Traversata da Cima Laione al Passo della Monoccola (Breno – BS)


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Il Monte Listino dal sentiero numero 1

Bellissima escursione adamellina lungo un tratto del fronte della Grande Guerra. Purtroppo il traverso in quota da Cima Laione a Cima Listino, seppure possibile, risulta fortemente sconsigliabile (eccessive difficoltà tecniche per la cresta vera e propria, complicato e poco interessante tenersi sui pendii sotto la stessa) per cui non è possibile proporre un anello vero e proprio ma solo due piccoli anelli uniti tra loro da un tratto comune per l’andata e il ritorno.

I vari e differenziati resti dei manufatti di guerra (mulattiere, sentieri, scalinate, villaggi, casermette, ricoveri, trincee, postazioni di tiro) consentono un’immersione della storia, utile, prima di effettuare questa escursione, leggersi almeno un libro sulla guerra in Adamello.

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L’Adamello da Cima Laione

Dal punto di vista paesaggistico i panorami dalle due vette e dalla linea di cresta sono ampi e a tutto tondo: man mano s’individuano, in alcuni casi mantenendone a lungo la visione, la Pianura Padana, il Monte Frerone, la Cima delle Terre Fredde, la Cima Galliner, il Monte Rosa, la Concarena, buona parte della Val Camonica, alcune cime del Bernina, l’Adamello, il Re di Castello, il Carè Alto, l’intera Val di Leno, alcune delle più alte vette delle Dolomiti, il Corno del Gelo, il Monte Blumone, lo Scoglio di Laione, il Cornone di Blumone, la Cresta di Laione, la Valle di Cadino (che si risale per intero nella prima parte del percorso).

Molto interessante anche l’aspetto ambientale che, a parte il classico miscuglio di varie essenze floreali, vede l’attraversamento di diversi habitat di medio alta montagna e la possibilità d’incontrare esemplari di fauna quali le immancabili marmotte e il più timoroso camoscio.

La lunghezza del percorso può essere in parte attenuata pernottando al rifugio Tita Secchi oppure, se si è al massimo in tre persone, alla Capanna Mattia, posta praticamente a metà del giro. Alla malga di Cadino della Banca, nei pressi della quale si parcheggia l’auto, è possibile acquistare ottimi formaggi di malga.

Dati tecnici

  • Zona geografica: Italia – Lombardia – Brescia
  • Classificazione SOIUSA: Alpi Sud-orientali – Alpi Retiche Meridionali – Gruppo dell’Adamello
  • Partenza: Malga Cadino della Banca (Breno – BS), parcheggi in prossimità della malga.
  • Arrivo: coincidente con il punto di partenza.
  • Quota di partenza: 1811m
  • Quota di arrivo: stessa della partenza
  • Quota minima: 1811m
  • Quota massima: 2757m
  • Dislivello positivo totale (calcolato con GPSies): 1516m
  • Dislivello negativo totale (calcolato con GPSies): 1516m
  • Lunghezza (calcolata con GPSies): 25,22km
  • Tipologia del tracciato: principalmente mulattiere e sentieri, classici e militari, due brevi tratti di terreno libero e uno di strada sterrata.
  • Difficoltà (vedi spiegazione): EE5Em – l’unico tratto esposto, non evitabile, è di tre metri ed è collocato lungo la discesa dal Monte Listino, il sentiero è comunque abbastanza largo (all’incirca un metro), piano e regolare, agevolando il passaggio anche a chi soffre di vertigini.
  • Tempo di cammino: 13 ore e mezza (escludendo i tempi per la visita ai vari manufatti che in alcuni casi si discostano un poco dal sentiero).
  • Segnaletica: tabelle e segni in vernice bianco-rossi per buona parte del percorso (segnavia 419 tratto iniziale / finale; segnavia 1 “Alta via dell’Adamello” tratto centrale), ai quali si sovrappongono quelli bianco-gialli del sentiero “Monsignor G. Antonioli” (per un breve tratto, prima della salita a Cima Laione, rappresenta l’unica segnalazione disponibile); evidente sentiero militare nella salita a Cima Listino e nella successiva discesa al Passo della Monoccola; meno evidente sentiero militare che a tratti svanisce e ometti nella salita a Cima Laione; ometti e tracce di passaggio nella discesa da Cima Laione; evanescenti tracce di passaggio nella discesa dal Passo della Monoccola.
  • Rifornimenti alimentari e idrici: a secondo da dove si sale negozi a Bagolino e Val Dorizzo o a Breno; in ogni caso il rifugio Tita Secchi al Lago della Vacca.
  • Rifornimenti idrici naturali: nessuno affidabile.
  • Punti di appoggio per eventuale pernottamento: rifugio Tita Secchi al Lago della Vacca; capanna Mattia al Passo della Monoccola (bivacco con 3 posti letto).
  • Possibilità di piantare tende (ovviamente per bivacco: singola notte e pronta rimozione al mattino): si, bei prati nei pressi di malga Cadino e Corna Bianca, per il resto piccole e principalmente scomode radure tra i massi e le placche rocciose.
  • Fattibilità del nudo (nella speranza e nella convinzione che la normalizzazione sociale della nudità farà presto diventare questa un’indicazione superflua): in linea di massima alta da quando si abbandona il sentiero per il Passo di Blumone per salire a Cima Laione a quando si rientra sul sentiero numero 1; nuovamente alta da quando si abbandona il numero 1 per salire al Monte Listino a quando lo si riprende dopo il Passo della Monoccola, con la sola criticità del passaggio da Capanna Mattia; media sul tratto di raccordo tra le due cime (sentiero numero 1 dalla cresta sud di Cima Laione alla cresta est del Monte Listino); nulla nella parte restante del percorso; nel mezzo della notte può risultare critico solo il passaggio nei pressi del rifugio Tita Secchi (comunque evitabile), del vicino alloggio dei guardiani della diga (non evitabile) e della capanna Mattia (evitabile anche questo).

Profilo altimetrico e mappa

Salita continua anche se con vari tratti di respiro fino alla vetta di Cima Laione a cui segue una discesa con tratti di sconnessa ganda. Comode la risalita a Cima Listino e la successiva lunga discesa fino al Passo della Monoccola, da qui una breve e molto tecnica discesa prima su ripido pendio erboso e poi tra erbe e placche rocciose. Lunga risalita al Passo del Blumone che alterna tratti pianeggianti a brevi e ripidi strappi in salita, con momenti di respiro ed altri di meno rilassante equilibrio sui massi delle frequenti piccole gande. Ora, dopo un primo complesso (estesa ganda con massi piccoli e mobili) traverso, è tutta discesa (in parte tecnica e in parte di respiro) fino al Lago della Vacca; breve anche se ripida risalita al Passo della Vacca e poi comoda discesa.

GPSies - Monte Listino – Traversata Laione-Passo Monoccola

Clicca sull’immagine per accedere alla mappa dinamica con profilo

Relazione tecnica

Dal parcheggio si segue in salita la strada asfaltata per poche decine di metri fino a incontrare sulla sinistra la strada sterrata che si inoltra nella conca della valle di Cadino. Seguendo detta strada, in lieve ma costante salita, si costeggia alla base il Monte Colombine per portarsi verso l’evidente ammasso calcareo della Corna Bianca alla cui base termina la strada e inizia il sentiero. Superato un tratto di finissima sabbia il sentiero si fa larga mulattiera recentemente sistemata e lastricata per renderne più agevole la percorrenza. Aggirando alti sulla destra il laghetto Moie si perviene ad una sella erbosa da dove si scende brevemente entrando in una verdissima conca erbosa cosparsa di mughi e fiori di varie specie. Attraversata, in diagonale da sinistra verso destra, la piccola conca si riprende a salire per portarsi alla conca dell’ormai svanito lago Nero che si aggira sulla destra alzandosi leggermente sotto le pendici occidentali delle Creste di Laione. Ignorando la deviazione a destra del vecchio sentiero (soprannominato dell’Emme per via della sua caratteristica forma che appare alla visione dalla sponda opposta) si prosegue, sempre in lieve salita, portandosi con ampio giro sull’opposto versante della conca dove, dopo un tornante a destra, s’incrocia la mulattiera che arriva dalla Bazena e che si segue verso destra pervenendo in breve al Passo della Vacca (2361m). Continuando a sinistra per la lastricata mulattiera aggiriamo dei dossi di erba e rocce e ci portiamo in vista del Lago della Vacca verso il quale scendiamo per poi tagliare a mezza costa verso destra e scendere al ponticello (ca. 2340m) che permette di attraversare il torrente Laione che si origina dalla diga del lago. Risalendo alcuni gradini sottostanti l’edificio dei guardiani della diga ci portiamo alla sua sommità e da qui possiamo salire a destra per raggiungere il vicinissimo rifugio Tita Secchi (2367m) oppure aggirare a sinistra il dosso roccioso e, per lastricato sentiero, procedere direttamente verso i pendii che adducono al Passo del Blumone.

Ruderi dell'ex rifugio del Blumone

Ruderi dell’ex rifugio del Blumone

Alzandoci gradualmente sopra il Lago della Vacca ci accostiamo alle pareti occidentali del Cornone di Blumone per seguirle parallelamente procedendo in direzione nord all’interno di un’immensa ganda. Dopo una decina di minuti iniziano i tornanti che ci fanno guadagnare quota accostandoci maggiormente alle pareti del detto monte. Alla nostra sinistra, nel mezzo del campo di ganda, si alza uno sperone roccioso, quando siamo all’altezza della sua sommità troviamo a sinistra l’inizio di un piccolo sentiero militare (tabella del sentiero Antionioli) che imbocchiamo e seguiamo portandoci sull’opposto versante della conca dove risaliamo con alcune svolte tra erbe, piccoli laghetti e placche rocciose mirando all’evidente crinale che scende a ovest dell’altrettanto evidente Cima Laione, sopra di noi a destra. Dopo l’ennesima svolta, mentre procediamo in direzione est perveniamo ai ruderi dell’ex rifugio già sede del comando di zona durante la Grande Guerra. Dopo l’opportuna visita a detti ruderi risaliamo la scalinata che lo affianca a est e riprendiamo il cammino in direzione ovest fino ad arrivare in vista dei ruderi di altra casermetta. Qui il sentiero segnato scende leggermente, noi, invece, prendiamo la traccia che porta ai ruderi che, ovviamente, andiamo a visitare. Ritorniamo sui nostri passi e, poco prima di ritornare sul sentiero Antonioli da poco abbandonato, prendiamo a sinistra un’evidente traccia di sentiero militare che sale in direzione della Cima Laione. A tratti tale sentiero scompare ma con l’aiuto di alcuni ometti velocemente ci avviciniamo al triangolo della cuspide sommitale, prima tenendoci alquanto discosti dal filo del crinale, poi risalendo ad esso (dove troviamo una breve trincea profondamente scavata nella roccia) e da qui tagliando a destra per raggiungere il crinale sud di Cima Laione per il quale, con alcuni tornanti su ripido terreno erboso, velocemente perveniamo alla vetta (2763m).

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Segni della Grande Guerra sotto Cima Laione

Manufatti della Grande Guerra salendo al Monte Listino

Manufatti della Grande Guerra salendo al Monte Listino

Ridiscendiamo per il sentiero di salita fino a quando questo si dirige seccamente verso ovest, qui lo abbandoniamo e per tracce (ometti) scendiamo seguendo senza via obbligata il largo crestone sud che ci porta verso il Cornone di Blumone. Continuiamo a scendere per il costone fino a incrociare una traccia che scende nella conca alla nostra sinistra (sentiero n° 1 “Alta Via dell’Adamello” con, alla data di redazione della presente relazione, tabella segnaletica e numerosissime segnalazioni in vernice, a prova di nebbia; ), per questa traccia, che nei tratti di ganda svanisce e ci si deve affidare solo ai segni in vernice (senza necessariamente seguirli fedelmente: ogni tanto portano a seguire un percorso non ottimale) perdiamo diversi metri di quota per poi iniziare un lungo traverso che, tenendosi nel pianoro a sinistra dello Scoglio di Laione, più o meno a metà distanza dalle pareti della Cima di Mare che ci sovrastano alla nostra sinistra, ci porta in direzione della cresta est dell’ora ben visibile Monte Listino alla quale perveniamo con breve risalita. Proprio appena prima del filo di cresta incrociamo la mulattiera militare che sale dal Passo del Termine (ben visibile sotto di noi a destra) e prosegue verso Cima Listino (alla nostra sinistra), la seguiamo verso sinistra abbassandoci, sul lato meridionale, sensibilmente rispetto al filo di cresta verso il quale dopo poco risaliamo con alcuni secchi tornanti tra resti della guerra (baracche con, al loro interno, tabelloni descrittivi a cura dal Parco dell’Adamello). Un ultimo diagonale verso ovest ci porta alla vetta dove troviamo i ruderi di una grossa baracca (2749m).

In vetta al Monte Listino

In vetta al Monte Listino

Inizio discesa dal Monte Listino

Inizio discesa dal Monte Listino

Sul lato occidentale della baracca prendiamo il sentiero che, attraversato un piano praticello, scende lungo il crinale settentrionale tenendosi sul suo lato est. Persa sensibilmente quota un piano e comodo sentiero ci riporta verso la cresta con attraversamento di un breve ed esposto tratto sul filo per poi pervenire ad altra meno problematica insellatura dove a destra è collocato un ricovero di sentinella e a sinistra una scalinata scende a una piazzola erbosa esposta su un ripido canalone che scende in Valle del Listino. Proseguiamo per il sentiero principale e perveniamo ad un ponte in legno che permette di superare agevolmente uno stretto ed espostissimo intaglio di cresta. Si procede ancora sul lato occidentale della cresta finché l’evidente traccia del sentiero militare ci porta a scavalcarla (Passo del Listino, 2635m) per scendere un poco sul lato occidentale e pervenire alla località Tresenda dove sotto di noi osserviamo i resti di un villaggio militare mentre a destra, a filo cresta, parte un camminamento incavato nel terreno che scende ad una larga radura erbosa dalla quale si domina l’intera Val di Leno, una lunga trincea chiude il lato a valle della radura. Ritornati sulla cresta andiamo a destra scendendo una ripida scalinata. Ad un bivio ancora a destra fino a una grotta ricovero dove la mulattiera termina e prosegue uno stretto ed esposto sentierino che ignoriamo ritornando invece sui nostri passi. Giunti al bivio sotto la scalinata prendiamo a destra scendendo ai ruderi di un villaggio militare (targhetta su un masso). Continuando a scendere verso sinistra arriviamo ai resti di una baracca, li aggiriamo a sinistra, scendiamo ancora un poco e poi riprendiamo a camminare in direzione nord. Costeggiando i salti rocciosi di cresta la bella traccia ci porta con alcuni sali e scendi ad altro villaggio militare dove, in alto a destra, vediamo la Capanna Mattia alla quale perveniamo per un comodo sentiero.

Villaggio militare in località Tresenda

Villaggio militare in località Tresenda

Capanna Mattia

Capanna Mattia

Dalla Capanna possiamo ritornare sul sentiero principale sia in modo diretto (sconsigliabile per tratto esposto con cordina metallica lenta e alla vista poco affidabile) sia ripercorrendo a ritroso il sentiero seguito in salita. Proseguendo verso nord in breve siamo al Passo della Monoccola (2594m) dove un profondo intaglio (probabilmente artificiale) nel filo di cresta permette di portarsi agevolmente sul lato orientale della cresta dove troviamo una nuova trincea che scende verso sinistra chiusa poco dopo da uno sbarramento. La seguiamo verso sinistra tenendoci sopra il suo muro a valle per poi scendere nella trincea appena passata la sua interruzione interna. Seguendo la parte terminale della trincea puntiamo ad una grotta ricovero e poco prima della stessa voltiamo a destra per scendere direttamente nel mezzo del ripido e scivoloso pendio erboso. Quando il pendio perde un poco di inclinazione conviene tagliare diagonalmente a destra per raggiungere e attraversare una stretta ganda per raggiungere un altro pendio erboso dove troviamo delle tracce di passaggio un poco più evidenti. Seguendo tali tracce con alcune svolte scendiamo ancora un poco per erba portandoci al limite superiore di una più estesa ganda (che è poi la continuazione di quella attraversata poco prima) nella quale individuiamo un esile sentiero che con un paio di tornanti si abbassa in direzione di più comode placche rocciose alternate a erbe. Senza via obbligata, scegliendoci il percorso che riteniamo più opportuno, ci abbassiamo nella conca fino ad incrociare la traccia del sentiero n° 1 (2330m ca; eventualmente si può tenere una direzione in diagonale verso destra in modo da spostarsi già nella direzione di ritorno, risparmiandosi un poco di strada). Seguendo a destra tale sentiero lungamente procediamo alternando tratti piani ad altri di ripida salita, erba e ganda, pervenendo alla cresta orientale del Monte Listino dove ci reimmettiamo nel percorso già fatto che seguiamo fino al costone meridionale di Cima Laione, dove procediamo ancora lungo il numero 1 per scendere al Passo di Blumone (quando le segnalazioni in vernice scendono un poco a sinistra sul lato della Val del Caffaro portando a seguire un tortuoso e talvolta poco camminabile percorso tra erbe e massi, stando a destra è possibile procedere per placche rocciose con un percorso meno tortuoso e più camminabile, godendosi, tra l’altro, anche un bel panorama).

Il ponte sospeso e il Passo del Listino dal sentiero numero 1

Il ponte sospeso e il Passo del Listino dal sentiero numero 1

Dal passo (2633m) prendiamo la ganda sotto la cresta nord del Cornone del Blumone e, tagliando a mezza costa in lieve salita, ci dirigiamo verso sud fino a ritrovare la più evidente e comoda traccia della vecchia mulattiera di guerra. Seguendola fedelmente ci riportiamo sul percorso di salita che seguiamo fino ad oltrepassare il ponte sotto la diga del Lago della Vacca. Qui invece di spostarci a destra sopra il lago, risaliamo dritti lungo le placche rocciose (sentierini e tracce di passaggio) finché, giunti al sommo del dosso da dove possiamo ben vedere il Passo delle Vacca e il relativo famoso masso che lo identifica, con discesa obliqua verso destra andiamo a recuperare la mulattiera principale e il percorso di salita per il quale rientriamo all’auto.

Tabella di marcia

I tempi indicati sono stati personalmente verificati sul posto tenendo conto dell’effettuazione del giro in marcia continua (ovvero senza soste) e costante (ovvero senza sensibili variazioni di andatura) con una velocità media di 3,5km/ora (la velocità che un escursionista mediamente allenato può mantenere con costanza indipendentemente dalla pendenza del terreno). In alcuni casi le mie indicazioni temporali differiscono (solitamente in più) da quelle delle tabelle ufficiali.

Punto di passaggio Tempo del tratto (ore:min)
Malga Cadino della Banca 0:00
Rifugio Tita Secchi al lago della Vacca 2:00
Ruderi vecchio rifugio 1:00
Cima Laione 0:40
Sentiero numero 1 0:30
Cresta est del Listino 1:30
Monte Listino 1:00
Passo Listino 0:20
Passo della Monoccola 1:10
Sentiero numero 1 0:20
Passo del Blumone 2:30
Rifugio Tita Secchi al lago della Vacca 1:00
Malga Cadino della Banca 1:30
TEMPO TOTALE 13:30
Nel blu elettrico della notte la luna tramonta dietro il Monte Frerone, in primo piano il Lago della Vacca

Nel blu elettrico della notte la luna tramonta dietro il Monte Frerone, in primo piano il Lago della Vacca

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 20 agosto 2016, in Itinerari escursionistici con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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