Con il capo coperto


IMG_2005Sabato scorso, facendo una breve escursione, sono passato nel piazzale limitrofo a un santuario e ho visto due cartelli che mi hanno indotto alcuni ragionamenti.

Partiamo dai cartelli.

Il primo, posto davanti alla chiesa, erano dei segnali di divieto: “no pantaloncini” e “no magliette senza maniche”. Il secondo, posto poco più avanti all’inizio di un viale alberato, era una scritta: “questo è un luogo sacro vi si deve accedere con un abbigliamento adeguato”.

Passiamo alle considerazioni, le metto in ordine di rilevanza crescente.

Ovvia, ma che sotto sotto è una verità, battuta di spirito che verrebbe in risposta al primo cartello: nudo non avrei né pantaloncini né maglietta senza maniche indi sarei pienamente conforme all’imposizione ehehehe.

Io non credo in Dio e nemmeno nelle religioni indi per me quello è un luogo che non ha nulla di sacro pertanto cosa dovrei io rispettare (ammesso e non concesso, come più avanti dimostro, che la nudità, parziale o totale che sia, sia una mancanza di rispetto)?

Si certo è un luogo privato e nei luoghi privati vigono le regole che i relativi proprietari vogliono imporre, nulla da obiettare, se non ché e ancora definibile privato un luogo che è materialmente e volontariamente aperto a tutti e chiunque può accedervi senza dover superare barriera alcuna, formale o informale che sia? Va beh, la do buona per l’interno della Chiesa (anche se… vedasi più avanti), ma per l’area esterna no, l’area esterna è da considerarsi luogo pubblico e come tale lasciato alla libera fruizione in ragione del mio modo di vedere le cose, ovviamente a patto di non provocare danni materiali a cose o persone.

Se io (lecitamente) dichiarassi il mio giardino luogo sacro e pertanto, secondo mio modo di vedere e dato il mio stile di vita, imponessi la nudità a chiunque vi passasse è certo che molti, primi fra tutti preti e simili, si rifiuterebbero di adeguarvisi, perché il mio volere, per altro applicato in un contesto perfettamente privato, deve valere meno del loro?

Dare alla pelle un significato peccaminoso è una forzatura antica ormai superata e obsoleta anche per i precetti cattolici, tant’è che molti sono i luoghi di culto dove vengono ammessi senza problemi pantaloncini e magliette senza maniche, esistono persino luoghi di culto ove è ammessa la nudità, anzi è regola.

Benvenuto Cellini, Crocefisso, El Escorial, Spagna

Benvenuto Cellini, Crocefisso, El Escorial, Spagna

Sono da limitare e punire i peccatori non le cose che eventualmente li stimolano a peccare, altrimenti dovremmo proibire di entrare in chiesa con i tacchi alti, con il viso truccato, dovremmo proibire di far vedere il cibo o il bere, il denaro, e ogni altra cosa che potrebbe scatenare azioni peccaminose.

(Dal punto di vista dei credenti) Dio ci ha creati nudi, in tutte le chiese ci sono dipinti in cui la nudità (foss’anche solo quella degli angioletti) è ampiamente presente, nella storia della Chiesa moltissimi sono gli episodi di nudità, la stessa Chiesa ha considerato la nudità come atto di sottomissione a Dio o ai suoi rappresentanti in terra (Papi, Vescovi, eccetera) dichiarando sacro anche il corpo umano e sacra la sua nudità, perché allora castigarla?

Si criticano altre religioni perché impongono alle donne di coprirsi il viso o anche solo il capo, quale sarebbe la differenza con l’imporre di coprirsi le braccia e le gambe?

Dal punto di vista di tutti, credenti e non credenti… Perchè mai ciò che di più semplice e naturale esiste al mondo, il nostro corpo, deve risultare in qualche modo offensivo o poco dignitoso?

189266_441382849262214_810844538_nPer finire, mi sorge il sospetto che il parroco di quel santuario sia piuttosto facile all’eccitazione sessuale e pertanto voglia evitarsi tentazioni!

Forse è proprio questa la vera verità, verità che vale per ogni altra situazione in cui qualcuno vada vietando, inibendo, criticando o anche solo sconsigliando certi modi di abbigliarsi e la nudità: corrotti da una visione sesso centrica, incapaci di vedere e comprendere la vera natura dell’essere umano e delle sue esigenza riproduttive, sono incapaci di autocontrollarsi e pertanto risolvono il problema proibendo ciò che A LORO provoca eccitazione. Si, si, sono assai convinto che le cose stiano proprio così!

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 8 agosto 2016 su Motivazioni del nudismo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. non sono proprio convinto di quanto dici, l’abito dev’essere conforme al luogo.

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    • Perchè? Chi l’ha detto? Con quale autorità? Per quale motivo? A che pro? Cosa vuol dire conforme? Perchè mai la pelle non è conforme? Il nudo non è un abito, quindi? Perchè manca reversibilità? Perchè deve conformarsi anche chi la pensa diversamente? E per chi, non essendo credente, quel luogo è solo un parcheggio e un viale alberato? Insomma… rileggiti tutto con maggiore attenzione e non darti risposte precostruite, formulate dal condizionamento educativo subito, risposte che siano frutto del solo ragionamento logico e profondo, risposte che abbiano valore universale.

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