#TappaUnica3V nuovi protocolli, importanti conferme


IMG-20170712-WA0034Nell’ultima relazione (Farsi male con e per niente) avevo anticipato l’intenzione di modificare sensibilmente il protocollo di allenamento, vuoi per una serie di piccoli infortuni che stavano susseguendosi gli uni agli altri, vuoi per l’approssimarsi del giro finale e, pertanto, la necessità di meglio focalizzarsi sulle più specifiche esigenze: il potenziamento dei quadricipiti femorali, un riequilibrio fisico generale e i test sulla lunga distanza.

Per il primo aspetto al posto della corsa su asfalto ho inserito le scale, individuando una scalinata perfetta (per chi fosse della zona, quella del Parco di Bacco a Rezzato): due sezioni, la prima molto ripida con cento dieci scalini alti mezza spanna e stretti che fanno lavorare per bene polpacci e quadricipiti, la seconda con all’incirca altrettanti scalini ma bassi e lunghi che costringono ad allungare per bene le gambe. Ci faccio tre serie da tre ripetizioni cadauna, alla prima seduta parto di corsa, ma non riesco a completare le serie e pertanto decido di passare al cammino, rapido ovviamente, con il quale alla data odierna ho fatto cinque sedute complete.

Per il secondo aspetto ho aggiunto altri esercizi alla mia ginnastica quotidiana, che ora mette in movimento l’intero corpo, alternando tra un giorno di potenziamento muscolare e uno di flessibilità e allungamento, salvo alcuni esercizi specifici che ripeto ogni giorno: articolabilità del piede e della caviglia (ho scoperto che il sinistro è molto rigido), allungamento del piriforme e dell’ileo tibiale, propriocettività (tavola oscillante per quindici minuti su due piedi a occhi aperti, più un minuto a occhi chiusi e uno per gamba su un solo piede).

Per il terzo aspetto ho programmato tre uscite di sessanta/settanta chilometri, la prima a febbraio da farsi a tutta (dove per tutta intendo la massima velocità che sentirò di poter portare senza mettere a rischio il completamento del percorso), la seconda ad aprile da farsi non proprio a tutta ma quasi (poi si vedrà al momento) e la terza ai primi di giugno da farsi a velocità del giro finale.

Bene, la prima di queste uscite l’ho già fatta, precisamente fatta il 13 febbraio (quindi pochi giorni fa, alla data in cui sto scrivendo questa relazione) percorrendo per intero il Sentiero del Carso Bresciano, anticipandola, a brevissima distanza (due giorni), con una media lunghezza corsaiola (ventuno chilometri con milletrecento quattro metri di dislivello coperti in tre ore e cinquantadue minuti). Che ne è uscito? Beh, io sono contentissimo e penso di poter affermare che i nuovi protocolli di allenamento hanno subito dato frutti importanti:

  • ventotto chilometri con tremila metri di dislivello coperti in dodici ore e quaranta minuti (ne avevo previste da dodici a sedici);
  • non sono mai andato in debito di ossigeno, nemmeno sulle salite più impegnative (e due lo erano in molto particolarmente intenso);
  • energia rimasta costante per due terzi del percorso, poi lieve calo (qui avevo programmato di fare piani e discese di corsa ma non me la sono sentita e ho preferito andare ancora al passo);
  • tenuta psicologica perfetta, solo tra il chilometro quarantaquattro e il chilometro cinquantadue ho dovuto lavorare sulla mente (la parte finale vedeva continue risalite che nelle esplorazioni m’erano sembrate brevi e invece ora apparivano ben più lunghe e impegnative);
  • nessun dolore, ne muscolare ne articolare, ne durante la camminata ne dopo ne nei giorni a seguire, solo, a partire dalla sera, indurimento delle ginocchia restando seduto a lungo, ma svanito completamente in due giorni.

IMG_20180215_102511A completamento delle informazioni date, aggiungo che per queste due ultime uscite con grande soddisfazione ho utilizzato un nuovo paio di scarpe: Kalenji Kiprun Trail MT. Comunque il giro finale verrà effettuato ancora con le Ultra Raptor GTX de La Sportiva, più pesanti ma più protettive delle Kiprun e di cui ne sto appositamente tenendo da parte un paio quasi intonso (che userò solo per l’ultimo lungo a velocità giro finale). Le Kiprun copriranno il delicato e importante ruolo della riserva.

Ah, nei sessanta chilometri ho anche testato vecchi e nuovi apporti energetico alimentari:

  • riduzione dell’acqua con integratore (che resta sempre l’ottimo HydraFit della NamedSport) e aumento dell’acqua pura (ovviamente Acqua Maniva PH8 naturale) per rispettare il massimo di tre borraccine giorno dell’HydraFit (per l’occasione ne ho usata una sola contro due di acqua pura);
  • caramelle PowerGel Shots della PowerBar all’arancio, non molto energetiche ma dal sapore decisamente gradevole che aiuta a ripulire ogni tanto la bocca e, a differenza degli altri gel, dà gratificazione al palato e alla mente;
  • barretta Energy della Equilibria, che fornisce una bella carica di energia attivata nel medio tempo e disponibile a lungo;
  • gel Enervitene Sport Hone Hand gusto Cola della Enervit, molto pratico da assumere anche se la bustina vuota tende a sporcare (impossibile svuotarla perfettamente), fornisce un’immediata carica di energia;
  • gel vegano BioEnergy al Lime della AloeXPro, che però non pare dare grande energia e, che è peggio, sembra provocarmi bruciori di stomaco;
  • gellino (gel liquido) Enervitene Sport gusto arancia della Enervit, che fornisce anch’essa una bella carica di energia di pronto utilizzo pur restando disponibile abbastanza a lungo, inoltre mi ha rimesso a posto lo stomaco in preda ai bruciori (peccato averci pensato solo sul finire, ovvero dopo molti chilometri dalla loro insorgenza, ma non mi aspettavo questo effetto);
  • dadini di bresaola, che ho trovato utili (in particolare evitano l’insorgere della fame) anche se stimolano la voglia di un bel bicchiere di vino e lasciano in bocca una sensazione di pastosità;
  • mandorle sgusciate e pelate, che mi hanno lasciato perplesso, in particolare per la produzione di polvere che si attacca alla gola e provoca conati di tosse (la prossima volta provo quelle non pelate);
  • pezzettini di zenzero fresco, che già conoscevo come ottimi per risolvere le difficoltà digestive, qui sono risultati utili anche per attenuare (ma non eliminare) i bruciori di stomaco.

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Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 18 febbraio 2018, in Eventi sportivi, Racconti di sport con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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