Archivio mensile:novembre 2019

Corpo nudo


Un corpo nudo è solo un corpo nel suo stato di normalità: senza vestiti. Ogni altra attribuzione è solo una innaturale illazione di chi la genera, la attribuisce, la concepisce!

Foto di Solzi Attilio

Rinormalizzare il nudo


Per rinormalizzare il nudo c’è bisogno di nudo e…

non bisogna farsi dominare dalla paura d’essere giudicati;

non bisogna nascondersi dentro immagini senza testa e dietro parole alternative;

non bisogna aver paura di utilizzare parole come nudo, nudità e nudismo.

#nudiènormale #nudièmeglio

Una semplice questione di logica (linguistica, comunicativa e altro)


Finché per fare riferimento alla nudità si userà erroneamente la parola naturismo anziché quella corretta di nudismo, il nudo non potrà mai essere rinormalizzato.

Sostenibilità


Photo by Artem Beliaikin on Pexels.com

Dal numero di novembre 2019 della rivista “Montagne360” del Club Alpino Italiano, “Abbigliamento sportivo e sostenibilità: il ruolo del CAI”

Si stima che oggi si producano oltre il 400% di capi moda in più rispetto a 20 anni fa, articoli che per lo più restano inutilizzati, e gettati a tonnellate, diventando rifiuti ben prima della fine della loro vita utile, spesso ancor prima del suo inizio.

L’insieme di queste circostanze crea le condizioni affinché questo settore produttivo sia da annoverare tra le realtà che influiscono maggiormente sulle problematiche ambientali del nostro pianeta, facendone una delle industrie più inquinanti al mondo dopo quella petrolchimica e rendendo la produzione di vestiti un fattore determinante per controllare lo stato di salute del pianeta.

L’ultimo rapporto ISPRA sui rifiuti speciali stima che il 37,4% dei rifiuti non pericolosi del manifatturiero provenga dal tessile, abbiglaimento e industria conciaria.

Quando laviamo gli abiti sintetici, queste microplastiche si separano da loro e finiscono nei fiumi e nel mare, infettando l’ambiente e i pesci poiché, avendo un diametro massimo di pochi millimetri, vengono filtrate solo in parte dagli attuali impianti di depurazione.

Certo si possono studiare tessuti sintetici che non rilascino microplastica, si possono donare ai tessuti naturali qualità simili a quelle dei tessuti sintetici, si possono creare filtri più efficienti, resta il fatto che per queste azioni ci vuole tempo, probabilmente troppo tempo, e denaro, investimenti da parte delle aziende e maggiori costi per noi tutti.

Esiste una soluzione molto pratica, immediata e per nulla costosa: ridurre al minimo possibile l’utilizzo dell’abbigliamento, ovvero recuperare il concetto di normalità del nudo e abbandonare le inutili e innaturali ostilità verso la vita nuda.

Nudismo uguale sostenibilità ambientale ed ecologia, constatazione innegabile e che, oggi, deve necessariamente prendere una posizione di rilievo nella coscienza pubblica, sociale e politica in merito all’ambiente, ai cambiamenti climatici, alla sostenibilità in genere.

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#VivAlpe 2019, un Pizza per dieci


No, nel titolo non c’è un errore, è riferito all’ultima uscita del programma VivAlpe 2019 che, per l’appunto, ci ha portati sul Monte Pizza, il primo dei vari rilievi della lunga cresta che da Bagolino si alza, prima quasi verticalmente poi più dolcemente, a raggiungere la sommità del Dosso Alto.

Breve ma interessante anello, costantemente nel bosco, con una discreta varietà di fondi e di pendenze, ivi compreso un tratto sommitale assistito, più per aiutare in caso di fango che per proteggere, da cordine.

La salita è stata fatta per il versante meridionale dove il bosco e l’incunearsi in una stratta valletta davano protezione dal freddo vento che, in quella giornata, soffiava quasi ininterrottamente. Qualcuno, meno freddoloso, ne ha approfittato per mettersi a nudo: sono le ultime occasioni per poterlo fare all’aperto e si cerca di sfruttarle al massimo.

All’apice ci attende nuovamente il vento, freddo e forte, per cui rimandiamo la sosta pranzo, diamo solo un fugace sguardo al panorama e lestamente ci portiamo al sentiero di rientro.

Dalla vetta vista a picco su Bagolino (foto archivio E. Cinelli)
Sempre dalla vetta, sguardo sul Giogo del Maniva (foto archivio E. Cinelli)

Numerosi stretti tornanti addolciscono di poco la discesa nel ripidissimo canalino del versante settentrionale, pietre smosse e rocce salde contribuiscono a rendere più tecnico e, specie per me e Luise, divertente l’incedere. Qualcuno scende velocemente, altri molto più guardinghi, ma alla fine tutti perveniamo ad una larga piazzola pianeggiante dove il sentiero abbandona il canale per spostarsi in diagonale verso ovest. Qui ci si ferma per pranzare.

Poco a poco il calore accumulato con il cammino lascia spazio al freddo e questo ci distoglie dalle chiacchiere post prandiali invitandoci a riprendere il cammino.

Si scende in un bel bosco misto, il cui fondo a tratti è tappezzato di funghi, tra questi spiccano alcune macchie di chiodini e una bella famiglia dell’allucinogena Amanita Mauscaria: rossa chiazzata di bianco, il classico fungo degli gnomi presente in tante fiabe per bambini.

Attraversata una zona di prati, dove fanno sfoggio di bellezza e colori alcune cascine addobbate di fiori, l’ultima pineta ci riporta a valle nei pressi del parcheggio che lestamente raggiungiamo.

Con il solito panino e birra si conclude l’ultima uscita di VivAlpe 2019 e con essa termina anche il programma escursionistico di Mondo Nudo, anzi avrebbe dovuto terminare perché, dando seguito al coro di richieste per un incontro con cui farci gli auguri di fine anno, mi sono decido a rendere operativa un’idea che già mi balenava per la mente: organizzare un’escursione poco prima di Natale.

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