Orientamento naturale


2037È notte, le vie della città sono pressoché solitarie, un uomo è fermo all’angolo d’una piazza e si guarda attorno a ripetizione, il viso teso e gli occhi sbarrati denotano una forte tensione. Guarda a destra, avanza di qualche passo, si ferma. Secondi di pausa, la testa nervosamente si volge prima da un lato poi dall’altro, si alza e si abbassa, lo sguardo costantemente verso l’alto nel tentativo d’evocare immagini pregresse. Si gira, ritorna sui suoi passi, prende una strada dalla parte opposta, avanza leggermente e nuovamente si ferma. La scena si ripete, la testa che gira, lo sguardo fissatamene alto, movimenti nervosi, sospiri. La tensione cresce, l’espressione sta pian piano commutando verso la paura. Si siede a terra, stanco e sfiduciato, si siede con la testa tra le mani, decide d’attendere il passaggio di qualcun’altro: s’è perso, ricorda d’essere già passato da questa piazza eppure nessuna delle strade che da essa divergono gli danno la giusta sensazione, gli indicano la strada corretta. Disperato attende, sperando l’arrivo di qualcuno.

Passano i minuti, l’uomo sempre più depresso è ancora seduto a terra, ogni tanto alza la testa e si guarda attorno per vedere se c’è qualcuno, ma niente: nessuno passa da quella piazza! Altri interminabili minuti, un rumore di passi, l’uomo alza la testa, sul muro della casa di fronte un ombra si rende sempre più evidente. I passi diventano più distinti, l’ombra più grande e nitida, l’uomo si alza e si incammina ad intercettare la persona in arrivo. S’incontrano, l’uomo ferma quella persona, parlano, gli occhi dell’uomo s’illuminano, la tensione s’attenua, insieme s’incamminano per una strada laterale e svaniscono nel buio della notte.

Un chilometro di distanza dalla piazza, una fila di case, nel mezzo l’insegna di un piccolo albergo, la strada sbarrata da un lato sull’altro s’allunga verso le luci della città. Due ombre lontane si fanno man mano più vicine, l’uomo e il cordiale passante arrivano davanti all’albergo, si stringono la mano, l’uomo abbraccia a lungo il provvidenziale passante, questi gli sorride e gli pone in mano un bigliettino da visita, l’uomo la guarda, lo legge, un cenno affermativo fatto con la testa, si sorridono, ultimi saluti, l’uomo entra in albergo mentre l’altro riprende la strada della città.

La nebbia ricopre il desolato e selvaggio pianoro alpino, silenzio profondo, nessuna traccia di sentiero, solo erba e rocce si dividono l’areale, non ci sono pareti o pendii che possano dare una minima idea di direzione. Un’ombra si forma al limitare dello spazio visibile, avanza decisa e senza nessunissima esitazione si muove nell’erba zigzagando tra le rocce. L’ombra diviene più nitida, i lineamenti si fanno riconoscibili, è lui, è quell’uomo che pochi mesi prima disperato s’era accasciato a terra nella piazza cittadina. Sul berretto campeggia una scritta, il marchio d’una scuola, il nome d’un corso: PEARL, Orientamento Naturale, Istruttore.

È comune ritenere e affermare che ci siano qualità assunte con la nascita e in seguito impossibili da costruire. Certamente è vero che ci sono predisposizioni innate, d’altra parte è anche vero che tutte le qualità e le capacità si possono acquisire anche in seguito: se un fuoriclasse è arrivato ad esserlo in modo spontaneo e senza fatica proprio perché aveva in sé delle doti innate, chiunque può diventare un campione, deve solo volerlo e applicarsi a fondo.

Uno dei luoghi comuni più forti è quello che riguarda la capacità di orientamento a torto dai più ritenuta dote innata e non acquisibile. Al contrario, tutti, ribadisco tutti, possono fare come l’uomo del racconto introduttivo ed imparare ad orientarsi in modo naturale, ovvero acquisire la capacità di orientarsi anche senza l’ausilio degli strumenti all’uopo creati: cartine topografiche e bussola. È facile farlo e servono poche cose: crederci e provarci. Provaci anche tu, partecipa al corso di orientamento naturale, apprenderai tecniche e affinerai capacità che potranno tornarti utili in tanti altri contesti, ne uscirai rinforzato in te stesso.

Non è un classico corso di orientamento e topografia, non si useranno cartine topografiche e bussole, non sarà nemmeno necessario portarsi sui monti, andare in luoghi reconditi e misteriosi. D’altro canto è un corso ottimamente sinergico coi classici corsi di orientamento e topografia. Provaci!

PEARL Galaxy – Corso di “Orientamento naturale”

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 28 febbraio 2016, in Atteggiamenti sociali, Tecnica sportiva con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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