Archivio mensile:gennaio 2019

#Nudiènormale


Il nudo non è un momento, il nudo è il tutto.
Il nudo non è una stravaganza, il nudo è la nostra essenza.
Il nudo non è nemmeno una scelta di vita, il nudo è la vita.
Insomma, per farla breve…
Il nudo è la normalità!

Sacro e profano


Nulla è più sacro di ciò che dà la vita, nulla è più profano dei tabù che ne impongono la reclusione nell’abito.

Nulla è più sacro dei genitali, nulla è più profano della vergogna che li riguarda.

Nulla è più sacro del nostro corpo, nulla è più profano dell’abito che lo copre!

#nudiènormale

#nudièmeglio

#TappaUnica3V 2019


Dopo le batoste la voglia di ripartire a volte sorge immediata, altre volte ci mette un poco di tempo. Così, dopo il secondo tentativo del 2018 (quarto in assoluto), ero molto dubbioso sulle mie possibilità ed ho lasciato decantare la questione per alcuni mesi, continuando, però, ad allenarmi: ormai il lungo cammino è diventato parte integrante del mio stesso essere e in esso ha sempre preso più spazio la corsa. Con passare dei mesi la mia velocità media è aumentata nettamente e, con essa, sono calati i dubbi, ora c’è lo spazio per la voglia profonda di riprovarci, di rimettermi in cammino su questo particolare tracciato.

Cambieranno alcune cose, però: così come già fatto nel 2018 per il secondo tentativo non programmerò una data di partenza, bensì partirò quando mi sembrerà il momento migliore, e pochi lo sapranno; partirò senza una tabella di marcia, camminando al ritmo del mio corpo e fermandomi ogni qual volta lo senta necessario, ovviamente sempre rispettano la natura della tappa unica.

In questa modalità non avrò assistenza, che alla fine pone dei condizionanti vincoli di tempo e di orario, dovrò pertanto portarmi appresso fin dalla partenza tutto ciò che mi servirà sul giro, sia esso abbigliamento che alimentazione che accessori vari; per il ripristino dell’acqua mi appoggerò alle poche fontanelle e bar presenti sul percorso: dovrò sopportare un discreto peso e, comunque, non potrò disporre della perfetta quantità d’acqua, un viaggio nel viaggio, il viaggio della sete nel viaggio della fatica, il viaggio della conoscenza nel viaggio dell’esperienza.

VivAlpe 2019


Quest’anno, per miei impegni e problemi, le uscite torneranno ad essere quantitativamente limitate (indicativamente una al mese per il periodo maggio-ottobre, più un paio di sabati), ma la qualità resterà sempre quella, anzi, cercherò di alzarla ulteriormente proponendo uscite in ambienti ancor più selvaggi e interessanti, ambienti dove lo sguardo possa liberamente spaziare fin verso l’orizzonte, ambienti dove la montagna sia montagna, dove sia possibile ascoltare i suoi messaggi, dove poter percepire il senso d’inclusione nella montagna che solo la nudità può portare.

Al momento non sono ancora definite le date, ma presto le potrete conoscere attraverso le schede descrittive che appariranno nella sezione eventi, nel frattempo, in ordine non cronologico, un’idea sulle destinazioni e i possibili itinerari:

  • Anello Stabio-Frerone-Val Fredda, una due giorni con pernottamento al rifugio Prandini
  • Soggiorno di cinque giorni al rifugio Prandini con tre escursioni in zona (anello della Val di Braone, Lago della Sorba, Laghetto di Mare)
  • Anello del Dragoncello da Nave (BS)
  • Anello del Dosso Alto (Maniva) su percorsi antichi e sentieri militari (15-18)
  • Anello est della Val Bertone, una brevissima escursione lungo sentieri quasi abbandonati
  • Altre in via di definizione

Alle escursioni si aggiungerà qualche evento statico, quali cene o pranzi e un pic-nic ferragostano in una valle inizialmente affollata ma che risalendola lungo il torrente diviene presto solitaria e selvaggia.

Confido in una massiccia presenza dei soliti e di nuovi amici, soprattutto confido nella partecipazione di nuovi amici che ancora legati alla necessità dell’abbigliamento desiderino provare cosa significa abbandonarlo, che chi già da tempo ci segue senza aver ancora provato a mettersi a nudo finalmente si decida a farlo: non obbligo nessuno a spogliarsi ma è chiaramente mio intento spingerlo a farlo, quantomeno una volta, che poi l’esperienza insegna che diviene immediatamente la prima volta per essere seguita da tante, tante altre volte.

A presto!

P.S.
Chi, al fine di distribuzione, volesse una copia ad alta risoluzione della locandina VivAlpe 2019 deve solo richiedermela tramite il modulo di contatto o, per chi li conosce, attraverso gli altri miei contatti (indirizzo e-mail, cellulare, whats-app, social, a voce) e provvederò a fargliela avere.

Blog, commenti e rispetto


Un blog non è un forum, un blog è un ambiente di lettura, un luogo dove qualcuno scrive e altri leggono, un luogo dove il più delle volte chi scrive e chi amministra non lo fanno per lavoro, non ci guadagnano nulla, anzi ci spendono, spendono tempo e denaro, il loro tempo e il loro denaro.

Un blog è un luogo dove chi legge deve portare rispetto verso chi scrive e verso gli altri lettori, dove chi legge, pertanto non può monopolizzare la sezione commenti e la disponibilità del blogger, deve lasciare spazio a tutti, deve capire che i commenti non sono abilitati per permettere al lettore di dare sfogo alla propria voglia di potere o sete di visibilità, i commenti servono a creare coinvolgimento, servono per lasciare un breve appunto del proprio passaggio, per dare un positivo contributo al lavoro del blogger, al limite anche per fare osservazioni a patto che siano costruttive, contenute e limitate.

Visto che c’è chi non è cosciente di quanto sopra, c’è chi abusa del mio tempo e della mia disponibilità e non lo fa per crescere ma solo ed unicamente per imporre le proprie visioni rigettando ogni controdeduzione, rifiutando a priori la possibilità d’essere in errore, agendo da muro di gomma, arrivando a pretendere di dettare legge, d’insegnare a chi ha ben più esperienza e pratica di lui, ecco visto tutto questo, e altro ancora, mio malgrado, così come già fatto da molti altri e in alcuni casi fin dalla nascita del blog, mi vedo costretto a rimuovere la possibilità di commentare pagine e articoli, resta abilitata (per ora) sui vecchi articoli in quanto non c’è una funzione cumulativa e sono tanti per bloccarli uno a uno, è chiaro che ogni commento irrispettoso, inutile, non coerente e che contravviene alle re3gole su esposte verrà rimosso senza appello.

Profondamente dispiaciuto ma, dopo anni e anni passati a farlo e nei più disparati contesti e ambienti, reali e virtuali, ora non ho più ne tempo ne voglia di gestire tali situazioni. Magari quando sarò in pensione!

Nudismo e social network


Va bene creare e utilizzare dei social specifici per il nudismo, ma non va assolutamente bene isolarcisi, usare solo quelli, abbandonare i social generalisti. Così facendo si avvalora solo il messaggio che molti di questi ultimi fanno passare in merito al corpo e alla nudità, si consolida la posizione di coloro che ancora non sopportano la visione di un corpo nudo, si rafforza l’idea che i nudisti siano dei maiali e vadano ghettizzati.

Ogni evoluzione sociale ha voluto i suoi “eroi” e i suoi feriti e anche questa non è da meno, anche questa, come le prime, necessità di compattezza, cooperazione, solidarietà, pazienza e… insistenza.

La smania del… Perchè


Photo by Pixabay on Pexels.com

C’è una domanda che ricorre spesso nella relazioni tra persone: perché!

Perché arrampichi? Perché fai subacquea? Perché fai questo lavoro? Perchè stai compiendo questi studi? Perchè ti vesti così? Perchè ti comporti così? Perché stai nudo? Perchè questo? Perchè quello? Perchè? Per quasi qualsiasi cosa abbia fatto o faccia c’è sempre stato qualcuno, anzi ci sono sempre stati diversi che mi chiedevano il perché, e così è successo e succede a tanti amici, penso di poter dire che succede a tutti.

A prima vista può sembrare un comportamento naturale, insito nella istintiva curiosità dell’essere umano, ma, osservando che queste domande vengono soprattutto formulate per quegli atteggiamenti che escono da quello che la massa o colui che pone la domanda ritengono “normale”, non è che ci sia dietro anche o soprattutto un’educazione al conformismo? Non è che ci sia dietro la precisa volontà di una società improntata all’autodifesa e che, pertanto, insegna a chiedersi il perché delle cose prima ancora di conoscerle, prima ancora di provarle che è l‘unica vera via alla conoscenza e alla risposta (tant’è che spesso le risposte vengono rifiutate e contestate).

Vogliamo riappropriarci del piacere del fare, del piacere d’essere spontanei, di vivere secondo desiderio e non secondo altrui volontà, altrui raziocinio, altrui imposizione? Invece di chiederci il perché delle cose, facciamole, facciamo quello che la mente ci suggerisce di fare, quello che l’indescrivibile forza interiore del desiderio ci spinge a fare. Ecco, per vivere meglio, per vivere più felici, per rendere più semplici le relazioni interpersonali, per crescere ed imparare dobbiamo iniziare a fare e smettere di chiedere.

Basta con i perché, facciamo, facciamo, facciamo!

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