#TappaUnica3V sforzi ed emozioni


0043_ph. carla cinelli_edNella fredda mattina muscoli caldi si estendono e si comprimono a ritmo sostenuto ben alimentati d’ossigeno dal sangue che liberamente scorre lungo larghi e puliti canali. Il mantice polmonare si espande alla sua massima misura risucchiando un buon carico d’aria rumorosamente espulso dall’immediata contrazione. Lieve rugiada di sudore copre la pelle con un sottilissimo velo. Pulsante percussione all’interno del torace si ripercuote in gola e sulle tempie cadenzando il ritmo.

Mulinello senza fine delle gambe, tratti al passo, tratti di corsa, balzi e rimbalzi, sterzate, controsterzate, scivolate, frenate accorte. Sassi che scappano da sotto le suole, acqua e fango che schizzano attorno, rami che sferzano il viso, raggi di luce colpiscono gli occhi, linee d’ombra che celano inganni del suolo. Equilibrio, sensibilità, riflessi e poi ancora riflessi, equilibrio, l’occhio che corre, la mente che scorre, il corpo risponde.

0368_ph. fabio corradini_edMille gesti, piccoli gesti, un braccio s’allarga, un piede si torce, un cambio di peso, avanti le spalle, gettarsi nella discesa, piegarsi nel salto d’un sasso sporgente. Balzi e rimbalzi, un piede a destra l’altro a sinistra, insidiose radici, pungenti spine. Chilometri di strada, metri di dislivello, salite e discese, discese e salite, cammino e corsa, corsa e cammino, fiato pesante, qualche dolore, tanta tensione provoca calore, calore invadente, calore suadente.

Nella men fredda mattina il gesto si ferma e il fiato si calma. Muscoli tesi pian piano si sciolgono e un nuovo calore entra nel corpo. La mente rivive tutta l’azione e altro calore discende col sangue. Risposta del corpo allo sforzo passato, tensioni e scioltezze, vibrazioni, impulsi di rinforzo. Ricordi si sommano ad altri ricordi, immagini si accavallano ad altre immagini, sensazioni con sensazioni. Fatica e dolore si coniugano in riposo e piacere. Fatica e dolore, soddisfazione e gaudente attesa del prossimo sforzo, della prossima uscita.

Fatica e dolore, calore e piacere!

0243_ph. fabio corradini_ed


30 dicembre 2016 ancora un allenamento di corsa in piano, ancora Gavardina, ancora dieci chilometri e cinquecento metri, ancora un’ora e otto minuti.

1 gennaio 2017 Semi tranquilla escursione in compagnia di mia moglie: Passo Viglio da Sant’Eusebio seguendo il crinale orientale della Val Bertone, undici chilometri, cinquecento quaranta metri di dislivello, tre ore e dieci.

3 gennaio 2017 allenamento solitario con l’obiettivo di raddrizzare il percorso che sale alla Punta Almana da Inzino, come pensavo il sentiero esiste anche se non riportato per intero dalle carte, un bel sentiero, pendenza costantemente sostenuta, un’ora e trentasette minuti per arrivare in vetta (tre chilometri per novecento trenta metri), un’ora per tornare a valle seguendo il più lungo e contorto percorso normale (sei chilometri e mezzo con quaranta metri di salita e novecento sessantanove metri di discesa).

6 gennaio 2017, il freddo cane non mi ferma, anzi non ci ferma visto che con me c’è ancora mia moglie, testiamo la tabella di marcia che ho calcolato per la relazione del giro “Le Cime di Cariadeghe”: undici chilometri e mezzo, cinquecento ottantasette metri di dislivello, quattro ore e sedici minuti compresa la sosta pranzo.

8 gennaio 2017, defaticamento alla Rocca di Manerba in compagnia della moglie: nove chilometri, centosettantacinque metri di dislivello, un’ora e quarant’otto minuti.

14 gennaio 2017, le vacanze sono finite e la settimana è stata pesante, ieri ha nevicato, strade e monti sono imbiancati, mi fermo alla Gavardina per riprovare i dieci chilometri e mezzo in piano: un’ora e sei minuti (trentadue più trentaquattro minuti), due minuti in meno delle altre volte.

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 16 gennaio 2017, in Racconti di sport con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Ulisse Lapegna

    Bravo Emanuele….. sei una roccia!

    Liked by 1 persona

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