El Senter Mesciat


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Come nella vita non amo fruire del sentiero già definito da altri, preferendo seguire la mia strada, lasciando ciò che non mi piace e aggiungendoci del mio, così anche nell’attività alpinistica da sempre sono stato attratto dal terreno libero e dalla libera scelta del tracciato. Il tutto nasce dalla passione di mio padre per la ricerca dei funghi, seguendolo ho imparato a muovermi nel bosco rincorrendo l’istinto e il profumo della natura. La ricerca dei funghi è stata la mia scuola, quella che più di ogni altra, perfino più dei corsi di alpinismo, mi ha sviluppato la sensibilità all’orientamento e mi ha donato la tranquillità mentale del sentirsi montagna nella montagna, rendendomi capace anche del lungo cammino solitario.

“El Senter Mesciat”, il sentiero mescolato, è uno stile di escursionismo fatto di sentieri parziali, di segni che solo il tuo occhio e la tua mente riescono a percepire, di uno sguardo che sempre scruta l’ambiente dell’intorno alla ricerca di nuove vie e nuovi percorsi.

 “El Senter Mesciat” sono le molte escursioni create dal nulla, stimolate da semplici sottilissimi segni nel monte, dalle affascinanti linee di cresta, dalle tracce di animali ed anche, in assenza di tutto questo, dalla vista di piccoli affascinanti punti col conseguente desiderio di visitarli: un rosato cespuglio di rododendri, il fondo di un’oscura e stretta valletta, la chiazza ombrosa di un gigantesco faggio, le tane di mille simpatiche marmotte, l’isolato cocuzzolo di un grosso masso, una macchia sulle rocce dall’altra parte della valle, l’occhio nero d’una galleria, le rovine di opere militari della Grande Guerra, un laghetto che col suo azzurro interrompe la verde distesa di una conifera o la grigia uniformità di una morena.

“El Senter Mesciat” sono quei luoghi che hanno la capacità di stimolare il libero vagabondaggio: l’Altopiano delle Pale di San Martino, i coster delle valli adamelline, le grandi distese ghiacciate, le movimentate seraccate. “El Senter Mesciat” è l’abbandonarsi al vento per farsi cullare e trasportare dove mai piede umano ha lasciato il suo segno, è il scivolare nelle acque e sulle rocce di un torrente improvvisata traccia d’esplorazione, è il rotolarsi di un bimbo lungo le pendici di un prato. “El Senter Mesciat” è la rinuncia alla certezza, è il porsi in fronte alla natura il più indifesi possibile, è lo spogliarsi di ogni barriera fisica e mentale che possa isolarci dall’essenza dell’alpe che ci circonda, nudi nella nuda natura!

Racconto entrato in finale al Blogger Contest 2016 di Altitudini

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei tre blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport, in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con la natura, seguendo i suoi insegnamenti ho imparato a lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 10 luglio 2016, in Atteggiamenti sociali, Racconti di sport con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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