#TappaUnica3V Emanuele perchè corri?


 

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Foto di Carla Cinelli

La domanda mi è stata recentemente posta da un’amica che, purtroppo (per lei), mi segue solo attraverso le non sempre precise parole del marito. Sostanzialmente l’ho già velocemente spiegato in passato, andrò anche a motivarlo nell’ambito di un manuale che sto scrivendo e che sto man mano pubblicando con articoli su questo blog (Camminare in montagna), ma, visto che per questo ci vorrà ancora del tempo e che sostanzialmente le risposte tornano sicuramente comode  qualsiasi escursionista (sostanzialmente migliorando la prestazione diminuiamo la fatica e, pertanto, aumentiamo il godimento delle nostre uscite) alle esigenze di qualsiasi escursionista, voglio sinteticamente (senza supportarle con particolari spiegazioni fisiologiche e mediche) anticiparle.

Vero, non faccio gare di corsa in montagna, abbandonata l’arrampicata la mia attività è prettamente escursionistica, anche TappaUnica3V è un progetto escursionistico e l’escursionismo usualmente non prevede la corsa. D’altra parte, come chi mi segue dovrebbe ormai ben sapere, mi sono trovato a mio agio sulle lunghissime distanze (trenta, cinquanta, settanta, cento e più chilometri) e queste sono diventate parte importante della mia attività, TappaUnica3V è solo una di queste, ad oggi la più impegnativa ma non l’unica. Non solo lunghissime distanze, ma anche grandi dislivelli: tremila, cinquemila, novemila metri. Si ma…. ma questi sono dati comunissimi, dati che appartengono a tanti percorsi, a questi percorsi che vengono effettuati a tappe, quei percorsi che oggi, con mio notevole disappunto, insensatamente invasati di anglofonia, si preferisce chiamare trekking, e allora? Allora la differenza è che io mi sono invaghito della modalità trail e tutti questi miei lunghissimi cammini cerco di farli nel minor tempo che mi è possibile, ovvero li faccio in unica tappa, con un limitato tempo totale di percorrenza e dando pochissimo spazio al riposo, escludendo così la possibilità di dormire, quantomeno di farsi una vera dormita rigenerante e TappaUnica3V è, per ora, la mia espressione massima di questa metodica di cammino. Date le specifiche è chiaro che l’impegno richiesto a mente e corpo è notevole, un impegno che trascende le usuali richieste escursionistiche, un impegno che, specie per TappaUnica3V, può essere emulato solo con altri progetti similari, cosa ovviamente alquanto complessa, sarebbe come se un maratoneta si preparasse alla gara facendo, a breve distante tra loro, diverse altre maratone. La soluzione più consona e praticabile è quella di sfruttare percorsi più corti percorrendoli fuori dalla mia “zona di confort”, zona che, specie su tali distanze, già prevede un cammino piuttosto spedito quindi non mi resta che correrli, quantomeno correrne una parte più o meno rilevante a seconda della lunghezza, del dislivello e della conformazione. “Si, ma così facendo cosa ottieni di preciso? Non è che ti affatichi e basta?” Certo che ti affatichi ma, seguendo un opportuno protocollo che preveda gli adeguati intervalli di recupero e scarico, ti alleni e, per la precisione, ottieni i seguenti benefici:

  • l’organismo si adatta alle maggiori richieste energetiche attivando una serie di modifiche organiche alcune delle quali, essendo reiterate nel tempo a brevi scadenze, diventano stabili determinando la capacità di supportare sforzi man mano maggiori;
  • aumentano le fibre rosse (la corsa che principalmente utilizzo è una corsa aerobica, relativamente blanda e portata per lunghi tempi) , quindi la resistenza dei muscoli;
  • si alza la sopportazione al lattato e quindi si riduce la sensazione di fatica a fine escursione (ma anche nel corso della stessa);
  • migliora la capacità ventilatoria e. di conseguenza, l’afflusso di ossigeno al sangue;
  • aumenta la capillarizzazione quindi la quantità di sangue che arriva ai muscoli;
  • il sistema energetico impara ad utilizzare i grassi piuttosto che i carboidrati, questo permette all’organismo di lavorare più a lungo (i grassi a parità di peso producono più energia dei carboidrati, di grassi ne abbiamo a disposizione decisamente di più, i carboidrati non possiamo immagazzinare più di tanto, ad esempio se ingeriamo troppi zuccheri l’organismo produce insulina per bruciarli immediatamente, per giunta finendo col bruciarne più di quelli immessi);
  • si riduce il peso e ogni chilogrammo in meno comporta una sensibile diminuzione dello sforzo necessario a sollevare (salita)  o abbassare (discesa) il corpo, con minore fatica generale e minore sollecitazione per ginocchia, caviglie, anche, vertebre;
  • cambia positivamente (è utile non solo allo sport ma anche alla vita quotidiana e alla salubrità in genere) l’indice di massa corporea (BMI), ossia il rapporto tra massa magra e massa grassa (aumenta la prima e diminuisce la seconda);
  • aumenta la massa muscolare più interessata dal movimento della corsa (quadricipiti, polpacci, addominali, dorsali) che, guarda caso, è sostanzialmente la stessa interessata dal cammino (addominali e dorsali sono stressati dal cammino, specie se con lo zaino, ma non ne vengono potenziati);
  • la nostra percezione della fatica (e del dolore) si abbassa mettendoci in grado di spingere di più e/o di resistere più a lungo;
  • possiamo imparare a conoscere e riconoscere le reazioni del nostro organismo in situazioni di intenso stress fisico (e saperle pertanto gestire);
  • riusciamo a individuare e differenziare tra loro i dolori benigni (esempio la risposta costruttiva muscolare) da quelli maligni (esempio i traumi);
  • incrementiamo la nostra velocità di progressione e di conseguenza la nostra tranquillità psicologica a fronte di escursioni man mano più lunghe;
  • miglioriamo notevolmente la nostra sicurezza (sappiamo che in caso di bisogno, ad esempio per andare a chiamare soccorso o per evitare il sopraggiungere del maltempo, possiamo tranquillamente metterci a correre);
  • possiamo fare in poche ore percorsi che ne richiederebbero diverse, in giornata percorsi che normalmente richiederebbero due o più giorni (sarà cosa secondaria, ma vi assicuro che procura parecchia soddisfazione dandoci la motivazione a proseguire nei faticosi e dolorosi, ma come visto indispensabili, allenamenti).

Ecco perchè da due anni ho iniziato ad allenarmi metodicamente inserendo non solo la ginnastica ma anche la corsa: i benefici ottenuti superano alla lunga la fatica fatta e, avendo notevolmente allargato la mia “zona di confort”, posso dedicarmi con molta più tranquillità e soddisfazione all’escursionismo.

Alla fine, però, queste sono le motivazioni per cui ho iniziato e continuo a correre come allenamento, facendolo però è scattato qualcos’altro, man mano che il correre diventava più naturale ho scoperto che ti dona nuove esperienze, che ti permette di percepire aspetti della montagna che sono invisibili camminando, che ti avvolge, ti pervade, ti immerge in un turbinoso vortice emozionale e finisce che non puoi più fare a meno di correre. magari lo alterni al cammino, magari dai ancora più spazio al cammino che alla corsa, ma non smetti più di correre, corri ogni volta che puoi, corri non più solo per allenarti al cammino ma corri per correre.

G’avet comprì? 🙂

P.S.

Marito dell’amica, falle leggere il blog invece di limitarti a raccontarglielo, ehhehe!

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Foto di Carla Cinelli

 

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 15 luglio 2018, in Eventi sportivi, Racconti di sport con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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