Una tre giorni in Val Braone


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In vetta a Cima Galliner (Foto di Emanuele Cinelli)

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Val Braone parte bassa (Foto di Cristina Liberto)

Situata nel settore meridionale dell’Adamello, questa valle s’estende da ovest verso est incuneandosi profondamente tra due lunghi crinale, l’uno piuttosto tormentato, l’altro assai più regolare e facilmente percorribile. La sua testata si chiude contro due cime assai frequentate dalle quali si osserva lo spettacolo della liquida gemma azzurra del Lago della Vacca, dove decine e decine di puntini colorati, i tantissimi escursionisti che ogni giorno qui salgono, si muovono in ogni direzione. Un sottile velo separa le due zone, poche decine di minuti di cammino, eppure se da un lato la solitudine è pressoché impossibile, dall’altro è al contrario pressoché costante. Ecco il pregio principale della Val Braone, il motivo che me l’ha fatta amare e che non solo m’induce a tornarci spesso, ma anche a proporla come meta annuale delle escursioni di Mondo Nudo. Così ci siamo recentemente tornati per il quarto anno consecutivo e così credo proprio che ci torneremo ancora per altri anni: con intuito, fantasia e un poco di intraprendenza molti sono i possibili itinerari che, uscendo dai pochi sentieri tracciati e col favore di un terreno aperto quasi ovunque percorribile, vi ho individuato e, pertanto, molti quelli che posso ancora proporre anche a chi è stato già mio compagno nei precedenti soggiorni.

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Normalità (Foto di Emanuele Cinelli)

Immergersi in queste selvagge lande ci permette di reintegrarci nella nostra primordiale normalità e c’invita a spogliarci d’ogni barriera, fisica o mentale che sia. Le vaste coloratissime estensioni di rododendri in fiore si contrappongono alle distese di cotonosi bianchi eriofori, tutt’attorno il verde intenso della torbiera e dei pascoli a tratti interrotto da quello più scuro degli ontaneti o, nella parte bassa della valle, delle conifere e del bosco di latifoglie. Nel mezzo due vasti pianori, l’uno interamente prativo l’altro che all’erba frappone rossastre placconate rocciose; un rumoroso torrente scorre da monte a valle componendo la sua sinfonia di rapide e cascate, le macchie bluastre delle genziane dipingono i pendii laterali sui quali qualche marmotta lancia a tratti il suo acuto grido d’allarme. Una lepre veloce scappa fra i massi, un gheppio osserva la valle librandosi nel cielo con il suo caratteristico volo mentre furtivamente un’aquila ogni tanto allunga il suo possente sguardo alla ricerca di un lauto pranzetto.

Foto Emanuele Cinelli

Rif. Prandini (Foto di Emanuele Cinelli)

A poca distanza tra loro due rifugi non presidiati offrono ospitalità al viandante che abbia osato spingersi fin quassù, più in alto il Gheza composto da due piccole costruzioni in muratura, le ex case di caccia della famiglia Gheza, gestito dal CAI di Darfo, più in basso il Prandini edificato sulla base della vecchia malga delle Foppe di Sopra (ancora operativa al piano inferiore della costruzione) e gestito dagli Alpini di Braone. In quest’ultimo soggiorniamo noi di Mondo Nudo, scelta casuale ma al contempo scelta che ad oggi ci appare ideale, vuoi per la libertà di cui possiamo così usufruire e che, forse, il Gheza non potrebbe altrettanto offrirci, vuoi per l’aver così conosciuto persone affabili e aperte quali il Sindaco di Braone e Piero, colui che si occupa della custodia del rifugio e dal quale, dopo un primo momento di diffidente incontro, ho (e abbiamo) poi ottenuto la piena fiducia e gradevolissima amicizia.

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In attesa della cena (Foto di Emanuele Cinelli)

Nel tardo pomeriggio del 9 settembre parcheggiamo l’auto poco prima delle Case di Paghera e saliamo al rifugio seguendo il più classico sentiero che risale tutta la parte bassa della Val Braone. Dopo pochi minuti di cammino abbandoniamo la strada e imbocchiamo il sentiero, fa caldo e si suda parecchio, nel bosco l’afa si fa sentire ma noi abbiamo un’arma di difesa che subito andiamo a indossare. Poco dopo i nostri corpi, ora meglio ossigenati e rinfrescati, smettono di sudare, il cammino si fa più veloce e, uno dopo l’altro, i metri di dislivello scorrono sotto i nostri piedi passando dal lato a monte a quello a valle. Siamo al rifugio, come sempre accogliente e pulito, ci sistemiamo, accendiamo la stufa e prepariamo la cena dopo la quale scendo incontro ai due amici che, impossibilitati a partire nel primo pomeriggio, stanno salendo nella notte.

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Partenza notturna (Foto di Emanuele Cinelli)

10 settembre ore quattro del mattino, sveglio i miei compagni e ci prepariamo al lungo cammino previsto per oggi. Ora cinque e quindici minuti, al chiarore delle frontali imbocchiamo il sentiero che sale verso l’alto della valle, l’aria è ancora frizzante ma non tanto da impedirci di dare aria quantomeno ai principali centri di respiro del corpo. Con passo cadenzato guido la comitiva verso la prima meta del giorno, la Cima Galliner, nel frattempo il buio della notte lascia spazio al chiarore del giorno. Un tornante dietro l’altro la piana mulattiera militare ci conduce verso il calore del sole dove anche le residue maglie si depositano negli zaini. Siamo andati troppo lenti in più un paio di noi lamentano dolori alle articolazioni, è meglio abbreviare il percorso: arrivati a Cima Laione invece di proseguire verso il Monte Listino ci fermiamo e rientriamo sui nostri passi per ridiscendere al rifugio dove arriviamo sotto la pioggia. Mentre ci asciughiamo arrivano un ragazzo e una ragazza che s’imbattono bruscamente nella nostra nudità, ma non ci sono problemi: erano stati proditoriamente preavvisati dal lungimirante Piero. Chiediamo comunque se dobbiamo rivestirci ottenendo una risposta negativa, la sera la passiamo insieme parlando di nudo e di nudismo!

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Lago della Vacca e Rif. Tita Secchi dalla Cima Laione (Foto di Emanuele Cinelli)

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Conca del Listino (Foto di Marco M.)

11 settembre, con calma ci alziamo, facciamo colazione, puliamo il rifugio, salutiamo i due ragazzi e prendiamo la via del rientro a valle, un lungo rientro che facciamo per l’altrettanto selvaggia Conca del Listino dove purtroppo inizia a piovere, una pioggia a tratti frammista a grandine che ci accompagna fino all’auto rallentandoci sensibilmente nel cammino e facendoci arrivare con un notevole ritardo che fa saltare il previsto incontro a Iseo con l’amico e collaboratore Vittorio per festeggiare il suo ormai passato compleanno.

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Nel mezzo della Conca del Listino (Foto Marco M.)

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Il gruppo (Foto di Emanuele Cinelli)

Tre giorni bellissimi e fruttuosi, tre giorni che hanno rinsaldato la nostra convinzione sulla possibilità di addivenire in tempi abbastanza rapidi ad una diffusa normalizzazione del nudo, quantomeno in ambito escursionistico, se chi ha scelto di vivere nudo inizierà a manifestarsi più apertamente e con meno timori. Tre giorni per i quali devo e voglio ringraziare i miei compagni di viaggio (Angelo, Cristina, Marco, Pierangelo e Riccardo), ma devo e voglio ringraziare di cuore anche Piero il custode del rifugio che mi e ci ha donato la sua più sincera amicizia, i due ragazzi conosciuti al rifugio che hanno subito accettato la nostra nudità e condiviso senza problemi lo spazio del rifugio, la madre della ragazza che da allieva di mia sorella ha conosciuto il mio blog e ne ha parlato alla figlia, il Sindaco di Braone che fin dall’inizio ha voluto darci fiducia, i cittadini e gli Alpini di Braone che in massima parte accettano la nostra presenza. Grazie, grazie a tutti.

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In vetta a Cima Laione, sullo sfondo il Cornone del Blumone (Foto di Emanuele Cinelli)

La parola ad alcuni dei partecipanti

Cristina

Che felicità che ho! Conoscervi tutti e ognuno è stato straordinario!

L’aria che ho respirato i passi che ho fatto il cielo che ho visto le pietre che ho calpestato i paesaggi che mi hanno tolto il respiro e le infinite parole che ho scambiato con voi mi hanno riempita e arricchita dentro.
Sono d’accordo in pieno con quello che ha detto Emanuele ieri ai due ragazzi su. In mezzo alla natura maestosa e sconfinata e così perfetta hai qualcosa di troppo se hai i vestiti addosso.

Io in questi tre giorni mi sono spogliata di ogni cosa e ho lasciato che questa esperienza mi entrasse dentro, mi sconvolgesse e mi purificasse!

Grazie a Emanuele che da subito ha accolto la sfida di portarmi in un esperienza così ardua senza neanche conoscermi e mi ha aiutato a non mollare fino alla fine, a Riccardo che mi è stato amico fin dal primo messaggio e mi ha aiutato ad arrivare con la testa pronta a questa impresa per me titanica, a Marco che dal primo passo lasciata l’auto mi ha subito fatta sentire accolta, a Pier che ha avuto la pazienza di ascoltare il mio fiume di parole per ore e ore (impresa che riesce a pochi), ad Angelo che ogni volta che parlavamo è sempre riuscito a farmi sorridere.

Siete stati la mia forza di volontà e la mia determinazione! Da sola non sarei riuscita a fare neanche un decimo delle cose che ho fatto non avrei visto niente di quello che ho visto e non sarei stata a 2500 metri baciata dal sole nel mio abito di nascita.

Mi sono messa in gioco, ho scoperto limiti e affrontato paure! Sono stati 3 giorni di crescita interiore molto forti!

A presto!

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Arrivo a Malga Listino sotto la pioggia (Foto di Marco M.)

Marco

Ciao a tutti! Stamattina è stata dura tornare alla “normalità” dopo i 3 giorni trascorsi al Prandini…

Ancora una volta le escursioni in nudità si sono rivelate essere un qualcosa di magico! Merito della nudità e dei compagni di viaggio. Da tempo mi sono convinto che i nudisti siano persone speciali: evidentemente saper vivere la nudità con semplicità è capace di dare loro una marcia in più degli altri!… E questa mia convinzione ha trovato ulteriore conferma nella “new entry” del gruppo, la simpaticissima Cristina (che ringrazio per le belle parole che già ieri sera – nonostante la presumibile stanchezza – ha voluto scriverci!).

Un caro saluto a tutti e un arrivederci a presto!

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Inizio discesa verso la Conca del Listino: Laghetto di Mare (Foto di Marco M.)

Angelo

Che dire di non ripetitivo, Marco mi ha anticipato nell’esprimere la netta sensazione che i nudisti sono davvero persone speciali;  vivere  la montagna con uno spirito gioioso, divertendoci semplicemente come dei bambini, mostrando la nostra nudità come se fosse la cosa più naturale che esista senza essere condizionati da inutili paure e pregiudizi, è molto gratificante, è una carica di energia sana positiva per affrontare la realtà della quotidianità “tessile” spesso banale, maleducata ed incivile.

Ringrazio voi tutti per aver reso questo soggiorno uno splendido successo, oltre le mie pur speranzose aspettative, in particolare devo ringraziare Cristina che con la sua partecipazione e splendida simpatia ha reso il soggiorno ancor più speciale per noi maschiacci: con la sua genuinità ha portato un qualcosa di veramente ok, ci voleva proprio. Un’esperienza che vorrei rivivere il prossimo anno magari con più giorni.

Secondo mia opinione è giunto il momento di accelerare, di osare, di lasciar da parte gli ultimi timori e camminare nudi tranquillamente anche in presenza di occasionali frequentatori, quello che è loro diritto deve essere anche il nostro.

Un grande grazie a te personalmente Emanuele per quello che stai facendo affinché il nudismo sia un diritto e non una mortificazione.

Un grande abbraccio un ciao a tutti!

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Arrivo al sole durante la salita a Cima Galliner, sullo sfondo il Pizzo Badile Camuno (Foto di Emanuele Cinelli)

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 15 settembre 2016, in Racconti di sport, VivAlpe 2016 con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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