Arriva l’estate e… arrivano i divieti


TranquillitàL’estate si avvicina e, ovviamente, le persone iniziano a vestirsi in modo più leggero così ecco che, specie nelle scuole, spuntano i divieti come evidenziava un articolo di ieri che riportava i vincoli emessi da una preside in merito all’abbigliamento dei ragazzi e le relative giustificazioni.

Storia che si ripete regolarmente e discorsi che si registrano continuamente, purtroppo però, sarebbe opportuno dire, e non un purtroppo relativo al reiterarsi del comportamento dei ragazzi, ma un purtroppo riferito al reiterarsi degli assurdi divieti: chi si arroga il diritto di stabilire ciò che è giusto e ciò che non lo è? Non è forse vero che ciò che è oggi considerato opportuno non lo era cinquant’anni fa? Non è forse vero che ciò che era considerato giusto allora non lo era cinquant’anni prima?

La società evolve e muta perennemente, inaccettabile restare arroccati sui propri più o meno stereotipati ideali, intollerabile pretendere di uniformare gli altri al nostro modo di vedere le cose.

Ci si preoccupa dell’abbigliamento dei ragazzi e si sorvola su questioni ben più rilevanti e veramente segno del decadimento sociale: carinissimi vecchietti che sgamano le code; automobilisti su auto di lusso che se ne fregano bellamente dei diritti (e dell’incolumità) degli altri viaggiando a velocità notevolmente superiore ai limiti, superando le code, usando gli svincoli per aggirare blocchi del traffico e via dicendo; personaggi in giacca e cravatta che quotidianamente compiono truffe; giovani ben vestiti che fanno i bulli; “bravi” ragazzi che violentano le compagne solo perché “avevano la minigonna” o perchè “sono stato colto da un raptus”; inappuntabili genitori che li giustificano perché “sono solo ragazzi” o “stavano solo scherzando”; “stimati” politici e amministratori istituzionali che si lasciano coinvolgere nella corruzione; eccetera.

L’abito non fa il monaco!

La scuola e la società dovrebbero mettere i ragazzi nella migliore condizione per manifestare il “se stessi” e l’abbigliamento è una manifestazione del se stessi, una manifestazione importante, una manifestazione che non può essere inibita. I divieti, ammesso e non concesso che riescano nel loro intento, servono solo a ottenere un risultato senza educare allo stesso, anzi, portano a conseguenze ben peggiori di quelle situazioni ipotizzate e che si volevano inibire: “no alla minigonna, andrà bene in discoteca ma a scuola distrae i ragazzi” con l’implicito messaggio che chi porta la minigonna è una puttana così i ragazzi imparano che le ragazze con la minigonna si possono violentare; “no ai pantaloni corti, vanno bene all’oratorio ma a scuola imbarazzano” con l’implicito messaggio che chi porta i pantaloncini è un bambinone così i ragazzi imparano a sbeffeggiare e maltrattare i compagni più deboli e/o insicuri; “no ai peli in bella vista, andranno bene in spiaggia ma non a scuola” con l’implicito messaggio che i peli sono antiestetici e così i ragazzi imparano ad odiare il proprio corpo.

La scuola e la società invece di creare automi che, ingessati in stereotipati arcaici ideali dell’abbigliamento, diligentemente agiscono secondo la programmazione ricevuta, dovrebbero creare persone che abbiamo stima di se stessi, siano mature, considerino l’altro per quello che è e non per quello che appare, sappiano controllarsi, non arrivino a giustificare la violenza sessuale propria o degli altri con affermazioni ridicole e deliranti.

Famiglia nudistaFacciamo un passo importante, facciamo maturare la società (e la scuola), creiamo l’evoluzione vera, l’unica evoluzione realmente necessaria e primaria a tutto il resto (in quanto da essa nasce il resto): tutti nudi.

Tutti nudi e più nessuno avrà da ridire, più nessuno sarà infastidito per un abbigliamento a suo dire poco consono alla situazione o all’ambiente, poco estetico, poco elegante. Tutti nudi e nessun problema: la nudità educa al rispetto dell’altro, forma all’accettazione di se stessi, rende tutti uguali, avvicina nello spirito e nella mente, libera dagli stereotipi e dai condizionamenti, dona equilibrio e salubrità mentale (oltre che fisica).

Tutti nudi e nessun problema.

Tutti nudi!

 

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei tre blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport, in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con la natura, seguendo i suoi insegnamenti ho imparato a lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 15 maggio 2015, in Atteggiamenti sociali con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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