#TappaUnica3V equipaggiamento definitivo e completo


Dieci giorni alla partenza, inventario dell’equipaggiamento, manca solo la crema da sole comunque in arrivo, tutte le scelte sono state fatte e ben testate, a questo punto, rispettando l’ovvio, ma pur sempre utile, consiglio che ho trovato scritto ovunque “provare prima e non fare esperimenti nel durante”, non si cambia più nulla.

L’elenco che segue non vuole essere un consiglio agli acquisti, è e va inteso solo ed esclusivamente come un’informazione sulle mie scelte, fatta sì dopo accurati test, ma pur sempre legata a personalissimi parametri, specie per la parte riguardante l’alimentazione: siamo tutti diversi ed è importante che ognuno faccia le sue prove prima di affidarsi ad un prodotto, soprattutto in caso di attività che esulano dal quotidiano o classico impegno fisico. In genere non mi piace citare marche e modelli, lo ritengo superfluo, ma in questo caso senza marche e modelli sarebbe pressoché inutile l’articolo stesso per cui faccio uno strappo alla mia regola, per altro trattandosi a volte anche di scelte fatte sulla base di test comparativi la citazione della marca risulta importante informazione (qui non riporto le marche che ho scartato, seguiranno recensioni specifiche). Due marchi li devo anche mettere in bella evidenza visto che mi hanno gratuitamente fornito i loro prodotti: Fonte Alpina Maniva e ISDIN. Così come devo evidenziare il prezioso contributo di Gialdini Sport, che mi ha prestato il tracciatore GPS e mi ha creato la relativa mappa condivisa, e della Dottoressa Donata Bini, direttrice della Farmacia Comunale di Iseo (BS), che ha fatto da tramite con l’azienda ISDIN. Tutti gli altri prodotti li ho normalmente acquistati nei negozi vicino a casa mia, sia per la parte di test che per quella del giro finale.

Abbigliamento

IMG_9671L’abbigliamento principale sarà il più semplice, leggero, comodo, salubre, economico, e conveniente abbigliamento che possa esistere: la mia nuda pelle. Dovendo comunque considerare che, specie nella parte superiore del percorso, potrei trovare situazioni, tipo vento o freddo, per le quali la nuda pelle potrebbe risultare protezione insufficiente, e che è anche purtroppo certo che in alcuni tratti qualcosa dovrò necessariamente indossare pure nell’afa e nel caldo (gli attraversamenti dei paesi dove la nudità, allo stato attuale delle cose sociali e della visione del nudo pubblico, potrebbe essere fraintesa) ecco che, alla nuda pelle, ho dovuto mio malgrado forzatamente aggiungere anche altro abbigliamento, qualcosa, molto poco, sarà nello zaino per essere prontamente disponibile, qualcos’altro nella borsa rifornimenti per l’uso in caso di bisogno.

IMG_9709Un comodo pareo tagliato e cucito da mia moglie (preciso che l’allacciatura al contrario è stata una mia specifica richiesta, mia moglie l’avrebbe fatta giusta). Per farlo robusto e non trasparente ho scelto un tessuto un poco pesante per cui risulta un po’ fastidioso e caldo, più caldo dei pantaloncini di cui parlo poco più sotto ma comunque pur sempre meno fastidioso e poi, cosa assai importante, a loro differenza s’indossa senza doversi fermare. Lo utilizzerò per il tempo minimo necessario al passaggio nei pressi di strutture della ricezione turistica e di piccoli nuclei abitati quali cascine e capanni.

IMG_9700Un paio di pantaloncini da corsa della Kalenji modello Kiprun. Leggeri e abbastanza gradevoli al contatto con la pelle, con fine ventilatissima mutandina integrata che evita l’utilizzo di una più costrittiva mutanda, sono pur sempre fastidiosi per un’epidermide che, grazie alla nudità a lungo portata, ha recuperato la sua piena sensibilità infantile. Li indosserò soltanto nell’attraversamento dei paesi dove il pareo potrebbe indurre qualcuno a fermarmi per chiedermi il motivo del gonnellino, cosa (l’essere fermato) che in nella specifica occasione non potrò permettermi.

Due leggerissime canotte tecniche da corsa, sempre della Kalenji. Quella azzurra (Elio), di tessuto abbastanza fresco, sarà pressoché sempre nello zaino, quella nera (Kiprun), con un tessuto e un taglio diversi che la rendono più calda, sarà nella borsa del rifornimento e servirà come eventuale cambio della prima nello scavalcamento delle più alte e spesso ventose vette che andrò a incontrare, per giunta in parte di notte: Corna Blacca, Dosso Alto, Dasdana, Colombine, Crestoso, Corni del Diavolo, Muffetto, Guglielmo e Almana.

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IMG_8394.

Una caldissima maglia per la corsa invernale della Tecso modello PRN1006 (che ho recensito qui). Stranamente è molto corta ma fa comunque il suo dovere e, tenendola ben serrata nei pantaloni, protegge molto bene dal freddo. Ovviamente sarà nella borsa rifornimenti e non nello zaino per essere prelevata solo in caso di bisogno, ma se le previsioni permangono come sono e risulteranno corrette penso proprio che non vedrà mai la luce del sole.

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IMG_9715Stesso discorso per i pantaloni lunghi: saranno nella borsa rifornimenti e li passerò nello zaino solo se proprio necessario, cosa che appare però assai improbabile. Sono pantaloni da corsa invernali modello Elioplay della Kalenji, erano gli unici rimasti per cui mi sono un poco grandi ma così li posso, anche se con un poco di fatica, mettere e togliere senza dover levare le scarpe.

IMG_9714Quando sei nudo la pioggia, leggera o forte che sia, certo fastidio non dà, anzi: innanzitutto non devi preoccuparti di bagnare i vestiti e restare poi bagnato e infreddolito più o meno a lungo, poi sei certo che, terminata la pioggia, la nuda pelle si asciugherà e si riscalderà pressoché istantaneamente, infine la sensazione di frescura delle gocce che scivolano sulla pelle risulta assai piacevole e utile. D’altro canto in montagna alla pioggia spesso si abbina anche il freddo per cui non potevo tralasciare la giacca da pioggia. Ho scelto la Eliorain della Kalenji, economica, estremamente leggera e perfettamente impermeabile pur restando sufficientemente traspirante. La userò anche nell’eventualità di forti venti freddi: non protegge dal freddo ma unendola ad una o più maglie si ottiene una protezione ottimale (la magica teoria della cipolla).

IMG_9705Indispensabile, date le tante ore che, ormai pare certo, dovrò passare sotto il sole cocente mentre cammino in zone prive di ogni copertura vegetativa, un leggero berretto con visiera: leggero, chiaro, marcato iNudisti a ricordo di uno dei tanti stupendi e affollatissimi raduni nazionali di questa grande italianissima comunità internettiana (della quale, per inciso, sono uno degli amministratori e caporedattore del collegato web magazine). Portando io gli occhiali da vista l’abbondante visiera mi risulta anche molto comoda in caso di pioggia (impedisce alle gocce di depositarsi sulle lenti e offuscarmi la visione), anche indossando l’apposita giacca.

IMG_9706Per finire almeno due paia (una indossata e le altre, di riserva, tenute nella borsa rifornimenti) di calze. La mia preferenza è ovviamente andata a quelle tecniche da corsa: le Kalenji Kiprun Int Light. Leggere e traspiranti combinandosi perfettamente con la traspirazione della scarpa lasciano il piede perfettamente asciutto anche dopo moltissime ore di cammino, asimmetriche per una calzata perfetta, prive di cuciture e con particolare magliatura evitano la formazione di vesciche, corte, molto corte per meglio adattarsi alla nudità e perché io così le preferisco, anzi, il mio ideale sarebbero quelle invisibili, ma non proteggono i malleoli dal contatto col collarino della scarpa cosa che, su un cammino così lungo, non è accettabile.

Calzature

IMG_9716Servono scarpe leggere e agili, scarpe che diano al piede il pieno supporto senza limitarne flessibilità e movimento, scarpe che consentano all’occorrenza d’indossare i pantaloni pur tenendole indossate, indi niente scarpe alte da escursione, che, d’altra parte, non uso più da moltissimi anni, e nemmeno scarpe basse da escursione che sono pur sempre troppo rigide e pesanti, bensì delle ottime e performanti scarpe da trail. Usandole già da tempo ho continuato con le Ultra Raptor GTX de La Sportiva (leggine la mia recensione), robuste, credo siano le più robuste in assoluto, di sicuro lo sono più di tutte quelle che ho visto in negozio ed erano tante, danno al piede una rassicurante sensazione di protezione e la membrana in Goretex garantisce una eccellente tenuta all’acqua mantenendo, nel contempo, un’ottima traspirazione. Nel paio precedente ci ho fatto più di mille chilometri senza rilevare seri problemi, con questo nuovo paio di chilometri ne ho fatti circa centoventi, quanti servivano per ammorbidirle quel tanto che basta ed accertarmi della loro affidabilità.

Alimentazione

Per l’aspetto energetico utilizzerò una calcolata e bilanciata serie di barrette della Enervit (Power Sport Competition gusto Arancia e Power Sport double gusto Lemon Cream) alle quali ho abbinato il fantastico e, a differenza di altri provati, comodissimo gel, sempre della Enervit, Enervitene One Hand (gusto Cola senza caffeina). Per la loro praticità e per una gradevole alternanza di sapori, sebbene sostanzialmente gemelle del gel predetto, ho mantenuto anche le compresse Enervit GT Sport e i Mini Ultra Fruit Jellies, gusto Mandarino e Acerola, della Aptonia, le barrette intere le avevo trovate troppo pesanti e dolci, queste essendo molto più piccole sono invece decisamente più digeribili e gradevoli.

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Come spezza fame ho altre barrette della Enervit (Power Time alla frutta secca e Power Crunchy con cioccolato, che, contenendo magnesio, è anche antifatica) alle quali ho abbinato, per gusto personale, dei croccanti al sesamo e, udite, udite, un bel panino alla coppa e bicchiere di vino rosso del contadino. Panino e vino, ovviamente, saranno nella borsa del rifornimento di metà giro: qualcuno griderà allo scandalo ma nell’ultimo allenamento, quello di settanta chilometri, è stato un contributo importantissimo che mi ha risolto un fastidioso bruciore di stomaco ridandomi slancio ed energia, e poi ho visto mangiare panini anche dagli atleti del Rando Trail 3V per cui!

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IMG_9677Come preparazione all’impegno sto utilizzando l’Enervit CarboFlow: per quattrodici giorni ogni mattina un bel bicchiere di bevanda ai flavonoli del cacao il cui pregio sarebbe quello di conservare e magari migliorare l’elasticità dei vasi sanguigni, con il risultato di una migliore ossigenazione dei muscoli durante lo sforzo. Al CarboFlow abbinerò le barrette Enervit Power Sport Competition gusto Cacao, due al giorno negli ultimi due giorni, e le gelatine Enervit PRE Sport, due nell’ultima ora.

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IMG_9683Per il recupero dopo l’impegno utilizzerò l’Enervit R2 Sport, granulato a base di carboidrati e aminoacidi ramificati col quale preparare trecento cinquanta millilitri di bevanda da bersi nella prima mezz’ora dal termine della fatica. Seguiranno cinque barrette proteiche Enervit Power Sport, una nella seconda mezz’ora, poi due al giorno per due giorni. Se lo riterrò necessario aggiungerò anche le bustine o le compresse di Enervitarm: un prodotto sempre a base di amminoacidi ramificati per completare il recupero mediante un’assunzione quotidiana per i dodici giorni successivi allo sforzo.

Idratazione

LIMG_9723a base principale sarà della pura e semplice acqua naturale, la Maniva PH8 di Fonte Maniva, acqua che utilizzo con soddisfazione da diversi anni.  Leggi la relativa recensione. Trattandosi di un’acqua oligominerale, quindi povera di sali minerali, la si potrebbe ritenere poco adatta all’utilizzo in ambito sportivo dove la perdita di minerali è abbondante e va assolutamente compensata, al contrario la soluzione alcalina è fortemente indicata nello sport visto che compensa l’acidità prodotta dal lavoro muscolare e ne ritarda o annulla gli effetti negativi, quali affaticamento, indurimento e crampi. Maniva S.p.A. è un’azienda molto presente nello sport e mi ha gentilmente supportato fornendomi tutta l’acqua che mi servirà durante il mio giro finale.

IMG_9679Per il reintegro dei sali minerali alla suddetta acqua abbinerò l’HydraFit della Namedsport che permette di creare una bevanda ipotonica, più digeribile di quelle isotoniche e non troppo dolce. Contenendo anche magnesio, maltodestrine e vitamine risulta anche molto energetica e antifatica. L’ho provato a lungo verificandone l’efficacia energetica, e dopo aver provato anche altri prodotti, sebbene mi sia risultato un po’ troppo dolce per i miei gusti, è quello che si è rivelato più adatto al mio stomaco, cosa alla fine assai più importante di qualsiasi altro parametro.

Accessori

IMG_9699La tasca idrica della Hydrapak. Molto pratica permette di bere con adeguata costanza senza doversi fermare e togliere lo zaino. La cannetta facilmente removibile ne permette un più semplice lavaggio e una più veloce ricarica. Purtroppo nella confezione mancava, a differenza da quanto detto sul loro sito Internet, il dispositivo a calamita per fissare l’erogatore allo spallaccio dello zaino. Disponibile in tre formati, un litro, due litri e tre litri, ho scelto il secondo.

IMG_9680La potentissima lampada frontale LED Lenser H7R2 con batteria ricaricabile facilmente sostituibile con normali batterie per garantirsi una lunghissima disponibilità di luce, anche se, a onor del vero, ho camminato tre volte per una notte intera senza notare perdite di  luminosità a conferma delle indicazioni pubblicitarie:  undici ore assicurate di luce. Il led produce una confortevole luce bianca, larghezza del fascio e potenza d’illuminazione sono regolabili senza la necessità di levare la frontale dalla testa, anche nella notte più buia consente un cammino sicuro e veloce.

IMG_9697Il dispositivo GPS SPOT Gen3 messomi cortesemente a disposizione da Gialdini Sport. Impostato per aggiornare la mia posizione ogni cinque minuti, attraverso la pagina SPOT “Cinelli 3V”, creata per me da Gialdini, permetterà ai mie familiari di seguirmi da casa dando loro più tranquillità. La stessa caratteristica permetterà, attraverso il link pubblicato qui, a chiunque di seguirmi in tempo quasi reale creando così un, spero interessante, evento mediatico. Sarà anche utile ai fini della sicurezza visto che dispone di tre comodi pulsanti per inviare rapidamente messaggi prestabiliti a numeri predefiniti: uno per comunicare che tutto va bene, uno per avvisare di un ritardo e uno per chiedere aiuto.

Crema da sole, assolutamente indispensabile dato il periodo e le previsioni. Questa è l’unica cosa che non ho potuto sperimentare prima, ma alla fine è anche quella che meno potrebbe creare problemi, al massimo potrebbe risultare appiccicosa, troppo vestente o lenta da spalmare. Su consiglio di un’amica farmacista ho scelto la Fusion Gel SPF 50+ della ISDIN, una crema descritta come molto adatta per gli sport, invisibile (che ho inteso nel senso di non vestente), fresca e veloce da spalmare. L’azienda produttrice, per intercessione della Dottoressa Donata Bini, direttrice della Farmacia Comunale di Iseo (BS), ha gentilmente deciso di fornirmela gratuitamente in quantità più che sufficiente al mio bisogno.

IMG_9719Piccola farmacia che mi segue sempre nelle mie escursioni. Contiene garze disinfettanti, qualche cerotto e una pinzetta appositamente studiata per la rimozione di zecche (che su questo percorso non ho mai trovato) e spine (che invece ce ne sono a bizzeffe). Per questa occasione gli aggiungerò del nastro in rotolo e relativa forbicina. Sono ancora indeciso se tenerla nello zaino o nella borsa rifornimenti: pesa poco ma alla fine tempo per medicarmi non ne avrò per cui mi sa proprio che resterà nella borsa rifornimenti.

IMG_9721Sebbene durante gli allenamenti ne abbia avuto bisogno solo in una occasione, su quaranta ore non può mancare un poco di carta igienica.

IMG_9720Sempre in funzione della sicurezza personale era importante fare spazio anche a un leggerissimo telo termico. Si spera sempre di non doverlo utilizzare, quantomeno non per emergenze gravi, ma, se dovesse servire, averlo a portata di mano può fare la differenza tra la vita e la morte o, comunque, evitare più o meno importanti assiderazioni. Il tipo che ho scelto ha anche un lato alluminato, utile per proteggersi dal caldo e dal sole ed evitare gravi insolazioni.

IMG_9698Salewa Randonnèe 36, zaino da sci alpinismo perché quando sono andato per comprarlo l’equivalente da escursionismo c’era solo nella misura più piccola, più adatta a questo tipo di attività ma io ne volevo uno che andasse bene anche per le escursioni più tipiche. Molto leggero, con una pratica piatta e grande tasca frontale a tutta altezza (sarebbe per pala e sonda) in cui, per un veloce accesso, potrò collocare la tabella di marcia. Tasca e passaggio per il sistema di idratazione, marsupio in vita (peccato uno solo), spallacci comodi e ben formati, schienale che aderisce ottimamente alla schiena anche se purtroppo poco ventilato. Non ho ancora testato la sua tenuta alla pioggia, tanto c’è il coprizaino (a parte).

IMG_9704Eccolo, coprizaino impermeabile Vaude, molto vestente, con annesso (e solidale) sacchetto per il trasporto, perfettamente impermeabile, regolabile, lo lascerò nella borsa rifornimenti per prelevarlo solo se il cielo minacciasse pioggia forte.

Leggerissimo asciugamano in microfibra (altro gadget de iNudisti), anche questo resterà nella borsa rifornimenti.

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È tutto, sono pronto a partir.. ehm, no, mancano ancora dieci giorni, mannaggia!

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 9 luglio 2016 su Motivazioni del nudismo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Letto d’un fiato.
    Sembra di essere li con te pronti a partire. 🙂

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