#VivAlpe 2019 scoperta affascinante


Al centro la valle percorsa (fino alla seconda piana)

Chi ben mi conosce sa quanto anche nell’escursionismo mi piaccia andare oltre l’evidente, uscire dai percorsi tipici, allontanarmi dalla folla e avventurarmi dove gli unici rumori che si sentono sono i sibili del vento, il tremolare delle foglie, lo scorrere dei ruscelli, il verso di uccelli e altri animali. Ha anche imparato che ho fiuto per scoprire luoghi incantevoli e così mi segue volentieri nelle mie più o meno incerte perlustrazioni.

L’uscita di ieri, prima giornata di giugno, era, per l’appunto, un’esplorazione assai incerta, nelle mie intenzioni c’era l’andare alla ricerca di un sentiero che esiste soltanto nei miei occhi allenati alle più deboli tracce, un percorso che mi e ci potesse aprire le porte di una conca vista solo da molto lontano, un piccolo mistero che mi pareva poter donare perle meravigliose.

L’analisi foto-cartografica, però, mi teneva aperti molti dubbi, non certo per una mia uscita solitaria, ma sull’opportunità di portarci il gruppo di Mondo Nudo, così, all’ultimo momento, ho deciso di cambiare percorso e seguire un tracciato scoperto nell’elaborare questa uscita, inizialmente proposto come via di discesa, alla fine diventato percorso anche di salita.

Sapevo che si trattava di un percorso segnalato, non ne conoscevo però lo stato di conservazione, comunque avevo trovato in rete alcune relazioni di percorrenza anche relativamente recente e questo mi dava quel minimo di tranquillità necessario alla partenza e che dire, scelta felicissima che mi e ci ha donato un’escursione fantastica, in un ambiente meraviglioso.

Ritrovo alle otto e mezza presso il bar Bruffione; un blocco stradale e successivi intoppi mi fanno arrivare giusto a tale ora pronto a ricevere i rimproveri degli amici e invece… invece non vedo nessuno, a parte Daniela che è salita con me. Mentre mi guardo attorno una voce di bambina grida il mio nome, è Luise che esce dal bar a dirmi che i suoi genitori sono dentro. Bene, ma ne mancano ancora due, dove saranno? Prendo il cellulare per chiamarli e nel contempo mi arrivano due messaggi: sono gli amici che mi avvisano di essere bloccati a Campolaro a causa della strada chiusa e che, pertanto, non riescono ad arrivare. Ma che cacchio ci fanno da quella parte? Che ci fanno in Val Camonica visto che arrivano dal Veneto? Risolve l’inghippo la signora del bar: Google, nonostante le varie segnalazioni fatte dagli operatori del luogo, continua a segnalare la chiusura della strada del Caffaro poco sopra Val Dorizzo pertanto i navigatori fanno salire dalla Val Camonica via Crocedomini. Il problema è che se la strada del Caffaro è invece aperta, quella di Crocedomini è chiusa: misteri della tecnologia, ottimo aiuto ma ancora troppo inaffidabile per concedersi totalmente ad essa (e chi usa i navigatori dovrebbe ben tenerne conto, per altro nelle mie schede evento è sempre indicato il percorso stradale d’accesso al punto di partenza del cammino, usatelo!).

Salutiamo le gentilissime gestrici del bar e ci incamminiamo in direzione della nostra meta. Il sentiero si presenta ben tracciato e segnalato, l’inizio in dolce salita ci permette di scaldarci in previsione di tratti più duri. Invece si continua morbidamente, solo qualche albero caduto interrompe la regolarità della progressione. Tra le solite piacevoli chiacchiere, osservando la natura che ci circonda e godendo del primo sole che arriva a mitigare i sei gradi della partenza, arriviamo alla radura di Malga Malghetta dove ci accoglie una simpatica marmotta appostata su un grosso masso accosto alla piccola malga qui presente. Doverosa una sosta contemplativa e di alleggerimento vestiario.

Rieccoci in marcia, ora la salita si fa più ripida seppure mai opprimente, siamo entrati in una bellissima conifera con rado sottobosco e il pensiero corre immediatamente all’amica Paola che qui troverebbe il suo terreno di gioco e inizierebbe a gironzolare alla ricerca dei prelibatissimi frutti del bosco: i Boletus Edulis, volgarmente chiamati Porcini. A parte la ricerca dei funghi, anche a me la zona m’intriga parecchio e m’immagino i mille potenziali vagabondaggi che qui si possono fare, comunque, a passo ben cadenzato, procedo verso l’alto riempiendomi occhi e mente dell’imprevista affascinante sequenza d’immagini: qui devo assolutamente tornarci e portarci anche Maria (mia moglie).

La conca di Malga Retorti

Usciamo dal bosco e ci ritroviamo in un’ampia conca a pascolo (Malga Retorti) solcata nel mezzo da un gelatissimo torrente, sopra di noi una balza quasi interamente ricoperta di candida neve ci separa dalle cime che ci circondano. Dopo aver perso le tracce, recupero il giusto percorso ma questo s’inoltra nei pendii innevati, una neve marcia che non sorregge il peso e pertanto, nonostante siano solo da poco passate le undici, preferisco fermare qui la salita. Esploriamo l’intera conca in cui ci troviamo, poi ci appollaiamo su di un grosso masso per goderci il caldo sole che finalmente è tornato ad accompagnarci nelle nostre uscite, mangiare e attendere l’ora del rientro a valle. Come spesso accade in montagna, nel primissimo pomeriggio si addensano alcuni neri nuvoloni e si alza il vento, la temperature crolla di colpo ma il tutto non sollecita ad un’immediata ripartenza e continuiamo la nostra meritata pennichella.

Verso la sosta pranzo
Il punto della sosta pranzo

All’una ci rimettiamo in cammino, pochi passi e siamo fuori dalle folate del vento, poco dopo ritorna anche il sole pieno che ci accompagna beatamente fino alle auto, dove arriviamo nella gioia di una bella giornata di montagna passata in piacevole compagnia, profondamente immersi nella natura, al cospetto di vette innevate e guglie rocciose che, seppure in miniatura, richiamano quelle della Patagonia, in particolare ho ammirato un torrione squadrato e una liscia compattissima parete. Questa escursione la riproporrò sicuramente agli amici, merita d’essere conosciuta, ma non troppo: che resti una preziosa perla solitaria e misteriosa dove ci si possa tranquillamente abbandonare alla natura.

Informazioni su Emanuele Cinelli

Insegno per passione e per scelta, ho iniziato nello sport e poi l'ho fatto anche nel lavoro. Mi piace scrivere, sia in prosa che in versi, per questo ho creato i miei due blog e collaboro da tempo con riviste elettroniche. Pratico molto lo sport e in particolare quelli che mi permettono di stare a contatto con Madre Natura e, seguendo i suoi insegnamenti, lasciar respirare il mio corpo e il mio spirito.

Pubblicato il 2 giugno 2019, in Eventi Mondo Nudo, Eventi sportivi con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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