Festival Naturista 2015: tuoni e fulmini del prete!


Il prossimo 21 maggio a Marina di Camerota inizierà la seconda edizione del Festival Naturista, una quattro giorni ricca di attività conviviali ma anche di momenti culturali e formativi inerenti il nudismo e il naturismo.

Pareva che tutto filasse per il meglio e invece ecco che, come apprendiamo dai media (Corriere del Mezzogiorno), arriva qualcuno che alza la voce e, sfruttando un pulpito e un ruolo particolare, tenta di impedire il festival. Trattasi di don Gianni Citro, fondatore e organizzatore del Meeting del Mare.

Avremmo potuto ignorare la questione, anche considerando il fatto che Francesco De Gennaro, presidente della locale associazione naturista (l’UNI Campania), ha già dovutamente e compiutamente risposto, ma l’occasione ci consente di rimettere in evidenza tutta l’ignoranza che si perpetua sul nudismo (le parole del prete ne sono una bella sommatoria) ed evidenziare nuovamente il concetto di ragionamento a senso unico di cui spesso abbiamo parlato.

«Autorizzare un festival di naturismo in luoghi pubblici significa alimentare l’illusione di alcuni che i drammi del mondo si vincono facendo finta che non esistano». Uhm, con tutta la buona volontà mi scappa il nesso fra le due cose: perché mai un Festival Naturista dovrebbe fomentare l’idea dell’inesistenza dei drammi mondiali? Forse perché è una festa? Se così è, allora si deve ammettere lo stesso per qualsiasi altra festa, anche per il Meeting del Mare. Forse perché si è nudi? Perché mai la nudità dovrebbe rendere insensibili ai drammi del mondo? È noto a tutti che esistono milioni di persone vestite e nel contempo insensibili ai drammatici problemi del mondo, di certo non sono state generate dal nudismo ne dalle feste nudiste né tantomeno dai nudisti.

«No al festival dei naturisti». Beh, una parola come quella di qualsiasi altro cittadino italiano e di sicuro ce ne sono molti che dicono no al Meeting del Mare. Come la mettiamo?

«Un sacerdote parla perché la sua missione è dire come stanno le cose alla luce della fede”. Innegabile, però forse la luce della fede di don Citro in merito alla nudità è un poco tenebrosa: nei libri sacri e nella storia delle religioni molti sono i riferimenti alla nudità intesa come normalità e come atto di fede; fino a non molti secoli addietro il battesimo era celebrato nella nudità collettiva dei battezzati; tutt’oggi esistono comunità cristiane costituite attorno alla nudità, in esse nudi ci si unisce nella preghiera e ci si presenta a Dio. Senza contare che L’Italia è costituzionalmente uno stato laico ed è certamente più rilevante la luce dei diritti costituzionali (e naturali) che quella della fede, per giunta della sola fede cattolica visto che il don solo di questa può parlare e solo per questa può ergersi a rappresentante.

“Il naturismo vuole far tornare il mondo alle origini, prima della cultura o addirittura prima del peccato originale, all’era dell’innocenza e della purezza.” E che ci sarebbe di male? Si ha forse paura di perdere quelle armi accuratamente generate attraverso la cultura del peccato originale e delle sue derivazioni? Si ha forse timore di non essere più capaci di manipolare e controllare le menti?

“Ma niente più è puro e nessuno è innocente.” Ehm, ognuno può parlare solo per se stesso, io, se me lo permette, magari puro non sono, che poi sarebbe prima da stabilire cosa vogliamo intendere per puro, ma di sicuro sono innocente.

“La cultura di millenni non si cancella togliendosi le mutande e fingendo di essere nella preistoria o nella giungla amazzonica”. Infatti non è per quello che ci denudiamo. E poi… visto che di culture ce ne sono tante e tutte diverse tra loro, a quale vogliamo dare la prerogativa d’essere più importante, più vera? Il fatto stesso che esitano più culture e che siano anche profondamente diverse tra loro dichiara che nessuna di esse è detentrice della verità assoluta e che alla fine la verità unica non esiste. Tra l’altro noi nudisti non fingiamo proprio un bel nulla, abbiamo solo superato degli inutili condizionamenti sociali e ora viviamo sanamente e lecitamente nudi.

“La nostra vera natura risiede nella cultura che ci ha generati.” E quale sarebbe questa cultura?

“Compresa quella cristiana». Ecco appunto, compresa! Il che vuol dire che questa non è l’unica religione al mondo e pertanto, anche se fosse vera l’esistenza di contrapposizione tra nudismo e cultura cristiana, non può accamparsi diritti di determinazione assoluta.

«Ognuno faccia i festival che vuole ma io rivendico il diritto che non si conceda a nessuno di poter dare libero sfogo ai suoi istinti privati in luogo pubblico”. Un cittadino come tutti gli altri, la sua parola vale come quella degli altri, non può rivendicare diritti di prelazione sugli altri. E poi di quali istinti privati si parla? Qui è lapalissiano che del nudismo non ne sa proprio un bel niente, prima si informi e poi parli.

«Sono assolutamente a favore di ogni libera manifestazione di pensiero, di sentimenti e di espressione creative”. Ecco che salta fuori la classica formula sintattica utile solo a dare un colpo al cerchio e uno alla botte ma che invero non ha nessuna base logica per potersi considerare corretta e ammissibile: se sei a favore di ogni libera manifestazione di pensiero, sei a favore e stop; un ma a cui seguono delle limitazioni a questo favore indicano un non favore.

“Tuttavia credo fermamente che la bizzarra passione di mostrarsi nudi…” Intanto chi lo dice che è bizzarra? Poi siamo sicuri che sia una passione? Ribadiamo… sarebbe di certo opportuno informarsi un pochettino prima di aprir bocca e sparlare del nudismo: alla libertà di parola corrisponde il dovere di parlare solo se dovutamente formati in merito all’argomento del parlare. Questo blog da molte possibilità per farlo, ecco una breve selezione degli articoli utili allo scopo (ma ce ne sono molti altri interessanti): “La nuda verità sul nudo”, “Il nudista: chi è?”, “Il nudismo rompe” e “Passione nudismo”.

“… cui riconosco legittimità…” Si contraddice? Se è legittima non esiste motivo di opporvisi e di impedirla.

“… debba essere garantita esclusivamente entro i limiti di una struttura privata.” E perché mai? Che forse il peccato è meno peccato se fatto all’interno di una struttura privata? Mio caro don, lei mi cade sui fagioli! Oppure vuole ammettere che il nudismo non è un peccato? E allora perché mai tanto calorosa elevazione di scudi? Per farsi notare? Per far pubblicità al proprio Meeting del Mare?

«Trovo infelice e abusiva l’idea dell’amministrazione di regalare una spiaggia ai naturisti, sottraendola così al resto del mondo” Premesso che non è un regalo ma caso mai un prestito, accertato che non è data ai nudisti visto che chiunque ne può usufruire e senza obblighi di sorta (gli unici ad avere obblighi sono i nudisti che se vogliono uscire da quel piccolo lembo di terra devono vestirsi), sono perfettamente d’accordo: perché riservare dei luoghi al nudismo? Il nudismo è un comportamento normale, sano, educativo, formativo ed è solo una discriminazione isolarlo, va invece condiviso negli stessi spazi e negli stessi momenti con chi non si spoglia, così facendo non si toglie e non si concede a nessuno: tutti uguali, tutti liberi, tutti sinceri, tutti… “nella luce della propria fede”.

“Non credo che altre categorie di individui o gruppi abbiano mai potuto godere di tali privilegi, pur avendone forse più bisogno». Uhm, ripassino socio-economico? Come già dimostrato ai nudisti non è stato concesso nessun privilegio, mentre è innegabile che i preti e le chiese cattoliche godano di privilegi del tutto speciali e concessi solo a loro. Il discorso da fare è caso mai proprio l’opposto: oltre ai nudisti esistono ben pochi altri gruppi di cittadini che vengono così ostinatamente e continuamente denigrati e limitati nei loro diritti naturali e costituzionali.

Che dire, don Citro ci faceva più bella figura e dava un maggior contributo alla comunità tutta aderendo al Festival Naturista; ne ha ancora l’opportunità visto l’esplicito invito a lui rivolto, in risposta agli strali, dal già citato presidente dell’UNI Campania: lo faccia siamo pronti a dagliene merito!

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 6 aprile 2015, in Atteggiamenti sociali, Motivazioni del nudismo con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. D’accordo su tutto, Emanuele, tranne in un punto, quello in cui dici: «“Compresa quella cristiana”. Ecco appunto, compresa, il che vuol dire che non è l’unica e pertanto non può accamparsi diritti di determinazione». Qui pare che metti in contrapposizione la fede cristiana col nudismo, facendo in un certo senso il gioco del don. Io sono cattolico praticante, e anche nudista, ma non trovo contrapposizione tra le due cose. Nel tuo discorso invece pare che dai forza, o almeno non smentisci questa presunta contrapposizione. Forse l’ho interpretata male…

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    • L’ho scritto poco sopra che non esiste contrapposizione tra nudismo e cristianesimo, vuoi che cambi idea dopo poche righe? E’ il don che tira in ballo la cultura cristiana per affermare che questa inibisce la possibilità di stare nudi, io rispondo che ammesso e non concesso sia vero non esiste solo quella per cui la stessa non può pretendere di dettare legge. Fatta la dovuta modifica al passaggio. Grazie.

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