Divagando – Come fosse come


(La rovina del mondo è approfittare di mille occasioni d’oro!)

Le nascoste virtù fanno riferimento alle incomprensibili visioni mattutine o serali quando, come squali, i nostri pensieri fanno irruzione nelle viscere del presente, della memoria e dell’avvenire; intanto non resta che sentire i loro dolci passi che, come crema, rendono edulcorato l’esistere, parola blasfema ed impervia che rimane solo e giusto quando non si può che insistere per “pendere” qualcosa che ci appartiene.

Non di banda musicale per fermare i suonatori. Come se la luna incantasse ed il sole facesse vedere: questo aggiungo ai miei sogni. Osservo e mi dilungo inutilmente e non raccolgo nulla: insomma sempre la stessa solfa. Ma le vele portano doni ed il vento fa da riscontro ai sentimenti dell’uomo, così persi, così selvaggi da sembrare ridicoli. Non è la solita partita quella che si gioca in casa nostra: pochi se ne sono accorti, alcuni addirittura se ne sono andati cercando nei mari altro che sentire! … Altro che passioni!

Vanno e vengono le famosissime melodie come, se non fermarsi in questi mari, fosse solo appartarsi nei luoghi più vari. Che dire di Lei! La rovina del mondo è approfittare di mille occasioni d’oro! La piena consapevolezza e la malinconia conducono a strade disperate dove è impossibile ritrovarsi come se nulla fosse mai accaduto. E’ meglio forse provare? Non è meglio navigare “sotto” le stelle che in loro compagnia? Che cose tristi che dicono … E pensare che avevo fatto già tutti i miei calcoli.

Continuo un estenuante cammino all’insegna della sicura vittoria o della reale sconfitta. Basta! Quello che voglio è un mondo dove correre e saltare, far piangere e far dormire! Corrono anche le macchine, le persone, ma tutto resta fermo come olio su una fetta di pane: mi accorgo che è inutile dilungarsi in analisi della contemporaneità e delle maschere: la vita è circoscritta sempre da due idiomi: dura e bella.

E’ vietato andare avanti, è vietato rovinarsi se non davanti a chi, sempre come mare, da senso a tutti i moti dell’animo. Chiedo aiuto a chi ci sta a pensare e perdono chi mi sa perdonare; per ora, visto che non cambia niente! Acconsente, posso dirlo, e si ritrova chi lavora per mestiere come se fosse perdere anni ed anni. Sì! Gli anni diventano inutilmente pochi e tanti utilmente come concorrenti affamati. La vittoria è vicina, bellissima, truce, imperdibile.

Affezionati come siamo, non impugniamo né rose, né spine di questo tempo. Siamo i soliti conservatori dell’esigenza timida, sfruttata e riciclata, trasformata in un’orda di minuti-secondi selvaggi, tesi allo sbranamento, alla antropofagia, alla misantropia. Ridiamo e saremo felici o piangeremo e saremo tristi?

Simone Belloni Pasquinelli

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei tre blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport, in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con la natura, seguendo i suoi insegnamenti ho imparato a lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 1 luglio 2015, in Prosa con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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