Legge sul nudismo


L’unica legge che i nudisti devono proporre e accettare è… “il nudo è lecito sempre, ovunque e comunque”.

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Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 11 settembre 2018, in Pensieri concisi con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Condivido tutto.

    Ma il tuo messaggio mi colpisce in senso positivo per l’aggettivo usato:: LECITO.

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  2. Bè ammettiamolo certe situazioni è meglio stare vestiti, ad es. quando si cucina è sempre meglio tenere qualcosa addosso per evitare di scottarsi o farsi male o in inverno o in città. Rendere il nudo ammissibile ovunque lo banalizzerebbe e molti magari smetterebbero di avvertire i benefici di libertà e benessere dati proprio dal togliere gli indumenti. E’ quello che ti da libertà e mantiene il tuo corpo sensibile agli agenti esterni (vento, sole ecc…). A me va bene così com’è. Forse quello anomalo sono io, ma non importa. Però mi piacerebbe interloquire con la totalità o quasi dei nudisti che condividono la visione proposta sopra.

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  3. Infatti Emanuele scrive “lecito”, non “obbligatorio”. Ognuno poi decide in base alle condizioni, alle proprie attitudini, salvo gli obblighi legati alla sicurezza, alla identificabilità (divise), ecc.
    Perchè la “banalizzazione” toglierebbe i benefici invece di aumentarli eliminando lo stress di essere come “fuorilegge”?

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    • Ma perchè non è uno scopo di vita. Io probabilmente non andrei nudo in città nemmeno se fosse possibile farlo !!!. Perchè a mio personale parere (io parlo a titolo personale, non a nome o per conto di altri) è uno stile di vita che va attuato più che altro in ambienti naturali, sarei favorevole a renderlo attuabile, possibile (mai obbligatorio) in tutti i luoghi naturali, (a parte nella propria abitazione) montagne, parchi, laghi ecc…ma ovunque no !. In città non è necessario a mio avviso, nemmeno in auto o al lavoro, perchè non avrebbe senso secondo me e oltretutto sarebbe dannoso per la nostra pelle assorbiremmo tutte le schifezze che ci sono in città, quindi è anche una questione di igiene. Cioè io vedo questo stile di vita, un pò come un ritorno alla natura, è ovvio quindi che non ha senso a mio parere stare nudi in mezzo ad una autostrada, non avrebbe nulla di piacevole. Non so, forse sono più “naturista” che “nudista” ammesso che abbia senso fare questa classificazione. A me questo stile di vita mi ha migliorato molto, mi ha insegnato a vivere meglio, a parte andare nudi che per me è stato un pò sconvolgente all’inizio. Però secondo c’è altro che questo stile di vita dovrebbe insegnare a parte togliersi i vestiti, per sentirsi liberi e stare bene. Magari sarebbe anche più bello e accettabile tra coloro i quali non lo hanno ancora provato.

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  4. Sono perfettamente d’accordo con quanto dici. E infatti dovrebbero essere la propria sensibilità, la propria attitudine, il proprio sentirsi bene (con se stessi e con gli altri) a farci decidere in libertà come stare (vestiti o non vestiti), anzichè essere i pregiudizi, i giudizi degli altri o leggi repressive.

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  5. Esatto hai centrato il punto. Deve essere la propria sensibilità e il sentirsi a proprio agio (con gli altri o in base al luogo) a farci sentire il desiderio di spogliarsi o meno. Io non sento la necessità di farlo se sono in un luogo totalmente inadatto e non mi sento a mio agio o sono infastidito o irritato. Ho bisogno di un luogo consono, (possibilmente lontano dalle città), sentirmi rilassato e sereno che mi permette di aprirmi al mondo e la nudita’ arriva quasi automatica neanche me ne accorgo. Certo ogni tanto capita di sentire il bisogno di mettersi nudi e non poterlo fare, ma non ne fo un dramma, mi trattengo se devo. Un po’ come quando devi fare pipì e non trovi un bagno libero, la trattieni, non te la fai addosso !! XD. Vorrà dire che magari torno a casa prima per stare nudo più a lungo. Senza drammi o invocare leggi che probabilmente non saranno mai fatte. Tutto con molta serenità. 🙂

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  6. Ora che ci penso anche da bambino mi toglievo i vestiti. Ma non per nudismo non so nemmeno io perché. Però li toglievo solo in parte (parte sotto o parte sopra), perché avevo il timore che i miei genitori tornando a casa all’improvviso mi avrebbero trovato mezzo nudo, sai che ramanzine !!. Forse pure qualche sberla. Semplicemente lo trovavo divertente stare nudi. Ma ero troppo piccolo (5-6 anni) ricordo poco. Chi poteva pensare che sarebbe diventato lo stile di vita 28 anni dopo di tessilismo non forzato perché non ho mai sentito la necessità di cambiare, solo dopo aver provato il nudismo e’ cambiato il modo di percepire il corpo e i vestiti.

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  7. Pur essendo una bella utopia a me piacerebbe star nudo ovunque quando le condizioni meteo e le altre al contorno lo permettano. Ho provato l’emozione di vivere in citta’ nudiste come cargo del palo ed e’ stato bellissimo uscire di casa senza vestirmi, andare in giro a passeggio per le strade nudo, salire in auto senza vestiti per entrare a fare la spesa nel supermercato, ecc. Certo alcune sere facva freddo ed indossavo una maglietta, ma la liberta’ era meravigliosa. Ma quella era una piccola cittadina, non tutto il mondo !!! Restera’ un’utopia liberalizzare il nudismo ovunque, ma in alcuni parchi pubblici in citta’ all’estero questo e’ gia’ possibile … Nel frattempo mi accontento di vivere il nudismo nei luoghi consentiti ed in quelli deserti o quasi, dove e’ dificile incontrare gente che non approva.

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