Leggi e turismo naturista


Insensato pensare che delle leggi possano generare quello che il mercato non riesce a produrre.

Alias…

Le leggi sul turismo naturista (sic!) mai potranno generare l’espandersi del nudismo.

Aula di Montecitorio

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 20 agosto 2018, in Atteggiamenti sociali, Giurisprudenza sul nudismo, Motivazioni del nudismo, Pensieri concisi con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. Mi basterebbe il diritto di andare in giro come si vuole. Compreso in questo l’abito adamitico. E via tranquilli tutti quanti. Ricordate Barcellona:fin poco tempo fa era un diritto dappertutto.

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  2. non sono daccordo. perchè se venisse regolamentato i nudisti non avranno pian piano più timore e usciranno dala tana, facendo così risaltare i veri numeri e invogliando imprenditori del settore a provare costruire o sviluppare più cose attirando così altri, ecc ecc

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  3. Qui hai ragione Emanuele. ma è luogo comune che in italia siamo puniti se in qualsiasi luogo anche regoamentato si gira nudi. e pertanto la gente non rischia. poi è luogo comune che in Italia ci sono molti falegnami.
    e poi bisognerebbe in qualche maniera incentivare strutture o spiagge o luoghi nudisti, altrimenti chi requenta spagna, croazia, francia che motivo avrebbe venire in Italia?

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    • Non lo fai attraverso leggiucole fatte male e che vengono approvate solo perchè danno agli amministratori istituzionali la possibilità di ghettizzare il nudismo: ora hai il tuo fazzoletto (perchè di questo si tratta, fazzoletti) quindi se ti trovo altrove ti massacro. Parli di luoghi comuni e questi li cambi con l’esempio e con la normalizzazione (ovvero condivisione dello spazio) non facendoti rinchiudere nei recinti. Riguardo alla punizione, ci tentano ma ad oggi tutti coloro sorpresi nudi nei luoghi da tempo frequentati a nudo e che sono stati denunciati sono stati assolti o addirittura la denuncia è stata stralciata. Mai nessuno si lancerà nell’impresa di togliere parte del già poco spazio libero per dedicarlo al nudo e anche ammesso che qualcosa nasca, nei paesi limitrofi trovi chilometri, o l’intero territorio (vedi Spagna), a disposizione, puoi metterti nudo e restarci 24 ore su 24, chi verrebbe in Italia dove avresti 400m di spiaggia senza villaggio, oppure un villaggio senza spiaggia per altro con piccola zona nudista e forti limitazioni al nudo? Poi il turismo è solo la minima parte dell’esigenza, ci sono i residenti e questi non possono ogni fine settimana farsi decine e decine di chilometri, se non addirittura qualche centinaio (nel mio caso ne avrei circa 300) per raggiungere un luogo autorizzato, non è giusto, non è democratico. Per incentivare bisogna far affermare in concetto che il nudo è lecito ovunque: sbagliare obiettivo è peggio che non fare nulla.

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      • tutto vero. infatti ci vorrebbero leggi senza i confini! magari con aree consigliate ma non confinate. però se io volessi creare un’oasi nudista lo vorrei poter fare senza esserecostrett a siepi a teli neri. questo intendevo

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        • Appunto, ma le leggi proposte o approvate prevedono quasi tutte (unica eccezione quella abruzzese) l’allestimento di opportune opere oscuranti, e sono state le stesse associazioni naturiste a definirle in siffatto modo dandosi praticamente la zappa sui piedi. E’ questo che contesto e che non va bene, non l’esistenza in se stessa di tali proposte e leggi (alla fine se fatte bene potrebbero certo essere un aiuto, ma vanno fatte bene).

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