Archivio mensile:ottobre 2014

Ma quale Alto Adige!?!


Si sente spesso decantare l’apertura mentale dell’Alto Adige, la regione dove tutte le saune, pubbliche o private che siano, vietano l’uso del costume, eppure, parlando con amici alto atesini, mi veniva raccontato qualcosa di diverso. Il sospetto: un conto il nudo in sauna, un altro il nudo all’aperto, insomma un’apertura mentale che nulla ha a che vedere con il nudismo, una visione della nudità molto limitata e condizionata.

inizioCosì, avendo tale contradditoria percezione dell’Alto Adige, sfruttando l’occasione della preparazione del programma “Orgogliosamente Nudi” 2015, ho contattato un ente turistico locale chiedendo informazioni in merito alla possibilità di reperire almeno un sentiero poco o nulla frequentato. Risultato? Alcuni se non molti alto atesini si riterranno anche più austriaci che italiani, ma con la mentalità austriaca, dove l’escursionismo nudista si può praticare finanche nei dintorni dei villaggi, nulla hanno a che vedere, si conferma quanto mi riferivano gli amici locali e si sconfessa quanto, invece, taluni scrivono sui forum in funziona della sola frequentazione delle saune: una risposta che m’ha lasciato quasi allibito, non tanto per il prevedibile mancato supporto ufficiale all’iniziativa, per altro non richiesto, nemmeno per la mancata indicazione in merito alla specifica informazione richiesta (perdendosi invece a prendere in considerazione solo i tre percorsi più noti e ben pubblicizzati sul loro sito, di cui già avevo a priori nella mia missiva escluso io stesso la possibilità di nostra frequentazione), ma piuttosto per il tentativo di giustificare il netto rifiuto adducendo le solite prevenute, condizionate, false affermazioni sulla presenza di famiglie e bambini.

Ho provato a intavolare un dialogo, ho cercato di ribadire le nostre sane intenzioni, ho tentato di spiegare la positività di tutti gli incontri con altri escursionisti avvenuti in tre anni di escursioni in nudità, ma niente da fare: chiusura totale, minaccioso sollecito a non farci vedere nella loro zona, reiterazione delle “cavolate” di cui sopra e… esplicito invito a comprendere il loro netto rifiuto. Bella questa: mi danno comprensione zero e, nel contempo, mi si chiede di comprendere? Avrei sicuramente compreso una risposta negativa sul tipo di quella ottenuta dal Liechtenstein (“per la nostra legge la nudità in pubblico è reato penale”), visto che questa non la potevano dare avrei compreso anche un parco rifiuto senza tentativi di addurre scuse (“siamo dispiaciuti ma riteniamo al momento difficile la pratica del nudismo lungo i nostri sentieri”), avrei anche al limite compreso delle scuse elusive (“la nostra rete di sentieri è tutta molto frequentata”), non posso invece comprendere il netto rifiuto al dialogo e l’accampare motivazioni notoriamente errate e facilmente dimostrabili come tali. Ma che vuoi fare di fronte di un simile atteggiamento? Non mi resta che tirare una riga sulla zona in questione, dirmi che tutto sommato non rappresenta l’intero Alto Adige e chiudere con ironia:

“Capito.

Grazie per l’attenzione e la disponibilità al dialogo…. Magari in un prossimo futuro.

Saluti”

Nel frattempo la persona in questione ha pensato bene di girare il nostro scambio di mail ad altre dieci persone della zona: ottima pubblicità per noi, ora questi dieci operatori turistici e personaggi della politica locale sanno che esiste anche l’escursionismo nudista e sanno che esiste almeno un gruppo, quello di Mondo Nudo, attivo in tal senso e propenso a visitare i loro monti, sanno che abbiamo base a Brescia e, quindi, se potessimo andare da loro dovremmo necessariamente soggiornare in una dei loro rifugi o alberghi. Già questo è comunque un risultato positivo.

Chi semina magari non ottiene subito, ma prima o poi ottiene di sicuro, basta non demordere!

 

 

Nudista a… metà


“Siamo un resort nudista e le saremmo grati se volesse inserire il nostro banner nel suo blog.”

Va bene, sorvolando sul fatto che sarebbe stato quantomeno opportuno proporre uno scambio banner, nulla da eccepire, chiedere è lecito e rispondere è cortesia, prima di rispondere, però, è pur sempre opportuno fare alcune verifiche e prendere le dovute informazioni, se non altro per dare una risposta circostanziata e opportuna.

Così vado a leggermi per bene il loro sito. In home page sembra tutto meraviglioso, e anche nelle altre pagine si parla continuamente di naturismo (invero già qui un poco la mosca mi piglia al naso). Leggendo e rileggendo alla fine ti trovo quello che stavo cercando, ci è voluta quasi mezz’ora ma l’ho trovato, ho trovato quello che, viste le premesse, speravo di non trovare: “nelle zone coperte è obbligatorio vestirsi”.

Ma che cavolo, che struttura nudista sei allora? Nudista a metà? Che senso ha? Se proponi il nudismo lo devi permettere ovunque, altrimenti non ci siamo.

“Ringraziandola per il suo contatto, le segnalo che non mi è possibile dare seguito alla sua richiesta: noi di Mondo Nudo lavoriamo per il nudismo, quello vero, quello libero, quello totalizzante, non facciamo pubblicità, per giunta gratuita, a chi, opponendo limiti alla nudità, trasmette un’idea sporca o quanto meno poco opportuna del nudismo. Ricontattateci quando avrete modificato il vostro regolamento!”

 

Divagando – Copiosamente t’amo


(Sembra un paradosso, ma è minimale l’amore copioso)

T’amo gallina mia. E t’amo perché mi fai le uova fresche tutti i giorni. Tutta frescura. Canti perché far le uova è doloroso ed impegnativo, e le tue evoluzioni, i tuoi gorgheggi sono pura sopraffazione alle mie orecchie. Questi miei padiglioni sono prensili ai tuoi inviti, ai tuoi umili precetti, alle tue inenarrabili calure, perché io copiosamente t’amo di sangue. Nel vaniloquio di quel che non ti voglio dire ma vorrei, o nell’essenza di ciò che qui mormoro, in questo rimbrotto, in questa afasia, cerco e trovo lo sdilinquimento dell’amoreggiar.

Te lo servo freddo, come quegli antipasti primaverili che sembrano dare refrigerio accompagnati da un frizzantino secco, che mesce acquolina e gola. E ti piovo dentro, pasto. E tu sei fuori di me, quasi per me. Sei materia fuori, sei maneggevole, intesa intera, ma ti farei a pezzetti per farti parte mia a spizzichi e bocconi. Cos’è l’amore? Pasto, trangugio, opulenza, pancia, è essere obesi al dunque che siamo. Arrivarci è un attimo. Arrivare oltre le calze al dunque e distinguerci uno alla volta assieme. E’ fame!

Abbiamo bisogno del sopravvento in una cospirazione alterna. Volere di più è pretendere il minimo. Un cuore oligarchico. Sembra un paradosso, ma è minimale l’amore copioso. E’ anche da soli. Anzi, è soprattutto soli. Difatti siamo in solitudine l’altrui. Quando lo hai lo desideri, quando se ne va lo ami. Ami la mancanza.

Con comunicazione, quasi essa sia il tramite tra il dire ed il fare, in cui quest’ultimo è impossibilitato. Ecco! Quando sei là ti farei, quando ci sei sei fatta! Ma non chiedo troppo, sono permissivo e mi prendo la briga di… Gallina mia, le tue piume. Gallina, quelle piume nelle mie imbottiture, pizzichevoli nel naso come prolungamento, prolungamento. Sotto sta lo stupore di una bocca inebetita che si conta i denti perché sono ossa visibili all’amore, allo spolpamento della materia linguistica. Sono l’accidenti dei pretendenti, dove il morso sta. E’ incisivo, di buona lena lavora. Accenno, in dolce pressa. Vuoi di più? Vuoi oltremodo?

Vuoi il brodo di un vizio proselito? Allora cerca più vicino, qui la distanza non ha più forma se non le altre. E le altre sono i vizi. Mi ritocca guardarti, capire le ragioni del troppo facile, del “è così”, del “non potrebbe essere diversamente” e si ricade nella cronaca divorati dal banale, nell’utopistica forma della ragion propria, dove l’esclusiva è forviante. La sensazione… ma ne ho già parlato. Sai cos’è l’amore? E’ ciò che non ti viene in mente perché c’è solo dell’altro, quindi è “non osare spostarmi Gallina!”

Simone Belloni Pasquinelli

Le ricette del “Cuoco Nudo”: Penne in salsa saporita


Ingredienti (per quattro persone)

400g di penne; 250g di mela; 25g di zenzero fresco; 4 cucchiai di yogurt bianco di soia; mezzo litro d’acqua; sale; pepe nero.

Penne in salsa saporita

Preparazione

Tritare finemente lo zenzero sbucciato e lavato. Lavare e sbucciare la mela, poi tagliarla a piccoli pezzi.

In un tegame ampio versare la mela e bagnarla con un goccio d’acqua, mettere al fuoco e, mescolando, lasciar colorire la mela poi aggiungere la restante acqua. Portare a bollore e, sempre mescolando, lasciar cuocere finché l’acqua è evaporata per tre quarti, a questo punto aggiungere lo zenzero e continuare la cottura a fuoco lento per far addensare il tutto.

Nel frattempo preparare la pasta. Quando è cotta scolarla e aggiungerla al composto di mela e zenzero. Mescolare per bene, spegnere il fuoco, aggiungere lo yogurt, mescolare ancora, spolverare di pepe e servire ben caldo decorando con spicchi di mela.

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