Giro del Frerone (Breno – BS)


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Isolata cuspide calcarea nel mezzo del batolite magmatico dell’Adamello, il Monte Frerone presenta caratteristiche assai diverse sui suoi tre versanti: l’orientale a ripidi prati che dalla vetta scendono verso la valle di Cadino, il meridionale in parte di ripide pareti rocciose e in parte di uno scuro pendio di frana che sovrasta una ridente valletta erbosa, quello settentrionale che cade a picco con franose bianche pareti sulla val Braone. A dividere i tre versanti le creste: quella ovest breve e franosa di scarso interesse; quella sud est e quella nord est ben più lunghe e interessanti.

IMG_7650La cresta settentrionale, obiettivo di questo itinerario, inizia al Passo del Frerone e, senza particolari difficoltà, sale alla vetta superando ripidissime balze erbose ed esponendo all’ebrezza di qualche tratto a picco sula sottostante Val Braone. Nel suo tratto mediano s’incontrano le stelle alpine ed è possibile incrociare anche la marmotta che, vigile sentinella, ci osserva con cauto interesse dalla sommità di qualche masso di cresta.

IMG_7643Le marmotte sono anche molto presenti al Passo di Val Fredda e nel tratto immediatamente successivo, se salite di primo mattino, quando la zona e silente e solitaria, potreste vederle che vi attraversano la strada o che corrono nei prati al vostro fianco.

Il dislivello e il tempo di percorrenza rientrano nella media di un escursionismo attivo; le difficoltà tecniche, come detto, sono pressoché pari a zero, fatto salvo qualche esposto passaggio lungo la cresta e quattro brevi e facili tratti attrezzati con cordina metallica e pioli in ferro nella discesa dalla vetta verso il Paso di Val Fredda. Faticoso nella sua parte terminale (quella della cresta del Frerone) dove è richiesto anche passo fermo e assenza di vertigini, per il resto si procede su ottimi sentieri ben segnalati. La prima parte del percorso, quella che dalla Bazena ci porta al bivio con il sentiero per il rifugio Gheza, dopo la prima mezz’ora di cammino è pressoché costantemente pianeggiante.

Dati

IMG_7665Punto di partenza: Rifugio Tassara in Bazena – Breno (BS); bel rifugio collocato sulla strada asfaltata che, passando per l’arcinoto Passo di Crocedomini, collega Breno a Bagolino e da qui al Lago d’Idro; facile da individuare, con comodo e ampio piazzale sterrato per il parcheggio delle auto.

Quota di partenza: 1799 metri

Quota massima: 2673 metri

Dislivello: 964 metri

Tempo totale: 6 ore – 1,40 ore dalla Bazena al Passo di Val Fredda, 1,20 ore dal Passo di Val Fredda al Passo del Frerone, 1 ora per la cresta, 40 minuti per ridiscendere al Passo di Val Fredda con il sentiero normale, 1,20 ore per ritornare alla Bazena.

IMG_7666Segnaletica: tutto l’itinerario è ben segnalato con segni in vernice bianco rossi, varie le paline segnaletiche del CAI; da Bazena al bivio con il sentiero per il rifugio Gheza segnavia 1 dell’Alta Via dell’Adamello, che si sovrappone al 18 per il Lago della Vacca; dal bivio al Passo del Frerone segnavia 38; lungo la cresta nessun segnavia numerico; la discesa al Passo di Val Fredda lungo il percorso normale del Frerone è indicata con il segnavia 89a.

Note: partendo di mattina quasi tutto il tratto fino al Passo di Val Fredda risulterà in ombra, la restante parte del percorso è invece esposta al sole e priva di ogni forma di protezione anche solo parziale dallo stesso; escludendo l’abbeveratoio presente in Bazena, lungo il percorso non c’è modo di rifornirsi d’acqua; ovviamente si può usufruire del Rifugio Tassara per procurarsi il beveraggio necessario. La prima parte del percorso si sovrappone a un interessantissimo sentiero botanico costellato di diverse tavole sinottiche (in bianco e nero) sulla flora alpina, purtroppo le stesse non sempre risultano accostate alle essenze che documentano.

Relazione

Come già indicato si parte dal rifugio Tassara in Bazena (Breno – BS) dove un largo piazzale permette un facile e comodo parcheggio per l’autovettura. Sul lato est del piazzale delle targhe segnaletiche indicano la direzione da prendere: una strada sterrata che si dirige verso nord alzandosi con buona pendenza tra i pascoli e le conifere.

Aggirato il primo dosso si perviene a un breve tratto pianeggiante, sulla sinistra un abbeveratoio e una bacheca indicano l’inizio del sentiero botanico, sulla destra la strada si fa cementata e ripidissima. Possiamo prendere sia l’uno che l’altro dei due percorsi, il sentiero botanico sale molto più dolcemente, e si ricongiunge alla strada sopra il secondo dosso, dove la stessa spiana un poco (attenzione, quando il sentiero esce dal bosco ci si trova poco sopra la strada cementata, non seguire la stradina erbosa che, in lieve salita, riporta su detta strada, ma tenere a sinistra per sentierino con gradii in legno che poi diviene stradine erbosa; arrivati sopra il dosso alcune tracce portano brevemente alla strada ed è consigliabile seguirle: il sentiero botanico qui effettua un lungo traverso in mezza salita tenendosi nel bosco sotto e a sinistra della strada). Traversando alti sopra un casinetto, la strada prosegue per un poco a mezzacosta, poi una secca curva a destra immette su una breve ripida salita cementata che possiamo evitare tenendoci alla sua destra per il sentierino erboso del percorso botanico.

IMG_7636Alla fine dello strappo entriamo nell’ampia e verde conca della Val Fredda, davanti a noi ben evidente l’omonima malga, in alto sopra di essa a sinistra il Monte Frerone, a destra il Monte Cadino e fra loro la netta incavatura del Passo di Val Fredda a cui dobbiamo arrivare. Ben visibile lungo tutto il versante destro della conca il segno del sentiero da seguire.

Seguendo la direzione indicata da una grossa freccia bianco rossa disegnata su un masso a terra, prendiamo alla nostra destra il sentiero che con lieve salita porta alla base del Monte Mattoni di cui taglieremo, in discesa, il versante occidentale per arrivare pochi metri sotto il Passo Cadino. Da qui si procede in piano sul fianco occidentale del Monte Cadino, fino ad arrivare al Passo Val Fredda.

IMG_7641Dal passo si scende una cinquantina di metri sul versante opposto per poi procedere in piano tra dossi erbosi popolati da diverse marmotte. Dopo una curva ci troviamo davanti la targa segnaletica del Rifugio Gheza che ci indica di prendere un sentierino a sinistra. Si sale un erto dosso erboso. La salita presto s’attenua e si procede verso nord con poca fatica seguendo l’abbondante segnaletica e i segni di passaggio. Ancora qualche strappo alternato ad altri traversi verso l’ormai ben visibile Cima di Terre Fredde che, però, teniamo a distanza per deviare a sinistra e salire, con ultimo ripido tratto, alla larga e piatta sella del Passo del Frerone. Grandiosa la visuale sulla Val di Braone da un lato e la Valle di Cadino dall’altro, molte le cime ben visibili, prima fra tutte la chiara pala del Pizzo Badile.

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IMG_7657Prendiamo a destra (sud ovest) puntando a dei paletti in legno con segnaletica bianco rossa. Seguendo la cresta del Frerone ci si tiene alla sua sinistra (versante Cadino) lungo uno stretto ma evidente sentiero che ci porta alla sommità del primo dosso di cresta. Si segue per pochissimo la cresta e poi si traversa in piano per erbe tenendosi al di sotto di una piccola frana, oltre la quale si sale direttamente il ripido pendio erboso per riprendere la cresta poco a monte del secondo risalto di cresta. Proseguendo sul filo di cresta, ora costantemente erboso e mai affilatissimo, con discreta esposizione sulla Val di Braone, camminando fra le stelle alpine ci si porta alla base della ripidissima pala erbosa di vetta che risaliamo direttamente seguendo l’evidente solco del sentiero. Al termine della salita un breve tratto pianeggiante ci porta in vetta (segnale per le rilevazioni cartografiche).

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IMG_7670Procedendo in direzione opposta a quella d’arrivo, prendiamo sul filo di cresta un evidente piano sentiero. Ben presto questo inizia ad abbassarsi tagliando a mezza costa una vasta frana di terra e sassi. Giungi dalla parte opposta della frana ci si abbassa brevemente a destra, poi si taglia nuovamente la frana ritornando verso nord, altri due tornanti e siamo alla base della frana, da qui si prosegue verso sud nell’alveo di una conca erbosa che porta sulla pala erbosa dell’alta Val Bona. Qui il sentiero continua evidente e con alcuni tornanti ci riporta alla base del Frerone. Un lungo traverso pianeggiante supera le pareti (qualche breve e facile tratto attrezzato con coordina metallica e qualche piolo di ferro), infine per erbe si raggiunge il sentiero di salita nei pressi del Passo di Val Fredda. Da qui si rientra alle auto seguendo lo stesso percorso fatto in salita.

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 16 luglio 2015, in Itinerari escursionistici con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Mario Chigiotti

    Bellissima la zona, bellissimi il paesaggio e il percorso. Molti anni fa anch’io mi dilettavo in lunghi percorsi in mezzo alla natura, lontano da ogni traccia di umana presenza. Gli ultimi percorsi che ho fatto sono stati sulla costa occidentale del Messico, oceano Pacifico. Meravigliosi per la natura selvaggia dei luoghi incontaminati e per gli incontri con la fauna e l’avifauna locali e l’assoluta assenza di presenza umana. Continuo comunque a vivere in campagna, in mezzo alla natura. E chi potrebbe toglierla a noi, così abituati a vivere immersi in essa?

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