Luoghi di dialogo


In applicazione della legge regionale approvata lo scorso anno (nr. 26 del 9 agosto 2013), con una delibera di giunta e relativa ordinanza, il comune di Torino di Sangro (Abruzzi) ha destinato un tratto della Spiaggia dei Trabocchi all’attività naturista: 150 metri di lunghezza per 20 di larghezza. Sperimentalmente, e solo per il corrente 2014. La spiaggia è stata individuata perché tradizionalmente frequentata da nudisti.

Cartello segnaletico all'inizio della Spiaggia dei trobocchi

1ª CONSIDERAZIONE: L’attività spontanea, militante, coraggiosa, “trasgressiva” dei nudisti ha creato un precedente. I nudisti stessi (e le loro associazioni) hanno creato le condizioni del proprio riconoscimento, della propria visibilità e attenzione, hanno creato una “domanda” e hanno fattivamente contribuito ad una risposta.

2ª CONSIDERAZIONE: È stato esplicitamente riconosciuto il diritto all’attività naturista, regolandone luoghi, limiti e modi. Ai ladri, pur essendo un buon numero, non verrà mai riconosciuto il diritto di rubare, perché – per ora – rubare è ancora reato. Star nudi non è reato. Si possono regolamentare le forme del godimento di questo diritto, ma il diritto in sé non è negato, nel quadro legislativo attuale l’attività naturista non può essere vietata.

Cartello che indica l'inizio della zona naturista

Il tratto di spiaggia è delimitato da due cartelli. Entro quest’area è possibile bagnarsi e prendere il sole nudi. Non vi è obbligo di nudità. Stare nudi in quest’area delimitata è perfettamente legale – ed è già un grande sollievo –; la nudità non è banalmente “tollerata”, non è atto di graziosa degnazione da parte delle Autorità, ma riconosciuta come un modo legittimo, socialmente accettabile e normale  di vivere ed agire.Cartello retro

3ª CONSIDERAZIONE: Tutto quel che non è espressamente vietato è tacitamente permesso (nei modi stabiliti da convenzioni, compromessi, consuetudini).

L’area individuata non è esclusiva per i nudisti: chiunque vi può accedere. Cioè: non è l’area a imporre o far preferire un comportamento o un abbigliamento, ma la persona. Che può scegliere quel che preferisce. La decisione di destinare e delimitare un’area alla pratica naturista nasce dal desiderio di salvaguardare il diritto e i sentimenti di coloro che non amano vedere o sono turbati dalla nudità altrui, o ritengono che la nudità abbia contenuti morali, umani o culturali contrari alle proprie convinzioni, all’educazione che hanno ricevuto e che ora tramandano ai propri figli. Fra i due estremi esistono persone sinceramente incuriosite dalla pratica naturista, che non la ritengono pregiudizialmente contraria ai propri principi, che rispettano le convinzioni e le pratiche altrui (finché non ledono altri), oppure che ritengono sia corretto e anzi necessario conoscere per esperienza diretta se ci si vuol fare un’opinione, o prima di giudicare.

4ª CONSIDERAZIONE: L’accesso libero all’area riservata alla pratica naturista apre un franco dialogo fra le persone

  1. i nudisti non sono bestie rare, inaccessibili, ma sono appena oltre il cartello. Il nudista non è il cobra incantatore, ma una persona come tutte le altre, un cittadino con gli stessi diritti di chiunque altro
  2. i nudisti – come è loro gran desiderio – non si sentono ghettizzati come lebbrosi, ma stanno liberi e in tutta normalità come amerebbero stare anche nelle situazioni più quotidiane, senza preclusioni di sorta, talmente pensano che la nudità sia uno stato neutro della persona, connotato né in bene né in male, al di qua di ogni appartenenza di fede, razza, cultura o religione, oltre le abitudini che si ritiene che mai cambieranno, oltre la moda che oggi fa e domani disfa, e al di fuori di ogni morale (è forse peccato avere e mostrare il naso che abbiamo?)

La breve vacanza al camping Sangro, che fino al 19 luglio era riservato ai nudisti, è stata molto istruttiva (oltre che rilassante e corroborante). Da lì m’è nata una proposta: che dire di aprire campeggi misti, in cui nudisti e non nudisti possano piantare la propria tenda uno accanto all’altro e darsi il buon giorno e la buona sera come fanno tutte le persone educate? O altre tipologie di convivenza (sauna, pisicna, escursioni…) in cui poter mettere in atto prove concrete di dialogo fra tessili e nudisti?

Camping sangro_opt

Informazioni su Vittorio Volpi

Mi interesso di lingue e di libri. Mi piace scoprire le potenzialità espressive della voce nella lettura ad alta voce. Devo aver avuto un qualche antenato nelle Isole Ionie della Grecia, in Dordogna o in Mongolia, sicuramente anche in Germania. Autori preferiti: Omero, Nikos Kazantzakis, Erwin Strittmatter e “pochi” altri. La foto del mio profilo mi ritrae a colloquio con un altro escursionista sulle creste attorno a Crocedomini: "zona di contatto"

Pubblicato il 25 agosto 2014 su Motivazioni del nudismo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. Andrea Mirabilio

    Bell’articolo. Grazie.
    L’idea di cominciare a puntare alle strutture turistiche miste è un mio pallino da sempre.
    Complimenti.

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    • Vittorio Volpi

      Grazie, Andrea.
      È stato proprio lo scambio di idee con te che ho capito l’utilità, la necessità di una completa permeabilità, osmosi, trasparenza fra i due campi. Da qui comincia la convivenza, la conoscenza, il rispetto reciproco. L’esperimento dei Trabocchi, vendendolo nella pratica concreta, mi ha fatto convinto che è una via percorribile, soprattutto perché non si presenta come una vittoria da strappare a una controparte, ma un tranquillo comportamento fra persone civili.

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      • Andrea Mirabilio

        Ti dirò di più Vittorio:
        il 18 luglio è stato il nostro ultimo giorno di soggiorno al Camping Sangro; il giorno dopo sarebbero arrivati i “tessili”. Tuttavia alcuni di essi hanno chiesto alla direzione di poter sistemarsi in campeggio già dal giorno prima. La direzione li ha giustamente avvisati della presenza dei naturisti concedendogli di arrivare in anticipo e loro hanno accettato la situazione. Pertanto il 18 luglio in campeggio vi erano persone in costume e senza e alcuni di loro si sono addirittura “avventurati” in piscina, c’erano gruppetti di ragazzini un pò curiosi che venivano a sbirciare la succosa novità (e invece altri completamente indifferenti), ma tutto è andato liscio e la convivenza è trascorsa senza problemi. Io sono riuscito anche a scambiare qualche parola a fine giornata e ho percepito un clima di serenità. Forse erano un pò imbarazzati pensando che noi potessimo essere infastiditi della loro presenza ma null’altro.
        La morale è che sarebbe assai interessante fare questo esperimento sociale (che peraltro si compie ogni giorno in tante spiagge all’estero) non tanto per convincere nessuno delle ragioni dell’altro, ma per dimostrare che vogliamo tutti la possibilità di rilassarci in un ambiente rigenerante e gradevole, solo con piccole differenze nel modo di beneficiarne, e indossare o meno degli abiti è un apparente abisso che in realtà si rivela una minuscola fessura.
        Ti saluto cordialmente.

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  2. ottimo articolo, ma…vogliamo far qualcosa, impegnarci, osare, batterci con determinazione
    affinché anche nella nostra bellissima provincia ( Brescia ) si possa avere delle aree destinate al nudo naturismo ? organizziamoci, andiamo a parlare con gli amministratori e facciamoci ricevere, probabilmente qualcosa otterremo….

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    • E noi cosa stiamo cercando di fare? Anzi, cosa stiamo facendo? Grazie al programma “Orgogliosamente Nudi” abbiamo già avuto alcuni contatti, in buona parte positivi, in altra parte neutri, pochissimi negativi. Andiamo tropo lenti? Beh, avanti, tu organizza, trova i contatti, fatti ricevere, e noi ti veniamo dietro!

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  3. Visto che non è immediatamente intuibile, voglio evidenziare e ribadire un concetto che è profondamente nidificato nell’ articolo di Vittorio, anzi ne è la struttura portante: la necessità di creare un contatto profondo e continuo (il dialogo) con chi nudista (ancora) non è. A nulla servono le delibere comunali, provinciali o regionali senza un pieno supporto della gente e degli operatori turistici, quel supporto che unico può portare a una pratica libera del nudismo. In assenza di tale coscienza popolare il massimo a cui potremo mai aspirare è la ghettizzazione, anche se leggera, ovvero non formalizzata da barriere visive… come chiamare diversamente l’essere vincolato a piccole e poche aree, al di fuori delle quali l’unica possibilità per stare nudi legalmente diventa la propria abitazione e stando attenti a non farsi vedere dalle finestre o sul terrazzo? L’esigenza di tale dialogo è ben evidenziata da tutti i discorsi degli amministratori, ivi compreso quello del Presidente Regione Abruzzo, dove sempre si parla di rispetto per chi non vuole vedere persone nude (invero une minoranza del popolo italiano) e mai di rispetto per chi vuole vivere nudo (che sono ben più numerosi dei primi), dove sempre si nota la preoccupazione di trovarsi in qualche grana politica (perdita di consenso popolare e, quindi, di voti) supportando il nudismo, dove sempre predomina il condizionamento tessile sugli innegabili vantaggi della vita nuda, dove mai si prende in considerazione le diverse statistiche italiane che dimostrano come la visone popolare verso il nudo sia totalmente cambiata (come documentato dai vari giudici che hanno sempre sentenziato in tal senso, gli unici ad oggi che realmente abbiano preso coscienza di tale cambiamento). Ecco che quanto accaduto e che sta accadendo in Abruzzo non è pienamente gratificante se lo vediamo sotto la chiave del successo nudista, ma è fortemente positivo se lo vediamo, e verrà utilizzato (il non obbligo alla nudità non è una condizione ottenuta ma casomai subita, è così in ogni spiaggia nudista italiana e lo è proprio perchè manca rispetto per il nudista e reciprocità tra nudisti e non nudisti; il Nido dell’Aquila esiste da tanto ma il dialogo non si è costruito, perché se lo si aspetta ben difficile si crea, bisogna andarlo a cercare, stimolarlo, invitarlo e per questo non basta avere la spiaggia clothing optional), sotto la chiave di tale possibilità di dialogo. Ecco che il programma “Orgogliosamente Nudi” è nato pensando proprio a tale dialogo e lo sviluppa lasciando aperta a chiunque la partecipazione, anzi cercando, per il tramite della pubblicità pubblica fatta senza timori al di fuori degli stretti ambiti nudisti, partecipazione proprio tra chi non è nudista (e i risultati in tal senso iniziano a farsi vedere) . Solo smuovendo gente, potendo dimostrare praticamente che la gente apprezza o comunque in qualche modo condivide la scelta nudista, possiamo convincere gli operatori turistici ad aprirsi al nudismo e, di riflesso, convincere le istituzioni a non ostacolare il nudismo. Se ragioniamo dal punto di vista del libero nudismo (che è la possibilità di vivere nudi), ogni altro percorso risulta fallimentare in partenza, Il nudismo non è solo ed unicamente una pratica da spiaggia, ma uno stile di vita e come tale non può riconoscersi in limitazioni e vincoli!

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  4. il mio commento non vuole essere un rimprovero al tuo , vostro operato del bellissimo blog
    ” Mondo Nudo”, voi fate tantissimo, io sono il primo a leggervi sempre e partecipare alle bellissime escursioni, ma era una considerazione e un’accusa indiretta a chi non si impegna
    e non promuove abbastanza questa filosofia di vita, qui nel bresciano

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    • Si Angelo, visto che ci conosciamo e che partecipi costantemente alle nostre attività io avevo ben compreso il senso del tuo commento, ma non era esplicito e, pertanto, era opportuno un chiarimento nostro e tuo. Grazie!

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