Archivio mensile:aprile 2022

Montagna: perchè accontentarsi dell’integrazione, passa all’inclusione!


Sentiero 3V "Silvano Cinelli"

Prefazione

Inclusione è una parola che, da almeno un paio di decenni, si utilizza molto al fine di indicare una più evoluta e corretta visione della vita comunitaria e sociale delle persone con disabilità, una visione che si pone come alternativa all’integrazione la quale, a sua volta, si era evoluta a partire dai concetti di esclusione e separazione (o segregazione).

In anni più recenti, l’utilizzo si è naturalmente esteso all’ambito dei migranti e, con un ulteriore salto logico, è possibile trasporlo a tante altre realtà, ivi compresa quella della nostra vita quotidiana, quella della vita in natura e, con relazione al tema di questo blog, quella dell’andare in montagna, sia esso fatto camminando che correndo, sia esso espressione di un corto cammino che di quello lungo e molto lungo.

Cosa differenzia queste quattro visioni della vita comunitaria? Vediamolo in breve.

Esclusione

Il “diverso” (tra virgolette in quanto in realtà siamo…

View original post 378 altre parole

Buona Pasqua


A tutti i costi nudo?


Sarà l’età, sarà che già devo soffrire ogni volta che esco ad allenarmi, sarà la ridotta presenza di massa grassa, fatto sta che, a differenza di altri, nudo mi ci metto solo quando posso starci confortevolmente: che senso ha avere la pelle d’oca, sopportare il tremore del freddo, accettare la sofferenza personale e le nefaste conseguenze sulla salute solo per mettersi nudi anche quando sarebbe meglio non farlo?

Se la questione si fermasse qui, tutto sommato sarebbe inutile farcene un articolo, però ci sono altre considerazioni da fare, considerazioni che ci portano dal libero arbitrio alla comunicazione sociale, creando un discorso importante.

Il voler stare nudi a tutti i costi appare (ed è) un irrefrenabile desiderio che, giorno dopo giorno, mina la nostra salute psichica e, alla fine, sconfina nella fobia (per i vestiti), nell’atteggiamento compulsivo e persino nella psicosi. Già al primo livello, quello dell’irrefrenabile desiderio, l’alterazione comportamentale si percepisce benissimo, la percepiscono tutti coloro che stanno attorno, tutti coloro che, anche per breve tempo, passano vicino e la conseguenza è la comunicazione di un messaggio tutt’altro che favorevole alla rinormalizzazione del corpo e della sua nudità.

Per invogliare le persone a provare la nudità sociale, per convincere la società che il nudo è normale, per indurre le istituzioni a interrompere la loro fobia per il nudo, per pervenire a una rinormalizzazione sociale che permetta a chi lo desidera di vivere nella nudità ovunque e ogni qual volta le temperture lo consantano, il nudo è necessario viverlo in modo normale e non è normale mettersi nudi ad ogni costo!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: