c’hanno l’adesivo “bimbo a bordo” spetta agli altri stare attenti a loro, evitare d’essere investiti!

“L’educazione sessuale a scuola? Giammai impareranno da soli come ho imparato io!” “Via i nudisti, dobbiamo difendere i nostri figli.” Poi vedi che le mamme minorenni aumentano, che la contraccezione è ancora quasi disconosciuta, che ancora c’è chi crede che si possa rimanere incinta con un bacio sulla bocca o un rapporto anale, che la donna è considerata solo un oggetto per scaricare il proprio desiderio ormonale, che si ha paura di andare dal medico per parlare di problemi inerenti la sfera genitale e/o sessuale, che i ragazzi cercano riconoscimento e conforto fuori dalla famiglia e purtroppo talvolta se non spesso, lo trovano nelle presone sbagliate: il branco, i bulli, la delinquenza, la tossicodipendenza, l’alcool e via dicendo.

“No alla caccia; no alla pesca; caccia e pesca sono attività irrispettose della natura; cacciatori e pescatori sono assassini; caccia e pesca hanno determinato l’estinzione di alcune specie e la riduzione di molte altre; l’uomo non ha più bisogno di cacciare o di pescare, ha molte altre fonti di sostentamento.” Uhm, ma non è che l’uomo sia anch’esso natura? Non è che l’uomo, in quanto natura, abbia il sacrosanto diritto di usufruire di tutto quanto è natura a patto che questo venga fatto entro certi limiti e per ragioni esclusivamente di autosostentamento? Non è che, stavolta senza forse, siano stati lo sfruttamento industriale e commerciale a impoverire le risorse naturali? Non si osserva che anche le risorse non legate alla caccia e alla pesca si sono estinte op ridotte, chissà mai perché? Non è ci si faccia belli combattendo l’avversario debole (cacciatore e pescatore) e meno colpevole piuttosto che quello forte (politica, multinazionali, industria) e veramente colpevole? Perché non educare all’autosostentamento piuttosto che crescere i figli nella convinzione che le bistecche nascono bistecche, che i polli morti si raccolgono dagli alberi, che una verdura abbia meno dignità di un maiale, che le verdure restino vive anche dopo essere state strappate dal suolo?

Un orsa ferisce un escursionista (e torniamo al fatto da cui siamo partiti) che si è troppo avvicinato ai cuccioli della stessa e si scatena la caccia all’orsa per abbatterla. Si vero, poi ci hanno ripensato (e ovviamente il merito del ripensamento non è del tam tam nato sul web, ma degli amministratori comunali) e non verrà uccisa ma solo allontanata dai propri cuccioli. In USA, dove con gli orsi hanno un’esperienza decisamente più avanzata della nostra, avrebbero dato una colossale multa all’incauto escursionista, altro che caccia all’orsa. “Quell’orsa ha già manifestato evidenti segni di eccessiva confidenza con l’uomo” dicono. Ah si! Ma chiedersi perché questo sia successo? Chiedersi se forse non aveva un’area di caccia sufficientemente vasta, selvaggia e ricca di prede? Chiedersi se per caso qualcuno non abbia abituato l’orsa a prendere cibo dall’uomo? “Va difeso l’uomo” sentenzia il Sindaco! Bella questa, non è che invece vada difesa la Natura, di cui l’uomo è pur sempre una parte ma solo una parte? Non è che forse il ripopolamento di animali selvatici è fatto più nella speranza di attirare turisti che in quella di ripristinare l’equilibrio naturale? Non è quindi forse sia meglio ripensare alle sconsiderate, visti i fatti, politiche di ripopolamento dell’orso fatte nella zona? Come si può avere un corretto rapporto tra uomo e natura se all’uomo si insegna solo che in caso di problemi la colpa è della natura e basta abbattere quella parte della natura che ha creato i problemi? E come la mettiamo con quella capra che, non ricordo quando, ha rotto il bacino a un escursionista? O con quella mucca che, in Svizzera, proprio ieri ha ucciso una donna?

Non esiste un “Mondo Protetto” e non possiamo costruircelo, mettiamo a riposo la nostra emotività debole (totale eliminazione dei rischi e dei pericoli, umanizzazione degli animali selvatici e talvolta anche di quelli domestici) e facciamo emergere un’emotività forte (accettazione dei rischi e dei pericoli, realismo nei confronti degli animali selvatici e domestici), riprendiamo coscienza dell’essere parte della natura, evitiamo di escluderci dalla stessa (vuoi per mettersi sopra, che per mettersi sotto), riprendiamo il nostro posto nell’anello alimentare e nell’analogo anello del ciclo vitale della natura (anelli, non piramidi, e l’uomo sulla circonferenza, non nel centro o fuori), ripudiamo lo sfruttamento industriale delle risorse e torniamo all’autosostentamento, de antropizziamo il mondo, riduciamo la quota di essere umani ormai eccessiva (consumiamo più di quello che produciamo, le risorse naturali non hanno il tempo di ripristinarsi e gli interventi di riduzione dei consumi sono solo palliativi in assenza della riduzione della popolazione).

Otterremo certo un mondo duro, difficile, pericoloso, ma di certo anche un mondo sano, onesto, sostenibile!

Foto di Emanuele Cinelli

Foto di Emanuele Cinelli

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 20 agosto 2014, in Atteggiamenti sociali con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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