Monte Asino, un’importante conferma


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Zona di Contatto: incontro di due escursionisti, l’uno nudo e l’altro vestito (foto di Alessandro)

Bene, in questa straordinaria giornata abbiamo avuto anche questo e siamo orgogliosi di poter affermare che sia l’azione del dialogare che i contenuti del dialogo sono stati, dopo un esordio in parte negativo (un caso su cinque ma pur sempre un’evidenza di forte disappunto, anche se poi si è trasformato radicalmente), assolutamente positivi, una conferma a quello che andiamo dicendo e facendo, un importante rinforzo alle nostre condizioni e alla nostra azione.

Un cielo quasi perfettamente azzurro e un sole splendente ci accolgono al Passo di Croce Domini (Breno – BS), conosciutissimo valico frequentato ogni anno da migliaia di motociclisti impegnati in uno dei tre possibili giri che passano da qui. Al momento del ritrovo la temperatura è freschino ma le condizioni atmosferiche lasciano presagire che presto si alzerà adeguatamente e ci consentirà, anche in ragione dello sforzo fisico del cammino, di liberarci da ogni copertura tessile.

Con un ormai purtroppo cronico ritardo sull’orario previsto, ci mettiamo in cammino imboccando proprio d’innanzi al rifugio una ripida stradina sterrata con freccia segnaletica ”Alta via del Caffaro”. Non sapevo che questo itinerario, da me conosciuto come vecchia traccia, fosse stato segnalato e la novità un poco mi preoccupa facendomi presupporre una frequentazione del percorso inadatta ai nostri presupposti di nudità, ma ormai siamo qui, ci sarebbe la possibilità di cambiare percorso ma perché? Ormai abbiamo raccolto tanti di quei segnali di pacifica convivenza che possiamo anche pensare di spingerci un poco più in là e frequentare sentieri un poco meno solitari. Siamo in ballo, balliamo. Avremo forse così la possibilità di ottenere quella risposta sonora di cui nella precedente relazione lamentavo la mancanza, cerchiamola, creiamola!

IMG_7621Dopo un centinaio di ripidi metri abbandoniamo la stradina per imboccare sulla sinistra il sentiero che ci porterà sulla vetta del Monte Bazena da dove potremo prendere l’aerea cresta erbosa che separa la piccola conca di Malga Bazenino dalla Val Fredda. Ripidissimamente si sale seguendo fedelmente il crinale meridionale del Monte Bazena, dietro di noi lo sguardo, limitato solo verso nord, si allarga sempre più sulle montagne e le valli che ci circondano, in ordine da ovest verso est si distinguono chiaramente: il Monte Misa, la Valle di Cadino, il Monte Gera, la Valle Bazenina, la Val Sanguinera, il Monte Mignolo, il Monte Molter, il Monte Crocedomini, la Punta dell’Auccia, i radar del Dasdana, il Crestoso, il Muffetto, la Valle di Croce Domini, La Val Camonica, la Presolana. Sotto di noi, costate presenza (e lo resterà per tutto il giro), il rifugio Croce Domini e il suo affollatissimo piazzale.

Alzatici sufficientemente rispetto al rifugio e vista l’assenza totale di altri escursionisti ci liberiamo delle vesti per continuare il cammino in piena e comoda libertà epidermica, vorremmo liberarci anche dello zaino ma purtroppo questo non è possibile: il montagna a queste quote, siamo prossimi ai duemila metri, il tempo cambia facilmente e rapidamente, la sicurezza impone di avere al seguito sempre e comunque l’abbigliamento necessario per affrontare ogni situazione climatica, questo può trovare posto solo nello zaino il quale, per ora, non ha autonomia di movimento e va necessariamente portato a spalle.

Dato che questa parte di sentiero è anche a me sconosciuta, mi tengo in testa al gruppo, distanziato di qualche centinaio di metri in modo da poter anticipare adeguatamente eventuali difficoltà di percorso o tecniche ed evitare agli altri perdite di tempo e fatica aggiuntiva. Infatti ad un certo punto il sentiero diventa molto stretto e ci sono alcuni metri a picco su di un ripido e franoso canalone, quindi mi fermo per dare assistenza a chi ne avesse eventualmente bisogno. Il gruppo s’è sgranato alquanto e si sono creati tre distinti drappelli, arriva il primo e passa senza problemi, arriva il secondo più numeroso e nel quale c’è anche la bimba di quattro anni, ma anche questa passa senza battere ciglio (in effetti si sta dimostrando un’alpinista in piena regola e sostengo la potremo in futuro vedere impegnata in imprese ben più impegnative).

All’appello mancano ancora tre persone, ma al loro posto arrivano altri due escursionisti, un uomo e una donna, dalla mia posizione non li potevo vedere e nemmeno loro potevano vedere me prima dell’improvviso incontro, come successo in ogni altra occasione ci salutiamo e passano via tranquillamente. Resto fermo nella mia delicata, sono a mezza costa su un ripido prato, posizione in attesa degli ultimi tre miei compagni, fra essi una persona alla sua seconda escursione in montagna e con calzature poco adeguate devo per forza aspettare. Ma non arrivano, sono rimasti molto indietro, al loro posto, invece, sbuca un’altra coppia, prima arriva lui, poi lei. Anche questi mi passano via salutandomi cordialmente però… però poco dopo sento una voce maschile che, chiaramente rivolto alla sua compagna, dice “quello è un esibizionista!” Immediatamente mi giro e faccio le mie rimostranze: “guardi che si sbaglia, se fossi un esibizionista sarei laggiù sul piazzale, oppure in città, non qui in un posto isolato e solitario”. “Lei è un esibizionista” ribatte l’altro. “Ok, va bene, se per lei è così, allora è così, anche se credo di essere ben certo di quello che sono”. La signora a questo punto dice al marito “Lascia perdere” e tutto finisce lì, loro manco s’erano fermati e sono ormai abbastanza lontani, fra poco noteranno i miei compagni, pure loro nudi, e probabilmente capiranno la realtà della situazione, come poi loro stessi ci diranno essere effettivamente successo. Tutto sommato, pensandoci bene, trovarsi una persona nuda, sola e ferma in un punto di passaggio obbligato, per giunta molto stretto, può ben dare adito a qualche perplessità.

DSC04472Finalmente arrivano anche gli ultimi del gruppo e anch’io posso ripartire. Avanzo velocemente e in breve, facilitato anche dal percorso ormai piano, recupero la testa del gruppo. Vedo che i quattro altri escursionisti si sono pure loro riuniti e sono poco più avanti di noi, dai miei compagni vengo a sapere che alla fine con loro non ci sono stati problemi, anzi hanno pure chiesto informazioni a quello di loro che era completamente vestito: “ma sono per caso dei naturisti? Sono quarant’anni che andiamo in montagna e non avevamo mai visto una cosa del genere”. Attilio risponde ottimamente: “Di più, sono persone che stanno nude ventiquattr’ore al giorno, per cui lo fanno anche in montagna”. Bello, un primo segnale di avvicinamento verbale, di interessamento immediatamente mi viene il desiderio di raggiungerli per riprendere il discorso lasciato in sospeso e che ora sono certo avrebbe una piega totalmente diversa, gli obblighi di gruppo mi frenano e lascio perdere.

Continuiamo in gruppo il nostro cammino seguendo il largo e piano crinale erboso che dal Monte Bazena porta al Monte Paletti. Mentre scendiamo ad una evidente forcella (il Passo di Bazenina) un altro escursionista arriva dalla parte opposta, io con un primo piccolo gruppo di compagni ho già valicato la forcella prima che questa persona vi giunga, s’incontra con Vittorio, in quel momento rimasto solo e vedo che i due si mettono pacificamente a chiacchierare e lo fanno a lungo. Nel frattempo arrivano anche gli altri e tutti riprendono il loro cammino nelle rispettive direzioni. Da Vittorio sapremo che la persona incontrata si è interessata al nostro stile escursionistico ed ha espressamente affermato “se a voi va bene così, va bene anche a me”. Superrrr!

DSC04496Siamo molto in ritardo sulla tabella di marcia, davanti a noi ancora una breve ma ripida salita priva di sentiero, ritengo necessario proporre una modifica al percorso, anche per non mettere ancor più in difficoltà Daniela che vedo camminare male, oltre che molto lentamente e con continue soste: una netta traccia percorre il versante meridionale del Monte Asino di Bazenina, mi offro per accompagnare Daniela lungo questo percorso mentre gli altri possono proseguire su quello predefinito. Con un poco di dispiacere alla fine si conviene tutti di restare uniti e chi vorrà potrà eventualmente salire alla vetta dall’altro versante durante la sosta del pranzo. Si riparte lungo la traccia che, sebbene da lontano risultasse netta, invero è flebile e a tratti svanisce completamente. Alcuni duri ghiaioni creano qualche problema a Daniela, ma alla fine siamo dall’altra parte e ci si para davanti un meraviglioso prato fiorito, il luogo ideale per la sosta pranzo.

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DSC04592Dopo mangiato Vittorio ci incanta nuovamente con la sua abilità di lettore, rinforzando oltre misura l’emozione di una giornata di libera immersione nella natura. Poi si rientra a valle allungando un poco il percorso per ritardare al massimo il rientro alla confusione della strada asfaltata.

Siamo al bar del rifugio, in me una speranza si fa manifesta: “che bello se quelle persone che abbiamo incontrato nella prima parte della giornata capitino qua, mi piacerebbe proprio risentire la loro opinione, specie quella di chi mi ha apostrofato come esibizionista”.

A volte i desideri ottengono il piacere di esaudirsi e oggi è una di quelle volte: proprio quando stiamo per lasciare il nostro tavolo e andare a pagare il conto ecco che arrivano quelle persone e si siedono proprio davanti alla cassa. Vittorio dietro di me li saluta e sento affermare “vestiti un po’ meglio”. “Beh, dai è già qualcosa”, mi giro e mi avvicino anch’io a loro, saluto e inizia una piacevole conversazione fatta di domande: “ma perché?”, “mi sentirei a disagio”, “tutto che ciondola, non vi dà fastidio?”. Cordialmente rispondiamo ad ogni singola domanda arrivando ad un fantastico “ci proverò”.

DSC04536Saldato il nostro conto usciamo sul piazzale per gli ultimi saluti, ad un certo punto dietro di me sento una voce ormai nota che chiede “ma di dove siete?” Mi giro e gli spiego che arriviamo da diverse parti dell’Italia Nord Orientale, Angelo li suggerisce di andare a visitare il mio blog e lui risponde affermativamente. Mi viene in mente che ho ancora qualche bigliettino da visita in tasca e subito glie ne consegno uno.

Che dire la giornata è stata magnifica, ma la sua conclusione è stata straordinaria. Ora spero solo di poter vedere quella persona e magari anche i suoi compagni ad una delle nostre prossime escursioni, poco importa se resterà vestita, quello che per ora è più importante è dimostrare praticamente che la pacifica condivisione degli spazi è molto più che solo ipotizzabile.

Mancava il feedback vocale, ora abbiamo anche quello ed è sicuramente di sporne a proseguire sulla strada intrapresa: l’esempio è la nostra strategia migliore, con l’orgoglioso esempio possiamo ottenere spazio e successo, basta aver paura, basta con una retorica forma di rispetto, avanti a (quasi, si quasi perché per ora è ovviamente meglio evitare di mettersi nudi nella folla) tutta!


28 giugno 2015, escursione al Monte Asino di Bazenina lungo la cresta che contorna la conca della Malga di Bazenina.

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Luogo splendido, percorso panoramico e meritevole, molti variopinti fori, qualche marmotta, verdi pascoli a perdita d’occhio, visioni ampie e coinvolgenti, prima parte (dal rifugio alla forcella del Passo di Bazenina) su sentiero ora perfettamente tracciato e segnalato, seconda parte (dal Passo di Bazenina al versante meridionale del Monte Asino) un lungo mezza costa per IMG_7629flebile traccia tutto sommato comunque facile da mantenere, ultima parte comoda discesa per prati verso la vicina e ben visibile strada asfaltata, senza raggiungerla si traversa poco sopra in direzione dell’evidente Malga Banzenina che si raggiunge rialzandosi sul versante opposto. Una strada sterrata porta al rifugio Croce Domini. 255 metri di dislivello condensati nella prima ora di cammino, poi solo alternanza di piano e discesa.

Certamente è più accattivante, anche se più faticoso, l’intero percorso di cresta che prevede una breve risalita dopo il Passo di Bazenina (78 metri) ancora lungo il sentiero segnato “Alta via del Caffaro” per poi prendere le tracce di sentiero che solcano la cresta nord ovest del Monte Asino di Bazenina e proseguono in discesa per il suo crinale sud (radi segni).

Grazie agli amici che mi hanno splendidamente accompagnato: Vittorio, Marco, Francesca, Luise, Attilio, Paola, Alessandro, Stefan, Christine, Pierangelo, Angelo, Daniela.

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Guarda l’album fotografico dell’evento

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 1 luglio 2015, in Eventi sportivi, Motivazioni del nudismo, Racconti di sport con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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