Escursionismo, quale abbigliamento (2)?


Portamento dello zainoNiente paura, non ho intenzione di propinarvi argomentazioni ormai trite e ritrite, considerazioni e suggerimenti che tornano periodicamente in auge nel periodo estivo: una semplice ricerca su Internet vi metterà a disposizione decine di pagine. Io voglio andare un poco oltre i tipici suggerimenti che vengono elaborati da tutti coloro che, a vario titolo e con varie competenze, espongono pubblicamente le loro analisi e le loro opinioni in merito alla scelta dell’abbigliamento per le escursioni in montagna.

Visto l’elevato numero di articoli sul tema ci si potrebbe chiedere “quale spazio c’è per andare oltre?” Alla stragrande maggioranza delle persone apparirà inesistente tale spazio, eppure esiste, c’è una piccola nicchia che mai viene presa in considerazione, vuoi perché, per abitudine e condizionamento sociale, proprio la si ignora, vuoi perché, sempre per abitudine e condizionamento, la si ritiene per vari versi inaccettabile.

“Qual è, allora, questa nicchia?” chiederete voi. Il mio lettore fedele avrà certamente già capito a cosa mi riferisco, per gli altri una domanda forse rivelatrice: cosa fate quando, durante l’escursione, la temperatura man mano sale e rende l’abbigliamento indossato eccessivo?

Cogito ergo dubitoFacile, no, credo di poter affermare con assoluta certezza che tutti abbiate sostanzialmente risposto, “mi spoglio”. Certo, quando il nostro corpo inizia a surriscaldarsi e i suoi sensori termici trasmettono al cervello l’informazione relativa, questo, il cervello, reagisce inducendoci a togliere di dosso l’eccedenza del vestiario. Bene e qual è il limite estremo dell’azione di svestimento? Quanto possiamo spogliarci? Qui credo che le risposte inizino a differenziarsi un poco: da chi, probabilmente facendo riferimento alla cultura alpinistica di qualche decennio addietro, afferma essere pantaloni e camicia, a chi più modernamente parla di pantaloncini e maglietta; da chi arriva alla canottiera a chi si spinge fino al torso nudo per i maschi e il reggiseno per le donne; poi c’è chi ammette anche il costume da bagno sebbene risulti assai scomodo e fastidioso per il lungo cammino; pochissimi o nessuno, avranno risposto la nudità. Perché?

La nudità è certamente una forma di abbigliamento e può benissimo adottarsi anche in montagna, perché la si esclude a priori? La risposta potrebbe sembrare palese, eppure posso testimoniare sulla base di un’ormai estesa esperienza personale che le motivazioni sono assai varie e poche volte ricadono in quello che si potrebbe pensare: il nudo pubblico è illegale, illecito, sconveniente, peccato, ricerca sessuale.

IMG_1692Piuttosto che le suddette reazioni, quando parlo o propongo l’escursionismo in nudità provoco invece giuste e comprensibili (come per ogni cosa senza conoscenza e sperimentazione è ovvio che possano nascere dei dubbi) osservazioni e preoccupazioni: le scottature, le zecche, le vipere, le spine, le abrasioni varie, il pericolo in genere, talvolta l’imbarazzo, il fastidio (qui sono nello specifico gli uomini e si riferiscono al fastidio del pene ciondolante) e, più raramente, l’igiene.

Una parte di risposta risulta comune a molte di queste osservazioni: l’esistenza di situazioni limitanti non rende impossibile una data condizione, piuttosto determina solo la necessità di valutare tali situazioni e adattarsi alle stesse in modo opportuno. Avviene così per qualsiasi forma di abbigliamento e attrezzatura: nessuno si sogna di partire da casa calzando i ramponi perché da qualche parte nel monte ci sono i ghiacciai, nessuno si sogna di mantenere indosso abiti pesanti perché da qualche parte dell’alpe potrebbe esserci una violenta bufera. Tant’è vero che tutti gli articoli all’inizio citati ritengono inutile mettere e tenere nello zaino sempre tutto l’abbigliamento e tutta l’attrezzatura esistente, insistono piuttosto sull’opportunità e la necessità di selezionarli di volta in volta in ragione della località scelta, delle previsioni meteo, della stagione e via dicendo. Perché, quindi, escludere dal novero dell’equipaggiamento lo stadio della nudità? Tutti oggi esaltano la regola dell’abbigliamento a cipolla, orbene qual è lo stadio finale della cipolla? Il nudo cuore, la nudità!

Veniamo alla formulazione di risposte più specifiche in relazione alle singole preocucpazioni.

Scottature

Vero, il sole in montagna è meno filtrato e i raggi ultravioletti arrivano più forti, procurarsi delle scottature è pertanto assai più facile che in pianura o al mare ed è assai più facile che queste scottature possano essere anche piuttosto gravi. Mi risulta, però, che esistano le creme solari e che oggi queste abbiano raggiunto altissimi livelli di protezione, siamo a fattori di schermatura quasi totale. Qual è allora il problema? Semplicemente inesistente, dovrete solo usarne di più e stare più attenti a spalmarla per bene ovunque, ripetendo l’applicazione con una certa frequenza (anche se le attuali creme da sole sono resistenti al sudore col passare delle ore vengono assorbite dalla pelle e diminuisce il loro potere schermante). Diciamo anche che con l’aumento dell’abbronzatura, effetto certo dell’andare nudi in montagna usando adeguatamente la protezione delle creme solari, diminuisce anche il rischio delle scottature.

Ah, i genitali sono pressoché immuni alle scottature da sole, specie se ci si espone camminando.

Zecche

Serissimo problema questo, specie per quelle zone dove tali animaletti risultano infetti e, quindi, potenziali portatori di malattie anche gravi (Morbo di Lyme e Tbe in particolare). D’altra parte salvo scafandrarsi ermeticamente le zecche si attaccano ai nostri vestiti e risalendo lungo gli stessi prima o poi uno spiraglio per arrivare alla nostra pelle lo trovano, fosse anche quando i vestiti li dobbiamo (e prima o poi dovremo pur farlo) togliere per cambiarci o andare a letto. Tant’è che ho notizia di molti attaccati anche da un elevato numero di zecche pur essendo stati vestiti di tutto punto, io stesso mi sono trovato una zecca all’inguine ed ero vestito. Va anche detto che le zecche infette sono presenti solo in limitate zone dell’Italia, che le zecche in genere le si trovano solo in ambienti umidi e ombreggiati, che le troviamo solo nella fascia altimetrica che va dal livello del mare ai 1500 metri, che la trasmigrazione dall’erba all’uomo avviene solo da aprile a giugno (invero anche nel primo autunno ma con minore intensità). Inoltre ci sono 24 ore di tempo (dal morso e questo avviene anche qualche ora dopo la trasmigrazione su di noi) per rimuovere la zecca e restare tranquilli anche se la stessa fosse infetta. Infine… La zecca è nera, la nostra pelle è sostanzialmente molto più chiara, se mentre camminiamo ogni tanto ci fermiamo e ci diamo una controllatina la vediamo subito e la possiamo togliere ancor prima che ci abbia morsi, indi rimozione molto più semplice e sicura.

Vipere

Ho scritto già un esauriente articolo sulla questione (Nudismo e… vipere!) mi limito qui a dire che è un problema più teorico che reale.

Spine

Va beh, intanto posso dire che mi sono preso belle spinate anche quando ero vestito e poi nulla vieta all’occorrenza di coprirsi per il tempo strettamente necessario a superare l’ostacolo.

Abrasioni varie

Stesso identico discorso fatto per le spine, identico!

Pericolo in genere

Idem come sopra.

Imbarazzo

Quante volte avete fatto cose che inizialmente vi hanno messo in imbarazzo? Sono assolutamente certo che risponderete “molte”: colloqui di lavoro, visite mediche, al ristorante, dovendo parlare in pubblico, esami e via dicendo. Eppure… eppure avete affrontato comunque le situazioni e continuate a farlo, in alcuni, forse molti, casi il reiterarsi della situazione ha determinato la sparizione dell’imbarazzo, ovvero la vostra crescita emotiva e psicologica. Bene, stando nudi otterrete lo stesso effetto benefico e con un tempo di adattamento assai più rapido di quello di tutte le altre situazioni imbarazzanti. Perché negarsi una tale possibilità di crescita personale? Perché negarsi la soddisfazione di un cammino più agevole, libero e salutare solo per la paura di provare un poco di imbarazzo alla prima esperienza? Perché?

Pene ciondolante

Vi danno fastidio le braccia a ciondoloni? No, sicuro che no, ci siete abituati e non gli date più peso. Lo stesso avviene per il pene, si forse alla prima esperienza potreste inizialmente sentirvelo sbattere ritmicamente sulle cosce, ma nel giro di pochi minuti, la concentrazione sul cammino e l’abitudine alla sensazione, fanno svanire l’eventuale fastidio e per sempre.

Igiene

Partiamo da un assunto fondamentale: i genitali sono le parti più pulite di tutto il nostro corpo, eventuali contatti con tali zone sono assolutamente immuni da problemi sanitari. Certo se qualcuno ha delle malattie veneree il discorso cambia, è altresì evidente che costoro saranno sicuramente indotti ad una maggiore attenzione, attueranno un’igiene personale più minuziosa o addirittura rinunceranno alla nudità fino alla guarigione. Per altro chi sta nudo pone sempre un telo sopra le eventuali sedute. Contatto con gli agenti patogeni esterni, quali sabbia, erba, pietre, batteri vaganti nell’aere? Come tutti i medici ripetono in continuazione l’abitudine diffusa dalla pubblicità degli igienizzanti è invero più dannosa che utile: il nostro corpo è di sua natura ben capace di autodifendersi da tali agenti patogeni, perde tale proprietà quando lo abituiamo ad un ambiente quasi sterile; la nudità, al contrario, mantiene al massimo livello l’efficienza del nostro corpo nell’autodifendersi dagli agenti patogeni.

073

In montagna vestiti è pur sempre bello, nessuno lo nega, posso in ogni caso affermare con assoluta certezza, e con me lo possono fare diversi altri, che nudi è certamente meglio. Purtroppo lo potete sperimentare e comprendere solo provandoci: le prime volte forse le sensazioni saranno pressoché simili a quelle provate da vestiti dato che il vostro corpo e la vostra mente sono fortemente condizionati allo stato di vestito, dategli il tempo necessario a recuperare lo stato innato e permettervi di percepire la differenza (variabile da persona a persona in relazione a quanto sta nuda e a quanto forte è il suo condizionamento mentale, la sua iniziale diffidenza verso la nudità, in ogni caso da qualche giorno a qualche settimana).

Vestiti è bello, nudi è meglio, poi ognuno faccia la sua scelta, l’importante è che chi sceglie di stare vestito rispetti la scelta di chi decide di stare nudo e gli permetta di farlo senza limitazioni di spazio e di tempo, così come questi ultimi rispettano la scelta di chi preferisce stare vestito e gli permettono di farlo senza limitazioni di spazio e di tempo. La convivenza e la condivisone di spazio e tempo sono assolutamente possibili e certamente meglio della netta separazione tra le parti.

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 11 luglio 2015, in Atteggiamenti sociali, Attrezzature escursionistiche, Motivazioni del nudismo con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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