La mia vicina…


La mia vicina è gentile, non mi denuncerà.

“Tanto va la gatta al lardo…”

6:10 di venerdì scorso. Mi sveglio, esco sul balcone della camera per una boccata d’aria, per vedere com’è la giornata; mi stiracchio. Il cielo è nuvoloso, l’aria fresca, ma non pungente, di una limpidezza che permette di vedere perfetti dettagli sino all’orizzonte.

Scendo in cucina e preparo la mia tisana mattutina. Nel frattempo, apro la porta-finestra che dà sul balcone al pianoterra. Mentre giro l’omino blocca-persiana che fissa l’antone, scorgo la mia vicina di tre balconi più in là, che stende il bucato. Al vederci, ci salutiamo nello stesso istante, con un gesto automatico della mano. Rientro e mi ripasso nella mente la scena. Mi rivedo mentre saluto e la vicina che pure alza la mano: ma io sono nudo, come al solito, come ogni mattina da qualche anno; mai che qualcuno m’abbia visto.

Noto che i riflessi condizionati sono stati più tempestivi del pensiero: che prima ho salutato e solo dopo mi son ricordato d’essere nudo. Nemmeno il minimo tentativo di coprirmi alla meglio.

Abitiamo in queste case a schiera acquistate in cooperativa da oltre vent’anni. Va be’ sono un tipo originale… ogni giorno mi scoprono una stranezza. «E fa bene!» mi giunge per telepatia il pensiero della vicina. Un brivido le scorre lungo la schiena come se ad essere nuda fosse stata lei. Forse si chiede: «quando potrò anch’io? quando vorrò? quando proverò ad uscire nuda sul balcone a stendere i panni?… In un giorno di vacanza, forse, di domenica, quando non ci sono i ragazzi in cucina a far colazione, lo zaino di scuola pronto in corridoio. Oppure quando dormono ancora…»

La mia vicina mi ha anche sorriso, come fa di solito, quando sono vestito. Non ha fatto differenze. Nudo o vestito, per l’attimo di un saluto non faceva proprio differenza. Non mi toglierà il saluto perché mi ha visto indecente sul balcone. Forse già qualcosa sospettava, forse mi ha visto altre volte, senza che me ne fossi accorto. Ho solo il dato di oggi: ed è che è stato tutto normale. Sarà stato anche un fatto improvviso che non ha lasciato il tempo a nessuno di riflettere… – tanto meglio! – la reazione immediata non è stata d’allarme o sorpresa, è stata semplicemente sincera. Mi ha risposto al saluto, ci siam salutati come facciamo da sempre.

Da domani so che posso uscire nudo e tranquillo sul balcone a fissare l’antone. La vicina mi sorriderà un poco di più. Forse anch’io rimarrò qualche istante in più, respirerò l’aria del mattino, mi stiracchierò due volte. Anche sul balcone da basso. Non come ho fatto sinora, quasi che dovessi rubare questi attimi, guardingo che nessuno vedesse.

La gente nel complesso ha buon senso, se ti conosce non ti denuncia. È avanti d’un passo rispetto alla legge. Forse anche due.

Informazioni su Vittorio Volpi

Mi interesso di lingue e di libri. Mi piace scoprire le potenzialità espressive della voce nella lettura ad alta voce. Devo aver avuto un qualche antenato nelle Isole Ionie della Grecia, in Dordogna o in Mongolia, sicuramente anche in Germania. Autori preferiti: Omero, Nikos Kazantzakis, Erwin Strittmatter e “pochi” altri. La foto del mio profilo mi ritrae a colloquio con un altro escursionista sulle creste attorno a Crocedomini: "zona di contatto"

Pubblicato il 5 maggio 2017, in Atteggiamenti sociali con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

  1. Esempio delle tante persone intelligenti, delle tante persone che sanno e applicano il vero rispetto, a fronte delle meno numerose (eppure più ascoltate e protette dalle istituzioni, perché?) che, al contrario, vogliono presuntuosamente imporre all’intera società il loro modo di vedere: se al mondo tutti dovessero fare solo quello che è da tutti condiviso il mondo sarebbe fermo, non esiste cosa condivisa da tutti. Maggioranza? Lasciamo perdere, innanzitutto perché spesso, come nel caso della nudità, si tratta di maggioranza apparente e poi perché quantomeno nelle questioni morali non può invocarsi il principio di maggioranza: quando un atteggiamento non apporta agli altri veri danni materiali (ovvero fisici od economici) ne va indissolubilmente garantita e protetta l’applicabilità sempre, comunque e ovunque. Il diritto delle minoranze è propaganda socio-politica molto utilizzata, che la si applichi realmente e per ogni questione, non solo quando fa comodo!

    Mi piace

  2. Purtroppo siamo in una società dove è opportuno avere vicini di casa (almeno quelli) con i quali trovarsi bene e in amicizia. Solo così si può esercitare le proprie semplici libertà senza patemi d’animo. Comprendo bene Vittorio Volpi e lo ringrazio per la condivisione della propria esperienza naturista. E’ davvero molto piacevole potersi liberare di tutti gli indumenti nelle semplici attività di casa, e anche sul balcone, in giardino, nella natura, vicino a corsi d’acqua. Si spera sempre che qualcosa migliori anche nelle normative, al momento ancora troppo inibenti.

    Mi piace

    • Vittorio Volpi

      Grazie Roberto per il tuo commento.
      Il tuo commento mi ha messo in moto una concatenazione di pensieri che sono sfociati nel chiedermi: «che diritti hanno gli altri su di me, sulle mie scelte, sulle mie preferenze, e in particolare sulle mie opzioni?». E mi dico: «Nessuna! Finché non pesto i piedi a nessuno». Per cui se penso che sia un mio diritto indiscutibile stare sul balcone nudo, io ci sto. Senza farmi paranoie, senza seguire schemi preventivi. Solo con la minima avvertenza di non esser tanto bambo da passare dei guai. Anzi penso che questo diritto irrinunciabile debba esser goduto e non censurato secondo quel che suppongo sia la mentalità dei vicini. Non ci possono far nulla se a me piace pranzare sul balcone senza vestiti, o leggere. Qual è l’offesa madornale che può suscitare la vista della mia nudità?
      Ecco: forse la parola stessa “nudità” parte già caricata di connotazioni, non dico negative, ma che richiedono quel minimo di precauzioni, senza le quali viene percepita negativamente, immediatamente come “indecenza”. Preferirei evitarla per non rimarcare la distinzione, perché le associazioni non partano per la tangente.
      E chi se non noi dobbiamo lavorare e anche esporci, affinché questa differenza non sia più rimarcata? Agendo così è inevitabile che nella pratica si trovino poi dei passaggi inattesi, degli interruttori di pensiero, che ci cambiano la percezione della geografia, dei rapporti sociali, delle forze in ballo. Se io mi fossi coperto, avrei io stesso suggerito di essere in colpa, per qualcosa di accidentale che io per primo non condividevo; che è esattamente al contrario di quel che penso. Infatti, essendo talmente convinto che non c’era nulla di particolare, devo aver comunicato proprio questo mio atteggiamento, cioè che l’essere nudi si tratta di cosa normale che non fa più meraviglia.
      Occasioni come quella descritta nell’articolo mi si moltiplicano man mano oso qualcosa, e mi rassereno. E non sento più come speciale, eccezionale la situazione e sempre più mi convinco che nello stesso modo in cui comunico la mia “intenzione”, altrettanto viene anche percepita: per chi guarda è una possibilità del darsi delle situazioni, e la accettano ancor prima di interporvi un qualsiasi giudizio. Verrà senz’altro una razionalizzazione, ma dopo, quando ormai l’emotività ha già deciso, quando la tua reazione, per razionale possa essere, deve cedere il passo a come hai percepito emotivamente la vista di qualcuno senza vestiti che passeggia tranquillamente in montagna o in campagna.
      Vedo che è quasi un secondo articolo. Ti ringrazio per avermi invogliato a precisare il mio pensiero.

      Mi piace

      • Grazie a te, Vittorio. Da parte mia sto cercando di superare il panico per quello che potrebbe in teoria succedermi (sanzioni pecuniarie e “pubblico ludibrio” in una società dove spesso prevale tanta ipocrisia). È troppo bello stare nudi, quando le temperature ambientali lo consentono. Rinunciarvi diventa spesso fonte di disturbi psico somatici. Almeno per me. Ancora ti ringrazio. Ringrazio anche Emanuele Cinelli. Un cordiale saluto.

        Mi piace

        • Grazie a te Roberto. Attenzione, però, non facciamoci trascinare da un’informazione falsa e opportunistica (portata avanti persino da alcune, troppe, associazioni naturiste e/o dai alcuni, troppi, dei loro rappresentanti istituzionali): in Italia le normative sarebbero tutt’altro che limitanti, esiste solo una consuetudine giuridica che per molti anni ha fatto ricadere il nudo pubblico nella fattispecie degli atti contrari alla pubblica decenza, consuetudine che però è ormai in parte cambiata, sta a noi lavorare (ovvero esporci e pretendere senza remissioni e sottomissioni, al massimo con la dovuta gradualità e disponibilità) affinché cambi anche per la restante parte e il nudo possa tornare ad essere quello che è: un normale e naturale modo di stare.

          Liked by 1 persona

        • Vittorio Volpi

          Ho aspettato fino a questa mattina a risponderti, non sapendo fino a che punto potevo risponderti in pubblico a questioni così personali; ma visto che lo hai fatto anche tu, due parole te le dico lo stesso. Avevo poi anche bisogno di riflettere meglio su quel che dovevo dirti.
          1) Panico. Sto preparando un articolo in cui tratto della paura e del terrorismo come metodo di governo, per tenere in gregge le persone. E direi che dovremmo restituire al mittente proprio queste paure, con le dovute cautele, s’intende. Ma è già un fatto rendersi conto che non sono naturali, che non sono nostre, genuine, ma indotte dalla società per tenerci in un certo alveo. “Chi ha paura, il lupo se lo mangia”.
          2) Disturbi psico-somatici. Non possiamo farci del male fino a questo punto. È semplice autodifesa, legittima autodifesa. Efficace e provata medicina è stare in un gruppo, socializzare con altri che la pensano come noi, partecipare a iniziative organizzate apposta per stare insieme. All’inizio il gruppo ti aiuta a superare il panico, poi ti rafforza nelle tue convinzioni, perché ricevi la conferma che non sono poi così strampalate, al limite di ritenerle anormali o patologiche (semmai è proprioil contrario).
          Ma il lavoro maggiore rimane comunque sempre a noi da fare: provare a camminare sull’orlo di ciò che ci fa paura, da sbiancare perché non ci reggono i polsi, coi battiti a 120. Ma è comunque meglio così che tenere costretto un desiderio: col tempo imputridisce, diviene smisurato, si snatura, da qualche parte si deve sfogare – per lo più disordinatamente. Preferirei rischiare la multa anche salata (ma non mi è mai capitato!) che tenermi dentro un tale rospo.

          Mi piace

          • Non so fino a che punto posso proseguire questa, per me piacevole e utile, conversazione su un argomento (corpo e società che inibisce, nudo naturismo) che è da molti anni di primario interesse per i numerosi risvolti pratici e di salute. Non mi piace, e non vorrei, monopolizzare questo blog e forum. Per ora termino semplicemente con il dire che condivido pienamente i contenuti pubblicati sia da Vittorio che da Emanuele. Specialmente la più recente risposta di Vittorio. Continuo a seguire la discussione e le esperienze narrate. Grazie a voi.

            Mi piace

Lascia un tuo contributo

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

nude races

Copyright Enterprise Media LLC 2010-2017

Fools Journal

Magazine di cultura: letteratura, fotografia, arte, moda, queer life, eventi, musica, cinema, attualità

Aurora Gray Writer

Writer, dreamer, voracious reader and electric soul.

Gabriele Prandini

Informatico e Amministratore

Clothing Optional Trips

We share where we bare. Enjoy your trip.

silvia.del.vesco

graphic designer, photographer and fashion stylist

mammachestorie

Ciao, mi chiamo Filippo, ho 6 mesi e faccio il blogger

Matteo Giardini

… un palcoscenico alla letteratura! ...

Cristina Merlo

Specialista in Relazioni di Aiuto: Counselor e Ipnotista

PRO LOCO VALLIO TERME

Promuoviamo il turismo a Vallio Terme eventi - sport - cultura - enogastronomia

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

The Naturist Page

Promoting social non-sexual Naturism & nudism

poesie e altro

l'archivio delle parole in fila - zattera trasparente

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: