Orgogliosamente Nudi 2015: Malga Torrione


IMG_7586Finalmente le previsioni meteorologiche ci hanno dato supporto e con esse sono arrivate diverse registrazioni a questa terza escursione, tra le quali ben quattro nuovi amici provenienti da località non propriamente dietro l’angolo: Padova e Ferrara.

Purtroppo all’ultimo minuto un lieve infortunio ha messo fuori gioco proprio i due nuovi amici di Padova, così al ritrovo di Villa Roma ci troviamo in 16 persone: Alessandro, Angelo, Attilio, Claudio, Cristine, Daria, Emanuele, Francesca, Jacobs, Luise, Mara, Marco, Paola, Pierangelo, Stefan e Vittorio. Con noi anche Halloween, il cane di Mara, alla sua prima esperienza di montagna.

L’itinerario è breve e ce la possiamo prendere comoda, così, tra chiacchiere varie, ci mettiamo in cammino con un buon ritardo sul già tardo orario previsto, ma anche questo è parte di quell’integrazione con l’ambiente che è aspetto fondante delle nostre nude camminate: vivere con la natura, di natura, in natura e… al calmo ritmo della natura!

Data la stagione, nonostante sia già giorno pieno e il cielo si presenti in buona parte sereno, l’aria è frizzante e quasi tutti mantengono un vestiario completo, solo Emanuele è spoglio. Bastano, però, pochi minuti di cammino per indurre anche altri ad abbandonare le vesti per donare libero respiro al corpo.

IMG_7591Lasciata Villa Roma, punto di partenza, attraversato il torrente su un comodo ponticello di legno affacciato su di una bellissima stretta forra rocciosa, seguendo una comoda ed evidente mulattiera selciata con larghe pietre, il nutrito drappello risale in tranquillità il bosco misto che fittamente ricopre il versante sinistro orografico della Val del Caffaro. Pervenuti ad una radura erboso sottostante le rocciose pareti del Vendolaro di Bruffione, il gruppo abbandona la mulattiera e prende il piccolo e inizialmente vago sentiero di Malga Torrione.

Sempre con moderata pendenza si risale ancora nel bosco, un tratto del percorso è reso complicato da tre grossi alberi rovinati al suolo probabilmente a seguito di una slavina dell’ultimo inverno. Oltrepassato l’ostacolo in breve si perviene alla malga, piccola costruzione in pietra eretta su di un panoramico poggio erboso oggi ricoperto da alte erbe, ivi comprese delle grasse e grosse ortiche che danno filo da torcere alla piccola Luise.

Un centinaio di metri a monte della malga una bella radura in riva al torrente si presta alla lunga sosta di mezza giornata: al centro un bel prato pianeggiante, alla sinistra un piccolo campo di frana a grossi massi adamellini, a destra un’estesa placconata rocciosa inclinata quel tanto che basta a farne un comodissimo solarium. Sotto la placconata un altro piano prato si spinge a precipizio sopra l’ultimo imponente salto delle cascate del Bruffione.

Abbandonati gli zaini, si ritorna verso la malga di poco per prendere un cenno di sentiero che, prima tra alte erbe poi in un rado bosco, zigzagando permette di ridiscendere comodamente il ripido pendio che adduce alla base della detta cascata. Nuvole di acqua atomizzata ci avvolgono bagnandoci con dolcezza mentre estasiati ammiriamo lo spumeggiare dell’acqua che dopo un salto di una cinquantina di metri sbatte violentemente su di un basamento roccioso, profondamente inciso al centro dai secoli di lavorio a formare un ampio e tumultuoso laghetto. Impossibile avvicinarsi più di tanto alla base della cascata a causa dell’imponente e freddissimo spostamento d’aria dalla stessa generato, ci limitiamo ad osservala dal poggio che la fronteggia per poi ritornare velocemente verso l’alto onde poterci asciugare e riscaldare al sole.

IMG_7594Ritornati alla radura dove sono stati lasciati gli zaini ci apprestiamo al pranzo ma, purtroppo, l’arrivo delle tipiche nuvole che spesso in montagna si formano a cavallo del mezzogiorno, lo rende meno confortevole di quanto ci stavamo prefigurando. Ciò nonostante alcuni riescono a restare nudi sfruttando l’alternanza di ombra e sole: le membra spoglie certo velocemente tendono a raffreddarsi quando il sole si nasconde dietro le nuvole, ma meglio e più rapidamente percepiscono il calore e permettono di goderne anche quando lo stesso è poco rilevabile da chi è vestito. Questione di pensiero, di abitudine, di ricondizionamento del corpo, di averlo rieducato alla sua originaria capacità di termoregolazione.

Tra lazzi e risa anche il pranzo si compie e ci si sposta lievemente per un momento di lettura: la vicinanza con il rumoroso torrente infastidisce troppo l’ascolto, inoltre la radura si manifesta poco riparata al freddo venticello che si è nel frattempo alzato. Il nostro extraordinario lettore, Vittorio, ci intrattiene con due simpatici brani di prosa e due sue poesie che danno modo di pensare.

Discesa verso valle, tranquilla e nuda dato che, sempre come nelle belle giornate tipicamente avviene in montagna nel primo pomeriggio, il sole è tornato a farsi largo tra le nuvole. Nudi arriviamo fin quasi alla strada asfaltata, qui gli ultimi saluti e l’arrivederci alla prossima altra tranquilla uscita: quella del 7 giugno, Giornata dell’Orgoglio Nudista, che si terrà in un luogo non molto lontano da dove oggi ci troviamo, la Val di Stabio, lunga e magnifica valle che verdissima risale dalla Val Camonica fin sotto le pareti meridionali del Monte Frerone.


Domenica 17 maggio 2015, terza uscita del programma “Orgogliosamente Nudi”, Bagolino (BS), Malga Torrione e Cascata del Bruffione (relazione tecnica dell’escursione)

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Clicca qui per visionare l’ album fotografico su Flickr

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 21 maggio 2015, in Eventi sportivi, Racconti di sport con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Stefano Restelli

    Bella esperienza(peccato non poterla vivere anche noi),bell’articolo,come sempre.
    Solo un piccolo appunto,ma lo scrivo non per essere criticone,ma solo per evitare che qualcuno da fuori si possa attaccare al fumo della pipa.
    So che è colpa del correttore automatico,ma quel “Purtroppo all’ultimo minuto un infortunio A messo fuori gioco proprio i due nuovi amici di Padova…” stona con la tua grande istruzione e cultura.
    Scusami se mi sono permesso.

    Stefano.

    Mi piace

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