Zaino Grivel Mountain Runner 20: integrazione


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Vista frontale dello zaino

Come scrivevo nella recensione principale, ancora non avevo avuto modo di provarlo sulla lunga distanza, ora anche questo è stato fatto (tentativo di una centotrenta chilometri con novemila metri di dislivello, purtroppo interrottosi a metà) consentendomi e imponendomi questa integrazione.

Innanzitutto devo osservare che sbagliavo affermando l’inesistenza di un porta bastoncini: è costituito da quello che avevo indicato come variatore volumetrico inferiore, che avendo due fissaggi sganciabili è un comodissimo (utilizzabile anche a zaino indossato) sistema di fissaggio per i bastoncini (o altro) a patto che siano del tipo ripiegabile in tre o comunque molto riducibile in lunghezza (altrimenti sporgono troppo sui due lati diventando pericolosi).

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Il porta bastoncini sul fondo dello zaino

Altra osservazione decisamente positiva: eccezionale il portamento del carico. I quasi otto chili, che si facevano ben sentire prendendo in mano lo zaino, sono spariti nel nulla una volta indossato, man mano che le ore passavano la sensazione restava identica e anche alla ventunesima ora di cammino spalle e schiena erano perfettamente immuni dai classici fastidi dovuti al lungo portamento di un carico.

A seguire alcuni piccoli appunti negativi, che in parte confermano quanto già notato:

  • a zaino pieno agganciare la sacca idrica è veramente complicato e richiede lo svuotamento parziale dello zaino ad ogni rifornimento;
  • proprio non comprendo la scelta di dedicare maggior volume al comparto interno (a diretto contatto con la schiena quindi non idoneo al posizionamento di materiali duri; non isolato dalla pioggia e dal sudore quindi non idoneo alla collocazione del vestiario) piuttosto che a quello intermedio stagno (purtroppo tanto sottile che ci si riesce a collocare solo una maglietta, già la maglia pesante rende complicata la chiusura della cerniera e, per giunta, entra in conflitto con il materiale collocato nel comparto esterno); questo comparto andrebbe dimensionato giusto quel tanto per collocarvi la sacca idrica, fornendo alla stessa un sostegno inferiore (magari regolabile per adattarsi alle varie dimensioni);
  • se il comparto intermedio viene forzatamente (ma giustamente) riempito con la maglia pesante e i pantaloni lunghi (due dotazioni obbligatorie) la cerniera (giustamente molto scorrevole) tende ad aprirsi da sola se non si ha l’attenzione di tirare ambedue i cursori nella parte sommitale;
  • con un discreto carico (tra i sette e gli otto chili quello che avevo io) alla lunga le spalle nude soffrono la frizione (principalmente dovuta alle operazioni “togli e metti” dello zaino) del tessuto qui reso molto più rigido dal sistema di regolazione; va bene, mettiti una maglietta direte, fatto, ma per poi levarla poco dopo faceva un caldo infernale e proprio non la sopportavo, per altro molti sono i runner e gli escursionisti minimalisti, ossia coloro che preferiscono correre e camminare nel modo più naturale possibile e cioè con addosso il minimo necessario o, come nel mio caso, addirittura niente;
  • le fibbiette per la chiusura delle cinghie pettorali sono difficili da utilizzare a mani sudate (scivolano parecchio), andrebbero leggermente ingrandite e rese più ruvide.

Infine devo purtroppo formulare una critica un poco più seria, forse legata al tipo di sacca idrica da me utilizzata ma comunque criticità assolutamente da risolvere: quando lo zaino è riempito parecchio si crea una pressione verso il dorso che porta l’asta di chiusura della sacca idrica a premere in modo percepibile contro la parte alta delle scapole, all’inizio solo un fastidio (ma già questo diviene negativo: chi deve correre o camminare tanti chilometri non può permettersi nemmeno il più piccolo fastidio) ma poi, chilometro dopo chilometro, si trasforma in vero e proprio dolore; ho provato ad infilare tra l’asta e la schiena la giacca da pioggia ma, nonostante sotto la stessa ci fosse altro materiale, inevitabilmente scivolava verso il basso e il problema si ripresentava costringendomi a continue fermate per ricollocare la giacca nel punto opportuno (solo verso la fine ho provato a tirare quello che ora ho capito essere il porta bastoncini, ma che funziona comunque come variatore volumetrico della base, ottenendo un apparente miglioramento ma da verificare e comunque non completamente risolutivo).

Per il resto posso solo confermare quanto già scritto e ribadire che trattasi di un ottimo zaino, con un portamento eccezionale che non mi ha fatto percepire il peso che avevo a spalle, motivo per il quale proprio mi dispiacerebbe veder restare irrisolti i pochi problemi evidenziati.

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 14 agosto 2018, in Attrezzature escursionistiche con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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