#TappaUnica3V: analisi del profilo altimetrico


Dopo aver visionato quasi l’intero percorso del sentiero 3V “Silvano Cinelli” posso iniziare ad affrontare i discorsi tecnici e parto dall’analisi del profilo altimetrico, precisando che lo stesso è incompleto e impreciso essendo stato rilevato dall’unica cartina completa a mia disposizione, l’ultima prodotta dal Coordinamento 3V, una cartina di certo inadatta a tale scopo essendo necessariamente in grande e (incomprensibilmente) stramba scala (1 a 83333).  Dal confronto diretto con quanto visto di persona sul terreno posso comunque dire che il profilo elaborato si avvicina molto bene a quello reale, sebbene la necessità di dover limitare i punti di rilevamento in alcuni casi appiattisca sensibilmente certe pendenze. Andrò a inserire nell’analisi anche quanto osservato sul terreno.
Profilo altimetrico tratta 1

Si parte subito con un bel salto: dai cento quarantanove metri di Brescia agli ottocento dieci del piazzale antistante quella che tanti anni addietro era la stazione a monte della funivia. Seicento sessantuno metri di dislivello che si proiettano su tre chilometri e mezzo di distanza lineare per una pendenza media non particolarmente impegnativa, c’è però da dire che vi sono comunque tratti di forte pendenza anche se alternati ad altri quasi pianeggianti. Da qui, fatta salva la breve depressione coincidente al Ristorante Grillo (ottantacinque metri di discesa e cento quattordici di salita, ambedue con rilevante pendenza), si procede per un bel pezzo pressoché piano dando tempo alle gambe di rilassarsi prima di affrontare la lunga e a tratti impegnativa (spuntoni rocciosi, lisce pietre e, sotto San Vito, fango) discesa che porta a Nave: seicento quattordici metri di dislivello che mi riporteranno quasi alla stessa quota di partenza.

Un poco di riposo attraversando l’abitato e poi, con pendenza prima moderata ma poi decisamente più impegnativa, si sale verso Conche. È, questo, il secondo rilevante salto: ottocento cinquantatré metri di dislivello che riportano in quota. Da Conche alla Corna di Sonclino si frappone, come forte depressione, solo il Passo del Cavallo: quattrocento cinquantotto metri di discesa che verranno subito recuperati quasi per intero con la ripida risalita alla Casa di Vallazzo. Da qui la progressione si fa più regolare, solo il tratto di cresta tra La Brocca e le Passate Brutte presenta un continuo ma limitato su e giù, a cui ci si deve invero aggiungere la difficoltà tecnica di un breve (dieci metri) tratto di arrampicata vera e propria: la “Streta”, uno stretto e verticale camino con difficoltà di secondo grado, anche se il problema principale è comunque dato dalla strettezza del passaggio che mi costringerà a togliere lo zaino e spingerlo davanti e sopra a me.

Profilo altimetrico tratta 2

Dalla Corna di Sonclino altra lunga e a tratti ripida discesa che porta all’abitato di Lodrino: settecento sessantadue metri di dislivello effettivo, ovvero comprensivo di alcuni su e giù (un centinaio di metri in tutto). Segue un breve (quattrocento otto metri di dislivello) ma ripido balzo poi la pendenza s’attenua notevolmente e si perviene alla non ripida discesa verso il Passo del Termine. Dolcemente recuperata quota si procede per un poco in rilassamento preparandosi al successivo balzo: il ripidissimo pendio erboso che adduce alla lunga e pianeggiante cresta che porta al Monte Campiello (qui il profilo inganna mostrando la pendenza media tra il Pian del Bene e la vetta). Cresta ancora pianeggiante fin poco sotto al Monte Ario alla cui vetta si perviene con un breve ma ripido strappo. Ripidissima, anche se breve, discesa su scivolosissima erba e poi lungo tratto dove poter recuperare fiato e gambe prima di affrontare la risalita alla Corna Blacca: trecento quarantacinque metri di dislivello con pendenze a tratti decisamente importanti.

Altro tuffo verso il basso: duecento cinquantacinque metri di dislivello che si proiettano su soli trecento metri lineari dando una pendenza prossima ai quaranta gradi. Discesa resa abbastanza delicata dal terreno franoso e da un breve caminetto roccioso da scendere faccia a valle con la tecnica dell’opposizione di braccia (comunque banale e che nella perlustrazione ho superato con tre balzi). Ora si può recuperare per bene ed affrontare al meglio la salita alla vetta del Dosso Alto, breve e nella media non ripidissima.

Profilo altimetrico tratta 3

Decisamente impegnativa la discesa della cresta del Dosso Alto: i primi cinquanta metri superano un ripidissimo ed esposto pendio instabile dove gli scalini un tempo piazzati si sono ormai quasi completamente distrutti, poi altri centoquattordici metri che alternano brevi muretti rocciosi, comunque superabili faccia a valle, a rocce montonate e ripidi pendii erbosi, infine, dopo un pericoloso e delicato traverso su erbe lunghe e senza una netta traccia su cui posare i piedi, duecentodieci metri di vertiginosa discesa su scivolosissima erba.

In piano, su larga mulattiera, fino al Giogo del Maniva: ora si può respirare, ci sono alcuni su e giù nel tratto delle Colombine ma nulla di rilevante e fino al Passo delle 7 Crocette potrò pensare solo al recupero delle energie.

La risalita del Monte Crestoso è invero ben più ripida di quanto appaia nel profilo, comunque corta e seguita da un bel tratto di cresta pianeggiante. Altrettanto ingannevole il profilo nel tratto delle due cime di Stabil Fiorito e in quello dei Corni del Diavolo: in poche centinaia di metri s’inseriscono strettissimi intagli con ripide e delicate (alcune anche esposte) discese e ripide e faticose risalite. Viste le ormai tante ore che avrò nelle gambe qui ci sarà da ponderare bene il passo.

Abbastanza tranquilla la risalita del Monte Muffetto, altrettanto dicasi per la discesa all’omonimo passo, poi di nuovo un’apparente lungo tratto di assoluto riposo, invero tra il Passo del Muffetto e la Colma di Marucolo si alternano brevi ma ripidissime salite e corrispondenti discese. Assolutamente riposante, invece, la discesa al Colle di San Zeno.

Profilo altimetrico tratta 4Profilo altimetrico tratta 5

Ancora un tratto tutto sommato rilassante poi, in vista di Malga Gale, dovrò tornare a misurare il passo: sebbene la salita sia spezzata da un lungo traversone pianeggiante, i due strappi sono decisamente ripidi, nel primo c’è anche da superare un lungo (quindici massimo venti metri) caminetto roccioso e una successiva paretina: le difficoltà sono banali (primo grado) ma il reiterato passaggio ha lucidato gli appoggi rendendoli scivolosi.

Dalla vetta del Guglielmo è una lunga e sostanzialmente riposante discesa, solo il tratto sovrastante la Malpensata risulta delicato per la presenza di spuntoni rocciosi. Da sfruttare per dare ulteriore respiro alle gambe il tratto che porta alla Forcella di Sale. Ora l’ultima vera fatica del giro: la ferrata dell’Almana. Invero chiamarla, come fanno tutte le relazioni, ferrata è un poco esagerato, ma la ripidità del pendio erboso da risalire è tale da avvicinarsi molto alla verticalità e richiede moltissima attenzione, specie considerando che ormai le mie gambe saranno ben intossicate dalle tante ore di cammino e dall’assenza di riposo. Alla sommità dei prati un traverso con cordina metallica non mi dà più di tanta preoccupazione, mentre un poco di pensiero me lo crea il successivo breve (una decina di metri) tratto di sprotetto traverso sopra il vertiginoso prato: la traccia di passaggio è debole, rotta e quasi completamente ricoperta di erba. Breve facilissima paretina che porta in cresta, un bel tratto pianeggiante sull’esposta cresta (ma con traccia regolare, uniforme e bella larga), infine gli ultimi strappi erbosi che adducono alla vetta.

Sono sulla dirittura d’arrivo, da qui in avanti è tutto un perdere quota e, sebbene s’inseriscano ancora alcune brevi ma ripide salite, si tratta solo di ben dosare l’energia ancora rimasta e tenere duro fino al traguardo che man mano si fa sempre più vicino.

Profilo altimetrico completo

Con l’ultima immagine, il profilo completo del giro, ecco, combinando l’analisi del profilo altimetrico con le osservazioni dirette fatte sul campo, la considerazione strategica complessiva.

Ho potuto verificare che in massima parte i tempi di tabella sono abbastanza larghi per cui la riduzione a quaranta ore mi permette comunque un passo medio abbastanza tranquillo. La particolare modalità di TappaUnica3V, però, richiede un’attenta differenziazione dell’andatura al fine di evitare, prima, un precoce affaticamento e, poi, il necessario supporto alla stanchezza muscolare e generale che si andrà man mano ad accumulare, inserendoci nel mezzo le variazioni adeguate al superamento di alcuni tratti dalle differenti e precise peculiarità tecniche, in particolare quelli che prevedono tratti di arrampicata e, comune, più o meno delicati passaggi esposti.

Partenza dolce per non distruggersi subito sugli strappi della Maddalena e di Conche (primo decimo del percorso), da qui a poco oltre la Pezzeda (Passo di Prael; quattro decimi del percorso) sensibile aumento dell’andatura sfruttando le migliori discese per ulteriori accelerazioni. Corna Blacca da prendersi con calma nella salita mentre veloce può essere la discesa (anche perché sul terreno franoso più si frena e più si rischi di finire a terra), al contrario sul Dosso Alto la salita può essere un poco più sostenuta mentre serviranno calma e molta attenzione sulla cresta di discesa. Dal Giogo del Maniva (quasi cinque decimi di giro) nuovamente passo sostenuto fino a Malga Gale (sette decimi di giro), tenendo comunque conto dei brevi ma ripidissimi strappi che numerosi si alternano fino alla Colma di Marucolo. Salita del Guglielmo controllata poi deciso fino alla Forcella di Sale, qui ancora passo calmo e molta attenzione fino alla vetta dell’Almana (quasi otto decimi di giro) dalla quale, visto che a questo punto la fatica accumulata si farà sentire con viva forza, via molto tranquillo e con passo assolutamente costante fino a Brescia dove potersi finalmente accasciare a terra e godersi il meritato riposo.

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 2 gennaio 2016, in Eventi sportivi con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un tuo contributo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

MOUNTAIN SOUND

LA' DOVE VIVONO GLI ANIMALI

nude races

Copyright Enterprise Media LLC 2010-2017

Fools Journal

Magazine di cultura: letteratura, fotografia, arte, moda, queer life, eventi, musica, cinema, attualità

Aurora Gray Writer

Writer, dreamer, voracious reader and electric soul.

Gabriele Prandini

Informatico e Amministratore

Clothing Optional Trips

We share where we bare. Enjoy your trip.

silvia.del.vesco

graphic designer, photographer and fashion stylist

mammachestorie

Ciao, mi chiamo Filippo, ho 6 mesi e faccio il blogger

GUIDAXG

La guida agli eventi per giovani menti

Matteo Giardini

… un palcoscenico alla letteratura! ...

Cristina Merlo

Counselor e Ipnotista

PRO LOCO VALLIO TERME

Promuoviamo il turismo a Vallio Terme eventi - sport - cultura - enogastronomia

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

The Naturist Page

Promoting social non-sexual Naturism & nudism

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: